Jagar
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Lo scorso anno avevo già percorso la cresta tra il monte Cavallo e il monte Contrario in direzione est -> ovest, questa volta ho scelto di farla nel senso opposto, partendo però dalla località di Biforco - sopra il paese di Forno - ed attraversando una delle zone secondo me più belle ed emozionanti di tutte le Apuane: la valle degli Alberghi.
Per buona parte del tragitto sono uscito dal sentiero 167 del CAI per risalire nel canale dei Pradacetti - comunque segnalato con tracce di vernice rossa - e ovviamente lungo tutto il tratto di cresta che dal Passo delle Pecore porta prima sul Contrario e poi sul Cavallo per poi ricongiungersi, poco sopra la Focolaccia, con lo stesso sentiero 167, percorso in discesa per tornare negli Alberghi e da lì al punto di partenza.
Itinerario piuttosto impegnativo con dislivelli importanti (alla fine credo intorno ai 1600 metri +) e pendenze spaccagambe, con l'aggiunta dell'insidioso tratto in cresta, su cui occorrono piede fermo e un po' di sangue freddo.
L'itinerario in blu
Da Biforco (376mslm) si sale attraversando una cava di marmo
Arrivo al primo bivio, prendo il sentiero 167
Per qualche centinaio di metri si prosegue su strada di cava
Il sentiero poi ripercorre la vecchia via di lizza dove incontro una comitiva diretta alla ferrata del Contrario
L'ingresso nella valle degli Alberghi offre uno scorcio spettacolare sulla cresta del Cavallo
Salendo, alla mia sinistra si intravede il canale dei Pradacetti, su cui mi immetterò poco più avanti
Attraverso il canale degli Alberghi per deviare verso i Pradacetti
Ed inizio la salita, ben segnalata dalla vernice rossa
Salendo mi affaccio su una piccola sella che offre la visuale sul monte Contrario, su cui risale la ferrata
Salgo un po' ad occhio, non esiste un sentiero vero e proprio, avanzo tra ripide rocce ed erba
La salita è molto faticosa su questo tipo di terreno
Mi ritrovo anche a risalire questo insidioso ravaneto, di quelli da un passo avanti e due indietro
La sella Pradacetti è sempre più vicina
Prima però devo attraversare queste placche rocciose
Mi fermo ad ammirare l'imponente parete della Forbice
Arrivo a sella Pradacetti, il panorama si apre sulla vallata di Orto di Donna: di fronte a me si erge il Pisanino
Alla mia destra il tratto che dovrò affrontare, con Contrario e Cavallo
Mi volto a guardare il sentiero faticosamente salito, lo sguardo spazia fino al mare, lungo la costa toscana
Poco sotto sella Pradacetti, il rottame di un aereo precipitato tempo fa, fortunatamente senza vittime
La curiosità mi spinge a fotografare anche l'interno della cabina
Riprendo il mio percorso verso il monte Contrario
Noto alcune persone che hanno appena completato la ferrata
Il sentiero che porta in vetta è tutt'altro che banale, presenta alcuni tratti piuttosto ripidi ed esposti
Sotto di me il passo delle Pecore, sullo sfondo il Grondilice. In basso si intravede il rifugio Orto di Donna
Riesco a scorgere la vetta, anche l'ultimo tratto è abbastanza esposto
Ed eccomi sulla vetta del monte Contrario (1788mslm), con vista sul Pisanino (1947mslm)
Dopo una breve pausa mi preparo ad affrontare il tratto più impegnativo: la cresta che unisce il Contrario al Cavallo, ben visibile con tutte le sue quattro gobbe
Ancora uno sguardo verso il mare, con l'isola Palmaria e il golfo della Spezia
Scendo su un pendio erboso fino arrivare ad una selletta
Ecco da dove sono sceso
La parte più delicata: qui la cresta si riduce ad una affilatissima lama di roccia, occorre molta prudenza
Il palèo apuano, insidioso in discesa ma utile in salita: questi ciuffi d'erba offrono un appiglio sorprendentemente solido
Raggiungo la prima gobba del Cavallo, da dove ammiro la vetta vera e propria: una meravigliosa parete rocciosa che mi emoziona sempre
Ecco la cresta che ho appena percorso
Ancora il Pisanino, in basso il paese di Gorfigliano e uno scorcio del lago di Gramolazzo, sullo sfondo l'Appennino
Un ultimo sforzo su questa ripida parete rocciosa
Sotto di me la valle degli Alberghi
Finalmente sulla vetta del monte Cavallo (1895mslm)
Avanti, verso l'ultima gobba. Sulla sinistra il devastante impatto delle cave di marmo della Focolaccia
Mi volto a contemplare tutto il tratto percorso
Dall'ultima gobba si scende in una valletta per ricongiungersi al sentiero 167
Inizia la discesa
Palèo e rocce: l'essenza delle Apuane
Erba alta fin sopra le ginocchia: il sentiero si segue solo grazie ai paletti colorati e ai segni sulle rocce
Ogni tanto mi fermo per rimirare questo splendore
Percorro una piccola cresta che mi riporta sotto il Contrario
Veri e propri giganti di marmo
Riesco a scorgere alcuni escursionisti che stanno terminando la ferrata
Scendo velocemente verso la parte bassa della valle
Chiudo l'anello, ricongiungendomi al punto in cui avevo abbandonato il sentiero
Giro bello tosto e fisicamente impegnativo, ma consigliatissimo a chi avesse voglia di vedere il lato forse più selvaggio delle Apuane.
