Valanghe: conoscerle per evitarle

M

Matteo Harlock

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Le condizioni canadesi in BC sono mooolto diverse da quelle che abbiamo nelle Alpi. Per molti versi è più facile fare una valutazione della stabilità.

Intanto hanno molta neve al suolo fin dall'inizio della stagione. Questo impedisce la formazione dello strato debole alla base. Poi non hanno le nostre escursioni termiche. Le croste da fusione e rigelo sono delle ottime barriere per la risalita del vapore all'interno del manto. Anche sotto le croste può innescarsi il metamorfismo costruttivo e formarsi uno strato di cristalli sfaccettati.

Per contro, con quei spessori al suolo, gli anni che hanno anche loro condizioni di "old snow problem" (strati deboli inglobati nella neve vecchia) c'è poco da scherzare. Ho visto foto di valanghe a lastroni gigantesche.

Ah, non dimentichiamoci l'effetto benefico dell'affollamento. Un pendio che viene sistematicamente arato ad ogni nevicata...
 

apo

Cialtroskier
 

k2peak

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Interessante campagna di sensibilizzazione sulle valanghe del marchio Mammut : 3 stories di sopravvissuti all incubo peggiore


 
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yakopuz

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Postcast la Dinamica di Fabio Gava. Ci sono dei racconti fatti da persone coinvolte in incidenti e analizzati. A breve uscira anche il racconto di una dolorosa esperienza che ho avuto molti anni fa.
questo é il podcast: https://www.facebook.com/ladinamicapodcast
Oppure si ascolta qui: https://open.spotify.com/show/01y8ShLjhHqNmtBZXg2LSo?si=e9f9efc852094d74
 
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Flyminibus

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Sembra un bel progetto
 

fudos

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non è detto che la valanga sappia che sotto ci sia uno sciatore esperto, attenti!!!
 

Gigiogigi

Deep white freebanfer
Negli anni mi sono sempre più fatto l'idea che le valanghe se la prendano molto di più con gli esperti. Da merendero ho fatto cose senza senso e non ho mai staccato nulla di considerabile, poi ho cominciato a imparare e a documentarmi, studiare i bollettini, scegliere gli itinerari, stare a casa quando era pericoloso... e ho staccato robe inenarrabili :oops:
 

sollazzo

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Negli anni mi sono sempre più fatto l'idea che le valanghe se la prendano molto di più con gli esperti. Da merendero ho fatto cose senza senso e non ho mai staccato nulla di considerabile, poi ho cominciato a imparare e a documentarmi, studiare i bollettini, scegliere gli itinerari, stare a casa quando era pericoloso... e ho staccato robe inenarrabili :oops:
Finalmente dopo anni che lo inseguivo quest'anno ho fatto il modulo 2a dell'AINEVA. Alla fine è tutto un terno al lotto :DDD scherzi a parte, corso super interessante. concetti triti e ritriti ma approfonditi al dettaglio. Non vedo l'ora l'anno prossimo di applicare un po' sul campo quanto appreso.

Domanda: quanti di quelli che praticano skialp hanno mai fatto un ect o similare o scavato per vedere meglio se la situazione "puzzava"? Quando abbiamo staccato qualche anno fa, la nostra valutazione era stata della serie "ma si secondo me è buona" 🥶
 

maremonti

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Negli anni mi sono sempre più fatto l'idea che le valanghe se la prendano molto di più con gli esperti. Da merendero ho fatto cose senza senso e non ho mai staccato nulla di considerabile, poi ho cominciato a imparare e a documentarmi, studiare i bollettini, scegliere gli itinerari, stare a casa quando era pericoloso... e ho staccato robe inenarrabili :oops:
Questo credo sia abbastanza un classico.

Parlando per esperienza personale, ho notato che progredendo nell'esperienza pensiamo di aver acquisito le capacità per valutare e gestire certi pendii in certe condizioni. Magari una volta certe cose, ammesso che ne avessi riconosciute le criticità, le avrei lasciate stare. Mi è invece capitato d'infilarmi in posti non propriamente sani pensando di saperli gestire, che fosse con tagli assicurati, provocando piccoli distacchi volontariamente per "pulire" la linea, sciando avendo sempre d'occhio "isole" di sicurezza per uscire rapidamente da eventuali distacchi, sciando alternati aspettando fuori dalla linea di possibili smottamenti, e accorgimenti vari. Generalmente, funziona.

Finché non funziona più. Quest'inverno ho tirato fuori un amico che non ce l'ha fatta, e ho avuto parecchie occasioni d'interrogarmi sia sulle motivazioni che ci spingono a ficcarci in certi posti sia sulla necessità di avere un "protocollo" chiaro e assolutamente condiviso.
Il discorso delle motivazioni credo sia troppo personale e penso non sia nemmeno così utile cercare di spiegare quello che ci spinge.
Il discorso dei protocolli e della comunicazione è più lineare, condivisibile, e credo meriti parlarne perché può fare la differenza.
Per farla breve, dopo aver preso il comando, dopo aver dettato i tempi della discesa, chiamato gli altri a scendere, indicato dove tirarsi da parte sotto a massi laterali, pensavo che fosse sufficientemente chiara a tutti la serietà della situazione. Evidentemente non lo era, dato che l'amico anziché raggiungere me in un posto sicuro ha ben pensato di tirare un traverso perpendicolare al pendio e di staccare una montagna intera.
Quello che credo mi abbia fregato sia stato il fatto che quella linea non era particolarmente impegnativa, e che magari quell'approccio metodico e rigoroso lo do per scontato con altri soci, quelli con cui di solito vado a ficcare il culo nelle peste. Quel giorno lì ho sbagliato a non parlare tanto, a dare per scontata la condivisione della mia mentalità.

Si fa tanta filosofia sull'importanza della comunicazione di gruppo in montagna, ma ho constatato tristemente che non è solo filosofia. Sarebbe bastato confrontarsi due minuti per evitare una situazione a cui non si può più rimediare.
 
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maremonti

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Finalmente dopo anni che lo inseguivo quest'anno ho fatto il modulo 2a dell'AINEVA. Alla fine è tutto un terno al lotto :DDD scherzi a parte, corso super interessante. concetti triti e ritriti ma approfonditi al dettaglio. Non vedo l'ora l'anno prossimo di applicare un po' sul campo quanto appreso.

Domanda: quanti di quelli che praticano skialp hanno mai fatto un ect o similare o scavato per vedere meglio se la situazione "puzzava"? Quando abbiamo staccato qualche anno fa, la nostra valutazione era stata della serie "ma si secondo me è buona" 🥶
Hai voglia di spendere due parole in più sul corso e anche su quello di primo livello?
Sono cose a cui vorrei davvero prendere parte.

Mi è capitato più volte di scavare.
Un po' quando si arrivava in posti nuovi, un po' quando il bollettino non esiste (come quest'inverno in Montenegro), talvolta per confermare sensazioni strane.
Per far un esempio concreto, ad aprile in bollettino parlava di cristalli a nord sopra una certa quota e all'ombra. Pericolo 1, 2 solo in certe zone. Iniziamo a sentire whoom di assestamento in pianura, con crosta da rigelo, condizione mai incontrata fino a quel punto. Prima di ficcarci in un canale che rispecchiava proprio la descrizione dei punti critici menzionati dal blog del servizio valanghe, abbiamo scavato e constatato che eravamo appoggiati su un mischione di strati molesti mai visti prima. Anziché procedere su terreno più ripido, abbiamo optato per una sciata poco più che orizzontale al sole e siamo andati a berci una birra.
Si impara sempre qualcosa se si sa ascoltare e interpretare quello che la montagna ci comunica.
 

macs

Well-known member
maremonti, innanzitutto mi spiace molto per quello che mi pare di capire sia successo 😔
Chiedo comunque, il socio che ha fatto il traverso aveva altrettanta esperienza da poter valutare la pericolosità della situazione? Perchè a volte poi noi magari percepiamo un pericolo e diamo per scontato che anche gli altri se ne accorgano, ma non sempre è così.
 

macs

Well-known member
Certo, a prescindere dai bollettini, la valutazione sul campo resta sempre fondamentale. E lì purtroppo puoi avere tutta la teoria del mondo ma conta(per quello che conta eh...) solo l'esperienza
 

Cocojambo

Ski & Beer
Si impara sempre qualcosa se si sa ascoltare e interpretare quello che la montagna ci comunica.
bisogna aver l'attenzione o la fortuna di imparare dove non ci si lascia le penne

@forwardmount hai fatto il corso alla fine?
 

maremonti

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maremonti, innanzitutto mi spiace molto per quello che mi pare di capire sia successo 😔
Chiedo comunque, il socio che ha fatto il traverso aveva altrettanta esperienza da poter valutare la pericolosità della situazione? Perchè a volte poi noi magari percepiamo un pericolo e diamo per scontato che anche gli altri se ne accorgano, ma non sempre è così.
Io ero il bocia del gruppo, il socio aveva 17 anni in più di me e andava in montagna da ben prima che io sapessi cos'era lo scialpinismo.
Il problema, forse, è che aveva sempre prediletto roba meno ingaggiata e che richiedeva meno valutazione e accorgimenti.
Possibile che, al di là del divario di età e di esperienza, fossi io quello meglio preparato alla gestione di una situazione del genere e avrei forse dovuto più chiaramente prendere il comando in modo netto e inequivocabile. Ma non è facile "tra pari" e quando era proprio lui a esser in fissa per quella linea.
 
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forwardmount

Well-known member
bisogna aver l'attenzione o la fortuna di imparare dove non ci si lascia le penne

@forwardmount hai fatto il corso alla fine?
Li ho sentiti e dovrebbero avermi preiscritto alla parte teorica che si fa sta estate (in remoto).

Per i moduli pratici se ne riparla stagione prossima.

Io sta stagione ho scavato molto ma ho sciato poca roba consequenziale (stagione nivologicamente strana). Ho tenuto un taccuino dove riportavo info varie assieme a dati da ect fatte nello stesso luogo. Vale quel che vale (poco) ma a me piace.

@maremonti condoglianze, fa parte del gioco interrogarsi e arrovellarsi sui diversi scenari a bocce ormai ferme ed è successo anche a me (anche se non con epiloghi drammatici). Ti sono vicino.
 
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