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Discussione: Condannata in secondo grado scuola di sci

  1. #31

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    ho letto un po' di cose e in effetti il maestro e la scuola sono colpevoli fino a prova contraria

    strana questa situazione di presunta colpevolezza

    qui leggo addirittura che se la caduta è per cause ignote, ad es. sono tutti in fila col maestro per primo , condizione molto frequente, un allievo cade senza che il maestro lo veda, quindi causa resta ignota e il maestro è colpevole a prescindere

    https://www.google.com/amp/s/ilbroke...ro-di-sci/amp/

    se questa è l'assurda realtà italiana in cui versiamo, trovo incredibile che le assicurazioni siano ancora disponibili ad assicurare le scuole...

  2. #32

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    Secondo me sino a quando i tribunali riconosceranno simili risarcimenti la tentazione a denunciare sarà sempre forte.
    Non entro nel merito del fatto specifico perché, logicamente non ho alcun elemento per potermi fare un' opinione se non quello che ho letto su queste pagine e su quel mirabolante articolo, però ho sempre pensato che i maestri siano dei professionisti seri che non hanno nessuna voglia di far correre rischi inutili ai propri clienti, ho diversi amici maestri ed allenatori e non mi sembrano degli irresponsabili, del resto ricordiamoci che la verità processuale, spesso, è ben lontana dalla verità fattuale.

  3. Lo skifoso 66luca ha 2 Skife:


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  5. #33

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    Citazione Originariamente scritto da 66luca Vedi messaggio
    Secondo me sino a quando i tribunali riconosceranno simili risarcimenti la tentazione a denunciare sarà sempre forte.
    Non entro nel merito del fatto specifico perché, logicamente non ho alcun elemento per potermi fare un' opinione se non quello che ho letto su queste pagine e su quel mirabolante articolo, però ho sempre pensato che i maestri siano dei professionisti seri che non hanno nessuna voglia di far correre rischi inutili ai propri clienti, ho diversi amici maestri ed allenatori e non mi sembrano degli irresponsabili, del resto ricordiamoci che la verità processuale, spesso, è ben lontana dalla verità fattuale.
    Ecco, appunto. Ogni altra considerazione sono chiacchiere tra amici.

    Citazione Originariamente scritto da Crespeina Vedi messaggio
    La legge dice che il maestro e la scuola sono responsabili del l'incolumità dell'allievo. Sono tenuti a risarcire solo nel caso in cui non riescono a dimostrare che l'infortunio dell'allievo è avvenuto per cause non imputabili alle scelte del maestro.
    Punto e fine della storia, dura lex sed lex.

  6. Skife per apo:


  7. #34

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    "Il nostro assistito mentre procedeva su una discesa su un tratto di pista particolarmente ripido – spiegano i legali – , nel tentativo di evitare un’allieva che lo precedeva e che si era fermata, cadeva rovinosamente a terra procurandosi gravi lesioni alla gamba destra». A causa di quell’incidente riportò infatti la rottura del piatto tibiale del ginocchio"

    pero' chi non mi dice, che c'è stato un problema con attrezzatura non perfetta. Sull'oberholz c'è stato un incidente grave anni fa. La causa della tragedia è stata addebitata allo sciatore stesso, colpa del distacco dell'attacco . Un mio amico ha subito un infortunio. Si è fermato a scattare una foto, si è tolto lo sci, ma nel rimetterlo non hapulito bene le suole e nella discesa ha perso lo sci, lussazione della spalla.

    Domanda per chi si occupa di giurispudenza, ma non doveva essere il tribunale di Bolzano la sede del contenzioso ?

    aspettiamo i prossimi gradi di giudizio se si presentano ricorsi alla sentenza.....

  8. #35

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    Sì, nuvola, aveva le lamine preparate male!
    Ad un principiante non importa con cosa scia. Se in difficoltà, mette lo spazzaneve e basta. Lo fa anche con degli scietti di "cartone" con lamina pressoché inesistente.

  9. #36

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    in effetti non certo lamine e impronta, però un attacco che non si sgancia dovere perché troppo alto di regolazione può essere

    certo che i maestri devono girare con webcam 360°, microfono, analizzare il manto nevoso e la regolazione degli attacchi... altrimenti è un attimo che ti trovi in tribunale

  10. Skife per testataecassa:


  11. #37

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    1 - Ne il maestro ne la scuola tirano fuori un euro, si paga l'assicurazione apposta per questo!
    2 - Se il maestro porta un 50enne al secondo giorno di sci, e per di più in un corso collettivo (quindi presumibilmente con altri adulti più o meno attempati) su una pista rossa, qualche rogna sela va cercando.
    Con i bambini ci si può prendere determinati "rischi", con gli adulti meno, con gli anziani ancora meno; se poi la lezione è collettiva ancora meno meno. Un bambino ha molte meno probabilitÃ* di infortunarsi per come è fatto, e se succede perde qualche giorno di scuola e torna come prima; un professionista 50enne (notaio avvocato o dentista che sia) che sta seduto in studio 8 ore al giorno 6 gg su 7, se si rompe ha certamente qualche grana in più... quindi se anche crede che i suoi soldi non li ha spesi bene perchè il secondo giorno è ancora al campo scuola a me frega poco: dal recinto non si esce finchè non sono più che sicuro che la rossa (pista) te la fai in sicurezza.

