nuovi impianti 2026-27
Aperture e Chiusure

Nuovi impianti 2026/27: la mappa degli investimenti che stanno cambiando lo sci italiano

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 Sessantadue nuovi impianti di risalita in cantiere o in progetto, oltre 290 milioni di euro investiti ogni anno dal comparto funiviario, bacini di innevamento sempre più grandi e lo skipass che si sposta sullo smartphone. La prima stagione dopo Milano-Cortina 2026 arriva con il più imponente rinnovamento infrastrutturale degli ultimi anni. Ecco la mappa regione per regione di quello che gli sciatori troveranno sulle piste da dicembre.

 

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Una stagione da record per il rinnovo degli impianti 2026-27

Se c’è un dato che racconta meglio di ogni altro l’inverno 2026/27, è questo: 62 nuovi impianti di risalita censiti in Italia tra realizzazioni già cantierate e progetti in fase avanzata, secondo il monitoraggio di Skiresort.it. La distribuzione geografica racconta molto degli equilibri del turismo bianco nazionale: 22 in Trentino-Alto Adige, 14 in Lombardia, 11 in Piemonte, il resto distribuito tra Veneto, Valle d’Aosta e Appennino.

Attenzione però a leggere il numero per quello che è. Una parte consistente di questi impianti risulta ancora “in progettazione”, con tempi di realizzazione che possono slittare di una o due stagioni per ragioni autorizzative, meteorologiche o finanziarie. Quello che è certo è la direzione: si sostituisce più di quanto si costruisca ex novo. Seggiovie quadriposto degli anni Novanta diventano telecabine a dieci posti, skilift del 1976 vengono rimpiazzati, quattro stazioni motrici diventano due. È una fase di razionalizzazione, non di espansione.

numeri comparto funiviario

Trentino-Alto Adige: Plan de Corones fa il pieno

La provincia di Bolzano continua a essere il motore degli investimenti. Plan de Corones (Kronplatz) mette a terra il pacchetto più corposo d’Italia: le due telecabine storiche Kronplatz I e Kronplatz II passano da otto a dieci posti, con portate di 3.250 persone/ora ciascuna, mentre la vecchia seggiovia Ruis lascia il posto a una cabinovia a 8 posti da 3.600 p/h. Si aggiunge la nuova seggiovia esaposto ad ammorsamento automatico Dolomiti, 1.356 metri di sviluppo per 3.000 p/h.

Al Latemar debutta la seggiovia a 8 posti Obereggen (500 metri, 2.800 p/h, firmata LEITNER) affiancata dal nuovo skilift Eben. Sull’Alpe di Siusi la storica biposto Steger Dellai diventa una seggiovia a 8 posti con cupola, un salto generazionale che da solo vale il viaggio. Nelle 3 Cime Dolomiti entra in scena Helmissimo, telecabina decaposto da oltre 3 chilometri tra Versciaco e il Monte Elmo. A Belpiano la vecchia sei posti verso Piz Schöneben lascia il campo a una decaposto da 2.311 metri.

In Val Gardena e in Alta Badia il lavoro è più chirurgico: due telecabine a dieci posti in progettazione (Ruacia-Sochers-Bruno e Costabella) e la sostituzione di due skilift a piattello, tra cui l’Abrusé datato 1976.

San Martino di Castrozza: 16 milioni sull’Alpe Tognola

Il progetto trentino più interessante non è il più grande, ma il più significativo dal punto di vista culturale. Funivie Seggiovie San Martino investe 16 milioni di euro — il maggiore investimento della sua storia — nell’area Scandola-Conca, dentro il Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino.

Due vecchie seggiovie triposto fisse vengono sostituite da un unico esaposto ad ammorsamento automatico: 1.324 metri, 308 metri di dislivello, 2.650 persone/ora, 4 minuti e 27 secondi di risalita. Il dato che conta di più, però, è un altro: si passa da 4 stazioni e 33 piloni a 2 stazioni e 10 piloni. Meno cemento, più portata. È esattamente il modello che le località alpine devono saper raccontare quando vengono accusate di consumo di suolo.

Il pacchetto comprende il rifacimento della pista Scandola, l’allungamento di oltre 700 metri della Conca, il nuovo raccordo Larici, uno snowpark ricollocato con innevamento dedicato, una nuova condotta idrica da Fratazza al bacino principale e 30 generatori di neve aggiuntivi.

Lombardia: l’eredità olimpica alla prova dei fatti

Con 14 impianti in programma, la Lombardia è la regione che più di tutte deve dimostrare che i Giochi hanno lasciato qualcosa. Livigno lavora al collegamento San Rocco-Freita e Freita-Pianoni Bassi, due telecabine decaposto da 2.400 p/h ciascuna. Ponte di Legno-Tonale mette in cantiere due decaposto pesanti, Valbione-Corno d’Aola-Angelo (2.100 metri) e Valbiolo (2.125 metri). Ad Aprica arriva la nuova quadriposto Stella Alpina.

