Maxxx155
Teaching passion
Ci siamo recati a sciare a Yabuli dopo una mangiata presso un ristorante cinese nel quale un cameriere mi ha raccontato di questa meravigliosa località.
Yabuli è una stazione sciistica che si estende dai 1739mt del 華人民 (lett: “Si parte da qui” ) ai 3280mt della stazione 民共 (lett: “Scendi e goditi il panorama”).
Iniziamo l’esplorazione del comprensorio scendendo verso destra con la facile azzurra A1, una pista piacevole per lo splendido panorama ma che non presenta particolari difficoltà, tanto da essere soprannominata dai locals 中華人 民共 (lett: “non fare il figo che qui scenderebbe pure mio nonno in carriola”) che, a seconda delle opzioni, termina all’incrocio con la pista B1, alla partenza della Gondola da 8 posti, oppure al cesso se nel frattempo vi è soggiunto lo stimolo del bisogno grosso.
A me è soggiunto il bisogno grosso e quindi ho fatto tappa negli splendidi WC del ristorante alla base degli impianti 人民 (“Magna & Vomita”) dove ho potuto apprezzare la pulizia dei pavimenti effettuata con uno speciale “Mocio” dotato di alghe Goma Wakame al posto delle solite, vetuste fettucce di tessuto.
Ad intestino alleggerito prendiamo la Gondola ad 8 posti in piedi 中國 (“Ascelle Puzzolenti”) per ritornare in cima, dove finalmente ci addentriamo nella parte centrale del comprensorio: le ben 4 piste nere, perle incastonata nella collana chiamata Yabuli, il cui filo è la puzza di fritto. In ordine di lunghezza e di difficoltà abbiamo la A2 detta 人華 (“caz.zi tui”) la A3 detta 共民 (“a confronto il coma è una libidine”) la A5 detta 中人華 (“dolore, frustrazione, Lexotan e Luca Sardella”) e la A4 華-民 (“Torino – Trieste”).
La A4 è considerata la pista più bella d’Asia ma anche la più pericolosa, tanto è vero che all’inizio della stessa è presente un addetto delle Assicurazioni che offre coperture vita – caso vita, vita – caso morte, furto del cane da parte di ristoratori locali, Mazinga Zeta e crollo della Muraglia. Se siete vestiti di rosso NON potete stipulare alcuna assicurazione infortunistica. Perché in Cina in caso di incidente, tra rosso e giallo ha sempre ragione Giallo.
In caso di incidente ci si reca al punto “Report Incident” situato in luogo tranquillo ed isolato all’incrocio tra le piste A7, A5, A6, D, Gondola Mid Station ed uscita “Anagnina” del Grande Raccordo Anulare.
Ma sulla bellezza della pista non si discute: tecnica, larga, ondulata il giusto, con neve sempre perfetta. Presenta solo un collo di bottiglia attorno alla metà detto 共和 (“barriera della Ghisolfa”) ed è sempre abbastanza libera tranne nel tratto detto人民 - 中 (“Pero – Cormano”) dove è d’obbligo rallentare il passo.
Dopo esserci goduti le piste più tecniche ci si può concedere una meritata pausa nel Ristorante d’altura, lo 華人民共 (“Se non respira, lo si cucina”) dove si possono trovare specialità tipiche come gli involtini Inverno (Pasta Fillo ripiena di muschio e ghiaccio), il cervo in agrodolce comprensivo di corna, spiedini di marmotte in salsa Teriyaki ed ovviamente il sushi di Delfino.
Vi consiglio vivamente di accompagnare il pasto con il tipico cocktail alpino: la Pigna Colada, a base di pigna, pinoli, aghi pestati, corteccia croccante e scatarrata di taglialegna.
Dopo un lauto pasto ci godiamo il panorama e notiamo tutte le tipicità come i gatti delle nevi tirati col cavo (da schiavi coreani del Nord) o i bambini che vengono avviati allo sci nei Baby Campetto di concentramento, dove giovani maestri insegnano la disciplina della neve e il rispetto della montagna aiutandosi con delle fruste di Hello Kitty.
Scendiamo a valle tramite la facile A7 dotata di comode anse per vomitare tutto ciò che si è mangiato a pranzo. Se si desidera, si può scendere per la variante, S7, tecnica e veloce sponsorizzata da Audi Cina (cioè “la piccola Audi”).
Paghiamo il parcheggio nonostante siamo arrivati in Autobus (l’autobus è gratuito ma gli si paga il parcheggio – si sa, la Cina è un paese di contraddizioni) e ripartiamo, consci di aver sciato in uno dei posti più belli d’Asia.
Certo, per venire sin qui non bisogna essere proprio “normali”, tipo quelli che scrivono al plurale quando in realtà ero solo io ma volevo essere pomposo.
Non abbiamo fatto foto causa strettissima censura del regime Pechinese, metti mai che poi morda la macchina fotografica e mi rovina l’obiettivo.
Yabuli
Yabuli è una stazione sciistica che si estende dai 1739mt del 華人民 (lett: “Si parte da qui” ) ai 3280mt della stazione 民共 (lett: “Scendi e goditi il panorama”).
Iniziamo l’esplorazione del comprensorio scendendo verso destra con la facile azzurra A1, una pista piacevole per lo splendido panorama ma che non presenta particolari difficoltà, tanto da essere soprannominata dai locals 中華人 民共 (lett: “non fare il figo che qui scenderebbe pure mio nonno in carriola”) che, a seconda delle opzioni, termina all’incrocio con la pista B1, alla partenza della Gondola da 8 posti, oppure al cesso se nel frattempo vi è soggiunto lo stimolo del bisogno grosso.
A me è soggiunto il bisogno grosso e quindi ho fatto tappa negli splendidi WC del ristorante alla base degli impianti 人民 (“Magna & Vomita”) dove ho potuto apprezzare la pulizia dei pavimenti effettuata con uno speciale “Mocio” dotato di alghe Goma Wakame al posto delle solite, vetuste fettucce di tessuto.
Ad intestino alleggerito prendiamo la Gondola ad 8 posti in piedi 中國 (“Ascelle Puzzolenti”) per ritornare in cima, dove finalmente ci addentriamo nella parte centrale del comprensorio: le ben 4 piste nere, perle incastonata nella collana chiamata Yabuli, il cui filo è la puzza di fritto. In ordine di lunghezza e di difficoltà abbiamo la A2 detta 人華 (“caz.zi tui”) la A3 detta 共民 (“a confronto il coma è una libidine”) la A5 detta 中人華 (“dolore, frustrazione, Lexotan e Luca Sardella”) e la A4 華-民 (“Torino – Trieste”).
La A4 è considerata la pista più bella d’Asia ma anche la più pericolosa, tanto è vero che all’inizio della stessa è presente un addetto delle Assicurazioni che offre coperture vita – caso vita, vita – caso morte, furto del cane da parte di ristoratori locali, Mazinga Zeta e crollo della Muraglia. Se siete vestiti di rosso NON potete stipulare alcuna assicurazione infortunistica. Perché in Cina in caso di incidente, tra rosso e giallo ha sempre ragione Giallo.
In caso di incidente ci si reca al punto “Report Incident” situato in luogo tranquillo ed isolato all’incrocio tra le piste A7, A5, A6, D, Gondola Mid Station ed uscita “Anagnina” del Grande Raccordo Anulare.
Ma sulla bellezza della pista non si discute: tecnica, larga, ondulata il giusto, con neve sempre perfetta. Presenta solo un collo di bottiglia attorno alla metà detto 共和 (“barriera della Ghisolfa”) ed è sempre abbastanza libera tranne nel tratto detto人民 - 中 (“Pero – Cormano”) dove è d’obbligo rallentare il passo.
Dopo esserci goduti le piste più tecniche ci si può concedere una meritata pausa nel Ristorante d’altura, lo 華人民共 (“Se non respira, lo si cucina”) dove si possono trovare specialità tipiche come gli involtini Inverno (Pasta Fillo ripiena di muschio e ghiaccio), il cervo in agrodolce comprensivo di corna, spiedini di marmotte in salsa Teriyaki ed ovviamente il sushi di Delfino.
Vi consiglio vivamente di accompagnare il pasto con il tipico cocktail alpino: la Pigna Colada, a base di pigna, pinoli, aghi pestati, corteccia croccante e scatarrata di taglialegna.
Dopo un lauto pasto ci godiamo il panorama e notiamo tutte le tipicità come i gatti delle nevi tirati col cavo (da schiavi coreani del Nord) o i bambini che vengono avviati allo sci nei Baby Campetto di concentramento, dove giovani maestri insegnano la disciplina della neve e il rispetto della montagna aiutandosi con delle fruste di Hello Kitty.
Scendiamo a valle tramite la facile A7 dotata di comode anse per vomitare tutto ciò che si è mangiato a pranzo. Se si desidera, si può scendere per la variante, S7, tecnica e veloce sponsorizzata da Audi Cina (cioè “la piccola Audi”).
Paghiamo il parcheggio nonostante siamo arrivati in Autobus (l’autobus è gratuito ma gli si paga il parcheggio – si sa, la Cina è un paese di contraddizioni) e ripartiamo, consci di aver sciato in uno dei posti più belli d’Asia.
Certo, per venire sin qui non bisogna essere proprio “normali”, tipo quelli che scrivono al plurale quando in realtà ero solo io ma volevo essere pomposo.
Non abbiamo fatto foto causa strettissima censura del regime Pechinese, metti mai che poi morda la macchina fotografica e mi rovina l’obiettivo.
Yabuli

....Ma poi la vera domanda è << come c...zo hai fatto a concepire un 3D così......>> Come hai fatto a trovare Yabuli ?? D'accordo che la normalità oggi è cosa rara....ma tu sei da Zelig!!!! Mai pensato ad una carriera da comico?