Alla prossima,
ciao :skiciao:
Per buona parte del tragitto sono uscito dal sentiero 167 del CAI per risalire nel canale dei Pradacetti - comunque segnalato con tracce di vernice rossa - e ovviamente lungo tutto il tratto di cresta che dal Passo delle Pecore porta prima sul Contrario e poi sul Cavallo per poi ricongiungersi, poco sopra la Focolaccia, con lo stesso sentiero 167, percorso in discesa per tornare negli Alberghi e da lì al punto di partenza.
Itinerario piuttosto impegnativo con dislivelli importanti (alla fine credo intorno ai 1600 metri +) e pendenze spaccagambe, con l'aggiunta dell'insidioso tratto in cresta, su cui occorrono piede fermo e un po' di sangue freddo.
L'itinerario in blu
Da Biforco (376mslm) si sale attraversando una cava di marmo
Arrivo al primo bivio, prendo il sentiero 167
Per qualche centinaio di metri si prosegue su strada di cava
Il sentiero poi ripercorre la vecchia via di lizza dove incontro una comitiva diretta alla ferrata del Contrario
L'ingresso nella valle degli Alberghi offre uno scorcio spettacolare sulla cresta del Cavallo
Salendo, alla mia sinistra si intravede il canale dei Pradacetti, su cui mi immetterò poco più avanti
Attraverso il canale degli Alberghi per deviare verso i Pradacetti
Ed inizio la salita, ben segnalata dalla vernice rossa
Salendo mi affaccio su una piccola sella che offre la visuale sul monte Contrario, su cui risale la ferrata
Salgo un po' ad occhio, non esiste un sentiero vero e proprio, avanzo tra ripide rocce ed erba
La salita è molto faticosa su questo tipo di terreno
Mi ritrovo anche a risalire questo insidioso ravaneto, di quelli da un passo avanti e due indietro
La sella Pradacetti è sempre più vicina
Prima però devo attraversare queste placche rocciose
Mi fermo ad ammirare l'imponente parete della Forbice
Arrivo a sella Pradacetti, il panorama si apre sulla vallata di Orto di Donna: di fronte a me si erge il Pisanino
Alla mia destra il tratto che dovrò affrontare, con Contrario e Cavallo
Mi volto a guardare il sentiero faticosamente salito, lo sguardo spazia fino al mare, lungo la costa toscana
Poco sotto sella Pradacetti, il rottame di un aereo precipitato tempo fa, fortunatamente senza vittime
La curiosità mi spinge a fotografare anche l'interno della cabina
Riprendo il mio percorso verso il monte Contrario
Noto alcune persone che hanno appena completato la ferrata
Il sentiero che porta in vetta è tutt'altro che banale, presenta alcuni tratti piuttosto ripidi ed esposti
Sotto di me il passo delle Pecore, sullo sfondo il Grondilice. In basso si intravede il rifugio Orto di Donna
Riesco a scorgere la vetta, anche l'ultimo tratto è abbastanza esposto
Ed eccomi sulla vetta del monte Contrario (1788mslm), con vista sul Pisanino (1947mslm)
Dopo una breve pausa mi preparo ad affrontare il tratto più impegnativo: la cresta che unisce il Contrario al Cavallo, ben visibile con tutte le sue quattro gobbe
Ancora uno sguardo verso il mare, con l'isola Palmaria e il golfo della Spezia
Scendo su un pendio erboso fino arrivare ad una selletta
Ecco da dove sono sceso
La parte più delicata: qui la cresta si riduce ad una affilatissima lama di roccia, occorre molta prudenza
Il palèo apuano, insidioso in discesa ma utile in salita: questi ciuffi d'erba offrono un appiglio sorprendentemente solido
Raggiungo la prima gobba del Cavallo, da dove ammiro la vetta vera e propria: una meravigliosa parete rocciosa che mi emoziona sempre
Ecco la cresta che ho appena percorso
Ancora il Pisanino, in basso il paese di Gorfigliano e uno scorcio del lago di Gramolazzo, sullo sfondo l'Appennino
Un ultimo sforzo su questa ripida parete rocciosa
Sotto di me la valle degli Alberghi
Finalmente sulla vetta del monte Cavallo (1895mslm)
Avanti, verso l'ultima gobba. Sulla sinistra il devastante impatto delle cave di marmo della Focolaccia
Mi volto a contemplare tutto il tratto percorso
Dall'ultima gobba si scende in una valletta per ricongiungersi al sentiero 167
Inizia la discesa
Palèo e rocce: l'essenza delle Apuane
Erba alta fin sopra le ginocchia: il sentiero si segue solo grazie ai paletti colorati e ai segni sulle rocce
Ogni tanto mi fermo per rimirare questo splendore
Percorro una piccola cresta che mi riporta sotto il Contrario
Veri e propri giganti di marmo
Riesco a scorgere alcuni escursionisti che stanno terminando la ferrata
Scendo velocemente verso la parte bassa della valle
Chiudo l'anello, ricongiungendomi al punto in cui avevo abbandonato il sentiero
Giro bello tosto e fisicamente impegnativo, ma consigliatissimo a chi avesse voglia di vedere il lato forse più selvaggio delle Apuane.
Alla prossima,
ciao :skiciao:


