Dopo quanto si va in ipotermia?

TigerMat

One Foot
Scherzi, un paio di minuti sotto quintali( se non tonnelate) di neve e sei già in ipotermia....considera oltre tutto che anche se sei ben vestito la valanga può anche strapparti via i vestiti di dosso o comunque ti si infila dappertutto....

non è questo il topic giusto per discuterne, secondo me dipende da molti fattori.. ma 2 minuti anche nelle condizioni più sfavorevoli credo siano un po pochi..
 
l'ipotermia dipende da vari fattori, i principali sono:
-umidità della pelle
-grasso corporeo
-muscolatura
-capacità o no di muoversi (anche se si presuppone che sotto la slavina si è immobili)

parlare di un tempo standard è impossibile !!
 
non è questo il topic giusto per discuterne, secondo me dipende da molti fattori.. ma 2 minuti anche nelle condizioni più sfavorevoli credo siano un po pochi..

Sì, in effetti hai ragione, mi sono espresso male, intendevo dire che in certe situazioni bastano pochi minuti per andare in ipotermia.;)
 
non è questo il topic giusto per discuterne, secondo me dipende da molti fattori.. ma 2 minuti anche nelle condizioni più sfavorevoli credo siano un po pochi..

l'ipotermia dipende da vari fattori, i principali sono:
-umidità della pelle
-grasso corporeo
-muscolatura
-capacità o no di muoversi (anche se si presuppone che sotto la slavina si è immobili)

parlare di un tempo standard è impossibile !!

Due minuti in acqua fredda ci può stare. Se non due quattro.

Sotto la valanga direi che dipende più che da fattori individuali tipo quelli citati sopra da
- abbigliamento
- traumi, ferite

All'atto pratico l'ipotermia si verifica solo in situazioni di seppellimenti parziali o totali con sacca d'aria comunicante con l'esterno.

Nella realtà alpina di fatto nessuno muore di ipotermia sotto la valanga.
Ovviamente se parliamo di ipotermia fuori dal contesto valanga (tipo uno che passa la notte all'addiaccio) tutto cambia, aggiungerei come fattore importante stato di idratazione (non della pelle :TTTT intendo se uno è disidratato), tipo di alimentazione e condizione fisica (alpinista stremato...)

Ah, non dimenticherei temperatura dell'aria e vento ;)
 

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All'atto pratico l'ipotermia si verifica solo in situazioni di seppellimenti parziali o totali con sacca d'aria comunicante con l'esterno.
Nella realtà alpina di fatto nessuno muore di ipotermia sotto la valanga.

Nel senso che se non c'è aria, si muore prima per asfissia che per ipotermia?
 
la discussione è una costola di questo 3d
http://www.skiforum.it/forum/discus...slavina-campo-imperatore-almeno-un-morto.html
che fa riferimento alla slavina con decesso di un ragazzo a campo imperatore.
lo cito giusto per completezza.
credo che sia davvero improbabile morire per ipotermia per un coinvolto in valanga, sono convinto che altre cause sopraggiungano prima: ipossia e da trauma.
riguardo questa sciagurata vicenda sono convinto che la morte sia conseguente ai traumi vista la mole della valanga e/o ipossia conseguente al soffocamento, quindi arresto cardio circolatorio, niente singolo sanguigno e quindi niente riscaldamento dei tessuti. quindi l'ipotermia è conseguenza e complicanza delle manovre rianimatorie anche se le basse temperature riducono il metabolismo cellulare e quindi rallentano l'insorgenza di danno cerebrale.
non so però quantificarne i tempi.
sono andato un pò a memoria e logica, potrei aver sbagliato qualche dettaglio, ma credo che i concetti siano corretti.
G.
 
Per quanto ne so e dopo aver parlato con delle guide, il problema dell'ipotermia da seppellimento da valanga é un'opzione molto remota.

Mi pare di ricordare che gli alpinisti, quando si trovano a dover passare la notte senza tenda, scavano una buca e si riposano lì dentro perché all'esterno può fare molto più freddo. Lo aveva fatto anche Bear Grylls :D
 
Nel senso che se non c'è aria, si muore prima per asfissia che per ipotermia?

Esatto, o per i traumi

la discussione è una costola di questo 3d
http://www.skiforum.it/forum/discus...slavina-campo-imperatore-almeno-un-morto.html
che fa riferimento alla slavina con decesso di un ragazzo a campo imperatore.
lo cito giusto per completezza.
credo che sia davvero improbabile morire per ipotermia per un coinvolto in valanga, sono convinto che altre cause sopraggiungano prima: ipossia e da trauma.
riguardo questa sciagurata vicenda sono convinto che la morte sia conseguente ai traumi vista la mole della valanga e/o ipossia conseguente al soffocamento, quindi arresto cardio circolatorio, niente singolo sanguigno e quindi niente riscaldamento dei tessuti. quindi l'ipotermia è conseguenza e complicanza delle manovre rianimatorie anche se le basse temperature riducono il metabolismo cellulare e quindi rallentano l'insorgenza di danno cerebrale.
non so però quantificarne i tempi.
sono andato un pò a memoria e logica, potrei aver sbagliato qualche dettaglio, ma credo che i concetti siano corretti.
G.

L'ipotermia si verifica - sotto una valanga - se uno non muore né per i traumi né per asfissia (quindi situazione molto particolare) e sta sotto parecchio
NON è conseguenza delle manovre di rianimazione, anzi in alcuni casi è protettiva
- esempio: sepolto in carenza di ossigeno (non assenza), resta vivo, ma il cervello soffre di ipossia - allora l'ipotermia è protettiva e può essere ciò che permette la ripresa di parametri vitali dopo intervento medico e riscaldamento.

Completamente diversa è l'ipotermia di uno che passa la notte a 4000 metri. Quello si chiama "morire di freddo"
 
Tutti i fattori del clima, del vestiario, della corporatura, del tipo di neve ecc ecc hanno la loro influenza ma il tempo in cui si va in ipotermia dipende direttamente dalla inefficienza del circolo sanguigno perché è solo il sangue stesso che porta calore ai tessuti sopratutto in una condizione di inattività muscolare come quella del seppellimento in valanga. Mi spiego meglio. Se il cuore batte bene senza problemi spinge il sangue in tutti i distretti corporei fino a muscoli e cute che sono i più esterni ed a contatto con il vestiario. Con il passare dei minuti si crea una condizione fisiologica che è quella di preservare gli organi nobili dirottando il flusso sanguigno maggiormente verso cuore cervello polmoni e reni (questo dovuto all'ipossia da seppellimento) per cui fisiologicamente alla cute sottocute e muscoli scheletrici si crea una vasocostrizione generalizzata e così facendo arriva meno sangue a questi tessuti per dirottarlo e portar ossigeno agli organi nobili che ne hanno maggior bisogno. Quindi meno sangue arriva alla cute e prima ci si raffredda e si va in ipotermia in tempi però non rapidissimi. Se a questa situazione il trauma da lastroni crea compressione toracica ed addominale a tal punto da traumatizzare e far sanguinare organi interni, per esempio fegato, milza, intestino, polmoni e lo stesso cuore, l'emorragia interna provoca un diretto ed immediato difetto del circuito idraulico per cui arriverà immediatamente meno sangue alla cute, i meccanismi di vasocostrizione e preservazione del circolo verso gli organi nobili si attueranno quanto prima e si raggiungerà prima l'ipotermia. Se invece il trauma crea una condizione di arresto cardiaco immediato per esempio trauma toracico con pneumotorace ed emotorace più rottura di cuore e tamponamento cardiaco il cuore si fermerà e non circolerà più sangue in nessun distretto.......questa è la condizione in cui l'ipotermia si raggiunge nel più breve tempo....
Faccio un esempio estremo per rendere l'idea: gli alpinisti che stanno giorni e giorni sotto le intemperie del tempo rischiano, piano piano, l'assideramento e l'ipotermia ma prima che arrivano ad una condizione di arresto c'è ne vuole di tempo.....infatti i primi tessuti a soffrire sono le estremità delle mani e piedi e spesso presentano necrosi (i polpastrelli incominciano ad annerirsi per mancato flusso sanguigno)
Non son andato a ripassare la materia ma a ragion di logica quel che succedere potrebbe essere ciò che ho descritto come in parte già anticipato dall'amico Gus.
Quantificare il tempo non dono in grado ma dalla spiegazione si intuisce in quali condizioni si raggiunge prima l'ipotermia.
Scusate se a tratti ho parlato in medichese......ma non è facile trovar parole giuste e a tutti comprensibili.
 
Discussione interessante.

Aggiungiamo che il limite minimo di temperatura corporea al di sotto della quale non si registrano casi di sopravvivenza è 23.9 gradi. Se il corpo raggiunge quella temperature, ci lasci le penne (in genere).

Era 24 gradi fino al 13 agosto 2013.

In quanto e come ci arrivi, dipende dai fattori sopra.

Questo molto in soldoni.
 
Ultima modifica:
Tutti i fattori del clima, del vestiario, della corporatura, del tipo di neve ecc ecc hanno la loro influenza ma il tempo in cui si va in ipotermia dipende direttamente dalla inefficienza del circolo sanguigno perché è solo il sangue stesso che porta calore ai tessuti sopratutto in una condizione di inattività muscolare come quella del seppellimento in valanga. Mi spiego meglio. Se il cuore batte bene senza problemi spinge il sangue in tutti i distretti corporei fino a muscoli e cute che sono i più esterni ed a contatto con il vestiario. Con il passare dei minuti si crea una condizione fisiologica che è quella di preservare gli organi nobili dirottando il flusso sanguigno maggiormente verso cuore cervello polmoni e reni (questo dovuto all'ipossia da seppellimento) per cui fisiologicamente alla cute sottocute e muscoli scheletrici si crea una vasocostrizione generalizzata e così facendo arriva meno sangue a questi tessuti per dirottarlo e portar ossigeno agli organi nobili che ne hanno maggior bisogno. Quindi meno sangue arriva alla cute e prima ci si raffredda e si va in ipotermia in tempi però non rapidissimi. Se a questa situazione il trauma da lastroni crea compressione toracica ed addominale a tal punto da traumatizzare e far sanguinare organi interni, per esempio fegato, milza, intestino, polmoni e lo stesso cuore, l'emorragia interna provoca un diretto ed immediato difetto del circuito idraulico per cui arriverà immediatamente meno sangue alla cute, i meccanismi di vasocostrizione e preservazione del circolo verso gli organi nobili si attueranno quanto prima e si raggiungerà prima l'ipotermia. Se invece il trauma crea una condizione di arresto cardiaco immediato per esempio trauma toracico con pneumotorace ed emotorace più rottura di cuore e tamponamento cardiaco il cuore si fermerà e non circolerà più sangue in nessun distretto.......questa è la condizione in cui l'ipotermia si raggiunge nel più breve tempo....
Faccio un esempio estremo per rendere l'idea: gli alpinisti che stanno giorni e giorni sotto le intemperie del tempo rischiano, piano piano, l'assideramento e l'ipotermia ma prima che arrivano ad una condizione di arresto c'è ne vuole di tempo.....infatti i primi tessuti a soffrire sono le estremità delle mani e piedi e spesso presentano necrosi (i polpastrelli incominciano ad annerirsi per mancato flusso sanguigno)
Non son andato a ripassare la materia ma a ragion di logica quel che succedere potrebbe essere ciò che ho descritto come in parte già anticipato dall'amico Gus.
Quantificare il tempo non dono in grado ma dalla spiegazione si intuisce in quali condizioni si raggiunge prima l'ipotermia.
Scusate se a tratti ho parlato in medichese......ma non è facile trovar parole giuste e a tutti comprensibili.

Grandissimo intervento doc: altro che medichese, è chiarissimo.

"Rottura di cuore" è una frase che mette i brividi solo a leggerla. :PAAU
 
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