pat
Well-known member
Purtroppo per voi la macchina digitale è in Sicilia al seguito di moglie e figli. Cercherò. con le parole, di darvi l'idea di cosa ho trovato lassù...
Alle sette e un quarto di sera di venerdì , dopo aver preaprato lo zaino a tempo di record, parto in direzione Lovere-Aprica-Stelvio ; alle undici parcheggio la subby in 20 cm di neve fresca davanti all'hotel Folgore, il primo che mi ha dato disponibilità quando ho telefonato: la temepratura era di due gradi (Bormio 12) e la neve era presente già sotto la cantoniera, per diventare continua al di fuori della strada appena dopo il bivio per la Svizzera, che è a quota 2500 circa. Ogni curva ... un sorriso ... ogni sorriso una curva. Shignazzavo e guidavo. Godevo, solo all'idea di cosa sarebbe stato il giorno dopo.
Ore 6 , senza sveglia, le luci di una fredda alba entrano nell'unica camera che ha le imposte aperte... la mia.
Non sto nella pelle. Apro i vetri, ancora in pigiama, e inspiro avidamente quell'aria fresca e pura; inspiro e mi ispiro.
Sono il primo a far colazione, e sono uno dei primi a prender la funivia. Il cielo è terso, la neve ancora abbondantemente presente ai lati della strada e sui tavolini del Pirovano, così come l'abbiamo vista venerdì pomeriggio; il termometro alla partenza della funivia segna +2 , ma non c'è un ghiacciolo che sgoccioli, nè un rivoletto d'acqua da neve sciolto. Tutto fermo. Tutto cristallizzato. Solo i gracchi regalano qualche improvviso suono, qualche cenno di vita "naturale". L'Ortles domina la scena, con i suoi crepacci e la sua coppola di ghiaccio , prima rosata e poi via via più fulgida. E ricorda a tutti come siam piccoli al suo cospetto. I grandi alberghi ancora dormono, sono ormai vestigia di un passato glorioso che difficilmente ritornerà; lo sci estivo non è più così di moda come 10 o 20 anni fa , e una malinconica vena di decadenza pervade il passo ancora inanimato e muto, come se fosse un triste presagio di una gloria che si sfilaccia al vento ogni anno di più; questo sprazzo di maliconia viene presto gettato via dalla consapevolezza di una radiosa giornata. La giornata perfetta. Agosto. Ma sembra che il tempo si sia fermato sei mesi indietro.
Alle sette e un quarto di sera di venerdì , dopo aver preaprato lo zaino a tempo di record, parto in direzione Lovere-Aprica-Stelvio ; alle undici parcheggio la subby in 20 cm di neve fresca davanti all'hotel Folgore, il primo che mi ha dato disponibilità quando ho telefonato: la temepratura era di due gradi (Bormio 12) e la neve era presente già sotto la cantoniera, per diventare continua al di fuori della strada appena dopo il bivio per la Svizzera, che è a quota 2500 circa. Ogni curva ... un sorriso ... ogni sorriso una curva. Shignazzavo e guidavo. Godevo, solo all'idea di cosa sarebbe stato il giorno dopo.
Ore 6 , senza sveglia, le luci di una fredda alba entrano nell'unica camera che ha le imposte aperte... la mia.
Non sto nella pelle. Apro i vetri, ancora in pigiama, e inspiro avidamente quell'aria fresca e pura; inspiro e mi ispiro.
Sono il primo a far colazione, e sono uno dei primi a prender la funivia. Il cielo è terso, la neve ancora abbondantemente presente ai lati della strada e sui tavolini del Pirovano, così come l'abbiamo vista venerdì pomeriggio; il termometro alla partenza della funivia segna +2 , ma non c'è un ghiacciolo che sgoccioli, nè un rivoletto d'acqua da neve sciolto. Tutto fermo. Tutto cristallizzato. Solo i gracchi regalano qualche improvviso suono, qualche cenno di vita "naturale". L'Ortles domina la scena, con i suoi crepacci e la sua coppola di ghiaccio , prima rosata e poi via via più fulgida. E ricorda a tutti come siam piccoli al suo cospetto. I grandi alberghi ancora dormono, sono ormai vestigia di un passato glorioso che difficilmente ritornerà; lo sci estivo non è più così di moda come 10 o 20 anni fa , e una malinconica vena di decadenza pervade il passo ancora inanimato e muto, come se fosse un triste presagio di una gloria che si sfilaccia al vento ogni anno di più; questo sprazzo di maliconia viene presto gettato via dalla consapevolezza di una radiosa giornata. La giornata perfetta. Agosto. Ma sembra che il tempo si sia fermato sei mesi indietro.