11-12-13 settembre 2022 - Dolomiti di Brenta: inizio col botto!

julianross

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Eccoci sulla Bocca d'Armi.
Inizio la discesa per la vedretta o quel che ne resta.
Piccolo inciso, che ormai non servirà più a nulla perchè la stagione è terminata e anzi adesso deve aver nevicato sopra i 2mila metri: i ramponi li avevo dietro ma non servivano a niente in tutto il tragitto fatto. Uno dei misteri è perchè il gestore del Tosa-Pedrotti sia per telefono sia di persona mi aveva detto che servivano per scendere dalla Bocca d'Armi verso l'Alimonta. Tutti quelli con cui avevo parlato mi avevano assicurato che non servivano perchè la vedretta insisteva sulla sinistra orografica (come si vede nelle foto) mentre a destra, dove si era ritirata, si era formata una traccia che prevedeva il passaggio solo su 10 metri di neve/ghiaccio con sassi su cui ci si poteva comodamente appoggiare... Sostanzialmente avere i ramponi ai piedi sarebbe stato addirittura peggio.
Vabbè, peraltro non è nemmeno l'unica inesattezza che mi ha detto... :roll:

Ecco dietro a me la Bocca d'Armi e se aguzzate la vista vedete anche la fila di gente che sta salendo

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Arrivati a questo ometto devo prendere necessariamente una decisione

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Mi sono tenuto su una traccia alta che mi pareva meglio battuta ma qui c'è un bivio: girando a sinistra si scende al Rifugio Alimonta in 20 minuti. E da lì volendo al Rifugio Brentei, Casinei e Vallesinella... insomma, in un paio d'ore di sola discesa avrei concluso.
Alternativamente dall'Alimonta potrei allungare prendendo il Sentiero attrezzato SOSAT (le cosiddette Bocchette Basse) che mi porterebbe ai rifugi Tuckett-Sella e poi giù a valle.
E sennò c'è il piano originale, quello che però prevede gambe, voglia e altre minimo 6 ore su e giù per i monti: dopo le Bocchette Centrali fare anche le Bocchette Alte.
Rifletto un attimo: la giornata è bella, è presto, le gambe tutto sommato rispondono perchè le Bocchette Centrali le ho fatte in parecchio meno tempo di quel che indicavano su guide e tabelle... quando mai mi troverò qui, a 2700m, in questa situazione? Massì dai, che sarà mai.... alla fine non sarà così faticosa. Bisogna andare oltre i 3mila metri, vero, e ci saranno vari saliscendi ma sostanzialmente a parte la lunghezza non ci dovrebbero essere problemi.
Andiamo avanti e alla peggio tra un'ora ci sarà la via di fuga della Via Ferrata Oliva Detassis che mi permetterebbe di interrompere e scendere verso il Rifugio Brentei.
Ricominciamo a salire allora, sempre voltandomi spesso verso l'affascinante Bocca d'Armi
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Si passa sotto alla Cima Molveno e abbastanza velocemente si raggiunge uno spallone a 2830m. Qui la montagna si interrompe e inizia una ripida discesa verso lo stretto intaglio della Bocchetta Bassa dei Massodi (2790m)

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Da adesso in poi si perderà il conto delle numerose scale da fare, in salita e in discesa.

Scesi alla Bocchetta (tratto che credo sia parecchio complicato in caso di neve), subito un traverso verso sinistra su cambre e cengia larga 10 cm, giusto per infilare i piedi

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e subito si raggiunge il bivio per la Ferrata Detassis, praticamente a metà di una scala... in giù si abbandona, in su si continua con le Bocchette (cartello con indicazione di 3h 30' per la Bocca di Tuckett, per fortuna abbastanza delirante, io da qui ci metterò un'ora in meno, nonostante la stanchezza).

Mi volto verso lo stretto intaglio della Bocchetta Bassa dei Massodi, il tempo di un click e si continua

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Altro tratto decisamente in salita: cenge, scale, rampe, altre cenge e via così. Bisogna raggiungere una specie di altipiano sopra i 3mila metri.
Il panorama aiuta a non pensare alla fatica

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Dall'altipiano bisogna scendere secco una cinquantina di metri, e ci aiuta la Scala degli Amici

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Anche qui sono fortunato e grazie al fatto che sono solo riesco ad evitare il traffico notevole in direzione opposta

Ora un tratto di cresta in salita e si raggiunge la Bocchetta Alta dei Massodi. Da qui le fatiche sono sostanzialmente terminate perchè il percorso, tranne rari e brevi tratti, sarà tutto o pianeggiante o in discesa. Anche qui le cenge sono bellissime ma dopo ore e ore di cammino ho poca voglia di fare foto

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Ma, ma.... cosa sono quelle montagne laggiù in lontananza? Hanno un profilo familiare... :TTTT

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Guardando sotto (praticamente tutta la giornata c'era il Sentiero Orsi che correva parallelo 500 metri più in basso) mi rendo conto che, grazie anche al passo veloce sulle cenge, il grosso della strada è stato fatto e manca "solo" la discesa alla Bocca di Tuckett.... e infatti eccolo il vallone... due maroni sta discesa, non finisce mai... e ho incontrato tanta gente che stava attaccando in salita, poco prima delle 14...

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Eccomi finalmente alla Bocca di Tuckett dove avevo incontrato Reinhardt il giorno prima.... sostanzialmente il giro è concluso anche se restano ancora 1200 metri di discesa.
Ho finito l'acqua quindi l'unico pensiero è la radler da mezzo che mi scolerò al rifugio quindi la discesa la faccio non dico correndo ma quasi. La vedretta non esiste più, è stato scavato un sentiero con vari tratti attrezzati tutto sulla destra e grazie ai bastoni telescopici non ci sono poi grandi problemi.
Il Rifugio si avvicina sempre più, giusto una foto all'altezza del bivio per il Sentiero SOSAT e la Ferrata Dellagiacoma

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e ci siamo

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Pare incredibile ma sono sceso da lassù in meno di 40 minuti

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Il Rifugio Tuckett-Sella è veramente molto bello e il luogo in cui sorge è forse uno dei più pazzeschi visti nella vita... mi scolo il mio radler, mi guardo un po' in giro

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e riparto giù per il sentiero 317 verso il Rifugio Casinei.

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Ho le gambe rotte ma in qualche maniera bisogna pure scendere... poco prima del Rifugio Casinei ultimo scatto all'indietro

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Fetta di Linzer Torte al rifugio, altro mezzo litro di radler (in questi giorni mi sono veramente prosciugato, anche nei giorni successivi ho continuato a bere il doppio del solito) e giù verso Vallesinella.
Sono le 16.20, ci ho messo esattamente 9 ore dal Rifugio Pedrotti. Manco male. Il GPS dice 17km, 750 metri in salita e 1700 metri in discesa. Più o meno ci siamo.
Per fortuna riesco a prendere una navetta al volo e in breve sono al parcheggio a Madonna di Campiglio.
Restano solo 4-5 ore di macchina fino a Trieste.

Con la consapevolezza di avere fatto una 3 giorni magnifica in cui tutto è andato per il meglio partendo dalle condizioni atmosferiche (solo guardando i report di Blitz sembrava impossibile avere delle giornate così in questa zona.... non c'era una volta che non avesse dovuto modificare o accorciare una gita a causa del tempo).

Sicuramente mi verranno in mente altre considerazioni... magari stimolato da qualche vostro commento.
Per ora l'unica cosa che posso dire è che un frequentatore abituale delle Dolomiti "principali" deve per forza, almeno una volta nella vita, venire di qua... tutto veramente troppo grandioso per perderselo e in un certo qual modo anche "differente" (immagino che con le bocchette innevate, fino a qualche anno fa, e conseguente uso dei ramponi in vari punti fosse ancora più diverso).

Quest'anno ho fatto tante belle escursioni... sono salito di nuovo sulle 3 Tofane, ho fatto il Monte Rudo, il bellissimo Giro del Lavarela e del Conturines, solo per restare a quelle dolomitiche.... ma questa mi resterà sicuramente nel cuore, ancor di più.

FINE
 
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luca63

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Da applausi a più non posso,magnifico magnifico uno spettacolo
 

alfpaip

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Qua c’è poco da dire… anzi, ci sarebbe talmente tanto che non si sa da dove cominciare…

Credo che tu ti sia sparato due giorni (e mezzo) veramente fotonici… rosico come un castoro per non aver potuto raggiungerti almeno per il martedì… le bocchette alte le ho già fatte due anni fa ma ci sarei tornato molto più che volentieri da tanto sono belle…

Ma tutto il giro è incredibile… peccato che il Brenta sia così scomodo da raggiungere, è uno scrigno di bellezza con pochi eguali…
 

julianross

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Mi aggancio a quanto detto da Alfpaip...

