Anteprima attacchi Diamir Freeride Pro

Fabio

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Staff Forum
Vi segnalo questa impressione/recensione che mi ha inviato Luca di Elan sui nuovi Diamir Freeride PRO.

DIAMIR FRITSCHI MEDIA EVENT 2010

Nella bellissima cornice di Garmisch Patenkirchen si è svolto il 10-11 febbraio un evento riservato alla stampa europea organizzato dall’azienda svizzera Diamir/ Fritschi in collaborazione con Scott, Elan, Voelkl, Head che ha visto la presenza di Flory Kern, guida alpina ed esperto freerider tedesco specializzato in freeride trips in tutto il mondo. La data prescelta, nei giorni subito successivi all’ISPO di Monaco, è stata strategica per radunare colleghi provenienti dalle redazioni di riviste specializzate in freeski e skitouring, tutti ansiosi di poter approfittare della copiosa nevicata che ha coinvolto la bassa Germania e l’Austria nelle giornate precedenti.
Per l’occasione, Diamir/Fritschi ha voluto far testare alla stampa europea l’ultimissima novità, ovvero il Freeride Pro, l’attacco da freeride mountaneering che si colloca in un target strategico del nuovo mercato emergente. Infatti, è innegabile che nelle ultime stagioni si sia assistito ad una generale tendenza nel panorama dell’industria sciistica a sviluppare sci e scarponi che si pongono a metà strada tra quelli da freeriding estremo e lo skitouring classico. Ormai, si utilizzano con le pelli sci dalle larghezze generose (sopra gli 80 mm al centro, per arrivare in taluni casi anche a 105 mm) e scarponi da skitouring a quattro ganci, sempre più rigidi e simili ai modelli da freeride veri e propri.
Stabilità del Diamir Freeride Pro anche nei passaggi difficili.

Per venire incontro alle esigenze di tutti questi utilizzatori, Diamir/Fritschi ha sviluppato il nuovissimo attacco Freeride Pro che, nella fase di salita, beneficia dei vantaggi della tecnologia già sperimentata ed utilizzata sul modello Eagle (ossia una più naturale rullata a tutto vantaggio di un miglior comfort di camminata) ed in discesa può contare su alcuni importanti punti di forza:

  • omologazione e certificazione TUV sia per scarponi da ski touring che per quelli da pista,
  • sistema di sgancio Gliding Technology,
  • sistema di scorrimento della barra PTC Technology a garanzia di un flex naturale dello sci,
  • alzatacco a quattro livelli facilmente azionabile,
  • base di appoggio rinforzata del puntale e della talloniera ancora più ampia per una migliore stabilità nei traversi ed un trasferimento ancora più diretto delle forze in discesa, aspetti di non secondaria importanza quando si usano sci fat e mid fat.
Briefing prima di testare i Diamir nel canalone.

Il programma prevedeva in tarda sarata il trasferimento con gli impianti ed un gatto della neve in un rifugio in mezzo al bosco a quota 1.600 mt (www.kreuzjochhaus.de), cena tipica e presentazione ufficiale dell’attacco da parte dei responsabili Diamir/Fritschi presenti (Stefan Ibach, sales manager e Stefan Burki, responsabile marketing).
A seguire Dia Show di Flory Kern che ha presentato alcuni scatti ed impressioni degli ultimi viaggi fatti in Giappone e Russia. Con le immagini di discese mozzafiato ancora negli occhi, siamo andati a dormire, speranzosi che l’indomani le condizioni meteo non proprio ideali potessero comunque concederci un attimo di tregua accontentando la nostra ormai irrefrenabile voglia di powder. Al risveglio, ci rendiamo conto che la neve non manca di certo, nella notte sono scesi altri 30 cm abbondanti, semmai il problema potrebbe essere rappresentato dalla visibilità.
Subito dopo il check di regolazione degli attacchi, veniamo suddivisi in tre gruppi con a capo, oltre a Flory Kern, altre due guide locali che controllano il nostro ARVA e l’equipaggiamento di sicurezza. Ci spostiamo vicini ad un canalone, a seguire un breve briefing per spiegarci come avremmo affrontato la discesa e poi giù, pronti a saggiare la neve fresca e le qualità del nuovo attacco. Se il buongiorno si vede dal mattino, diciamo che ci stiamo scaldando tutti a dovere e – tutto sommato – la visibilità non è poi così male. Arrivati in prossimità del bosco, il primo gruppo tira fuori le pelli dagli zaini, prossimi ad affrontare la parte più impegnativa della giornata, la salita di un paio d’ore, in un terreno che si dimostra perfetto per comprendere in pieno le potenzialità di questo nuovo attacco.
Come vanno i nuovi Diamir Freeride Pro

Infatti, la prima sensazione che avvertiamo fa sembrare questi sci da freeride mountaneering particolarmente leggeri, merito probabilmente della posizione avanzata del punto di rotazione del puntale che in effetti agevola una camminata più confortevole, non soltanto nei tratti più ripidi, ma anche sul piano, in cui l’azione di scivolamento sembra ancora più naturale. Non mancano passaggi più complicati, la stabilità dell’attacco permette allo sci di non flettersi più di tanto nei traversi, non c’è che dire, gli svizzeri hanno fatto bene il loro lavoro.

dettaglio-diamir-freeride-pro.jpg


L’attacco si dimostra un buon compromesso tra leggerezza e funzionalità, non è certo appetibile per i patiti della “tutina da gara”, del resto su sci così larghi non ha proprio senso un attacchino, le forze di torsione sono troppo alte. Finalmente arriviamo alla meta, non vediamo l’ora di lanciarci giù per i pendii, per gustarci tutta quella bella neve attorno. Nella discesa dobbiamo concentrarci sulle sensazioni, non dobbiamo dimenticare che siamo qui in veste di testatori e poi, a pranzo, ci dovremo scambiare opinioni ed impressioni davanti ad una buona zuppa calda. Beh, che dire, anche in discesa, i colleghi alla fine concordano… l’elevato standard di sicurezza lo si vede eccome, evitando sganci involontari anche su neve smossa e permettendo una buona performance, soprattutto per quello che riguarda il flex dello sci che permette di tirare fuori il 100% ciò per cui è stato sviluppato. Forse abbiamo capito il segreto di questa azienda: tutti, ma proprio tutti, da uno dei cinquanta impiegati della ditta sino al titolare, il Sig. Andreas Fritschi in persona (n.d.r.: ovviamente presente allo ski test, in gran forma anche in salita), sono sciatori appassionati.
In sintesi, possiamo dire che il Diamir Freeride Pro è sicuramente adatto a sci con larghezze superiori agli 80 mm al centro, al si sotto di questa misura i benefits dell’attacco sono meno evidenti e forse ha più senso optare per il Diamir Eagle. E’ interessante segnalare che la produzione degli attacchi Diamir è interamente in Svizzera, a Raichenback, nella sede storica dell’azienda, oggi come oggi, in un mercato dove molti si spostano ad est, ancor più motivo di grande orgoglio. Ogni singolo componente, così come l’attacco poi assemblato, è rigorosamente sottoposto a severi test di collaudo. Come dire: la sicurezza è la parola d’ordine!
Un ringraziamento oltre alla Diamir/ Fritschi, anche alle aziende di sci che hanno messo a disposizione sci delle collezioni W10-11, alle guide alpine locali ed alla squisita ospitalità del rifugio Kreuzjoch Haus.
 
mah onestamente l'unica toppa che vedo nell'utilizzare l'attacchino su sci larghi è che bisogna spendere parecchi soldi per uno scarpone come si deve...
per il resto non vedo troppe controindicazioni forse lo skistopper largo non disponibile che però da quest'anno dovrebbe essere introdotto da utilizzare sugli stoke che fanno 105 al centro...
 
mah onestamente l'unica toppa che vedo nell'utilizzare l'attacchino su sci larghi è che bisogna spendere parecchi soldi per uno scarpone come si deve...
per il resto non vedo troppe controindicazioni forse lo skistopper largo non disponibile che però da quest'anno dovrebbe essere introdotto da utilizzare sugli stoke che fanno 105 al centro...

Lo skistopper dyna è fino a 110 come pure i rampant ...
 
Io ho fatto questi passaggi:
Isere (molti non sapranno cos'è)
Silvretta 404
Diamir explore
Dynafit vertical

Devo essere sincero che mi trovavo bene con il silvretta 404 che ho usato per 15 anni e possiedo ancora. Il diamir explore l'ho usato due, tre anni e, tutto sommato non mi trovavo male anche se mi sentivo un po' troppo alto sullo sci.
Il dynafit è molto naturale nella camminata e, soprattutto, ti da la sensazione di essere molto più un tutt'uno con gli sci.
Tutto sommato preferivo il silvretta 404 al diamir proprio perchè il diamir ti tiene troppo alto rispetto allo sci. Quindi la barra del diamir la vedo un po' esagerata. Se passate da sciare con un attacco normale da pista a sciare con un diamir, la differenza, secondo me, la sentite: a me sembrava di essere sui trampoli.
Il vantaggio grosso degli attacchi da scialpinismo step in è che puoi usare anche gli scarponi da discesa, cosa utile se fai qualcosa con poca salita e molta discesa.
Insomma, se volessi prendere un attacco step in per farmi uno sci da utilizzare anche con gli scarponi da pista, ora, andrei sul marker, lasciando perdere il diamir.
 

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Ma nella sostanza le novità quali sono? :think:
Io mi aspettavo un miglioramento per quanto riguarda la torsione in discesa, non in salita... e magari una barra più bassa per diminuire un po' l'effetto trampolo.
Non mancano passaggi più complicati, la stabilità dell’attacco permette allo sci di non flettersi più di tanto nei traversi
parlano dei traversi in modalità walk?
 
misure attacchi

non mi ricordo piu' gli intervalli per le misure degli attacchi in relazione alla lunghezza degli scarponi
chi mi aiuta?
grazie
 
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