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Discussione: Misteriosa RDT - e lo sci d'oltre Cortina

  1. #1

    Predefinito Misteriosa RDT - e lo sci d'oltre Cortina

    Dato che inizio ad essere un po' stufo di parlare solo di coronavirus, politica, economia, e sull'onda delle ineffabili discussioni sull'Elvezia, il Lussemburgo, vorrei poter aggiungere una discussione su una mia "passione storica".

    Come è ben noto agli utenti che hanno la sfortuna di leggermi, mi reputo un discreto amante della cultura, della storia e del mondo germanico, forse influenzato dalla mia professione. E da amante del mondo teutonico, mi ha sempre affascinato quella breve ma intensa parentesi storica che fu la Repubblica Democratica Tedesca. No, tranquilli, non sono impazzito, e nemmeno sono un nostalgico di Honecker ( ), ma sono interessato alla storia di quella Repubblica, e alle sue scene di vita quotidiana, troppo spesso riportate a noi occidentali o con i filtri della propaganda capitalista, o al contrario con i filtri della propaganda nostalgica (o ostalgica, volendo essere letterali), rischiando di perdere un po' il realismo storico.


    Perché parlarne su skiforum? Beh, oltre al fatto che ormai si parla anche di riforme pensionistiche, per un motivo molto semplice: ragionavo del fatto che la Repubblica Democratica Tedesca dovrebbe aver disputato per decenni (in base alle pochissime fonti che ho reperito) un proprio campionato di sci alpino, nel mese di marzo.

    Se la notizia fosse confermata nascono spontanee due o tre domande

    1) Dove si allenavano gli atleti? Nella Repubblica Federale? Negli altri paesi socialisti?

    2) Quali erano le stazioni sciistiche attive nei paesi socialisti europei, se c'erano?

    3) Com'era lo sci nel blocco socialista? Sciavano solo gli atleti (o aspiranti tali), riuniti nelle varie federazioni? O sciava anche la gente comune? E se sì, quanto era diffuso? Era prevalentemente di prossimità da parte di chi viveva vicino alle stazioni sciistiche, o si facevano anche settimane bianche?

    Ve lo chiedo, perché in rete si trovano pochissime (per non dire nessuna) informazioni sullo sci oltre la Cortina di Ferro. Si parla di altri sport, ma non dello sci, perlomeno non in italiano e in inglese. Ma per quel poco che so di tedesco, mi pare che anche in tedesco le informazioni siano molto scarse.

    Ora chiedo, qualcuno di voi, grazie alla propria età o provenienza geografica, o per qualsiasi altra ragione ha foto o esperienze dirette e/o indirette da condividere? Lo spero tanto!


    Ma, nonostante il focus della discussione, ovviamente, sia lo sci legato alla RDT e, per esteso, a tutti i suoi paesi fratelli del socialismo reale, sono benvenuti nella discussione anche altri apporti non sciistici, legati alla vita di tutti i giorni in DDR, se ci avete vissuto, se ci siete andati per lavoro o vacanza o se semplicemente ne sapete e volete raccontare.

    O anche solo se avete avuto modo di vedere o fotografare i suoi monumenti dopo la caduta del muro, in anni recenti

    Graditissime sarebbero, per esempio, foto o esperienze nel Palast der Republik, o qualsiasi altra cosa vogliate.


    Mi rendo conto che se i contributi fossero numerosi, data la grande varietà di filoni di discussione che sto chiedendo, forse varrebbe la pena di separarli. Ma dal momento che, temo, non saranno così numerosi, si può benissimo tenerli uniti secondo me, e ognuno contribuisce, se vuole, come può.

    Io stesso devo rovistare e ritrovare alcune foto a monumenti della DDR che ho visitato.

    Vi ringrazio in anticipo per tutti i contributi storici.
    Ultima modifica di Ema93; 23-04-2020 alle 01:49 PM.

  2. Lo skifoso Ema93 ha 8 Skife:


  3. #2

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Ema93 Vedi messaggio
    EVITARE D I QUOTARE UN MESSAGGIO QUANDO NON NECESSARIO!
    Grazie
    Ho iniziato a collezionare francobolli nel 1963, poi ho smesso per altri interessi. Per la Germania sono stato costretto a prendere tre classifictori, uno per la Germania ante guerra, uno per la RFT ed una per la RDT. Ho smesso ben prima della riunificazione

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  5. #3

    Predefinito

    HO lasciato cuore e ricordi nella DDR.

    Mio padre ci ha lavorato dal 1977 al 1981.

    Costruzione di un grandissimo impianto siderurgico moderno a Brandenburg an der Havel, 70/75 km circa dal Checkpoint bravo di Drewitz Dreilinden a Berlino ovest.