  12. Lo skifoso hippo ha 4 Skife:


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  14. #38

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    può darsi che non fosse un maestro ?. Sono sicuro, che la scuola di obereggen in certi periodi dell'anno utilizza personale in attesa di passare le selezioni e forse mancano un po' di esperienza queste persone, ma li vedo sempre al campo scuola . In Altodige sud Tirol credo sia permesso

    nel caso paga l'assicurazione per responsabilità civile veso terzi....però se c'è una querela andiamo sul penale credo...... Di solito, una volta definito l'entità del danno pirma di liquidare, si invita il danneggiato a ritirare la querela..... mi è capitato in un danno provocato da un cane di proprietà dei miei assicurati alle persone terze

  15. #39

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    Citazione Originariamente scritto da testataecassa Vedi messaggio
    in effetti non certo lamine e impronta, però un attacco che non si sgancia dovere perché troppo alto di regolazione può essere

    certo che i maestri devono girare con webcam 360°, microfono, analizzare il manto nevoso e la regolazione degli attacchi... altrimenti è un attimo che ti trovi in tribunale
    qualsiasi professionista ormai è un attimo che si trovi in tribunale, aimè..anzi, anche i volontari ora come ora (che schifo), chissà il soccorso alpino quante querele ha perchè il recuperato ha preso troppo freddo e gli è venuto il cagotto..

    ci si appoggia ai professionisti perchè devono essere efficienti per quello per cui sono assunti, insegnarmi in sicurezza nel caso del maestro, se l'allievo arriva con il materiale suo, non vedo perchè il maestro debba preoccuparsi se è ben tarato (forse dovrà guardare il buono stato), li risponderà l'allievo o lo skiman a cui si è rivolto quest'ultimo, è come se sulla pista ci sono sassi e non viene segnalato, e qualcuno si fa male per i sassi, il responsabile delle piste è responsabile dell'infortunio (scusa il gioco di parole) e pagherà se querelato, non sarà colpa del maestro

    tornando al volontariato, uno dei primi compiti di chi è coordinatore/accompagnatore in una escursione cai, è valutare chi non è palesemente idoneo al tipo di escursione, e informare bene tutti i partecipanti sul tipo di percorso che si va ad affrontare

    un esempio, che funziona sicuramente meglio di quello del paracadute , arriva un escursionista che si definisce principiante, tu accompagnatore/guida/istruttore gli dici che sarà un percorso banale solo di camminata e lui viene, poi magari si trova a dover "banale" arrampicare un I, tu lo inciti ad andare avanti fino a convincerlo, e lui cade facendosi male (c'è anche una sentenza contro il cai di milano (mi pare), su un fatto del genere accaduto durante un corso)...credo che abbia il diritto di rivolgersi ad un avvocato, un po si equivale a pista blu/pista rossa

    ora mi pare che dopo i corsi vengano dati i certificati con il livello di sciata raggiunto, e penso che ciò serva a tutelarsi in casi come questo, ovviamente se l'allievo è ritenuto già di un livello superiore al principiante base

  16. #40

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    tu dici che in caso di sci mal tarato risponderà il noleggio, ma se il maestro in caso di caduta ha la presunzione di colpa, mesi dopo l'infortunio quando viene accusato, come fa a dire che era lo sci o la gobba di neve eccetera...

    non riesce e quindi si prende la colpa lui, è questo che mi pare assurdo, ma sarà una delle tante storture della giurisprudenza italica

  17. Skife per testataecassa:


  18. #41

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    Essendo anche un grande amante delle immersioni subacquee e del mare in generale, oltre 20 anni fa, per passione, ho conseguito il brevetto di istruttore di sub.
    Per poter svolgere tale attività è obbligatorio che l'istruttore, o guida subacquea, sia in possesso di una specifica copertura assicurativa (tra l'altro NON basta una generica assicurazione RC, ma deve essere stipulata con ben precise compagnie assicurative, in grado di fornire anche assistenza medica a distanza in casi di emergenza).
    Non vedo perciò nulla di strano nel fatto che il maestro di sci o la scuola siano stati condannati al risarcimento. Avviene la stessa cosa anche nel settore subacqueo, dove oltretutto, a volte i rischi non si limitano a una semplice frattura, ma purtroppo possono avere esiti ben peggiori, con relative conseguenze penali.
    Se la narrazione dei fatti riportata nell'articolo di stampa corrisponde al vero, trovo sia giusta la condanna del maestro, è come se io accompagnassi in una immersione a 30 metri di profondità un subacqueo abilitato ad immergersi al massimo fino a 18 metri...
    Non essendo un maestro di sci, non conosco le norme vigenti in tale settore, ma conosco bene quelle relative alle attività subacquee: esistono delle condizioni e dei limiti ben definiti e specificati per lo svolgimento di lezioni o immersioni guidate, e il mancato rispetto di tali norme può comportare anche l'avvio di procedimenti penali a carico del professionista.
    Quanto sopra in linea generale, nel caso specifico, ritengo che il caro "ingegnere" abbia prevalentemente cercato di sfruttare la situazione per monetizzare l'accaduto, grazie ad abili avvocati, infatti un risarcimento di oltre 80.000 euri per un ultra cinquantenne di professione ingegnere, quindi non certo un atleta professionista o un ballerino, che usano le ginocchia "per lavoro" e per i quali una invalidità permanente sarebbe realmente una catastrofe, mi sembrano assolutamente esagerati considerando l'età e l'attivita lavorativa del soggetto.
    Perciò, buon per lui e complimenti all'avvocato...

  19. Lo skifoso delta2 ha 2 Skife:


  20. #42

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    Citazione Originariamente scritto da testataecassa Vedi messaggio
    tu dici che in caso di sci mal tarato risponderà il noleggio, ma se il maestro in caso di caduta ha la presunzione di colpa, mesi dopo l'infortunio quando viene accusato, come fa a dire che era lo sci o la gobba di neve eccetera...

    non riesce e quindi si prende la colpa lui, è questo che mi pare assurdo, ma sarà una delle tante storture della giurisprudenza italica
    la caduta è un rischio normale dello sci, se l'allievo è caduto in condizioni in cui poteva stare in base alle sue esperienze, il maestro non dovrebbe essere responsabile, assurdo sarebbe troppo poco se si andasse avanti con questa presunzione di colpa

  21. #43

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    Anche io faccio subacquea e la cosa e’ ben diversa. Innanzitutto ci sono brevetti specifici che per la profondità massima e dal principio l’istruttore di subacquea , conoscendo il posto, programma l’immersione sulla base dei brevetti dell’allievo.
    Quando fai una pista indicata come rossa o nera non significa che l’intera pista abbia caratteristiche impegnative. Significa che nel punto di maggiore pendenza la pendenza massima supera il 25% nel caso della rossa ed il 35% nel caso della nera. Ma le piste da sci, come si vede anche dalle ski map, si intersecano tra di loro per cui e’ normale percorrere tratti di rosse o anche di nere che però in quel tratto effettivamente percorso hanno la pendenza di una blu per poi cambiare su una pista facile. Per cui se non sappiamo il punto preciso dell’incidente e le piste percorse e’ difficile dire se effettivamente il maestro lo abbia portato su una pista difficile.
    Poi la frase della temperatura a -8 e la quota a duemila sono condizioni normali per lo sci. Se non ti piacciono le temperature sotto zero e le quote alte invece che la settimana bianca vai ai Caraibi.

  22. Skife per gigiotto98:


  23. #44

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    infatti, ogni volta c'è la levata di scudi quando vi prendiamo in giro con la storia di sciare sulle colline, e questo giornalista parla di sciare a 2000 metri come se l'avesse portato nella ionosfera

  24. Lo skifoso testataecassa ha 2 Skife:


  25. #45

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    [QUOTE=delta2;2140460]Essendo anche un grande amante delle immersioni subacquee e del mare in generale, oltre 20 anni fa, per passione, ho conseguito il brevetto di istruttore di sub.
    Per poter svolgere tale attività è obbligatorio che l'istruttore, o guida subacquea, sia in possesso di una specifica copertura assicurativa (tra l'altro NON basta una generica assicurazione RC, ma deve essere stipulata con ben precise compagnie assicurative, in grado di fornire anche assistenza medica a distanza in casi di emergenza).
    Non vedo perciò nulla di strano nel fatto che il maestro di sci o la scuola siano stati condannati al risarcimento. Avviene la stessa cosa anche nel settore subacqueo, dove oltretutto, a volte i rischi non si limitano a una semplice frattura, ma purtroppo possono avere esiti ben peggiori, con relative conseguenze penali.
    Se la narrazione dei fatti riportata nell'articolo di stampa corrisponde al vero, trovo sia giusta la condanna del maestro, è come se io accompagnassi in una immersione a 30 metri di profondità un subacqueo abilitato ad immergersi al massimo fino a 18 metri...
    Non essendo un maestro di sci, non conosco le norme vigenti in tale settore, ma conosco bene quelle relative alle attività subacquee: esistono delle condizioni e dei limiti ben definiti e specificati per lo svolgimento di lezioni o immersioni guidate, e il mancato rispetto di tali norme può comportare anche l'avvio di procedimenti penali a carico del professionista.
    Quanto sopra in linea generale, nel caso specifico, ritengo che il caro "ingegnere" abbia prevalentemente cercato di sfruttare la situazione per monetizzare l'accaduto, grazie ad abili avvocati, infatti un risarcimento di oltre 80.000 euri per un ultra cinquantenne di professione ingegnere, quindi non certo un atleta professionista o un ballerino, che usano le ginocchia "per lavoro" e per i quali una invalidità permanente sarebbe realmente una catastrofe, mi sembrano assolutamente esagerati considerando l'età e l'attivita lavorativa del soggetto.
    Perciò, buon per lui e complimenti all'avvocato

    Se l'ingegnere è stato 6 o 8 mesi senza andare al lavoro... Il risarcimento include anche quello

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