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Visita allo stabilimento La Sportiva in Val di Fiemme

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  • 14/10/2018
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SkiForum ha avuto il piacere di visitare la sede principale di una delle aziende che rappresentano maggiormente il settore outdoor italiano nel mondo: La Sportiva di Ziano di Fiemme.

la sportiva scarpe arrampicata

 

Oggi gli sport outdoor - corsa in montagna, bouldering, scialpinismo e arrampicata (per citarne alcuni) - non sono più sport di nicchia riservati a pochi super appassionati con un allenamento fuori dal comune, ma sono ormai quasi uno sport comune, tanto sono diffusi e praticati. Negli ultimi anni si è assistito infatti ad una loro vera e propria “esplosione”.

La ragione di questa forte crescita? Sarebbe riduttivo pensare che essa sia legata ad un unico motivo. Molto probabilmente i fattori che stanno radicalmente trasformando il “mondo outdoor” vanno ricercati all’interno di un cambiamento culturale da parte delle persone: più voglia di stare a contatto con la natura, maggior attenzione al benessere e non ultimo il desiderio di staccare la spina ogni tanto. Ma non solo: il miglioramento delle prestazioni e del comfort delle attrezzature di questi sport ha avuto e sta avendo un ruolo altrettanto importante! Ed è in questo “La Sportiva” può dire la sua (e con voce grossa).

 

Innovazione nel cuore della Val di Fiemme

Già nell’atrio dell’azienda, si capisce quali sono i fattori del suo successo: innovazione, passione e pratica “reale e concreta” degli sport outdoor (tutti i dipendenti incontrati, chi più chi meno, pratica sport outdoor). Tra le bacheche con i modelli delle scarpe che hanno fatto la storia dell’azienda fa bella mostra di sé anche un attestato di partecipazione – scritto a mano - ad una fiera. Niente di straordinario, se non fosse per la data: 1928. Quando cioè il turismo in montagna era per pochi, anzi pochissimi, quando la montagna non aveva ancora quel sapore di posto incantato che ha oggi, ma rappresentava un terreno in cui vivere era una sfida continua… e già allora il signor “Dell’Addio Ciso” da Cavalese andava fino a Milano per presentare i suoi prodotti presso la Campionaria Internazionale. Lo spirito imprenditoriale e lo sguardo proiettato verso il futuro c’erano già e questo ha sempre caratterizzato La Sportiva. E la caratterizza ancora oggi.

 

La storia

L’azienda La Sportiva nasce in anni in cui lo scarpone da scialpinismo iper-tecnologico non era ancora un bisogno… Ufficialmente nasce nel 1928 fondata da Narciso Delladio, nel paese trentino di Tesero come bottega artigianale per costruire zoccoli in legno (eh sì eravamo lontani dall’attuale fibra di carbonio) e scarponi in pelle destinati ai boscaioli della Val di Fiemme. I clienti del signor Narciso evidentemente si dimostrarono fin da subito molto esigenti (come gli sportivi di oggi d’altronde) e questo lo spinse a migliorare i suoi prodotti. Tanto da arrivare già negli anni 40 ad uno dei più apprezzati brevetti per allacciare le scarpe, che rimase punto di riferimento per il mondo calzaturiero per molto tempo.

brevetto

 

La svolta per noi sciatori però arrivò negli anni ’50 quando Francesco - uno dei figli di Narciso – entrò in azienda. Il laboratorio – divenuto nel frattempo più grande e moderno dell’iniziale bottega artigianale - si spostò alla periferia di Tesero, e vide la produzione dei primi moderni scarponi da sci in cuoio. E negli anni ’60 l’azienda cominciò ad essere conosciuta e a vendere in tutta Italia.

scarponi da sci in cuoio

 

Ma è con la terza generazione che La Sportiva fa il salto di qualità. Le sue scarpette per l’arrampicata, morbide e leggere, stravolgono la tecnica alpinistica permettendo a numerosi atleti di conquistare cime e vie impensabili fino a poco tempo prima. Ed anche nell’alpinismo La Sportiva porta un contributo tecnologico che rivoluziona il settore: la tomaia intera.

Per arrivare poi agli Anni ’80 con uno dei prodotti tuttora simbolo dell’azienda fiemmese: la celeberrima scarpetta gialla e viola. Una scarpetta calzata dai più forti climber del periodo e tuttora oggetto da collezione.

Nel 1996 l’azienda si è spostata a Ziano di Fiemme in un nuovo e più grande stabilimento produttivo, mantenendo però inalterata l’attenzione per le innovazioni. E a questi anni risale l’introduzione del “bordone in gomma” applicato agli scarponi da alpinismo.

