Nerd 2.0 - Geologia delle Dolomiti

madflyhalf

Skifoso assolato che fa l'aperitivo
Per chi fosse un secchione come me, affascinato da ogni granello di roccia che incontra sotto il proprio naso, vorrei condividere con voi alcuni interessantissimi :)D) contenuti riguardanti la geologia delle Dolomiti.

Video e pagine web dedicate all'orogenesi dei nostri amati Monti Pallidi, rare perle geologiche che rallegrano e colorano una banale valanga di di ghiaia vulcanica che ricopre questo pianeta.

Datati, ma ben fatti:





Che tra l'altro ci spiegano come mai ci troviamo a volte ad avere stratigrafie orizzontali (formazioni di Dolomia principale varia, sedimenti di ex atolli e lagune), mentre tante altre volte abbiamo immense e e verticali scarpate di Dolomia apparentemente per nulla stratificata (cd Dolomia di scogliera)

http://www.anisn.it/nuovosito/le-montagne-isole-la-storia-delle-dolomiti/


Segnalo inoltre un interessantissimo (! :D) itinerario nella val Biois, metterò qualche foto recente, in una valle laterale quella del torrente Gavon, che confluisce nel Biois poco prima dopo Caviola, e che porta fino alla Malga Bosch Brusà.

https://www.agordinodolomiti.it/it_...lcade-escursioni-a-falcade-agordino-dolomiti/

Si tratta di un bellissimo spaccato geologico della valle e delle Dolomiti, in un ambiente che unisce calcari della catena del Costabella, Dolomie delle Cime dell'Auta (e Pale di San Martino di fronte a voi), a intrusioni vulcaniche del Sasso Nero, ma anche cimon della Stia (di fronte), e i profidi scavati dal torrente.
Il tutto poggiato su un affioramento di arenarie della Val Gardena (molto esposte in tutta la valle, compreso il passo Valles e poi fino al Rolle), con strati di gesso (c'è una cava proprio all'inizio della valle del Gavon), conglomerati di ciottoli cementati lungo il sentiero e vicino a Bosch Brusà (sotto la Palazza), calcari e marne nere.

In vendita alla Coop di Falcade il relativo libro guida di questo sentiero
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Onesto prezzo di 15€


Intrippatevi con le magnifiche storie delle Dolomiti!


Stupendo
 
Uno dei più grandi spaccati geologici a cielo aperto è il Gruppo Sella, un perfetto atollo corallino vecchi di 300.000.000 di anni

Piz Ciavazes le sue meravigliose dolomie di scogliera ricche di vie solide e roccia compattissima, nella parte bassa in particolare ma anche dopo la cengia dei Camosci
e una cima ghiaiosissima
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Applichiamo un po' gli studi fatti sinora
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In diagonale nella parte inferiore, si notano anche le brecce, ovvero fratture e frane sottomarine che si riempiono di materiale di crollo della scogliera corallina (vedi anche a sx nella foto dove ci sono le Torri del Sella)

Stesso discorso per l'imponente parete ovest del Sass Pordoi, dove però la grande cengia mediana mostra un cambio della parete, improvvisamente a quella quota compare la dolomia lagunare
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Dal lato invece di Fodom, il Piz Boè mostra una zona più mista, probabilmente lo spaccato di un interno di laguna, non per niente questo lato è quello dove la roccia è meno compatta.
Verosimilmente quindi, l'Altopiano del Boè è una parte interna dell'antico atollo, di cui però ormai si è quasi persa traccia della scogliera, se non per la parte più sudoccidentale (in corrispondenza del Sass Pordoi appunto)
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Viceversa l'altopiano delle Mesules, è proprio il bordo della scarpata!


Alpinisticamente, il Sella offre il meglio di sè proprio dal Sass Pordoi, lungo i suoi versanti girando in senso orario, fino al Mur de Pissadù, dove poco dopo la Val di Mesdì spezza in 2 il gruppo, portando appunto alla suddivisione tra Altopiano delle Mesules e Altopiano del Boè, dove le arrampicate su ottima roccia sono poche ed essenzialmente sul Piz da Lech e poco intorno (tra l'altro sulla faccia che guarda l'interno del gruppo)
 
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Una delle più interessanti zone delle Dolomiti, dal punto di vista geologico, è proprio la zona della val Biois.

