Dopo il grandissimo mazzo del fine settimana precedente, vogliamo trovare qualcosa di carino in quota, senza che ci sia troppissimo da scarpinare.
Rapido giro dei soliti siti, due o tre chiamate agli amici in giro e si decide...qualcosa su Triangle du Tacul, tanto, tutte le vie sono (ancora) in ottime condizioni.
Così carichiamo la nostra tenda in macchina e Sabato mattina sul presto siamo a fare la seconda colazione da "Aux petits gourmand" a Chamonix ( piccola mia annotazione...il nuovo locale mi piace meno, decisamente meno di come era prima della ristrutturazione, ma le paste sono sempre da andar fuori di testa).
Con calma, prendiamo la benna e saliamo alla Midì, ci prepariamo e scendiamo in basso, sotto il Cosmiques, per montare il campo.
La signora vorrebbe andare a fare la traversata della Lachenal ma io ho sonno ( sarà il fresco...), quindi, chiudo la tenda, chiudo il sacco a pelo e mi sparo una dormitona.
Durante il giorno, la luce non è la migliore per fare delle foto, ma, al tramonto, il risultato è questo:
Dopo un po' di discussioni e tentennamenti, tra le varie possibilità che ci sono in giro, decidiamo per la Contamine-Negri.
E' una via nuova per entrambi e anche se ha un tratto un po' "exposee" era da un po' che mi frullava in testa.
La descrizione della via, da Gulliver, recita così:
descrizione itinerario:
La via passa tra le rocce della parete NE del Tacul e i grandi seracchi della stessa. Dal rifugio dei Cosmiques dirigersi verso la Pointe de Lachenal ( traccia quasi sempre presente) e superare la terminale della parete NE( non sempre agevole) e dirigersi verso il passaggio tra l'isolotto roccioso più a sx ( senso di salita) e il seracco ( 50°-55°),poi superare l'isolotto per uno stretto passaggio (50 metri a 70°-75°) e continuare a salire stando sempre tra la roccia e i seracchi (55°, possibilità di assicurarsi sulla roccia).
Un ultimo passaggio, prima ripido ( 50 metri a 60°-65°) poi meno porta alla spalla del Tacul, quota 3970m.
Di li seguire la spalla, aggirando grossi torrioni di ghiaccio fino a pervenire sotto la vetta rocciosa, dove arriva anche la normale. La via vera e propria è alta 350-400 metri, il resto è la salita della spalla.
Viste le temperature, la salita va fatta presto, essendo esposta ad est prende il primo sole, quindi il seracco va fatto prima dell'alba.
Per questo motivo non ci sono foto del passaggio più estetico...primo perché era ancora abbastanza buio, secondo perchè "andavamo di fretta".
La sveglia suona alle 02.45...quando la gente normale inizia a pensare di tornare a casa dal proprio sabato sera, noi ci alziamo...
Fornelletto, un bel the caldo, qualche biscotto e siamo pronti a partire...alle 03.30, alla luce delle frontali siamo in marcia.
La terminale del Tacul si passa bene e le condizioni sono ottime...la salita è ripida ma la neve porta benissimo, quindi conserva corta e via andare.
Un po' di luce inizia ad arrivare da est...
Finalmente siamo al tiro chiave della via...il passaggio del seracco, che è decisamente bello aggettante.
Vista la pendenza, meglio fare un tiro, quindi la signora monta una sosta, un po' fuori tiro ed io parto.
Bellissimo...ghiaccio ottimo e pendenza plasir...godo come un riccio...l'importante è non guardare sopra...
La foto non è nostra, ma è per dare l'idea....
Cinque metri prima di uscire a destra e poter tirare il fiato, sento un urlo..."tre metri"
Porconi che volano da tutte le parti...mi tocca fare sosta sotto quei frigoriferi appesi...pazienza...dovranno proprio scendere nella prossima mezz'ora?
La signora, vista la situazione, sale come un furetto e non prova nemmeno a tirar fuori la macchina foto, mi supera e monta una sosta dieci metri sopra di me, in un bel posto tranquillo e fuori dai pericoli.
Finalmente si può respirare...il resto della via è molto più rilassante...
Talmente rilassante che dopo avermi fatto andare avanti ancora per 50 metri, la signora passa al comando...e mi lascia indietro...
Il sole inzia ad essere alto, siamo quasi all'uscita e possiamo fare qualche foto in più...
Ultimi metri...siamo alla fine della via...
La via di discesa, è in salita...bisogna infatti andare a prendere la traccia che dal Col du Midì sale alla normale del Tacul
Il posto è meraviglioso, ma conviene sempre stare attenti.
Vista l'ora e visto che le gambe girano, decidiamo di concederci anche la vetta...in fondo è sempre una bella salita ed è veramente a due passi...
