Quanto contribuiscono i diesel all'inquinamento?

Con buon isolamento bastano riscaldamento umano ed i raggi del sole. Anzi, in canada avevo un appartamento tutto vetrato vs sud ovest che il pomeriggio aveva i raggi del sole talmente forti che dovevo aprire le finestre a -20 per raffrescare. Per un ristorante poi la massa umana e la cucina scaldano come i termosifoni
 
Quindi diciamo che la pompa di calore in climi rigidi deve essere necessariamente associata ad altissima efficienza energetica, altrimenti rischia di non bastare.
 
Sicuramente, anche perché il costo delle pompe di calore per KW di potenza e’ molto più alto delle caldaie a gas. Per cui ti costa meno isolare che mettere pompe di calore più potenti.
 
Quindi diciamo che la pompa di calore in climi rigidi deve essere necessariamente associata ad altissima efficienza energetica, altrimenti rischia di non bastare.

Deve essere isolata perché la pompa di calore, per lavorare in efficienza, deve scaldare l’acqua a 30/35 gradi (che è la temperatura del riscaldamento a pavimento).

Per l’acqua sanitaria non ci sono problemi, quella può scaldarla a 40/50/60 gradi senza problemi. Ma in quel caso la produzione è istantanea, il consumo è irrisorio.
 

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Per le seconde case c’è anche il problema del quanto ci mette il sistema a portarti in temperatura la casa. Con caldaia e caloriferi in un giorno vai da 7 a 22 gradi. Con la pompa di calore?
Come sarebbe il consumo in tal frangente?
 
Secondo me non ne vale la pena. Come certe volte vogliono per la casa in montagna assolutamente il riscaldamento a pavimento invece che termosifoni, e pagano l’extra per farlo. Ma hai presente quanto tempo in più ci vuole per arrivare in temperatura col riscaldamento a pavimento? Per arrivare a temperatura velocemente serve tanta potenza e temperatura elevata. Esattamente il contrario di quello che le pompe di calore sono in grado di fare.
 
Per le seconde case c’è anche il problema del quanto ci mette il sistema a portarti in temperatura la casa. Con caldaia e caloriferi in un giorno vai da 7 a 22 gradi. Con la pompa di calore?
Come sarebbe il consumo in tal frangente?

A casa mia, col riscaldamento a pavimento e pompa di calore, ci metto meno di 24 ore affinché ci sia caldo e il sistema vada a regime. Addirittura dopo 8/10 ore la temperatura delle stanze inizia a salire.

Nel caso del riscaldamento a pavimento, la velocità per raggiungere la temperatura non è dovuta ad una questione di pompa di calore o caldaia.
Il tempo per andare a regime è dovuto al massetto che deve andare in temperatura, si deve scaldare.

Dopodiché con la domotica è tutto automatizzato.
La mia pompa di calore è connessa ad Internet (dove scarica i dati meteo) ed ha un sensore di temperatura che è posizionato in giardino.
Incrociando i dati meteo e quelli del sensore, riesce a modulare la temperatura dell’acqua di riscaldamento all’interno di una curva climatica impostata (da + 25 gradi a +35 gradi). Così riesce a garantire confort assoluto e consumi ridotti.
Volendo potrebbe essere impostata per decidere autonomamente quando passare da modalità estiva a invernale.
Ovviamente tramite app si può controllare tutto a distanza (accensione, temperature delle stanze ecc), anche fare una diagnosi del sistema (anche l’assistenza tecnica può intervenire da remoto per verificare anomalie e parametri).

Questo per dire che, è vero che le nuove case in classe A4 sono ipercostose, ma è anche vero che le nuove tecnologie garantiscono un confort eccezionale e un livello di automazione assoluto.

Ci sono anche in montagna delle seconde case in classe A4; a San Martino ne ho viste diverse in costruzione.
Chiaramente sono super isolate e hanno i migliori accorgimenti, quindi si sposano perfettamente per usare sistemi in pompa di calore.
 
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Mi sa che non hai capito nè il senso del mio intervento, nè di quello che hai scritto tu al quale io ho risposto.

Sostieni che un efficientamento degli edifici - di cui si stava discutendo - contribuisce a migliorare la qualità dell'aria a livello locale.
Io nego la tua tesi, dal momento che l'efficientamento dell'edificio diminuisce il consumo di fonti fossili il cui effetto è su scala globale e non locale.
Molto più efficace sarebbe - continuavo io - sostituire le caldaie a gasolio con caldaie e metano, il cui effetto nocivo principale è emissione di CO2 (a livello globale) ma che a livello locale migliora la qualità dell'aria.
E migliorare la qualità dell'aria a livello locale ha un effetto benefico sicuro, diversamente dal ridurre l'effetto benefico di ridurre la CO2 a livello globale, che è solo ipotizzato, soprattutto finchè gli interventi sono solo di una parte ridottissima del mondo che emette CO2.
A parte che non sono io a decidere quali tecnologie applicare, ma dal momento che uno degli obiettivi è ridurre le emissioni di Co2, la soluzione della caldaia a metano non corrisponde agli obiettivi dell'UE.

Per il resto, sono d'accordo con te, ma non può essere la scusa per fare alcunché.

Comunque, quello che sto sostenendo non riguarda il merito delle scelte che sono state fatte (in merito alle quali non possiedo nemmeno le competenze per valutarle).

Quello che sostengo è che, visto che le scelte sono state fatte e le scadenze ci sono e sono vincolanti per l'Italia, il mondo politico italiano e, più in generale, la società devono prepararsi ad affrontare i cambiamenti per tempo e nel miglior modo possibile, per non svegliarsi all'ultimo. La mancanza di programmazione è quello che renderà la transizione dolorosa e costosa.

Al momento, mi sembra che l'Italia sia molto indietro nel programmare questi passaggi e nel dare risposte ai cittadini su come affrontarli.

A questo punto, stare a disquisire sul credere o meno al riscaldamento globale ed agli influssi derivanti dalle emissioni di Co2, oppure piangere sul diesel versato, è del tutto irrilevante, perché sono decisioni che sono già state prese. Quello che è importante è pretendere che il governo italiano faccia i passi giusti per consentire ai cittadini di rispettare le scadenze UE senza eccessivi aggravi economici (perché sarebbe da idioti pagare le infrazioni).

Questa richiesta mi pare la più ovvia che ci possa essere e, sinceramente, non riesco assolutamente a comprendere come vi siano persone in disaccordo. Stare adesso a parlare di quanto erano belli i diesel o delle proprie opinioni sul riscaldamento globale non serve a nulla. Quello di cui bisognerebbe parlare è di come affrontare la transizione.
 
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Dal momento che il Regolamento 'sulle caldaie' dal 2029 è solo una bozza e non è stato approvato, che ci sono le elezioni europee, ecc... non mi sembra per nulla inutile parlarne.
E, in generale, non è che non si possa argomentare contro, no?

Inutile parlare dei prezzi degli skipass che aumentano, perchè tanto l'hanno già deciso?
Inutile parlare dello stop ai motori termici perchè l'hanno già deciso?
ecc..
O sei per il pensiero unico?
 
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