Come accennavo nel primo messaggio, bellissima la zona tra le frazioni Marmolade, Valt e poi da Barezze fino a malga Bosch Brusà, lungo il torrente Gavon, ma anche quella del passo Valles!

Allora perché non unire un po' di curiosità, con una cima panoramicissima che richiede sì e no 1h10 di buon passo non allenato, tra andata e ritorno?

Ecco qui Cima Valles o, come riportato su alcune mappe, Cima Venegia: spartiacque tra val Biois e val di Femme, tra Cordevole e Avisio, tra Piave e Adige!
Tormentata nel suo profilo, di sedimenti di ogni tipo: il porfido delle rocce vulcaniche, consumato dalle ere geologiche che è diventato arenaria (simile alle formazioni della val Gardena), le marne argillose, ovviamente calcari e dolomie, tufo ed evaporiti!
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La cosa più interessante di questo piccolo itinerario sono proprio le evaporiti, filoni di gesso che lasciano le loro striature nei sedimenti a vista dalla strada del Passo (lato di Fiemme)
Qui le si vede da sopra
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Come detto itinerario facile, nemmeno tabellato, con qualche paletto per i bi-ruotisti
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Non c'è molto da camminare in generale, figuriamoci per trovare due rocce degne di nota! Ecco subito i primi gessi!
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Non si tratta di selenite, ovviamente! Quello è il gesso cristallizzato tipico della vena Romagnola, che va da... beh ovunque emerga la crisi di salinità del Messiniano tra la Repubblica di San Marino e Zaragoza, quella è la pietra di casa, su cui si basano letteralmente metà dei palazzi e torri medievali e rinascimentali di Bologna (e sono tutt'ora tanti ancora lì, tra cui il basamento della torre degli Asinelli e della Garisenda).

Questi sono gessi triassici, con più di 250 milioni di anni, all'apparenza marmo (ivi il toponimo Marmolada presente in val Biois e legato appunto a cave di gesso tra Caviola e Falcade), ma ovviamente molto più fragile
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Il sentiero è banalissimo con 2 strappi: il primo subito, ad ammazzarti la digestione nel tuo tragitto post pranzo, mentre le donne fanno la nanna a casa, infine uno finale sotto la forcella Venegia. Altri 2 tratti, un molto dolce in costa ben visibile dalla strada lato Biois, e uno da forcella Venegia a cima Valles (o Venegia), quest'ultimo dal sapore di un fuorivia Appenninico: paleo-trekking (nel senso di palèo), con la sola differenza della frequente presenza di prodotti (scarti...) di pascolo di bovini ed equini.

Per fortuna che dopo il primo immediato strappo, c'è da rifiatare in un affioramento di una bellissima formazione di evaporiti, vista Laresei, Capanna Passo Valles
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Dopo aver fotografato cristalli sagomati da qualche milione di anni e dalle attuali intemperie, si prosegue per il tratto dolce, anche questo di sapore appenninico, o comunque non completamente Dolomitico: le formazioni di cima Venegiota, Cimon della Stia e infine cime Pape, con le propagini nord del Mulàz nascoste dalle nebbie, regalano uno scorcio atipico!
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Così tra una bolata di inutili laricini (suillus grevillei, ex boletus elegans)
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Qualche raro sasso di dolomia con annesso addomesticato segnavia
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inequivocabili tracce di...
...fuorilegge!
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Prosegue il cammino con bei panorami, verso malga Valès Alt, i piani della Sussistenza con la pista Saline (nomen omen in questa zona...), dietro le cime dell'Auta che ingannano in molti, tra cui qualche forumer, Pelmo e Civetta col cappello a tesa larga!
Sotto i due bei cucuzzoli, che quasi si fermano in mezzo alla Val Biois, Col di Frena e Forcella Lagazzon da cui partono i principali itinerari per Cime dell'Auta, e il monte sopra il bellissimo paese di San Tomaso Agordino, con Forcella Santomaso (non carreggiabile)
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Sotto un masso di Dolomia, un ricordo per noi: che la libertà non è mai scontata, che in questa valle il sangue di tanti eroi ha scorso a fiumi in una guerra molto più vicina di quella mitizzata dalla regione Veneto.
Tanti cognomi di valle risuonano orgogliosamente nella lotta al nazifascismo, Ganz in questo caso, ma anche i Murer (e partigiano fu anche il grande scultore Augusto, maestro di Mauro Corona), così anche il grande Attilio Tissi, di Vallada.
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A monte, arenarie!
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Qui tutto ha un colore diverso, anche i calcari (gen.): un po' di rosso ammonitico, un po' di verde ehm... boh grigio-verdi?
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E le belle rosse arenarie! Quarzose più dell'Appennino (che però è spesso ricco di cristalli di quarzo liberi nel terreno, di cui ne raccolgo tantissimi al Corno)
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Qui questa roccia sedimentaria è frutto di una lenta erosione (e poi risedimentazione) delle tante intrusioni di profido nei basamenti di molte zone tra val di Cembra, Fiemme e Laresei.
Lo strato di arenarie della Val Gardena che affiorano qui, raggiunge in zona Bosch Brusà (altro lato della valle) i 150m di spessore, venivano scavate a mano per produrre una sabbia finissima (Sabiòn, toponimo anch'esso presente in valle), utile a due cose importantissime:
1) creare la pietra refrattaria per i fornèl (in agordino si chiamano così, ma sono state altoatesinizzate in stube) delle case
2) lucidare gli strumenti in rame, prodotti nelle miniere e nei forni delle varie valli

