ma il settore freeride vende?

barbasma

100% Carotone
prendo spunto da una discussione nella sezione telemark dove uno si lamenta di non trovare negozi che abbiano materiale

in questi ultimi anni il settore freeride è esploso nel senso che ci sono decine di produttori di sci (anche se poi le multinazionali di controllo sono poche) e si sono affacciati anche produttori artigianali

ad ogni fiera vengono presentati modelli nuovi, attacchi, scarponi

il materiale non è certo a buon mercato, uno sci decente parte dai 600 di listino senza attacco fino agli 800... 1000, leggo di scarponi da 750

la mia domanda è prettamente tecnica dato che frequento livigno che è una delle piazze free più frequentate d'italia, i negozi sono pieni di fat e materiale connesso.... ma le piste mica tanto...

ma il settore free vende?

io vedo offerte esagerate di prodotto, ma seppur aumenti l'interesse intorno al fenomeno io non vedo esplodere di sci fat le piste tanto quanto era successo con la tavola negli anni 90 e seguenti

nei negozi io vedo tanti fattoni colorati..... prendere polvere.... difatti già a natale i prezzi di listino da 600 magicamente scendono a 400 e con il pacchetto sci/attacco si portano via a 500 (cruccocorrado ha iniziato i saldi prima di natale)

mi chiedo in questa situazione se i negozi ordinino volentieri tanto materiale costoso ma soggetto a repentini cambi di prodotto e moda e se questo settore vende davvero dato che comunque ancora oggi i negozi che vendono materiale free sono risicatissimi.

risottolineo che la mia domanda è tecnica... non mi interessa di moda... poserismo... se vende poco tanto meglio per noi così non ci sono fessi in fresca.... mi interessa capire se in una congiuntura che definire pessima... offrire tonnellate di materiale sia sensato... oppure il fatto che si ritorni a sci da centro 100-115 sia sintomo del fatto che i produttori stanno segando le misure che non vendono proprio.
 
in Italia per me no... nel resto del mondo che ho visitato per me si anche se non gli sci super larghi ma la fascia che va dagli allmountain da 80-90 agli sci circa 115 in centro..

Però anche se in Italia non tira il target è un utente un pò fanatico e disposto a spendere molto per la propria passione ed a cambiare spesso materiale..

Cmq tenendo conto quanti modelli lanciano e quanto spazio dedicano sul proprio sito anche le aziende che sono arrivate dopo nel mercato freeride deve per forza essare un business che tira o quanto meno che ha margini di guadagno maggiori dello sci da pista :D
 
sul fatto che nelle nicchie si possa chiedere prezzi più alti concordo in pieno, chi ama i fat è un appassionato che spende spesso di più

però per un negozio i numeri si fanno con gli sci classici, credo, quindi avere anche solo 20 fattoni è un bell'investimento anche se i margini sono maggiori rischi che nessuno te li compri e l'anno dopo cambiano colore e devi scontarli.

come vanno gli ordini per l'inverno prossimo?:PAAU
 
Io lavoro nel settore da tanti anni e ti garantisco che c'è moooooolta più merce che prende polvere nei magazzini ( perchè i quantitativi sono così grandi che non si possono esporre tutti) nel settore pista , dove le ditte continuano a produrre a nastro malgrado il calo netto delle vendite.
E' vero però che tanti negozi acquistano sci alla moda settore free per poi doverli svendere in quanto non riescono a proporli al cliente.
La mia esperienza mi ha insegnato che se fai provare uno "sci free-fat-twin" a tantissimi pistaioli spesso riesci a chiudere tante vendite poichè soddisfa un range di utilizzo molto più ampio rispetto al classico race o all-mountain di turno.
il discorso si fa molto complesso nella situazione attuale di crisi economica ma considera che proprio oggi una importante rivista di settore (pointbreak-outdoor magazine) dedicata agli operatori commerciali , ha pubblicato dati in cui si evidenzia la crescita netta nelle vendite sci free , sci alp e sci fondo , oltre che delle ciaspole, mentre segnala contrazione di snow e sci pista.

....volevo vedere notizie sul meteo e mi trovo a parlare di lavoro:-?.........

...notte....
 
parlando con negozianti specializzati nel settore, il freeride vende e anche bene, però è soggetto all'andamento della stagione.
quest'anno, infatti, siamo a vendite praticamente ferme, stagione iniziata sotto i migliori auspici già ad ottobre, ma poi completamente ferma nei mesi di Novembre e Dicembre e pure ora con i saldi non riescono a vendere l'attrezzo, mentre l'abbigliamento si è un pò ripreso.
in sostanza il lo sci Free vende solo quando cè tanta neve che invoglia!
 

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io è da poco che sono in questo mondo,ma devo dire che,nel mio piccolo,negli ultimi tempi ho visto una crescita del mercato freeski.queste vacanze di natale in particolare,anche in una località un po' del cacchius sotto questo punto di vista,come l'aprica,ho notato dopo le nevicate parecchi con sci mid fat,ho visto shogun,nordica,scott,k2 kung fujas,s3 e moltissima gente con sci da park,contour e gopro....gli anni scorsi posso assicurare che non c'erano!secondo me questo è un mercato in crescita,certo rispetto a francia o austria siamo indietro,ma tra qualche anno diventerà davvero importante...molte persone ho notato si avvicinano prima al mondo freeski in generale,quindi sci polivalenti e non larghi,poi si indirizzano con più decisione sui fat quando capiscono che ormai è il fuoripista ciò che gli interessa davvero....secondo me tra un paio di anni nel settore potrebbe iniziare una crescita definitiva,il freeride sta iniziando ad attecchire...ovvio che sarà difficile qui in italia vendere k2 hellbent,dps lotus 138 o armada arg più che in canada per questioni di neve,ma secondo me sci fino a 110 al centro prossimamente potrebbero costituire una buona fascia di guadagno per marche e negozianti...
 
come dice Iac in Italia non tira quanto nel resto nel mondo..in USA e Canada dove vivo ora c'e' un'esposizione mediatica e pubblicitaria pazzesca e il mercato tira parecchio..cosa che manca in Italia, per non parlare della cultura dietro..sia a livello di sciatori che a livello di resort sciistici..non poter andare fuori pista in tranquillita' ferma molti, le multe e i divieti vari non aiutano.

Qua in USA e' proprio nella mentalita' della gente..e vanno fuori anche con sci meno adatti e lo facevano anche prima dei fat ecco..Il mercato italiano e' uno dei piu' piccoli per ora..va molto di piu' il park secondo me.

In quanto al fatto che sia di nicchia e che attira fanatici disposti a cambiare sci e giacche spesso..beh i vari poser del forum ne sono testimoni..ihihih HIHIHIHIHIHI
 
Dunque... Vista la scarsità di attività nel mio lavoro "vero" e la mia passione per lo sci, mi sono cimentato in questa discussione con vari negozi, sia a milano che a courmayeur.

Ne ho tratto che il freeride è sicuramente soggetto alla neve, nel senso che si vende quando nevica, anche perchè è spesso un acquisto impulsivo ("nevica a tonnellate, vediamo se trovo uno sci freeride così me la godo", questo soprattutto in montagna). Il vero freerider, che è quello che entra sapendo quello che vuole, è meno soggetto al fattore neve, perchè spera che arrivi ed amen.

Però ho notato anche una cosa. Spesso le rastrelliere dei negozi sono fatte ad minchiam, con sci che - seppur di marche differenti - hanno usi e geometrie simili. Risultato è che ovviamente la rastrelliera resta piena. Questo perchè - nei negozi che bazzico io, sia chiaro - il freeride è un fenomeno secondario rispetto alla pista o allo skialp tradizionale. Sicuramente incidono anche politiche di acquisto. Inoltre, spesso vengono fatte scelte oggettivamente sbagliate (del tipo, prendo 3 kuro e li prendo delle 3 misure 175-185-195): ovviamente il 195 rimane li.

