Nuove polemiche sulla Marmolada: facciamo il punto

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  • 27/04/2016
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Polemiche sulla Marmolada: facciamo il punto

In questi giorni si sono riaccese le polemiche sulla Marmolada e in particolare sul piano di espansione che prevede lo sviluppo della parte trentina, ma cerchiamo di fare il punto della situazione.

Da anni il trentino vorrebbe sviluppare la zona con un accesso dal suo territorio mentre ora la Marmolada è prerogativa del Veneto che, con le sue tre funivie, raggiunge la cima di Punta Rocca, tuttavia va ricordato che il confine passa per Serauta e dunque gran parte della pista Bellunese, come anche il terzo tronco della funivia, insistono nel territorio di Trento.

Da tempo ormai il Veneto lancia accuse verso i trentini che si sono completamente disinteressati della zona, dal rinnovo della concessione del vecchio skilift Sass de Mul alla sistemazione della strada del passo Fedaia.

Il piano del 2012

Nel 2012 si siglò un patto tra la società degli impianti della Marmolada e l'associazione ambientalista Mountain Wilderness, il piano era articolato su diversi punti:

  • riqualificazione della zona con eliminazione di ruderi e vecchi plinti
  • organizzazione dei parcheggi al passo Fedaia
  • messa in sicurezza del passo Fedaia con gazex
  • sostituzione dello skilift Sass de Mul con funivia monocabina Sass de Mul-Serauta
  • demolizione della seggiovia Fedaia-Sass de Mul
  • rimozione del tunnel di acciaio a Serauta
  • sostituzione della cestovia Lago Fedaia-Pian Fiacconi con impianto a bassa portata
  • nuova funivia bifune leggera Pian Fiacconi-Sass Bianchet (senza piste)
  • possibilità di utilizzare teloni geotessili per preservare la neve del ghiacciaio sulle piste, al fine di ridurre il lavoro dei gatti e gli scalini sul manto nevoso
  • nuova ciclabile intorno al lago Fedaia
 

Una delle motivazioni a favore di questi interventi è lo sviluppo del turismo per le strutture del passo che avrebbero un collegamento garantito con Canazei e la possibilità di sfruttare di più il turismo invernale. Dal punto di vista sciistico la zona di Pian Fiacconi rimarrebbe dedicata al freeride e skialp, tutta la zona (da Sass de Mul al Lago Fedaia) sarebbe sfruttabile per lo sci autunnale ed primaverile, garantendo una buon numero di piste con accesso dal lato trentino e veneto.

Inizialmente sembrava che il piano fosse condiviso da tutti, compresa la PAT (Provincia Autonoma di Trento) mentre poi fu criticato dagli imprenditori della Val di Fassa e dallo scorso anno anche da Mountain Wilderness (gli stessi che quel piano lo avevano firmato nemmeno 3 anni fa...).

La posizione della Val di Fassa

I fassani chiedono che il tracciato dell'impianto arrivi direttamente a Punta Rocca, anziché a Sass Bianchet, poiché quest'ultimo sarebbe una zona incontaminata mentre più in alto è già presente l'arrivo della funivia. Inoltre è inutile negare che l'arrivo in cima porterebbe al lato trentino più vantaggi al livello sciistico ed escursionistico oltre a togliere l'esclusiva della Marmolada ai veneti. Infine per come è stato tracciato l'ipotetico impianto la stazione intermedia si troverebbe sopra l'attuale rifugio Pian Fiacconi, tagliandolo fuori dalla maggior parte dei flussi turistici.

La posizione di MW

Di tutt'altro parere gli ambientalisti che adesso escludono categoricamente la costruzione di nuovi impianti, concordano invece con l'ipotesi di sostituzione dell'attuale cestovia, la messa in sicurezza della strada, la costruzione di una ciclabile intorno alla diga e la riqualificazione generale.

Situazione attuale

In questo braccio di ferro fra le varie parti in gioco si inserisce la riqualificazione della parte in concessione alla società di Vascellari (la Marmolada srl) che vorrebbe sostituire il vecchio skilift Sass de Mul (ormai inattivo da anni) con una funivia monocabina con arrivo a Serauta (come descritto nel piano di rilancio del 2012), demolendo anche la seggiovia Fedaia, ormai non più in funzione dal 2012 quando un incendio distrusse la stazione a valle. Per questo impianto la società ha ottenuto un finanziamento dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, ma la PAT nega la concessione e, come per beffa, vuole rinnovare a Vascellari la concessione per la vecchia seggiovia Fedaia di anno in anno (rendendo quindi a rischio qualsiasi investimento sull'impianto).

 

Tra accuse, ripicche e rimpalli di responsabilità arriviamo alla protesta dei giorni scorsi (24 e 25 aprile) dove gli ambientalisti di Mountain Wilderness hanno organizzato un presidio sulla Marmolada per ribadire la loro opposizione ai nuovi impianti, ma dall'altra parte gli operatori dei rifugi sul passo non si sono lasciati sfuggire l'occasione di rispondergli chiudendo le strutture nei giorni del presidio e esponendo alla cestovia un cartello con scritto che "gli ambietalisti non sono graditi" (stesso impianto usato da alcuni di loro per salire in vetta).

 

In conclusione è abbastanza probabile che, come negli ultimi 14 anni, non si faccia nulla se non alzare i toni almeno fino al 2018, data in cui scadrà il rinnovo della concessione della cestovia.

 

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articolo scritto da per SkiForum


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