Alagna - Zar Senni e valle Otro 21 maggio 2022

Grazie delle belle foto e dei luoghi che ci stai facendo ammirare :CC:CC:CC Per me è una zona che non ho mai frequentato e mi sono ripromesso che prima o poi ci andrò!
 
L'idea era quella di scaricare le foto belle dalla fotocamera oggi e, man mano, integrare quelle con la descrizione dell'itinerario.
 
Comunque... cercherò di essere esaustivo.

Negli anni scorsi i miei giorni dedicati al trekking eran sempre caduti a luglio o ad agosto, con qualche rara eccezione a inizio settembre ma mai a maggio.

Per l'incrociarsi di alcune coincidenze quest'anno invece mi son trovato ad organizzare due trekking in due sabati successivi in questo mese.

"Organizzare" è una parola grossa, infatti in entrambi i casi (quello a Pont in Valsavarenche e questo) io e il mio amico abbiamo per lo più "improvvisato" iniziando a concepire la meta alle 20:00 del giorno precedente e terminando tra ordini e contrordini alle 22:00 o oltre. In entrambi i casi son stati luoghi in cui non mi ero mai recato, senza neanche una minima preparazione o conoscenza del percorso da intraprendere. La chiusura di molti dei rifugi a me noti (o comunque di mio primario interessa) ha contribuito a questa improvvisazione, per me poco consueta ma, alla fine, indubbiamente remunerativa.
 

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Non so da quanto tempo segui il forum, ma ho fatto anche dei reportage solo descrittivi senza foto (p.es. "Il Cinemascope di Dio: la Est del Rosa).

Seguo bene il forum, diciamo che coi report che spesso fai “alla tua maniera”, si perde molto il senso del tour che fai!
Ed è un peccato perché visiti posti stupendi

Una valanga di foto, a volte la didascalia ma poi trovi il vero scritto dopo pagine.
E non è che puoi leggere 3 righe, tornare indietro di 27 messaggi…
poi di nuovo 3 righe e altri 26 messaggi…

tutto qui… è solo un peccato per noi utenti curiosoni
 
Partenza alle 6:30 da Treviglio e arrivo alle nove alla meta, cioè ad Alagna.

Avevo una cartina di Meridiani Montagne sulla zona del Rosa e sapevo che l'accesso alla Val d'Otro era proprio all'inizio del paese... dal parcheggio all'imbocco del sentiero ci ha aiutato google maps, ma prima ci siam concessi una colazione in paese e un breve giretto tra le vie del centro.

Nei pressi della caserma dei Carabinieri passa la strada per la val d'Otro, che non so fin dove possa giungere visto che noi e i numerosi altri passeggiatori abbiam preso il sentiero, ben segnalato e ben curato. Molte pietre son disposte ordinatamente, sia per formare i gradini sia per deviare l'acqua piovana all'esterno del tracciato. Non ci si può perdere, non ci sono neanche pericoli oggettivi... è un bel sentiero fresco grazie alle fronde del bosco, anche se abbastanza ripido. Nulla che non possa esser fatto anche da un bambino o da un ottuagenario ancora gagliardamente in forma... ma bisogna "rompere il fiato" all'inizio.
 
Seguo bene il forum, diciamo che coi report che spesso fai “alla tua maniera”, si perde molto il senso del tour che fai!
Ed è un peccato perché visiti posti stupendi

Una valanga di foto, a volte la didascalia ma poi trovi il vero scritto dopo pagine.
E non è che puoi leggere 3 righe, tornare indietro di 27 messaggi…
poi di nuovo 3 righe e altri 26 messaggi…

tutto qui… è solo un peccato per noi utenti curiosoni

Hai ragione, ultimamente li faccio così, prima facevo descrizione completa - foto - descrizione - foto ... ecc... ed era senza dubbio più agevole per il lettore seguire passo passo la mia "avventura". Avevo anche più tempo però.
 
Ultima modifica:
E le foto non van bene, e la prosa è scollegata...non rende bene l'idea....

A me più che trekkings paiono (mutarsi in) flagelli di Dio - per chi li fa.
 
Riprendo il discorso sul trekking...

Il dislivello da superare tra Alagna paese e le frazioni in val d'Otro è di circa 400m (600 metri se si arriva fino al Belvedere) e se non ci si sofferna troppo a far foto si dovrebbe completare in circa 1 ora e mezza di camminata (1h se si segue il sentiero più ripido dalla fontanella posta a metà strada).