Inoltre, per vendere uno sci freeride bisogna spingerlo e saperlo spiegare al cliente molto meglio che uno sci da pista, anche perchè forme e colori spesso non aiutano con una clientela tradizionale.

Il discorso sopra non si applica ovviamente a negozi specializzati in freeride.

Insomma, è dura vendere freeride sicuramente, ma è anche vero che studiando un pò, facendo scelte azzeccate e spingendo il prodotto è fattibile.

Sempre, imvho.
 
Il discorso é molto complesso e devo dire che, come si diceva ,dipende molto dalla neve.
In genere nel settore freeski gli sci più venduti sono quelli da freeride e per un negozio sono quelli che fruttano di più vuoi per il maggior costo vuoi per il target di utenza più in su con l'età e quindi con disponibilità ecoomiche maggiori.
Xò posso dirvi che quest anno gli sci che vengono più venduti sono quelli da freestyle .

Ultimamente sempre più negozi si avventurano nel mondo del freeski ma devo dire che non sempre i risultati sono buoni , il motivo é molto semplice : lo fanno per motivi di moda e quindi con una preparazione molto scarsa.
Io credo che per cambiare il mercato non solo bisogna cambiare la mentalità di che acquista ma anche quella di chi vende che troppo spesso é impreparato e totalmente incapace di consigliare il cliente e non crede in quello che sta vendendo.......
 
sicuramente le case produttrici stanno investendo molto sul settore. Le immagini scelte per fare pubblicità del mondo sci a qualsiasi livello, intendo non solo specialistico per il free, mostrano sempre più fattoni.
credo che le aziende stiano cavalcando la bellezza e le emozioni che si provano facendo un bel e sano free per cercare di allargare quote di mercato e magari facendo acquistare il secondo o terzo paio a chi gli sci li ha appena acquistati.

se poi questo effettivamente porterà ad allargamenti di mercato lo dovremo vedere, certo è che molto dipende dal meteo per attrarre a questa nuova disciplina nuovi adepti, se non arriva la polvere non resta che buttarsi sulle millerighe.

poi non lamentiamoci se troveremo tutto trifolato :PAAU
 
Inoltre, spesso vengono fatte scelte oggettivamente sbagliate (del tipo, prendo 3 kuro e li prendo delle 3 misure 175-185-195): ovviamente il 195 rimane li.
perchè sbagliate??? così gli avanza il 195 e l'anno dopo glie lo strappi a un prezzo ridicolo :D:D:D:D
scherzi a parte il problema è che un fattone bisogna saperlo vendere e convincere la gente che è una scelta giusta e non impossibile da usare...
e quando come spesso accade in moltissimi negozi il commesso lo sci più largo che ha provato in vita sua è un 100, e a guardarlo in faccia capisci che di freeride non ne ha mai fatto e ha letto solo la recensione che gli han dato... non può essere molto convincente... (nell'80% dei negozi l'addetto o scia in pista o fa sciapinismo e di freeride non ci capisce una togna........) (vedesi negozio di livigno in cui ero andato a chiedere per uno scarpone con ottime prestazioni in discesa e una decenza in salita e volevano convincermi che fosse meglio il megalite dell'endorphin.... lasciamo perdere...)
per mia fortuna quello che ora è diventato il mio pusher di fiducia non rientra nelle categorie sopracitate e fin dalle prime volte che son passato in negozio è riuscito a trasmettermi la passione per il freeride:D:D:D:D:D:D primo sci un 112 al centro... secondo un 127:D:D:D:D
 