Maudit e Bianco visti dalla vetta del Tacul
Rapido giro dei soliti siti, due o tre chiamate agli amici in giro e si decide...qualcosa su Triangle du Tacul, tanto, tutte le vie sono (ancora) in ottime condizioni.
Così carichiamo la nostra tenda in macchina e Sabato mattina sul presto siamo a fare la seconda colazione da "Aux petits gourmand" a Chamonix ( piccola mia annotazione...il nuovo locale mi piace meno, decisamente meno di come era prima della ristrutturazione, ma le paste sono sempre da andar fuori di testa).
Con calma, prendiamo la benna e saliamo alla Midì, ci prepariamo e scendiamo in basso, sotto il Cosmiques, per montare il campo.
La signora vorrebbe andare a fare la traversata della Lachenal ma io ho sonno ( sarà il fresco...), quindi, chiudo la tenda, chiudo il sacco a pelo e mi sparo una dormitona.
Durante il giorno, la luce non è la migliore per fare delle foto, ma, al tramonto, il risultato è questo:
Dopo un po' di discussioni e tentennamenti, tra le varie possibilità che ci sono in giro, decidiamo per la Contamine-Negri.
E' una via nuova per entrambi e anche se ha un tratto un po' "exposee" era da un po' che mi frullava in testa.
La descrizione della via, da Gulliver, recita così:
descrizione itinerario:
La via passa tra le rocce della parete NE del Tacul e i grandi seracchi della stessa. Dal rifugio dei Cosmiques dirigersi verso la Pointe de Lachenal ( traccia quasi sempre presente) e superare la terminale della parete NE( non sempre agevole) e dirigersi verso il passaggio tra l'isolotto roccioso più a sx ( senso di salita) e il seracco ( 50°-55°),poi superare l'isolotto per uno stretto passaggio (50 metri a 70°-75°) e continuare a salire stando sempre tra la roccia e i seracchi (55°, possibilità di assicurarsi sulla roccia).
Un ultimo passaggio, prima ripido ( 50 metri a 60°-65°) poi meno porta alla spalla del Tacul, quota 3970m.
Di li seguire la spalla, aggirando grossi torrioni di ghiaccio fino a pervenire sotto la vetta rocciosa, dove arriva anche la normale. La via vera e propria è alta 350-400 metri, il resto è la salita della spalla.
Viste le temperature, la salita va fatta presto, essendo esposta ad est prende il primo sole, quindi il seracco va fatto prima dell'alba.
Per questo motivo non ci sono foto del passaggio più estetico...primo perché era ancora abbastanza buio, secondo perchè "andavamo di fretta".
La sveglia suona alle 02.45...quando la gente normale inizia a pensare di tornare a casa dal proprio sabato sera, noi ci alziamo...
Fornelletto, un bel the caldo, qualche biscotto e siamo pronti a partire...alle 03.30, alla luce delle frontali siamo in marcia.
La terminale del Tacul si passa bene e le condizioni sono ottime...la salita è ripida ma la neve porta benissimo, quindi conserva corta e via andare.
Un po' di luce inizia ad arrivare da est...
Finalmente siamo al tiro chiave della via...il passaggio del seracco, che è decisamente bello aggettante.
Vista la pendenza, meglio fare un tiro, quindi la signora monta una sosta, un po' fuori tiro ed io parto.
Bellissimo...ghiaccio ottimo e pendenza plasir...godo come un riccio...l'importante è non guardare sopra...
La foto non è nostra, ma è per dare l'idea....
Cinque metri prima di uscire a destra e poter tirare il fiato, sento un urlo..."tre metri"
Porconi che volano da tutte le parti...mi tocca fare sosta sotto quei frigoriferi appesi...pazienza...dovranno proprio scendere nella prossima mezz'ora?
La signora, vista la situazione, sale come un furetto e non prova nemmeno a tirar fuori la macchina foto, mi supera e monta una sosta dieci metri sopra di me, in un bel posto tranquillo e fuori dai pericoli.
Finalmente si può respirare...il resto della via è molto più rilassante...
Talmente rilassante che dopo avermi fatto andare avanti ancora per 50 metri, la signora passa al comando...e mi lascia indietro...
Il sole inzia ad essere alto, siamo quasi all'uscita e possiamo fare qualche foto in più...
Ultimi metri...siamo alla fine della via...
La via di discesa, è in salita...bisogna infatti andare a prendere la traccia che dal Col du Midì sale alla normale del Tacul
Il posto è meraviglioso, ma conviene sempre stare attenti.
Vista l'ora e visto che le gambe girano, decidiamo di concederci anche la vetta...in fondo è sempre una bella salita ed è veramente a due passi...
Maudit e Bianco visti dalla vetta del Tacul

(categoria nobile del più umile BECCO)