    Erano gli anni del disgelo tra le due Germanie e della Ostpolitik e l'appalto fu affidato a un consorzio di imprese occidentali, tedesche ovest, danesi, francesi, svedesi e italiane. Ogni impresa si occupava di un aspetto. L'impresa di mio padre, un consorzio tra una grande società e una più piccolina, 7ra presente con circa 750 persone.
    I primi due anni furono da incubo, alcuni burocrati stavano rendendo impossibile il lavoro poi ci fu la svolta, conseguenza di una serie di accadimenti.

    La cosa curiosa, ma nemmeno troppo curiosa, che era di fatto il più grande lavoro in corso nelle due Germanie, ma la televisione e la stampa non menzionavano minimamente il fatto che fossero società occidentali a costruirlo.

    Mio padre ne parla come l'esperienza più gratificante ed esaltante della sua vita a livello professionale.

    Alla fiera di Lipsia del 1979 gli presentarono Eric Honecker.
    Potrei scrivere per giorni, sicuramente mio papà ha un fascicolo personale all'interno dell'ex sede della Stasi a Normannenstrasse, Berlin Lichtenberg

    Ci passavo le vacanze estive e natalizie. Durante il Natale del 1978 ricordo temperature di 24 sottozero e neve a non finire. Ricordo il Palast der Republik, il muro, l'Alexanderplatz anni luce diversa da quella di oggi, l'attraversamento della "terra di nessuno", la "vita-cola" letteralmente imbevibile.


    Lo sci alpino era inesistente, le montagne erano inesistenti- Più diffuso lo sci di fondo e gli sport del ghiaccio, dal pattinaggio, allo slittino, al bob. Ad alti livelli era l'Adidas che aveva un contratto di fornitura esclusiva con il ministero dello sport. Nei negozi, ovviamente, non trovavi nulla di tutto ciò. C'era una sola marca di articoli sportivi, statale, che realizzava qualsiasi cosa, dalle racchette da tennis ai palloni da basket, si chiamava "Germina".

    mio padre era diventato molto amico di una famiglia di lì, lui un preside di scuola, lei la moglie insegnante. Una sera lui raccontò a mio padre dei problemi della sorella, ex campionessa di canoa, che non riusciva a trovare un marito (in DDR non eri ben visto se non mettevi su famiglia e non facevi figli). Un bel giorno mio padre, che è sempre stato un uomo molto ben piazzato, se la trovò davanti: si spaventò, mi disse "Giulio, era un armadio, faceva paura.Se mi avesse dato uno schiaffo, mi avrebbe rivoltato".

    Nel 1980 mi ruppi un braccio cadendo da una bicicletta e conobbi anche la sanità della DDR. Nulla da dire, ma un aneddoto che merita menzione.
    Era la metà di agosto quando mi tolsero il gesso e il medico del Zentral Poliklinik di Brandenburg si raccomandò di eseguire una visita di controllo a distanza di un mese, una volta tornato in Italia. Si poneva però il problema della anamnesi, della diagnosi e del referto: in che lingua scriverli affinchè il collega italiano possa capire bene cosa è successo?
    Insomma, per farla bere, scrisse tutto quanto... IN LATINO!!!!

    I ristoranti decenti si contavano sulle punte delle dita. Un paio al palasthotel di Berlino, un altro all'ultimo piano dell'Interhotel di Potsdam. Forse il migliore era quello all'interno del parco del Cecilienhof, a Potsdam, nella residenza in cui nel 1945 furono firmati i trattati di spartizione dell'europa tra Inglesi, Americani e Russi.

    Prodotti occidentali si trovavano in negozi appositi, il cui accesso era consentito solo a chi proveniva dal lato ovest del mondo. Altrimenti a Berlino Ovest.
    PAssare la frontiera est-ovest era un'esperienza che credo oggi possa comprendere solo chi ha attraversato il confine Israele-Palestina o Corea del Nord-Corea del Sud. Gli aneddoti possono riempire libri

    Il campo in cui risiedevano gli italiani era adiacente a un campo militare sovietico. Sovente, soldati sovietici in gran segreto (o forse neanche troppo) si avvicinavano alla rete di divisione e proponevano scambi: cimeli sovietici in cambio di Jack Daniels, Chivas Regal, Levis, Marlboro.
    Ho ancora un cinturone originale dell'Armata Rossa.

    I tredicenni del posto invece ci guardavano come alieni, ci offrivano le loro biciclette in cambio dei jeans. Ero piccolino e non mi rendevo bene conto...da una parte meglio, perchè mi avrebbe fatto sentire tremendamente in imbarazzo.

    Per ora le foto che ho digitalizzato sono queste.
    il passaporto di allora di mia mamma, con i timbri e i visti. Notare la dicitura "mit zwei kinder" io e mia sorella.Clicca l'immagine per ingrandirla

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    Inutile dire che appena posso torno a Berlino, a passeggiare tra Friedrichshain, Mitte, Prenzaluer Berg e Lichtenberg a ritrovare parte della mia infanzia.

    - - - Updated - - -

    ah, ho avuto per un anno, la macchina targata DDR.

    Come mai? semplice, sempre in virtù di accordi commerciali tra DDR e Danimarca, se eri un lavoratore di un paese occidentale che risiedeva nella DDR da più di qualche anno, potevi recarti in Danimarca per acquistare automobili senza pagare alcuna tassa, a patto che ti impegnassi a ritargarle in DDR.

    A centinaia furono gli italiani che lavoravano con mio papà a fare così, mio padre compreso, che si tolse lo sfizio di acquistare la macchina per la quale aveva letteralmente una fissa: una Citroen Cx Pallas 2400, color carta da zucchero.
    Gli fu assegnata una targa danese provvisoria, andò a ritirarla dopo averla ordinata e la riportò in DDR una notte di Ottobre.
    E la fece targare

    la targa te la compravi tipo dal tabaccaio e restava tua tutta la vita, se ben ricordo. Ogni distretto regionale aveva un identificativo corrispondente alle lettere dell'alfabeto. Da nord a sud, si partiva con la A e si arrivava alla Z. Il distratto di Potsdam, all'interno del quale ricadeva Brandenburg an der Havel, era indicato con le lettere P oppure D. La nostra auto era targata DBZ 0-14,
    Berlino Est ad esempio aveva la lettera I.

    Bene, quando papà tornò in Italia, mantenne la targa DDR per qualche mese ancora. Girando per Roma poteva capitare di incrociare turisti della Germania Ovest, che alla vista della targa impallidivano letteralmente. A dire la verità anche qualche italiano.
    Così come gli abitanti della DDR, alcuni terrorizzati perchè una macchina occidentale targata DDR puzzava di Stasi lontano un miglio. Ma poichè la Stasi non era certo così sfacciata e sprovveduta, quelle persone erano letteralmente disorientate.

    Credo che mio padre abbia ancora un contrassegno DDR di quelli che si attaccavano accanto alla targa


  6. #4

    Predefinito

    Che bel contributo, grazie!

    Mi sarebbe piaciuto poter vedere il Palast der Republik. Penso che demolirlo sia stato un crimine ideologico, si poteva benissimo bonificare dall'amianto e aprire al pubblico.


    Sapevo che i cittadini della DDR erano molto incoraggiati a praticare attività fisica, ma certo non pensavo allo sci alpino.

    Leggendo la storia dei campionati tedeschi di sci alpino, mi sono imbattuto nell'esistenza del campionato parallelo della DDR, negli anni della sua esistenza. E da lì le riflessioni.

    - - - Updated - - -

    Questa è l'unica prova che ho trovato dell'esistenza dei campionati tedesco orientali di sci Alpino. http://www.sport-komplett.de/sport-k...in/hst/37.html

  7. Skife per Ema93:


  8. #5

    Predefinito

    Hai ragione, mi sa che in Sassonia, nel sud, verso il confine con l'allora Cecoslovacchia, qualche stazione la si trovava, così come nel Magdeburgo.

    Non si poteva parlare di montagne, ma di zone collinari, tuttavia gli inverni al tempo erano estremamente rigidi e problemi di innevamento non ne avevano certo, anzi.

  9. #6

    Predefinito

    Nei quindici o sedici passaporti che ho accumulato nel corso del tempo credo di avere una cinquantina di pagine con visti della DDR, senza contare che, ai tempi in cui abitavo a Berlino (Ovest) - gennaio-maggio 1988, mi recavo all'Est non già col passaporto ma con uno speciale documento di residenza che m'identificava come berlinese dell'Ovest e mi dava certe agevolazioni.

    Queste sono le prime due pagine del passaporto più vecchio (1977):



    Ho conosciuto molto bene la DDR, avendola frequentata (insieme a Berlino) dal 1977 fino alla fine: ero là (in visita da amici) il 9 novembre del 1989 quando gli orientali aprirono il muro: non appena sentita la notizia alla radio ci recammo al posto di frontiera di Bornholmerstaße e passammo all'Est senza controlli, andando contro la corrente che si dirigeva ad Ovest, tra questi, per la cronaca, la futura cancelliera Angela Merkel.

