Visita ortopedica: Piede cavo e supinante .. Cosa fare con gli scarponi?

AndreaCola

New member
Buongiorno a tutti,
Apro un'altra discussione in seguito a quella che mi suggeriva una visita dall'ortopedico/osteopata in risposta alla mia domanda su un problema agli scarponi (dolore zona metatarso, schiacciamento nervo interdigitale con nuovo scarpone ...). Ho fatto la visita e una serie di misurazioni al mio piede, e il risultato mi ha sorpreso non pensando al "problema: che potessi avere. Pertanto mi permetto di aprire il nuovo post per seguire la discussione che ha preso una piega tutta nuova.

L'analisi obiettiva dell'ortopedico: piede cavo e supinante, con esteso piegamento della caviglia in avanti e limitato piegamento indietro. Praticamente tendo a scaricare tutto il peso sull'avampiede. C'è il rischio di tendere ad un neuroma di Morton e a uno sbilanciamento della colonna con conseguente lordosi/cifosi per compensare lo sbilanciamento in avanti della zona delle gambe.

La soluzione proposta dall'ortopedico: Analisi baropodometrica per fare plantare con scarico della zona metatarsiale. Il plantare deve essere portato sempre con le scarpe normali, ma
anche e soprattutto nella condizione critica degli scarponi.

Il problema che ora si pone è: ma vale la pena fare il plantare per lo scarpone che ho, che per il resto mi sembra di andare benissimo? O è meglio cambiare prima scarpone?

Infatti, ho il piede lungo 26.5 DX e 27 SX con pianta larga 11 e collo molto alto, anche a causa del piede cavo. Scio a livello di amatore esperto 20/30 giorni l'anno, peso 85 kg x 1.83m e il mio scarpone è l'Head Adapt Edge Flex 110 misura 28, con last variabile intorno a 102-106 e volume 2100. Alcuni mi consigliano una misura in meno, ma ho sempre faticato a fare star bene la pianta e il collo. Inoltre il flex alcuni dicono sia troppo basso per me e il volume del gambetto troppo grande. E ora andrà anche considerato il volume del plantare.
Sono giovane 26 anni, mi piace la sciata aggressiva, ma di sicuro mi voglio godere tutte le giornate sulla sci senza sacrificare il comfort per uno scarpone troppo tecnico. Ho sempre cercato un all-round top level. Lo scarpone è stato acquistato in un negozio tecnico molto fornito (certo, a questo punto il proprietario forse non è stato ottimale) dopo aver provato molti modelli per tutta una mattina con calze adatte.



 
Il consiglio che posso darti è lo stesso che ti ho dato nell'altro forum (peraltro in questa maniera hai fatto una sorta di cross-posting, che non è mai carino...)
 
Grazie Fabius...
Non so a cosa ti riferisca come cross-pointing e non pensavo di fare qualcosa di sbagliato.
Comunque qui volevo continuare la discussione iniziata, che non aveva avuto risposta al seguito.
 
problemi ortopedici...... se l'ortopedico ti ha consigliato il plantare....forse è il caso....
io stessa ho problemi ortopedici (piedi piatti, spostamento astragalo) e asse caviglia ginocchio fuori asse. aggungi 9 interventi alle ginocchia.
uso 2 tipi plantari ortopedici: 1 per le scarpe normali, 1 per gli scarponi da sci.
funzionalemnte sono diversi distribuendosi le forze sull'arto fra il camminare e lo sciare in modo diverso. il plantare, essendo da supporto, deve essere studiato in base alle forze che deve gestire.... ecco perchè due diversi come concezione....

senza plantare ortopedico a sciare avrei importanti problemi infiammatori e posturali di scarico. a questo si aggiunge scarpa ad iniezione (tutte e due) è un pochino di bootfitting per qualche fresatina nei punti critici. ma il plantare e l'iniezione fatti bene sono fondamentali.

poi ogni caso è a sè stante ed individuale...... ma sottovalutare è un grave errore.
i problemi che hai raccontato nell'altro post.... a me sono sembrati più roba posturare cronicizzata che degli effettivi problemi dati solo da uno scarpone non adatto....

per 30 gg all'anno di sci opterei per il plantare ortopedico senza pensarci due volte.
io i miei li ho fatti a fine anni 90, inizio 2000. quelli dello scarpone sono in sughero x questione sudore e traspirazione. il sughero poi al contrario dei materiali sintetici "non butta fuori il freddo". li uso ancora oggi nel 2016. sono costati più di 200 euri l'uno ma qualità dle prodotto ampliamente ricompensata con l'uso nel tempo. mai scollati o rovinati. dico però che ogni sera smonto tutto e lascio asciugare scafo, scarpetta e plantari.

rigurado alla quesitona plantare/scarpone:

1 prima plantare e sblocchi muscolari/ articolari vari
2 valutare se cambiare lo scarpone in un momento successivo.
 
Grazie Fabius...
Non so a cosa ti riferisca come cross-pointing e non pensavo di fare qualcosa di sbagliato.
Comunque qui volevo continuare la discussione iniziata, che non aveva avuto risposta al seguito.

Andrea, come potrai leggere in giro sul web, fare cross-posting significa postare la stessa domanda su diversi strumenti (forum) dello stesso ambito merceologico.
È una attività abbastanza malvista e da evitare.
Sono certo tu lo abbia fatto in buona fede, volevo però tu ne fossi consapevole.

Ora, agganciandomi a quanto appena detto da Christiania, ribadisco che a mio avviso lo scarpone è di misura sbagliata (troppo grande) e che conviene cambiarlo una volta sistemato il discorso plantare...
 

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Buongiorno a tutti,
Apro un'altra discussione in seguito a quella che mi suggeriva una visita dall'ortopedico/osteopata in risposta alla mia domanda su un problema agli scarponi (dolore zona metatarso, schiacciamento nervo interdigitale con nuovo scarpone ...). Ho fatto la visita e una serie di misurazioni al mio piede, e il risultato mi ha sorpreso non pensando al "problema: che potessi avere. Pertanto mi permetto di aprire il nuovo post per seguire la discussione che ha preso una piega tutta nuova.

L'analisi obiettiva dell'ortopedico: piede cavo e supinante, con esteso piegamento della caviglia in avanti e limitato piegamento indietro. Praticamente tendo a scaricare tutto il peso sull'avampiede. C'è il rischio di tendere ad un neuroma di Morton e a uno sbilanciamento della colonna con conseguente lordosi/cifosi per compensare lo sbilanciamento in avanti della zona delle gambe.

La soluzione proposta dall'ortopedico: Analisi baropodometrica per fare plantare con scarico della zona metatarsiale. Il plantare deve essere portato sempre con le scarpe normali, ma
anche e soprattutto nella condizione critica degli scarponi.

Il problema che ora si pone è: ma vale la pena fare il plantare per lo scarpone che ho, che per il resto mi sembra di andare benissimo? O è meglio cambiare prima scarpone?

Infatti, ho il piede lungo 26.5 DX e 27 SX con pianta larga 11 e collo molto alto, anche a causa del piede cavo. Scio a livello di amatore esperto 20/30 giorni l'anno, peso 85 kg x 1.83m e il mio scarpone è l'Head Adapt Edge Flex 110 misura 28, con last variabile intorno a 102-106 e volume 2100. Alcuni mi consigliano una misura in meno, ma ho sempre faticato a fare star bene la pianta e il collo. Inoltre il flex alcuni dicono sia troppo basso per me e il volume del gambetto troppo grande. E ora andrà anche considerato il volume del plantare.
Sono giovane 26 anni, mi piace la sciata aggressiva, ma di sicuro mi voglio godere tutte le giornate sulla sci senza sacrificare il comfort per uno scarpone troppo tecnico. Ho sempre cercato un all-round top level. Lo scarpone è stato acquistato in un negozio tecnico molto fornito (certo, a questo punto il proprietario forse non è stato ottimale) dopo aver provato molti modelli per tutta una mattina con calze adatte.



Ciao,
Per esperienza personale appena intercorsa (Ottobre), ti consiglierei di rivolgerti a Mark di Ornello Sport. Contattalo telefonicamente e prendi appuntamento, digli che hai assolutamente bisogno di un plantare (anche se lui li consiglia sempre). Vedrai che ti troverai bene.
 
Di sicuro per gli scarponi nuovi vedrò di rivolgermi presso quel negozio di Asola :)
Ma quindi a fare il plantare non mi conviene portare i vecchi scarponi?
Per la misura in meno, spero proprio di trovare poi uno scarpone adatto anche considerando la pianta larga senza eccessive complicazioni.
 
Prova a sentire anche Marco di Luca Sport, che peraltro è a Milano ed è convenzionato col forum.

I fischer vacuum potrebbero essere una soluzione, comunque un buon bootfitter è in grado di adattare lo scarpone al plantare.

Attento a non confondere plantari ortopedici con plantari "da negozio", che possono anche essere modellati sul tuo piede ma non sono studiati per correggere difetti posturali.
 
Grazie anche a te per il tuo consiglio... Di sicuro il plantare sarà ortopedico e lo faccio il 15/11 da Ortholab in corso San Gottardo, anche affiliato FISI. Vediamo poi come adattarlo allo scarpone nuovo o vecchio che sia.
Infatti qualcuno ha esperienze con questo centro ortopedico?
 
Cisono stato io per lo stesso problema aggravato pure da un neuroma di morton.
Mi sono sembrati bravi. Se non noti benefici puoi tornare e ti regolano di nuovo il plantare senza costi aggiuntivi.
Io ho comprato degli scarponi nuovi con spazio anche per il plantare ma i miei erano vecchissimi e li avrei cambiati comunque.
 
Ciao,
Per esperienza personale appena intercorsa (Ottobre), ti consiglierei di rivolgerti a Mark di Ornello Sport. Contattalo telefonicamente e prendi appuntamento, digli che hai assolutamente bisogno di un plantare (anche se lui li consiglia sempre). Vedrai che ti troverai bene.

Attenzione perché se per plantare intendi un plantare tipo SIDAS si tratta di un plantare anatomico non ortopedico.
 
Di sicuro per gli scarponi nuovi vedrò di rivolgermi presso quel negozio di Asola :)
Ma quindi a fare il plantare non mi conviene portare i vecchi scarponi?
Per la misura in meno, spero proprio di trovare poi uno scarpone adatto anche considerando la pianta larga senza eccessive complicazioni.


Chiama Mark e spiegagli la situazione, se pensa che si possa fare, ti manderà a Parma in un laboratorio convenzionato con il suo negozio.
Sono molto bravi e professionali.
 
Cisono stato io per lo stesso problema aggravato pure da un neuroma di morton.
Mi sono sembrati bravi. Se non noti benefici puoi tornare e ti regolano di nuovo il plantare senza costi aggiuntivi.
Io ho comprato degli scarponi nuovi con spazio anche per il plantare ma i miei erano vecchissimi e li avrei cambiati comunque.

Comunque hai fatto prima i plantari e poi gli scarponi confermi? Insomma, è stato possibile adattarli ed usarli sui nuovi scarponi, giusto?

Per il resto, il mio è un plantare ortopedico e di conseguenza ha la priorità... Poi devo trovare lo scarpone giusto a questo punto.
 
bravissimo bravissimo bravissimo bootfitter nella bergamasca c'è Paganoni. poi Marcori in zona Aosta e Plank a Vipiteno. Anche a Brescia c'è qualcuno di bravo, ma non so esattamente chi sia.
Io, solo a ragionamento, diffiderei ampliamente di qualcuno che NON ha esperienza con nessun atleta di alto livello e non ci ha mai lavorato manco di striscio con il telescopio.
I turisti sono bravi tutti a raccontarlgliela, rigirala e inciuciarli alla grande con lavori scadenti e follemente errati. Visti con i miei occhi su conoscenti e qualche cliente. Basta dargli attenzione, gratificarli emotivamente ed aleggiarsi da guru....
Un alteta di alto livelllo non gliela racconti e non lo inciuci. se non sai lavorare ti da un calcio nel di dietro e fine della baracca.
occhio gente!!


tieni conto che importanti modifiche sullo scafo le puoi fare solo sulgi scafi da gara fis xke la mescola della plastica + spessore lo permettono senza influenzare le proprietà meccaniche della scarpa. su scarpe turistiche come la tua è tutto molto relativo in quanto manca il materiale. al massimo si può ottimizzare ildiscorso appoggio con modifiche alla zeppa e il canting (sempre che sia presente doppio).
 
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