Meglio le Bocchette Centrali o le Alte?

A me personalmente sono piaciute più le Centrali, la vista sul Campanile Basso e la Cengia che rientra nella montagna di cui ho messo varie foto sono indimenticabili...

Ho il sospetto, però, che dipenda molto da quale fai per prima specie se le hai programmate consecutivamente.

Sono percorsi grandiosi ma la piccola pecca è che sono anche tanto lunghi e alla fine non dico che ti scazzi un po', ma quasi...

Io da metà Bocchette Alte in poi ero anche un po' stufo, ma non solo per la stanchezza. È difficile da spiegare... perché anche su una ferrata lunga come gli Alleghesi, che non finisce mai, non ho avuto questa sensazione...
 
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rbodini

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Bellissimo report e foto splendide. Mi han fatto venire una gran voglia di tornare in quei posti.
 

alfpaip

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Mi aggancio a quanto detto da Alfpaip...

Meglio le Bocchette Centrali o le Alte?

Sono percorsi grandiosi ma la piccola pecca è che sono anche tanto lunghi e alla fine non dico che ti scazzi un po', ma quasi...

Io da metà Bocchette Alte in poi ero anche un po' stufo, ma non solo per la stanchezza. È difficile da spiegare... perché anche su una ferrata lunga come gli Alleghesi, che non finisce mai, non ho avuto questa sensazione...

Non avendo fatto le centrali non posso purtroppo dire quali siano meglio…

La tua considerazione è interessante… effettivamente, essendo molto lunghi e per certi versi poco vari (cengia-scala-cengia-scala-cengia… estremizzo, lo so!) può essere che a qualcuno alla lunga “annoino”… però, almeno per me, l’ambiente è talmente grandioso e i panorami - se si becca bel tempo - così vasti e variegati che l’effetto wow è continuo…
 

julianross

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Esattamente, hai capito il concetto... La Cengia che fai dopo 7 ore prima di scendere alla Bocca di Tuckett sicuramente è bella e spettacolare quanto quella che imbocchi dopo un'ora dalla partenza alla Bocca di Brenta sotto al Campanile...
Però l'effetto wow ovviamente calerà sempre un po'...

A parziale miglioramento dell'opinione sulle Bocchette Alte, devo dire che la differenza di altitudine si vede... Le Centrali sono mediamente 2/300 metri più in basso e si percepisce la lontananza dalle vette.
Le Alte hai sì cenge ma varie volte cammini su creste e passi per spalloni a 3mila metri che sono vere e proprie cime... È sicuramente un percorso più completo, più di alta montagna, più aereo, più vario...

Resto però dell'idea che le Centrali siano un po' più "wow"...
 

ste1258

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Ho guardato tutto il giro con la cartina davanti, perchè io in quei labirinti di scale e corde non c'ho mai capito niente 😂

Il Brenta lo conosco solo escursionisticamente ma posso dirti che 2 giorni di fila senza trovarsi avvolti dal cumulame marcio tipico del massiccio sono un mezzo miracolo. Più che il lago di Molveno, è il Garda a generare una massa di umidità che con le correnti ascensionali va a sbattere proprio contro i primi rilievi di rilievo che trova, cioè il Brenta. Il lato orientale è imbarazzante da questo punto di vista, in piena estate c'è praticamente sempre nuvoloso, ma anche il versante rendeno non scherza, ed è secondo me il limite principale di quei posti bellissimi che se si trovassero al centro delle Alpi sarebbero quasi sempre sereni e molto più godibili. Settembre è il mese ideale per andare in Brenta.

Al netto dei capricci meteo, la val Rendena è forse l'unica delle Alpi dove si trovano dirimpetto 2 massicci con le rocce secondo me più estetiche che esistano, cioè quelle che danno origine alle montagne dalle forme più belle: la dolomia e il granito. Tra le cattedrali rosa del Brenta e le affilate cime color argento dell'Adamello, ovunque ti giri c'è roba bella. Anche d'inverno, sciare sulle piste di Campiglio è un piacere per gli occhi (e dopo aver visto le nuove tariffe, molto meno per il portafoglio).

Benvenuto a ovest dell'Adige! Sei solo all'inizio 😜
 
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julianross

Well-known member
Non hai idea di quanto tempo abbia passato davanti alle cartine per capirci qualcosa...
La scorsa settimana ho tirato fuori appunti del 2007, non ti dico altro...

Il tempo è stato spettacolare, sapevo che avrei dovuto provare a settembre... Ma ho azzeccato gli ultimi giorni possibili e probabilmente i più belli.

L'alternativa che avevo era quella di fare Benini il secondo giorno e poi scendere verso il Rifugio Tuckett e prendere la ferrata SOSAT per poi andare a dormire all'Alimonta.
Il giorno successivo poi fare le Bocchette Centrali al contrario e poi tornare per il Sentiero Orsi.
In questo caso però avrei saltato le Bocchette Alte.

C'era la possibilità di trovarmi martedì con @alfpaip alla Bocca di Brenta ma purtroppo non è andata in porto...

Tornerò di certo... Intanto voglio portarci mia moglie tenendomi suo sentieri bassi, sul sentiero Orsi, sul SOSAT e sul Vidi.
Poi voglio completare con la zona Sud (Agostini, 12 Apostoli, Castiglioni, Brentari, Ideale, cima Tosa) che mi ispira parecchio...
E poi ci sono le cime...
 

ste1258

Well-known member
Aggiungo una piccola nota storica: i rifugi "doppi" del Brenta (Tosa-Pedrotti e Tuckett-Sella) sono tali poichè, quando lì era ancora Austria, la SAT costruiva un rifugio e l'AlpenVerein Austriaco gliene edificava uno vicino 😁
 

madflyhalf

Skifoso assolato che fa l'aperitivo
Urge ricostruire quali furono i nomi striaci!
 

julianross

Well-known member
Per quanto riguarda il Sella-Tuckett nel 1905 la SAT costruì l'edificio più piccolo (che ora è destinato a Dependance) intitolandolo alla memoria di Quintino Sella. Nel 1906 il Deutscher und Österreichischer Alpenverein inaugurò a fianco quello che oggi è l'edificio principale e che si vede nelle mie foto, chiamandolo Tuckettpasshütte.

Invece per il Pedrotti Tosa, anche qui fu la SAT a costruire il primo ricovero dove oggi sorge il Rifugio Tosa nel 1881.
Non riesco a trovare le denominazioni originali e copio/incollo la storia dal sito del Rifugio:

"Il Tosa è stato il primo rifugio costruito dalla SAT realizzato nel 1881, come piccola capanna con un solo locale, a quota 2.439 metri, alla base del Croz del rifugio.

Ampliato successivamente più volte, è attualmente collegato al limitrofo rifugio Pedrotti. Quest’ultimo venne costruito dall’Alpenverein di Brema, società alpinistica pangermanista, negli anni 1910-1911.

La società tedesca iniziò a costruire il rifugio con il permesso edilizio avuto dal comune di Molveno, però a parere di alcuni abitanti di S. Lorenzo in Banale il suolo sul quale si stava ergendo la costruzione era di proprietà del loro comune. Così questi convinsero la SAT ad acquistare da loro il terreno e a sporgere causa contro i tedeschi.

La disputa
I dirigenti della SAT si appellarono ad una vecchia legge che stabiliva che i suoli improduttivi erano di proprietà dello stato; a questo punto la lite minacciava di essere persa se non si dimostrava che il suolo non fosse affatto improduttivo.

Gli abitanti di S. Lorenzo in Banale mostrando ai tedeschi degli escrementi, dimostrarono che il terreno veniva usato da molti anni dai pastori di Malga Ceda per far pascolare i loro greggi di pecore; invero c’è anche qualche vecchia voce che dice che gli abitanti di S. Lorenzo portarono a spalla qualche sacco di sterco che sparpagliarono ad hoc sul terreno in questione. Dopo aver effettuato un sopralluogo si stabilì che effettivamente si trattava di un suolo produttivo e la SAT vinse la causa presso la Corte Suprema di Vienna."
 

ste1258

Well-known member
È curioso notare che in entrambi i casi sono stati i rifugi dell'AV (Tuckett e Pedrotti) ad avere la meglio negli anni, relegando a quelli SAT (Sella e Tosa) il ruolo di dependance.
 

julianross

Well-known member
Probabilmente per due motivi...

La SAT aveva meno mezzi economici e costruiva rifugi più modesti.
E poi il club alpino tedesco/austriaco che arrivava dopo voleva mostrare di essere più figo e lo costruiva più grande
 

Cocojambo

Ski & Beer
ih daidai cos'è sto spettacolo?

meglio che mi guardi i prossimi giorni le altre foto...:aaahhh:
 
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