Ecco il secondo strappetto, almeno questo va a tornanti, ci si guarda indietro verso Capanna passo Valles, casera Pradazzo e la SP che scende a Caversòn e poi Falcade
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Si guadagna la panoramicissima sella, forcella Venegia, con 3/4 di Mulàz, Bureloni, Vezzana e Cimon della Pala
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Zoom sul Travignolo (ghiacciaio) e la piana da cui poi sorge l'omonimo Torrente, il becco del Cimone che gioca a nascondino
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Il tempo pomeridiano è incerto, quindi non mi fermo molto, gita da pensionato, ma almeno una cima la devo staccare!
Certo che anche se coperto, non è mica male: val Venegia e il Castellaz sotto, là lontano il Lagorai parte per la sua lunga cavalcata verso sudovest
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Dietro di me quella bellezza della nord del Mulaz, col suo pilastro grigio che mai scalerò perché proprio non è nemmeno nel mio interesse (VII- o VI+/A0 sai che bazza😅)
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Proseguire!
Labile palèo-traccia, ne sbaglio anche una trovandomi su un terrazzino erboso pieno di... ehm... recenti residuati bellici. Torno sui miei passi, andiamo dritto per dritto quasi sul filo di cresta
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Qua vere trincee, postazione sicuramente ambita fino a 104 anni fa
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Tra muretti a secco si vede la cima... Valles o Venegia?
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Valles!
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Dalla vetta gli occhi si riempiono, perché il sole mi regala uno squarcio, velocissimo, come devo essere io: se la bimba si sveglia e non arrivo in casa nel giro di 20' saranno brontolate :D
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Laggiù, molto giù, il lago di Paneveggio
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Altro residuato bellico recente: una mina! Attenzione a metterci sopra i piedi!
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Constatato che la mia auto è ancora là, occorre fare in fretta!
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Però emergono le punte :) con la travagliatissima cresta del Cimon della Pala, che quando sei al bivacco Bolver-Lugli, ti tocca ancora 1h per fare 100m netti di dislivello su un saliscendi di rotture infinite tra torri, torrette e gendarmi, fino ai 3184 della vetta!
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Meglio salire per lo spigolone nordovest, o no?! Prima o poi mi affitto una guida, perché a fare un percorso sì scabroso non trovo più nessuno dei moderni climber amici miei
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La sponda assolata della val Biois, un angolo di Sappade e sotto Falcade
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Mal d'arenaria!
Oh Sandstone, where art thou?!
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Mentre scendo... ecco i clandestini (ci ruberanno anche loro il lavoro)?!?
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Con un cartello così eloquente a inizio percorso, sono col coltello tra i denti: prometto a me stesso che non muoverò un centimetro e andrò dritto per la mia strada. E gliene dirò 4.
Si fermano loro a debita distanza, mi scrutano.
Sono l'uomo col fucile.
Salutano per primi.
Contraccambio con un mezzo sorriso.
Tutto sommato sono un bonaccione.

Rallentando il passo, una meraviglia a fianco a me! Su un piccolo sasso di Dolomia, formazioni fossilifere di fondale marino! E' una rarità trovar fossili in dolomie e calcari, è piccolino sta comodamente nello zainetto, ma... che me ne faccio che 2 anni fa tutti i miei sassi li ho portati in cantina? Starà là ad ammagliare qualche raro nerd di passaggio!
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Canaloni sulla via del rientro
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La prova che non dico cazzate: è gesso!
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Un ricordo di quanto facilmente si scioglie alle intemperie! Qui andava sotto almeno 40cm
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Zebrate
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Tra porfidi e prati
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Capanna in vista
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Uno sguardo indietro al mio 270m D+ in 1h10 a/r compreso foto e viaggio mentale per descrizione, arrivo al baule della macchina per cambiarmi le scarpe.
Sguardo al telefono: la piccola ancora dorme! Yeah!
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Un ricordo per quando sarà grande: gesso ferroso
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Panoramicamente, geologicamente, è tutto quel che potevo dare :D
60 foto per 1h10 di camminata, di cui la metà sono foto di sassi.

Alla prossima secchionata!
 

Allegati

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Ottimo e abbondante, grazie!

PS: le tue prove con il gesso mi hanno fatto venire in mente la scala di Mohs. La conosci? Ti eri portato appresso un vetrino?
 

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Uno dei più grandi spaccati geologici a cielo aperto è il Gruppo Sella, un perfetto atollo corallino vecchi di 300.000.000 di anni
Magari la risposta l'hai già data tra le righe, ma ammetto di non aver letto tutto il papiro, quindi faccio la domanda più tipica degli ignoranti in materia: ma per avere oggi un atollo a 3000 mslm, è lui a essersi alzato di quella quota rispetto al mare, o una volta il mare era 3 km più alto di adesso? O una combinazione delle 2?
 
Geologicamente parlando, nel corso di 1 miliardo di anni, di fatto il mare è sempre allo stesso livello.
Chi si muove sono le terre emerse sotto spinte tettoniche, o no?
Tali spinte e crescite, sono molto più apprezzabili su una scala del tempo molto grande!

Quando si parla seriamente di innalzamento del livello del mare, le analisi chiudono la finestra temporale a 8-10.000 anni.
Fa più impressione +120m in 10.000 anni che una fluttuazione tra 0 e 400m in 500 MILIONI di anni.
https://en.m.wikipedia.org/wiki/Past_sea_level

Diciamo che la risposta politica è: entrambe ma con netta prevalenza della prima da te proposta.
Quando si formavano le Dolomiti, il mare era 200-300m più alto di oggi, ma… senza i movimenti tellurici, gli Atolli sarebbero state scogliere di 1500-2000m di altezza 😵
 
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Non ne ho più bisogno!





ps. La dolomite è il minerale, la dolomia è la roccia che la contiene principalmente. Così come il calcare è la roccia, la calcite è il minerale di cui è fatta.
Dovresti correggere una delle due parole, preferibilmente dolomite, per far acquisire significato e coerenza alla tua domanda…
 
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Ma un nerd-geo-thread generico, @madflyhalf , non lo apri?

Io avrei "qualche" domanda/curiosità arretrata sorta in 30 anni di gironzolare per monti, solo che il 99% dei miei giri è fuori dalle Dolomiti quindi qui sarei OT.
 
Thread molto interessante.

Una domanda: i Lastoi de Formin possono essere anch'essi un'antica scogliera, come l'esempio del Piz Ciavazes?
 
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ps. La dolomite è il minerale, la dolomia è la roccia che la contiene principalmente. Così come il calcare è la roccia, la calcite è il minerale di cui è fatta.
Dovresti correggere una delle due parole, preferibilmente dolomite, per far acquisire significato e coerenza alla tua domanda…
Grazie. Ma non lo usi più perché ci si fa l'occhio, o perché hai imparato dove trovi gli uni e dove gli altri?
 
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