    Ho visto anche tutte le montagne e stazioni sciistiche della DDR, tuttavia senza mai averci sciato. In appresso una piccola rassegna:



    Inselsberg:

















    Oberhof:












    Oberwiesenthal:
























    Rechenberg-Bienenmühle:






    Schierke:









    Schmiedefeld:













    Thale:
























  10. #7

    Predefinito

    Fantastico!
    Tu sapresti dirmi qualcosa di più sull'utenza tipica? Solo atleti iscritti alle federazioni e notabili del partito, oppure anche cittadini e lavoratori comuni? Dalle città vicine in giornata, o anche vacanze di più giorni?

    In pulmann o con le rare auto private?

    In albergo o con altre situazioni di alloggio??

    È veramente difficile ricostruire la vita vera di queste persone, a causa della propaganda che ancora avvolge le descrizioni del blocco est, dove, a leggere gli opuscoli, ci manca solo che scrivano che la gente era tutta depressa e non sorgesse mai il sole....

    - - - Updated - - -

    Poi ci sarebbe da aprire un capitolo sui materiali in uso agli sciatori dell'est (sci e scarponi) e sugli impianti a fune.

    Ma un passo alla volta.

  11. #7.5 ADS
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  12. #8

    Predefinito

    Meraviglioso Kaliningrad!!!!!! Grazie

  13. Lo skifoso velvetgold ha 2 Skife:


  14. #9

    Predefinito

    ^ Ho conosciuto bene un impiegato dell'Ambasciata italiana a Berlino est fine anni '70 - primi anni '80 (con cui, tra l'altro, ho fatto delle splendide scialpinistiche in Norvegia). Appassionato di sci era andato diverse volte nelle località dei Monti Metalliferi al confine colla Cecoslovacchia. Mi diceva che il fine settimana era pieno ma così pieno da non riuscire a sciare. La DDR, come molti altri Stati d'oltrecortina, favoriva molto le attività sportive, incluso lo sci. Lo sci non era, quindi, un'attività riservata ai privilegiati del regime, ma un vero e proprio sport di massa. Esistevano in tutte le città sodalizi sciistici che organizzavano gite o vacanze collettive in montagna, ecco il perché del tutto completo. Le strutture alberghiere erano molto carenti per i nostri standard, ma molti pernottavano in ostelli o case vacanze spesso di proprietà delle aziende in cui lavoravano. Esisteva comunque anche un minimo di turismo individuale: erano anzi in tanti a recarsi nei centri sciistici con le loro Trabant e Wartburg (quest'ultima gran bella macchina a mio modesto avviso). Per quanto riguarda i campionati nazionali non saprei dirti dove si tenevano, ma quasi sicuramente nella DDR (o, al più, nella vicina Cecoslovacchia). Se vuoi provo ad informarmi.

    - - - Updated - - -

    Altre foto varie:

























    ^ con Palast der Republik


    - - - Updated - - -

    Oberhof, Schierke e Oberwiesenthal:

    https://de.wikipedia.org/wiki/Liste_...pinen_Skisport


  15. #10

  16. #11

  17. Lo skifoso nonnosciatore ha 11 Skife:


  18. #12

    Predefinito

    @kaliningrad

    Tu, che la DDR l'hai conosciuta per davvero, cosa pensi del fenomeno dell'Ostalgie? C'è stata veramente una discriminazione e un peggioramento della qualità della vita dei cittadini più umili della ex DDR, nella Germania riunificata, o si tratta dell'idealizzazione degli anni della propria gioventù?

    - - - Updated - - -

    Citazione Originariamente scritto da nonnosciatore Vedi messaggio




    PRIMA DELLA SEPARAZIONE
    Noto che il Terzo Reich non aveva una grande fantasia nei francobolli.

  19. Skife per Ema93:


  20. #13

    Predefinito

    La selva di Turingia, che si passa per esempio andando dalla Baviera a Erfurt, sono montagne vere, anche se arrotondate dal tempo e non molto alte.

    Io andai la prima volta a Berlino nel 1994 a 18 anni durante il mio primo inter-rail, quindi non ho aneddoti da raccontare. Potsdammeplatz, dove passava il muro e oggi zona centrale e moderna di una delle più belle città del mondo, era semplicemente un campo incolto.

  21. #14

    Predefinito

    Nel 1994 il muro era già stato demolito, o resistevano tratti oggi non più esistenti?
    Le stazioni della U e S-Bahn di confine murate, erano già state ripristinate?

  22. #15

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da pierr Vedi messaggio
    una delle più belle città del mondo
    In base a quale criterio?

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