La chiusura dei passi dolomitici è la soluzione al traffico?

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  • 24/08/2016
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Questa estate è tornato in primissimo piano il problema del traffico intorno al gruppo del Sella, la polemica si trascina ormai da più di 10 anni e non si riesce a trovare una soluzione che metta d'accordo tutti.

 

La questione

Il nodo principale del problema è il numero di macchine sui passi dolomitici in costante aumento negli ultimi anni nel periodo estivo, traffico per lo più dei turisti in auto e dei motociclisti, senza contare chi vive nelle valli ladine ed ha necessità di raggiungere i paesi limitrofi.

Da cosa è generato questo continuo aumento del traffico? Mauro Corona, noto scrittore e alpinista, è convinto che il mancato rispetto della montagna sia alla base del problema:

«La gente andrebbe educata. Per tanti, troppi, la montagna è un mordi e fuggi. Vorrebbero arrivare fino alla porta del rifugio col loro Suv, entrare, mangiare e bere all'inverosimile e poi scendersene di nuovo a valle sempre col Suv». 

Se poi consideriamo che quelle stesse strade sono sempre più prese d'assalto dai ciclisti che si trovano a condividere la strada con gli automobilisti il mix diventa esplosivo.

Passo Gardena verso la Val Badia

 

Parliamo principalmente dei passi Gardena e Sella, il primo interamente in Alto Adige e il secondo a metà con il Trentino, ulteriori ipotesi convolgerebbero anche il Pordoi e il Falzarego ma va evidenziato come la regione Veneto e la provincia di Belluno si sono sempre opposte a qualsiasi forma di chiusura dei valichi nel loro territorio.

La questione in inverno passa in secondo piano a causa del minore affollamento delle strade stesse.

 

Le proposte

Sull'argomento sono intervenuti un po' tutti dalla politica ai grandi volti dell'alpinismo come Messner passando per gli addetti turistici, facciamo quindi il punto delle proposte che sono circolate negli ultimi mesi.

 

Il pedaggio

Soluzione proposta da più fronti (tra cui l'assessore ai trasporti della provincia di Bolzano) è l'istituzione di un ticket per automobili e moto che secondo le intenzioni limiterebbe il traffico sull'esperienza del Passo Rombo dove il pedaggio esiste da anni.

L'idea trova favorevoli sia gli operatori turistici che gli abitanti delle valli limitrofe che potrebbero continuare a spostarsi senza limitazioni, inoltre nella proposta dell'assessore Mussner è prevista l'istituzione di bus grauiti sui passi ogni 15 min, mezzi ecologici da 30 posti in luogo dei grandi pullman da 50 posti, finanziati anche dai pedaggi stessi.

In molti però criticano la proposta che sarebbe l'ennesima occasione di far cassa, inoltre laddove è stata introdotto un ticket i passaggi anziché ridursi sarebbero aumentati poiché si accrescerebbe la curiosità dei turisti.
Luca Mercalli, meteorologo e climatologo, porta come esempio l'Austria:

«Basti pensare al Grossglockner, in Austria. Si è imposto un pedaggio, tutt’altro che minimale. Si percorre una strada d’alta quota, panoramica. Ci sono musei incentrati sulla sensibilizzazione ambientale e paesaggistica. La tariffa è elevata. Nonostante questo, i transiti restano innumerevoli. Però, almeno, si incassano denari, da reinvestire poi in progetti ambientali».

Nemmeno sui dati si è trovata una linea comune, infatti anche per il Rombo c'è chi afferma che durante il giorno c'è un via vai di auto e moto che salgono a tutta velocità incrociando pericolosamente i ciclisti, nonostante il pedaggio sia ben 21 e 19 euro rispettivamente per le auto e moto.

 

Chiusura a fasce orarie

Le associazioni ambientaliste e alpinistiche della provincia sono invece convinte che un buon compromesso potrebbe essere la chiusura delle strade in determinate fasce orarie, tutti i giorni almeno nei mesi di luglio e agosto, per esempio dalle 10-11 del mattino fino alle 16-17, a partire dalla Sella Ronda.

L'idea, che trova d'accordo anche molti turisti, da un lato garantirebbe l'assoluta assenza di auto e moto sui passi, con grande vantaggio per tutti i ciclisti ed escursionisti, dall'altro operatori e abitanti si vedrebbero limitare pesantemente la circolabilità tra le valli, costringendo i cittadini a lunghi giri alternativi durante le ore di chiusura, a meno di escudere dal divieto gli abitanti stessi.

 

Chiusure giornaliere

Meno popolare l'ipotesi di chiusure giornaliere una tantum in determinati giorni della stagione estiva, per gli ambientalisti la decisione non sarebbe sufficientemente incisiva e per gli abitanti gli spostamenti sarebbero pesantemente penalizzati nei giorni di chiusura.

Passo Sella con panorama sul Sassolungo e Sassopiatto

 

Proposte alternative a lungo termine

Nel mezzo della discussione torna periodicamente il leitmotiv di un tunnel stradale sotto il Sella che collegerebbe Val Gardena e Val Badia, evitando il passo Gardena e risolvendo così anche il problema delle ripetute chiusure invernali.
Infatti la più penalizzata dalla chiusura dei passi sarebbe proprio la Val Badia che con la chiusura del Gardena vede dilatarsi i tempi di percorrenza verso il capoluogo, motivo per cui periodicamente si cerca una soluzione al tratto più esposto del passo.
Soluzione di difficile realizzazione oltre che per i costi anche per il fatto che Selva Gardena non ha mai visto di buon occhio il tunnel o qualsiasi opera pesante sul Gardena che garantirebbe la piena circolabilità della strada con conseguente aumento del traffico a Selva che invece richiede da anni la circonvallazione proprio per allontanare le auto dal centro.

Non è mancata recentemente anche uno proposta della provincia di Bolzano che vorrebbere una rinascita della storica ferrovia della Val Gardena con un trenino a cremaliera che raggiunga la Val Badia e poi Cortina, opera senza dubbio affascinante e turisticamente valida, ma anche molto costosa (oltre un miliardo di euro) e di complessa realizzazione al giorno d'oggi per via delle valli profondamente antropizzate.

 

In conclusione sembra ancora lontana una decisione definitiva sul tema, voi cosa ne pensate?

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articolo scritto da per SkiForum


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