Grazie Drey... ma per quanto io sia certo della correttezza della Tua risposta, mi sembra impossibile che in questo mercato si sia rinunciato alla indviduazione di un parametro univoco per la definizione del FLEX INDEX...
Comunque, probabilmente la storia di questi materiali è talmente recente che sino a poco tempo fa ci si basava piu' se prove empiriche... ( è duro o è morbido...) piuttosto che su misurazioni "fisiche"...
Ok... mi tengo il mio dubbio.
Grazie comunque e scusa per la duplicazione dl "post".
Ciao (PS appena posso di posto la famosa foto delle miei solette...)
Ciao, forse non ci siamo ancora col concetto di "Flex index": questo è un indice puramente ideale, che non ha alcun riferimento reale.
Non si può cioè collegare in alcun modo a una data caratteristica elastica... mi spiego meglio...
Faccio un esempio con Head. Essa utilizza 4 plastiche diverse per i suoi modelli di gamma top/race, e sono contrassegnati con un indice H1/H2/H3/H4.
L'indice H1 indica la plastica utilizzata nei modelli Raptor Supershape e Mojo XP (flex index 100/110)
L'indice H2 indica la plastica utilizzata nel modello RS120 (flex index 120)
L'indice H3 indica quella utilizzata nel modello RD130 (flex index 130)
L'indice H4 invece si riferisce al RD150 (flex index 150)
Essa è caratterizzata da una durezza differente, ma non c'è alcuna linearità tra la differenza di durezza.
Non si può quindi ad esempio dire: "un flex 110 è tale perchè il gambetto flette di 3 mm in avanti sotto l'azione di una spinta di 110 kg, mentre un flex 120 è tale per cui la flessione in avanti di 3 mm avviene con una spinta di 120 kg"....
Dipende anche dall'esoscheletro dello scarpone, come esso è stato progettato... e difatti il RS120 spancia molto meno del Raptor Supershape... ma risulta anche molto più rigido di quanto la differenza di flex index lasci supporre.
Tieni anche conto del fatto che la durezza viene influenzata molto dai vari pigmenti utilizzati... e difatti non c'è assolutamente da stupirsi che una stessa plastica possa avere un comportamento differente se pigmentata diversamente. Non solo come rigidezza, ma anche come risposta della plastica in rilascio, e anche come variazione del modulo elastico con le varie temperature (Gotamart, che ha fatto il tester per la Lowa, dice che, nei Tecnica Diablo, il modulo elastico delle plastiche normalmente utilizzate, aumenta di 5 volte nel passare da una temperatura di 25°C a una temperatura di 0°C, lo ha scritto
qui), e anche come queste plastiche si degradano nel tempo.
Quindi il "flex index" è un indice puramente astratto, che serve più che altro a inquadrare un certo tipo di comportamento flessionale, nell'ambito di una categoria di scarponi (un race con flex index 120 è, ad esempio, generalmente più prestazionale di un allround top level con flex index 130, sebbene questo possa avere plastiche un po' più rigide).
Col passare degli anni, tra l'altro, le plastiche possono irrigidirsi (quando non sfibrate per averle sottoposte a sollecitazioni molto intense), e assumere quindi un comportamento fragile.... e uno scarpone vecchio di 15 anni, può rischiare di spaccarsi di schianto durante una sciata... come è successo a non pochi.
Io avevo un Lange Max 4, uno scarpone turistico, di gamma allround, per sciatori principianti/intermedi del 1998... che ho usato fino al 2005. E negli ultimi anni, le plastiche erano diventate così rigide che di fatto non potevo flettere di un solo millimetro...
In definitiva: se coi tuoi scarponi ti trovi bene, sono stati ben conservati (lontano da fonti di calore, di luce e di umidità), le scarpette sono ancora buone e non sfibrate, usali ancora... ma se senti che le plastiche sono piuttosto vecchie... è meglio valutare la prova di un nuovo scarpone (un cedimento improvviso durante una sciata non è augurabile a nessuno).
Leggi anche
qui il post #10 sull'arbitrarietà del flex index