marcussiena
The count of Tuscany
Il dibattito climatico riemerge in questi giorni a causa di un inverno rigido che ha colpito buona parte d'Europa e degli Stati Uniti. Inutile ricordare come questo inverno freddo e nevoso faccia parte di un tassello molto piccolo nel disegno climatico mondiale. Non si può minimamente prendere in considerazione come trend climatico, per quanto freddo e neve abbiano felicemente sorpreso molti, compreso me. Un dibattito per la verità tanto sterile quanto inutile, spesso anche snervante e noioso perchè ha oramai ben intrapreso la strada della lotta ideologica. Da una parte chi sostiene le ragioni dell'IPCC e dall'altro che le nega.
Come è oramai noto io mi sono da tempo schierato per mie ragioni dalla parte di chi le nega. Le ragioni sono le più varie: vuoi per il poco convincimento delle teorie dell'IPCC, vuoi per il miscelaneous di interessi politici, economici che si sono creati dietro quel Rapporto, vuoi ancora perchè mi piace per carattere personale prendere sempre le difese dei pochi, contro le pretese dei tanti.
In questo intervento vi spiegherò in 2 parti il perch la gente che la pensa come me, ritiene che il rapporto dell'IPCC può essere ritenuto una pagliacciata.
La prima parte della pagliacciata parte da “chi è l'IPCC”?
L' "Intergovernmental Panel on Climate Change" è un istituto interno all'ONU organizzato parallelamente al WMO ossia al Wheater Meteorological Organisation.
Ora, siccome rischio di passare per politicamente scorretto, citerò direttamente le frasi adoperate sul sito ufficiale dell'IPCC per definire la sua essenza e la sua funzione esatta.
Leggiamo insieme un primo estratto dalla descrizione introduttiva. Queste le parole originali:
"Its role is to assess on a comprehensive, objective, open and transparent basis the latest scientific, technical and socio-economic literature produced worldwide relevant to the understanding of the risk of human-induced climate change, its observed and projected impacts and options for adaptation and mitigation."
Si parla del ruolo dell'IPCC: quello di trovare e valutare attraverso le nuove tecniche, la recente letteratura scientifica, l'impatto che i comportamenti umani hanno sul clima stesso “risk of human-induced climate change”.
Sappiamo quindi da loro stessi che l'IPCC non è nato per capire quali sono le cause dei mutamenti climatici ma solo per valutare e verificare l'eventuale collegamento tra comportamenti umani e variazioni climatiche. Ce ne corre dalla prima alla seconda affermazione. Nel primo caso si tratterebbe di capire quali sono tutte le variabili del sistema clima. Nel secondo caso si dice che ci interessano solo le variabili antropogenetiche. Si vuole solo capire se l'uomo c'entra.
Quest'ultima frase la verificheremo dopo con una tabella di dati che lo stesso IPCC ha prodotto.
Torniamo all'IPCC-istituzione.
Nella frase sopra citata si dice, all'inizio, che per verificare questa connessione “uomo-cambiamenti climatici” ci si servirà di” the latest scientific, technical and socio-economic literature produced worldwide” ossia di quella letteratura scientifica e di quei dati che evidentemente permettano di capire ” the risk of human-induced climate change”. Le parole usate sono d'effetto: “understanding of the risk...”. Parafrasiamo queste parole: non è forse vero che da queste parole emerge che l'obbiettivo dell'IPCC è quello di far capire ai politici, prima, e alla gente comune, poi, che c'è un collegamento tra attività umana e cambiamenti climatici? Non è forse vero che per fare questo l'IPCC non si serve di proprie rilevazioni dati o di proprie ricerche ma che si limita ad andare a cercare nella letteratura mondiale quelle pubblicazioni che consentano la comprensione di questo collegamento (inquinamento-cambiamenti climatici)?
Sapete come so che l'IPCC non fa proprie rilevazioni e proprie ricerche? Beh, sarà stupido, ma ce lo dicono loro sempre nel loro sito ufficiale.
Queste le parole impiegate tratte dal medesimo contesto:”The IPCC does not conduct any research nor does it monitor climate related data or parameters”.
Traduciamo: l'IPCC non conduce nessuna ricerca e nemmeno fa attività di monitoraggio sui parametri e dati climatici. Eh già! Ma non vi dico nulla di nuovo. Poco sopra infatti abbiamo stabilito che l'IPCC nella sua funzione di farci capire il collegamento tra attività umana e cambiamenti climatici, si appoggia alla letteratura che per quanto recente si limita a analizzare i cambiamenti climatici solo in questa settoriale causa: “ the risk of human-induced climate change”.
Quindi tutti sanno, e anche l'IPCC sa, che il clima è sempre cambiato e che pertanto le variabili climatiche sono innumerevoli e naturali. Loro però non nascono come forum scientifico per capire quali sono le ragioni dei mutamenti climatici e per discuterne tra tutti gli studiosi (magari ascoltando le ragioni degli uni e degli altri) ma nascono solo come istituto di raccolta e valutazione dei lavori effettuati da quegli studiosi che con i loro lavori, le loro ricerche, dimostrino il collegamento tra attività umana e cambiamenti climatici.
Una breve considerazione su questa prima parte.
Abbiamo appreso dal sito ufficiale dell'IPCC www.ipcc.ch che la funzione cui deve assolvere questa istituzione , è quella di ricercare i possibili collegamenti tra l'attività umana e mutamenti climatici. Abbiamo anche appreso da loro stessi che per far ciò l'IPCC, dall'alto della sua funzione, non abbia dei propri scienziati o delle proprie banche dati o delle proprie ricerche finanziate. L'IPCC si limita infatti a valutare semplicemente il lavoro degli altri. Di chi in particolare? Di tutti? NO, solo di quegli scienziati e studiosi che riescono a dimostrare il collegamento tra attività umana e cambiamenti climatici. Si ignora volontariamente e dichiaratamente i lavori di tutti gli altri: ossia di coloro che dimostrano che gli attuali mutamenti climatici sono dovuti in parte o in toto a variabili naturali esistenti nel sistema Terra-clima.
Ne deduciamo che qualora si voglia parlare di cambiamenti climatici, citare i soli rapporti dell'IPCC significa ignorare in primis il lavoro di migliaia di scienziati che analizzano i mutamenti climatici a più ampio raggio ( e quindi anche le variabili naturali del sistema clima), in secundis significa dimenticare che l'IPCC nasce come raccolta dati e studi monografici: si analizza solo le cause antropiche dei mutamenti climatici, non le restanti variabili. Si dice in sostanza: tra 100 anni se tutte le forzanti naturali fossero “costanti” e non “variabili”, il clima si riscalderebbe di tot. gradi centigradi a causa delle forzanti antropogenetiche. Ma la realtà non è questa. Esistono anche le forzanti naturali e le incomprensioni di questi ultimi anni dovute ad un GW che se ne è rimasto dal 1998 ai paletti di partenza senza crescere e soprattutto senza crescere nella misura in cui ci si attendeva ( senza parlare del passo indietro del 2008), sono dovute proprio a questa mancanza d'informazione. Certamente non da parte dell'IPCC che dichiara sin da subito di ignorare o di non conoscere le forzanti naturali ( lo vedremo meglio nell'analisi del documento nella seconda parte). E' tutto il sistema mediatico che gli sta attorno ad aver comunicato che l'IPCC rivela la verità.
In realtà l'IPCC, per sua stessa ammissione ( “ Its role is to assess on a comprehensive, objective, open and transparent basis the latest scientific, technical and socio-economic literature produced worldwide relevant to the understanding of the risk of human-induced climate change, its observed and projected impacts and options for adaptation and mitigation”), rivela eventualmente solo una parte della verità, quella di coloro che dimostrino con i loro lavori il “ risk of human-induced climate change”.
FINE PRIMA PARTE
Come è oramai noto io mi sono da tempo schierato per mie ragioni dalla parte di chi le nega. Le ragioni sono le più varie: vuoi per il poco convincimento delle teorie dell'IPCC, vuoi per il miscelaneous di interessi politici, economici che si sono creati dietro quel Rapporto, vuoi ancora perchè mi piace per carattere personale prendere sempre le difese dei pochi, contro le pretese dei tanti.
In questo intervento vi spiegherò in 2 parti il perch la gente che la pensa come me, ritiene che il rapporto dell'IPCC può essere ritenuto una pagliacciata.
La prima parte della pagliacciata parte da “chi è l'IPCC”?
L' "Intergovernmental Panel on Climate Change" è un istituto interno all'ONU organizzato parallelamente al WMO ossia al Wheater Meteorological Organisation.
Ora, siccome rischio di passare per politicamente scorretto, citerò direttamente le frasi adoperate sul sito ufficiale dell'IPCC per definire la sua essenza e la sua funzione esatta.
Leggiamo insieme un primo estratto dalla descrizione introduttiva. Queste le parole originali:
"Its role is to assess on a comprehensive, objective, open and transparent basis the latest scientific, technical and socio-economic literature produced worldwide relevant to the understanding of the risk of human-induced climate change, its observed and projected impacts and options for adaptation and mitigation."
Si parla del ruolo dell'IPCC: quello di trovare e valutare attraverso le nuove tecniche, la recente letteratura scientifica, l'impatto che i comportamenti umani hanno sul clima stesso “risk of human-induced climate change”.
Sappiamo quindi da loro stessi che l'IPCC non è nato per capire quali sono le cause dei mutamenti climatici ma solo per valutare e verificare l'eventuale collegamento tra comportamenti umani e variazioni climatiche. Ce ne corre dalla prima alla seconda affermazione. Nel primo caso si tratterebbe di capire quali sono tutte le variabili del sistema clima. Nel secondo caso si dice che ci interessano solo le variabili antropogenetiche. Si vuole solo capire se l'uomo c'entra.
Quest'ultima frase la verificheremo dopo con una tabella di dati che lo stesso IPCC ha prodotto.
Torniamo all'IPCC-istituzione.
Nella frase sopra citata si dice, all'inizio, che per verificare questa connessione “uomo-cambiamenti climatici” ci si servirà di” the latest scientific, technical and socio-economic literature produced worldwide” ossia di quella letteratura scientifica e di quei dati che evidentemente permettano di capire ” the risk of human-induced climate change”. Le parole usate sono d'effetto: “understanding of the risk...”. Parafrasiamo queste parole: non è forse vero che da queste parole emerge che l'obbiettivo dell'IPCC è quello di far capire ai politici, prima, e alla gente comune, poi, che c'è un collegamento tra attività umana e cambiamenti climatici? Non è forse vero che per fare questo l'IPCC non si serve di proprie rilevazioni dati o di proprie ricerche ma che si limita ad andare a cercare nella letteratura mondiale quelle pubblicazioni che consentano la comprensione di questo collegamento (inquinamento-cambiamenti climatici)?
Sapete come so che l'IPCC non fa proprie rilevazioni e proprie ricerche? Beh, sarà stupido, ma ce lo dicono loro sempre nel loro sito ufficiale.
Queste le parole impiegate tratte dal medesimo contesto:”The IPCC does not conduct any research nor does it monitor climate related data or parameters”.
Traduciamo: l'IPCC non conduce nessuna ricerca e nemmeno fa attività di monitoraggio sui parametri e dati climatici. Eh già! Ma non vi dico nulla di nuovo. Poco sopra infatti abbiamo stabilito che l'IPCC nella sua funzione di farci capire il collegamento tra attività umana e cambiamenti climatici, si appoggia alla letteratura che per quanto recente si limita a analizzare i cambiamenti climatici solo in questa settoriale causa: “ the risk of human-induced climate change”.
Quindi tutti sanno, e anche l'IPCC sa, che il clima è sempre cambiato e che pertanto le variabili climatiche sono innumerevoli e naturali. Loro però non nascono come forum scientifico per capire quali sono le ragioni dei mutamenti climatici e per discuterne tra tutti gli studiosi (magari ascoltando le ragioni degli uni e degli altri) ma nascono solo come istituto di raccolta e valutazione dei lavori effettuati da quegli studiosi che con i loro lavori, le loro ricerche, dimostrino il collegamento tra attività umana e cambiamenti climatici.
Una breve considerazione su questa prima parte.
Abbiamo appreso dal sito ufficiale dell'IPCC www.ipcc.ch che la funzione cui deve assolvere questa istituzione , è quella di ricercare i possibili collegamenti tra l'attività umana e mutamenti climatici. Abbiamo anche appreso da loro stessi che per far ciò l'IPCC, dall'alto della sua funzione, non abbia dei propri scienziati o delle proprie banche dati o delle proprie ricerche finanziate. L'IPCC si limita infatti a valutare semplicemente il lavoro degli altri. Di chi in particolare? Di tutti? NO, solo di quegli scienziati e studiosi che riescono a dimostrare il collegamento tra attività umana e cambiamenti climatici. Si ignora volontariamente e dichiaratamente i lavori di tutti gli altri: ossia di coloro che dimostrano che gli attuali mutamenti climatici sono dovuti in parte o in toto a variabili naturali esistenti nel sistema Terra-clima.
Ne deduciamo che qualora si voglia parlare di cambiamenti climatici, citare i soli rapporti dell'IPCC significa ignorare in primis il lavoro di migliaia di scienziati che analizzano i mutamenti climatici a più ampio raggio ( e quindi anche le variabili naturali del sistema clima), in secundis significa dimenticare che l'IPCC nasce come raccolta dati e studi monografici: si analizza solo le cause antropiche dei mutamenti climatici, non le restanti variabili. Si dice in sostanza: tra 100 anni se tutte le forzanti naturali fossero “costanti” e non “variabili”, il clima si riscalderebbe di tot. gradi centigradi a causa delle forzanti antropogenetiche. Ma la realtà non è questa. Esistono anche le forzanti naturali e le incomprensioni di questi ultimi anni dovute ad un GW che se ne è rimasto dal 1998 ai paletti di partenza senza crescere e soprattutto senza crescere nella misura in cui ci si attendeva ( senza parlare del passo indietro del 2008), sono dovute proprio a questa mancanza d'informazione. Certamente non da parte dell'IPCC che dichiara sin da subito di ignorare o di non conoscere le forzanti naturali ( lo vedremo meglio nell'analisi del documento nella seconda parte). E' tutto il sistema mediatico che gli sta attorno ad aver comunicato che l'IPCC rivela la verità.
In realtà l'IPCC, per sua stessa ammissione ( “ Its role is to assess on a comprehensive, objective, open and transparent basis the latest scientific, technical and socio-economic literature produced worldwide relevant to the understanding of the risk of human-induced climate change, its observed and projected impacts and options for adaptation and mitigation”), rivela eventualmente solo una parte della verità, quella di coloro che dimostrino con i loro lavori il “ risk of human-induced climate change”.
FINE PRIMA PARTE
Ultima modifica: