Passo Rolle senza impianti: c'è un futuro?

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  • 29/06/2017
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Da qualche settimana si parla del progetto presentato da La Sportiva, il noto marchio di Ziano di Fiemme che si occupa di calzature e abbigliamento sportivo da montagna, di acquisto degli impianti del Passo Rolle-Paradiso per farne una località "green" alternativa allo sci alpino.

L’idea dell’amministratore delegato Lorenzo Delladio sarebbe quella di rilevare gli impianti della SITR (il gestore delle seggiovie Campo Scuola Cimon, Ferrari e Paradiso) che attualmente è in fase di liquidazione, per poi smantellarli e rivenderli. Al loro posto un resort di lusso nei pressi dell’arrivo della seggiovia Paradiso da 5.000 metri cubi e una “show room” naturale per i propri prodotti con largo spazio a scialpinisti, freeride e trekking.

La skiarea del Cimon - Paradiso che verrebbe dismessa

 

Un progetto definito da molti innovativo e coraggioso, visto da abitanti e imprenditori locali come una delle ultime ancore di salvezza per il Passo Rolle dopo il totale disinteresse verso il Primiero da parte della provincia di Trento.

 

Quale prospettiva per il futuro?

L’idea di Delladio è chiara e dal punto di vista commerciale potrebbe funzionare poiché creerebbe quel legame indissolubile tra il marchio La Sportiva e il Cimon della Pala, simbolo del Rolle e una tra le cime più belle delle dolomiti, ma a livello turistico?

Se ad una prima lettura il progetto del "green resort" potrebbe sembrare una valida alternativa, in realtà qualcosa nel concetto di rilancio di scialpinismo e freeride non funziona.

Chi frequenta la zona ha ben chiaro che la parte più bella paesaggisticamente e per la pratica dello scialpinismo è quella della Castellazzo che però non rientra nel progetto de La Sportiva poiché fa capo ad un’altra società di impianti. Quindi che motivo avrebbero gli skialper a salire con le pelli in una zona che poco si presta alla pratica di questo sport e peraltro rimane relativamente lontana dal Cimon della Pala?

Scialpinismo al Passo Rolle-Castellazzo - © foto Nicolò Miana

 

Inoltre è abbastanza sorprendente che si parli di sviluppo del freeride in una zona dove si vogliono smantellare gli impianti, dal momento che questa disciplina prevede una risalita meccanizzata proprio per le caratteristiche dei materiali utilizzati. Se analizziamo la conformazione del Passo Rolle la zona ideale per la pratica del freeride è proprio quella del Paradiso per via delle giuste pendenze che sulla Castellazzo sono troppo esigue. Non è quindi un controsenso dire di voler sviluppare il freeride e allo stesso tempo togliere la risalita sull’unico pendio adatto alla pratica di questo sport?

Basta un giro in zona in pieno inverno per rendersi conto che, già oggi, la zona è piena di scialpinisti e freerider, tanto che dopo una nevicata il pendio della Paradiso è completamente tracciato, quindi il progetto che valore aggiunto porterebbe se non allontanare gli amanti della powder e la costruzione del megaresort a monte?

 

Un progetto realmente green?

Basta inserire la parola green che tutto diventa ecologico e sostenibile, ma è realmente così? Ci domandiamo dove sia la sostenibilità nel costruire 5000 metri cubi a 2191 metri di altitudine. Gli ospiti come raggiungeranno la struttura? In elicottero? Con i quod in estate e battipista in inverno? Si può definire green tutto ciò o più realisticamente è una buona operazione di marketing?

 

Il futuro del collegamento e di San Martino

Dopo le indiscrezioni sul progetto la provincia si è fatta sentire appoggiandolo e rilanciando al tempo stesso il collegamento tra San Martino di Castrozza e il Passo Rolle, definito indispensabile per la sopravvivenza del paese.

Tuttavia ci domandiamo, alla luce della possibile dismissione delle seggiovie del Tognazza, a cosa servirà un collegamento, il cui costo tra impianto e pista ammonterà verosimilmente ad una ventina di milioni di euro, che porterà nel nulla? Al Rolle infatti rimarrebbero solo i due impianti della Castellazzo con i tre tracciati della seggiovia, oltre alle due piste campo scuola servite dallo skilift. Che interesse avrebbero gli sciatori a sorbirsi tra i 10 e 15 minuti di cabinovia per accedere in maniera non semplice (la cabinovia arriverebbe sui dimissionandi impianti del Tognazza e non alla Castellazzo) a una manciata di piste di dubbia bellezza tecnica per poi tornare a valle prendendo un pezzo di cabinovia in discesa (la pista di rientro è prevista solo da Malga Fosse verso valle)?

Pista dello skilift Passo Rolle e sfondo sul Cimon della Pala

 

Non si rischia di commettere lo stesso errore della funicolare dove nessun imprenditore si è presentato per la gestione dell’impianto senza pista, dunque non economicamente sostenibile, nonostante gli oltre 40 milioni stanziati per la costruzione? A maggior ragione che quest’anno in valle non si è riusciti a raggiungere la cifra di 2 milioni necessaria per far partire i lavori della nuova cabinovia del Ces.

 

In conclusione le nostre considerazioni, più che una critica, sono da considerarsi come una riflessione volta ad evitare di commettere gli stessi errori del passato. In attesa della presentazione ufficiale del progetto, non ci resta che sperare in un serio rilancio della zona.

 

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articolo scritto da per SkiForum


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