Il capitolo Bormio è più complicato. L’Olympic Ski Center è realtà, ma il territorio ha aperto un confronto pubblico sul divario tra le opere promesse in fase di candidatura e quelle effettivamente realizzate, con gli operatori che chiedono conto degli impianti attesi e non arrivati e una stagione olimpica che, per il commercio locale, non ha portato i numeri sperati. Sul tavolo restano progetti importanti — la telecabina Bormio-Ciuk, la seggiovia Ciuk-La Rocca, il Pian dei Larici — e soprattutto l’ipotesi di collegamento con Livigno e Santa Caterina, che ridisegnerebbe l’intero comprensorio dell’Alta Valtellina.

È il tema più politico dell’inverno, e Skiforum lo seguirà da vicino.

Piemonte e Valle d’Aosta: la corsa delle decaposto

La Via Lattea rinnova due assi portanti con le telecabine decaposto Fournéous (1.423 metri) e Chalvet (972 metri), entrambe Doppelmayr, mentre resta in progettazione la quadriposto Gimont-Colletto Verde. Bardonecchia punta sull’esaposto Jafferau; il Mondolè Ski lavora alla seggiovia a 8 posti Blu (1.120 metri, 3.000 p/h).

In Valle d’Aosta il cambio di passo è netto. Courmayeur installa due telecabine decaposto LEITNER su Plan Chécrouit, con cabine panoramiche, porte scorrevoli pensate per l’accessibilità e resistenza al vento fino a 80 km/h. La Thuile entra nell’Espace San Bernardo con una decaposto da 74 cabine e 3.000 p/h sulla Les Suches-Chaz Dura, aperta anche ai non sciatori e operativa tutto l’anno — un dettaglio che dice molto sulla destagionalizzazione. A Breuil-Cervinia la quadriposto Patrullarve diventa un’esaposto con cupola da 3.200 p/h, in attesa del progetto pluriennale Cervino The One, la funivia 3S che collegherà Cervinia a Plateau Rosa affiancando il Matterhorn Alpine Crossing.

 

grafico impianti per regione

Non solo funi: acqua, neve e smartphone

Il secondo fronte degli investimenti è meno fotogenico ma altrettanto decisivo. Pila ha completato a Leissé un bacino artificiale da 150.000 metri cubi e ha introdotto, con Skidata, lo skipass caricato direttamente sullo smartphone, eliminando la card RFID. Sestriere ha rivisto i sistemi di innevamento programmato ridisegnando i tracciati.

Sono i due investimenti che nel medio periodo peseranno più delle cabinovie: garanzia di apertura nelle stagioni difficili e riduzione dell’attrito nell’esperienza d’acquisto. Chi vende sciate oggi vende soprattutto certezza — di trovare la pista aperta e di non fare la fila in biglietteria.

Perché questi numeri contano

Il contesto economico aiuta a inquadrare la portata dello sforzo. Secondo lo studio ANEF-PwC presentato nel 2026, il comparto funiviario italiano genera circa 1,3 miliardi di euro di ricavi diretti ma attiva un indotto complessivo superiore ai 7 miliardi. Per ogni euro speso in skipass e servizi collegati si registra un moltiplicatore superiore a 5 volte sulla spesa turistica locale e oltre 8 volte sul fatturato delle imprese del territorio. Nelle quattro regioni analizzate (Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta) il settore ha sostenuto 75.236 occupati diretti e indiretti nel 2024, con 291 milioni di euro di investimenti infrastrutturali in un solo anno, pari al 94% del totale nazionale.

Tradotto: ogni telecabina che sostituisce una seggiovia degli anni Novanta non è solo un miglioramento del comfort, è un pezzo di tenuta economica di una valle.

Cosa aspettarsi da qui a dicembre

Le prime aperture sui ghiacciai e nei comprensori di alta quota sono attese come di consueto tra fine ottobre e inizio novembre, con l’ingresso a regime della maggior parte delle località nel weekend dell’Immacolata. Da qui ad allora il calendario sarà scandito dai collaudi: un impianto annunciato a settembre non è un impianto aperto a dicembre, e la storia recente insegna che qualche taglio del nastro slitterà.

Nelle prossime settimane pubblicheremo su Skiforum le schede dettagliate comprensorio per comprensorio, con date di apertura, tariffe skipass e stato di avanzamento dei cantieri.

 

Le 5 novità da segnare in agenda

  1. Plan de Corones — quattro impianti nuovi in un colpo solo, il pacchetto più ricco d’Italia.
  2. San Martino di Castrozza — 16 milioni sull’Alpe Tognola: più portata, meno piloni.
  3. La Thuile / Espace San Bernardo — decaposto da 3.000 p/h aperta anche ai non sciatori.
  4. Courmayeur — due nuove decaposto panoramiche su Plan Chécrouit.
  5. Pila — skipass sullo smartphone e bacino da 150.000 m³.

Hai notizie o progetti dal tuo comprensorio? Scrivi alla redazione di Skiforum: raccontiamo la montagna che si rinnova.

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