Dopo mezzoretta circa si si ritrova nei pressi di una bella fontana nel bosco, con qualche panca per ritemprarsi dalle prime fatiche. La fontana è a sinistra e il primo bivio per salire in Otro è a destra; esso consente in 30 min di raggiungere la meta mantenendo una pendenza sostenuta, paragonabile a quella del tratto già percorso; così ci han detto i "locals". Se invece si procede dritti, il sentiero spiana e inizia a costeggiare un ruscello che tra piccole cascate e un gran rumore dato dallo sciabordare delle acque, fa compagnia a lungo. Scegliereno questa seconda opzione.
In corrispondenza della fontanella in realtà c'è anche l'indicazione, su un pannello di legno attaccato a un albero, recante la scritta "Caldaie d'Otro 150m"...
 
Ultima modifica:
... immaginavo che fosse qualcosa legata alle attività degli antichi Walser che popolavano questi luoghi (avendo improvvisato e non essendomi informato dettagliatamente prima) ma solo stamattina ho scoperto su youtube che si trattava di una bella cascata e della gola da essa creata.

La vedete qui al min 10:20; nello stesso video vedrete anche la fontanella.

L'autrice del video era sulla strada del ritorno, quindi la fontanella appare sulla destra del sentiero e il bivio per Otro erto sulla sinistra.

 
Proseguiamo quindi, senza deviare nè verso le "caldaie d'Otro" a sinistra nè verso "Otro" a destra e prendiamo la strada che, a tratti assolata, costeggia il ruscello. Più avanti ci sarà un'altra deviazione per Otro che porta in località "Scarpia" (non "Scampìa"... non confondetevi altrimenti vi trovate a Napoli).

Sempre il solito "local" ci ha detto che, oltre questo secondo bivio ben indicato su un albero con una bella frecciona di legno, ce ne sarebbe un terzo, ma visto che sulla mia cartina non era segnato, ci accontentiamo di quello in loco e iniziamo a salire con modesta pendenza e facile traccia nel bosco di latifoglie; curiosamente ci sono anche diversi ciliegi in fiore!

Dopo 20 min circa, forse mezzoretta, si esce dal bosco e ci si ritrova in quel paesaggio idilliaco che è l'altopiano della Val d'Otro, con prati dolci e verdeggianti, puntati di giallo e di blu a seconda del fiore prevalente e lasciati crescere in modo naturale, eccezion fatta per l'esigua traccia del sentiero che porta alle varie baite.

Le costruzioni tipicamente Walser (quasi tutte ben tenute e sapientemente ristrutturate) sono "amoruse" (come direbbero in Sicilia) e son perfettamente in armonia con l'ambiente. A Scarpia c'è il forno comune, ben in vista. Nella frazione in cui si trova il rifugio Zar Senni c'è una graziosa chiesetta. Tutto intorno, una corona di cime asperrime e alte fino a 3000m ma quasi completamente spoglie di neve. Che spettacolo sarebbe stato dopo un inverno normale!!
 
Siamo in anticipo sull'orario previsto dalla nostra prenotazione per il pranzo, ma decidiamo di fermarci lo stesso a Zar Senni e lasciare al dopo pranzo l'esplorazione dei dintorni.

La polenta è ottima, il mio amico l'accompagna con la salsiccia al sugo, io con una carne di manzo (tritata) cotta nel vino e con diversi aromi, tipo la carbonada valdostana che però é fatta con lo spezzatino.

Prima che l'abbiocco possa prendere il sopravvento, quasi ancora con l'ultimo boccone ancora da deglutire, ripartiamo a passo lento e ci dirigiamo verso il "Belvdere" perchè dovrebbe essere il posto più accessibile da cui poter vedere i 4000 del Rosa. Superato il fianco di un ampio pratone, arriviamo al cospetto di un vecchio impianto di risalita (che non mi aspettavo di trovare in un posto così incontaminato) e poco oltre ci sono altri ruderi che proprio sono un pugno nello stomaco in quel punto (si tratta dell'arrivo della vecchia omonima cabinovia ad ammorsamento automatico degli anni 60-70 e del vecchio albergo Belvedere).

Anche il "Belvedere" me lo aspettavo più un belvedere..
 
... il punto è panoramico su Alagna, sulla zona delle Bocchette delle Pisse e del Mullero, ma le "alte cime" sono coperte da qualche cumulo dispettoso... e a pochi metri da me dalle fronde di un albero altrettanto inopportuno in quel punto.
 
Col senno di poi, se si va solo per il panorama sul Rosa, il rif. PASTORE (o quelli nella zona ad esso adiacente) o il rif. Alpe Campo penso diano maggiori soddisfazioni.
 
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