Valeria Ghezzi: «Impianti e outdoor possono convivere»

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  • 30/10/2017
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In questi ultimi mesi il Passo Rolle è stato al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica per la vicenda del fallimento degli impianti. Da un lato la proposta di Lorenzo Delladio, a.d. de La Sportiva, con "La Sportiva Outdoor Paradise" che prevedeva lo smantellamento degli impianti, la creazione di un resort di lusso diffuso e la realizzazione di un polo per l’outdoor, dall’altro tutti coloro che pensano che lo sci alpino possa avere ancora un ruolo centrale nel turismo del passo Rolle, specialmente se supportato con il collegamento con San Martino.

Valeria Ghezzi, presidente dell'ANEF nonché figura di spicco nella valle del Primiero, risponde ad alcune domande di Skiforum.it riguardo la vicenda e al futuro di San Martino di Castrozza.

© Nicolò Miana

La vicenda SITR e il rilancio del Rolle

Durante l’estate è arrivata l’offerta di Imprese e Territorio per l'acquisizione delle quote della SITR: a che punto è la trattativa? Si tornerà a sciare al Tognazza per la prossima stagione invernale?

«La vicenda di Passo Rolle ha inizio molto prima dell’estate. Imprese e Territorio già a dicembre 2016 si era offerta di affittare gli impianti per garantire il funzionamento nella stagione invernale. Purtroppo la nostra proposta per vari motivi è caduta nel vuoto. Oggi la trattativa è conclusa e IT (Imprese e Territorio, ndr) ha rilevato il 98% delle quote di Sitr. Già a settembre IT aveva ottenuto da SITR il permesso di fare le manutenzioni. Quindi oggi siamo tranquilli: i 3 impianti possono essere aperti regolarmente e l’impianto di innevamento funziona. Si scierà sulla Paradiso e su tutto il versante!

Tutto il passo tornerà a regime… speriamo anche con un po’ di neve naturale».

Delladio ha recentemente dichiarato di rinunciare all'idea "La Sportiva Outdoor Paradise", sembrerebbe quindi che non possa convivere lo sci alpino e gli impianti con gli altri sport come il freeride, lo scialpinsmo, il nordic walking etc; secondo lei si può trovare un punto di equilibrio?

«Ognuno è libero di pensare quello che vuole e Delladio ha fatto della demolizione degli impianti il vero cuore della sua idea. Su questo né io, né i colleghi siamo d’accordo. Sci e attività outdoor possono convivere ed anzi spesso gli sci alpinisti utilizzano gli impianti per portarsi in quota e poi partire per gite lontano dagli impianti. Aggiungo che non esiste contrapposizione tra un progetto green e gli impianti, perché gli impianti a fune sono green. Sono un mezzo di trasporto che si muove con energia rinnovabile, che nelle grandi città è considerato alternativa sostenibile al trasporto su gomma e soprattutto rendono la montagna accessibile a tutti. Senza impianti la montagna diventerebbe elitaria… solo per i pochi in grado di salire a piedi… e non sarebbe giusto. Inoltre una montagna per pochi non garantirebbe i livelli occupazionali dello sci e di tutto il suo indotto, con conseguente abbandono della montagna. E abbandono = degrado del territorio!»

Nel futuro su cosa dovrà puntare il Rolle per rilanciarsi? i nuovi gestori farebbero bene ad aprire all’idea di un'eventuale collaborazione con Delladio per diversificare l'offerta turistica verso scialpinismo, freeride e sport collegati?

«Dal primo giorno noi abbiamo chiesto a Delladio di considerare che al Rolle c’è spazio per lo sci e per l’outdoor. La diversificazione dell’offerta a Rolle ed in tutto il Primiero è già realtà. Noi non abbiamo contestato l’idea di Delladio. Abbiamo contestato e contestiamo la richiesta di gestione esclusiva del territorio. Passo Rolle è grande, è patrimonio Unesco e non può e non deve andare in gestione esclusiva ad un’azienda privata. Passo Rolle è un’icona dello sci in Italia e sulle Alpi. Inoltre si situa a 2000m,  quota alla quale neppure i più pessimisti han mai messo in dubbio lo sci. Perché buttarlo via? E poi la demolizione degli impianti è sempre stata presentata come un’esigenza di marketing. E delineare il futuro di un territorio per il marketing di un’azienda privata mi pare profondamente sbagliato.

Da presidente Anef osservo: il consumo di territorio da parte di impianti e piste da sci, su tutto l’arco alpino, Dolomiti comprese, è irrisorio. Se proprio gli impianti sono infrastrutture insopportabili per Delladio… spazi meravigliosi e suggestivi dove attuare un’idea come quella della Sportiva ce ne sono davvero tanti!

Infine: Delladio ha presentato un’idea e qualche immagine di repertorio. Non un numero, non un dato, nessun progetto… Voleva comprare per un euro. Ma se il progetto (che nessuno ha visto) era così importante, nulla gli vietava di rilanciare. Noi forse ci saremmo fermati, per difficoltà oggettive nel reperire ulteriori risorse. Purtroppo l’unico interesse vero sembrava essere la demolizione degli impianti, perché nessuno altrimenti lo ha mai ostacolato, anzi!

IT ha avviato la ripartenza del passo e per farlo ha messo sul piatto 900.000,00€ di soldi privati. Perché si parla solo dei soldi privati (teorici) di Delladio? Quelli di Primiero/IT sono forse meno buoni?»

 

Il futuro della skiarea del passo Rolle

Tornando allo sci alpino quali pensa che siano gli investimenti indispensabili per la skiarea? si è parlato per anni di unire sci ai piedi la zona del Castellazzo con la Paradiso tramite un sovrapasso ma al momento non sembra essere la priorità del protocollo di intesa

«La priorità del Rolle oggi è certamente l’innevamento. C’è poca acqua e la Castellazzo ha un impianto minimale. A ruota il collegamento tra le due ski aree è fondamentale. Gli impianti sono datati, ma non malmessi e il fascino di una sciata al Passo resta intatto.

Certo che anche il decoro urbano che non dipende dagli impiantisti (ad es. la demolizione dell’Albergo Rolle) è importantissimo. E poi… passiamo alla domanda successiva, che mi pare la più importante!»

Collegamento San Martino-Rolle: quanto è importante il collegamento per il Rolle e quanto per San Martino? quali potrebbero essere le tempistiche per vedere l'avvio dei lavori?

«È la vera priorità del Rolle e di San Martino. Questo collegamento sarà anche il volano degli investimenti futuri per il rinnovamento degli impianti su entrambe le ski aree. Adesso la nostra sfida è far ripartire il Rolle e far finanziare quest’opera. E’ fondamentale tener fede al protocollo e noi ci siamo! Dovrebbe trattarsi di mobilità alternativa, perché può sostituirsi alla strada nell’unire le due località, ma va inserita nella finanziaria della Provincia. Poi noi siamo disponibili a gestirla.

A parole tutti lo vogliono, speriamo di vedere presto anche i fatti».

Un altro problema cronico del Passo Rolle è il collegamento stradale, la provincia aveva annunciato diversi interventi per risolvere il problema della chiusura dell’arteria stradale in caso di nevicate. Ci sono progetti concreti su questo fronte?

«Si sta discutendo su quale sia la soluzione migliore. Ma vista l’importanza del collegamento stradale, ci aspettiamo un intervento a breve».

 

Uno sguardo a San Martino

Nel protocollo di intesa si parla anche di rinnovo della skiarea, in particolare per la cabinovia del Ces non si è raggiunta la quota di 2 milioni per avviare i lavori, ci sono speranze di veder realizzato l'impianto nel 2018? 

«La quota di 2 milioni è stata raggiunta in parte attraverso nuovi soci (tra cui anche Tognola) ed in parte in autofinanziamento. Stiamo predisponendo in questi giorni il bando di gara per l’appalto della cabinovia e sono certa che la inaugureremo a fine novembre 2018!»

Infine, rimanendo in tema di ammodernamento degli impianti, anche al Tognola in molti ritengono sia fondamentale il completamento del rinnovamento iniziato con il nuovo bacino idrico nel 2015: la sostituzione dei due impianti di Cima Tognola rientra sempre nei Vostri programmi?

«La realizzazione di una 6 posti AA ed una quadriposto sul versante di Cima Tognola sarà il nostro prossimo investimento importante. Certo in questo momento Tognola ha scelto di investire anche sulle ski aree di Ces e del Rolle, perché ritiene che il prodotto San Martino Rolle sia un unicum di fondamentale importanza per il nostro turismo. Con una buona stagione invernale (dopo 3 anni di siccità, speriamo proprio!) questo non dovrebbe ritardare troppo il rinnovamento degli impianti di Tognola».

 

articolo scritto da per SkiForum


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