La "normalizzazione" dei flex rispetto ai brand è davvero interessante.. cosa sostengo da tempo sarebbe ancor + importante da fare per gli scarponi. In tgr ci avevano provato ma i risultati sono abbastanza discutibili.. (se ne è parlato anche
qui)
Dal tabellone ho tirato su un paio di considerazioni che volevo condividere:
-Partiamo dalla considerazione + banale: l'incredibile variabilità dei flex di uno specifico sci, di solito si diceva " va' che quello è uno sci duro, invece quell'altro uno sci molle,..." in realtà vedendo che ci sono sci che hanno valori da 3 a 11 sullo stesso asse ti da l'idea che ormai bisogna parlare di DI PARTI DI SCI DURE O MORBIDE (anche se poi lo sci rimane 1 oggetto intero e di conseguenza avrà delle caratteristiche che vanno al di là dei numeri).
- la ripartizione del flex rispetto allo ski center, uno normalmente si immagina 1 andamento regolare (anche dettato dalle strutture interne) che vada a indurirsi (o ammorbidirsi) gradualmente allontanandosi dal centro sci. la realtà è invece ben diversa (anche se qui tra i numeri tecnici e le sensazioni in campo credo ci sia 1 abisso): se leggo di uno sci che (partendo dalla coda) fa: 73524 sinceramente non so cosa aspettarmi quando lo proverò sulla neve!
Imho se venisse provato prima di leggere i numeri nessuno sarebbe in grado di sentire una mid-tail molle rispetto a tail e ski center! dai GET REAL!!!
-di conseguenza: ha ancora senso parlare di durezza di uno sci? secondo quali criteri? quali saranno in futuro i punti cruciali per poter descrivere al meglio uno sci? serviranno delle matrici di numeri? o alla fine della fiera sarà sempre
"l'avis du vieux" a far pendere l ago della bilancia?
-le BIG FACTORIES considerano (o considereranno) questo sbattone o se ne fottono allegramente come immagino?? in modo da continuare a rimandare dei confronti realistici e far capire al BIG PUBLIC come quanto e da quanto viene preso per i fondelli?
come al solito thx Verbier 4 sharing.