Nel frattempo La Sportiva sfrutta le sue competenze calzaturiere per lanciare nel 2000 la linea “mountain running”. Non appena questo settore è avviato l’avventura dell’azienda prosegue nel mercato dell’abbigliamento outdoor. E finalmente La Sportiva approda ai prodotti che più ci interessano: il debutto nel settore dello scialpinismo. La presentazione dello scarpone ad altissime prestazioni - completamente in fibra di carbonio - “Stratos” segna l’ingresso dell’azienda in questo mondo. Un debutto davvero “esplosivo”.

scarpone stratos

 

La ricerca continua anche ai giorni nostri

L’attenzione e la propensione all’innovazione si respira in ogni angolo dell’azienda: continuando la mia passeggiata mi imbatto in modelli di scarpone dotati di sensori di misura della deformazione e degli sforzi. Si parla spesso di Internet of Thing e di digitalizzazione dei processi: non immaginavo però si potesse arrivare a tanto e spingersi fino a questo punto.

sensori iot e scarponi da scialpinismo

 

La Sportiva ha collaborato con Università e Centri di Ricerca del Trentino attivando progetti di ricerca che grazie all’elettronica potessero fornire informazioni utili per ottimizzare gli spessori, i pesi e la scelta dei materiali degli scarponi da scialpinismo. I fili rossi che si vedono in foto sono dei conduttori che portano l’informazione registrata dai sensori alla piastrina che vedete nel puntale. Queste misure opportunamente raccolte possono dare un’idea di come, realmente, si deforma, stressa (nel senso meccanico del termine) e muove lo scarpone in funzione dell’attività che si sta facendo. Grazie ai dati raccolti gli ingegneri de La Sportiva hanno potuto osservare il comportamento dello scarpone sia in fase di salita che di discesa. Da questa sperimentazione hanno raccolto informazioni molto preziose su dove irrobustire lo scarpone aumentando lo spessore del materiale e su dove alleggerirlo senza rischiare eccessive deformazioni e quindi perdite di prestazioni.

 

Prodotti di qualità che nascono da un mix tra innovazione e arte calzaturiera

Produrre scarpe e scarponi di alta gamma può essere considerata un’arte. Ci sono un’infinità di piccole accortezze, gesti e procedure che nell’arco di quasi 100 anni hanno fatto in modo che le scarpe prodotte a Ziano di Fiemme acquistassero quelle caratteristiche di qualità che tutto il mondo gli riconoscono. Sono “trucchi” nati dal lavoro artigianale, segreti che solamente lavorando il prodotto “a mano” si possono “rubare” alla materia. Dettagli nel modo di lavorare che si tramandano da generazioni, come preziosi segreti di un’arte antica.

Ed è proprio l’unione dell’innovazione tecnologica estrema con “l’artigianalità” calzaturiera uno dei punti di forza dell’azienda La Sportiva. E visitando i reparti produttivi, Luca Mich - che si occupa di marketing - mi ha raccontato di procedure tramandate gelosamente da artigiano ad artigiano che difficilmente possono essere scoperte dalla ricerca. D’altronde solo il lavoro manuale permette di scoprire la validità di alcuni accorgimenti nel gestire la colla, o l’efficacia di alcune tecniche per stendere il cuoio sulle macchine, etc.

Sono segreti che non possono uscire dalla fabbrica: ci sono infatti speciali macchinari specificatamente progettati e costruiti “in casa” le cui forme e movimenti concentrano e concretizzano decenni di innovazione “sul campo”.

artigianalità ed innovazione

 

Etica e sostenibilità

Poiché l’azienda La Sportiva è ubicata nel cuore della Val di Fiemme non poteva non adottare tutte le tecnologie disponibili per ridurre l’impatto ambientale dello stabilimento. La reale attenzione per la sostenibilità si vede già negli impianti che generano l’energia per capannoni ed uffici. Un impianto fotovoltaico abbinato a una moderna pompa di calore si occupa di climatizzare - sia in estate che in inverno - gli showroom e parte degli uffici.

La rimanente quota di energia elettrica non coperta dal fotovoltaico e necessaria per gli impianti produttivi dello stabilimento proviene al 100% da energia verde certificata.

fonti rinnovabili

 

Per quanto riguarda il consumo di acqua, già dal 2011 per il lavaggio è stato introdotto un processo a ciclo chiuso che permette di risparmiare gran parte dell’acqua altrimenti consumata. Come si suol dire “musica per le mie orecchie” quando ho sentito raccontare che per i materiali di scarto si fa quanto più possibile per attuare concretamente l’approccio dell’economia circolare.

L’attenzione per l’ambiente d’altronde è presente lungo tutta la filiera. In produzione ad esempio il taglio LASER del pellame viene fatto calcolando con precisione come e dove disporre le forme da tagliare all’interno della pelle grezza al fine di sprecare meno pellame possibile. Pellame fornito da aziende italiane del distretto conciario di Arzignano dove si producono i migliori pellami del mondo.

taglio pelle ottimizzato

 

Inoltre il 2018 si è aperto all’insegna della trasparenza con la pubblicazione del primo bilancio di sostenibilità. Si tratta di un documento contenente tutte le attività messe in campo dall’azienda per il rispetto ambientale e sociale. Per chi fosse interessato, il bilancio è disponibile sul sito dell’azienda al link: https://www.lasportiva.com/it/csr

 

Factory Shop

Ed infine, notizia sicuramente interessante, a meno di 100 m dallo stabilimento vi è un grande e sempre ben rifornito factory shop… Beati quelli che abitano nei pressi della Val di Fiemme.

factory shop

articolo scritto da per SkiForum


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