Tutto il settore "free" di tutte le attività inerenti la montagna sta subendo un rapido e deciso incremento: fino a pochissimi anni fa non esistevano, ad esempio, escursioni organizzate, accessibili anche a persone "normali" non alpinisti, sulle montagne più alte del mondo; anche l'arrampicata vera e propria ha subito un buon aumento di sportivi: senza scomodare ascese impegnative, già le ferrate sono sicuramente più "frequentate" di una volta. Per stare nel mondo dello sci, una cosa molto poco conosciuta fino a pochi anni fa (da me compreso) era l'attacchino, attrezzo che personalmente pensavo votato solo a "grandi imprese" molto faticose....oggi ha perso un pò di quel fascino da mito ed è sicuramente più conosciuto e utilizzato....idem, come giustamente detto da fisio, per le ciaspolatata, attività che ha molte nuove "reclute"....
Lo sci (free) ha però, secondo me, una caratteristica che lo contraddistingue da tutto il resto (oltre ad essere lo sport montano più praticato) che spiega una netta ascesa di questo settore (anche se come già detto meno in Italia): questo segmento può "vantare" la creazione di una vera e propria moda che interessa, oltre chi produce e progetta gli sci, molti altri settori: basti pensare al mondo dell'abbigliamento, che propone un'infinità di alternative...anche le vendite di tutto quello che sta intorno alllo sci fat, da chi produce lenti, a chi produce zaini, da chi sviluppa sistemi di sicurezza, a chi realizza fotocamere, hanno subito una crescita....
La richiesta, nel mercato della montagna, ma non solo, si è molto spostata verso una dimensione più free, oltre che per moda, anche per un desiderio sempre più forte di tornare ad avere un rapporto più intimo con la Madre Terra, un rapporto che la vita moderna che viviamo in queste prigioni di cemento che chiamiamo città, ci fa troppo spesso dimenticare...
In quest'ottica non posso che guardare al "futuro" dello sci free in maniera positiva, seppure la crisi mondiale sia una bomba forse ancora inesplosa che crea molte incertezze....
 
........, anche per un desiderio sempre più forte di tornare ad avere un rapporto più intimo con la Madre Terra, un rapporto che la vita moderna che viviamo in queste prigioni di cemento che chiamiamo città, ci fa troppo spesso dimenticare...
In quest'ottica non posso che guardare al "futuro" dello sci free in maniera positiva, seppure la crisi mondiale sia una bomba forse ancora inesplosa che crea molte incertezze....

Quoto al 100% ed è esattamente quello che ha fatto scattare in me la mia molla : l'intimità e il rapporto che si ha con la montagna e quindi la Madre Terra unico anche per me che non sono ne atleta ne alpinista
 
Inoltre, per vendere uno sci freeride bisogna spingerlo e saperlo spiegare al cliente molto meglio che uno sci da pista, anche perchè forme e colori spesso non aiutano con una clientela tradizionale.

Il discorso sopra non si applica ovviamente a negozi specializzati in freeride.

Quoto questa frase, quando l'anno scorso ho preso uno sci freeride in un negozio della grande distribuzione ero in dubbio su una misura, ho chiesto chiarimenti al commesso e dopo due minuti di chiacchierata mi fa "guarda, non ti so rispondere, però mi hai chiarito delle cose che non sapevo".
Insomma il cliente che delucida il commesso è un po assurdo. Se vogliono iniziare a vendere questa nuova tipologia devono o assumere o cmq formare qualcuno che sappia spiegare e invogliare la gente a comprare, non basta che un commesso dica "questo va bene per il fuoripista" quando invece è uno sci da freestyle (mi è capitato anche questo). Anche se credo la maggior parte dei clienti di questa tipologia sa già esattamente cosa comprare o almeno cosa vuole.

Per quanto riguarda le rastrelliere dei negozi della grande distribuzione nella mia zona ho notato da qualche anno qualche bel fattone abbandonato a se stesso in un angolo ma la maggior parte sono sci freestyle, e la marca più diffusa è la K2, e dall'anno scorso trovo anche molti sci della Line.
 
come dice Iac in Italia non tira quanto nel resto nel mondo..in USA e Canada dove vivo ora c'e' un'esposizione mediatica e pubblicitaria pazzesca e il mercato tira parecchio..cosa che manca in Italia, per non parlare della cultura dietro..sia a livello di sciatori che a livello di resort sciistici..non poter andare fuori pista in tranquillita' ferma molti, le multe e i divieti vari non aiutano.

...........................HIHIHIHIHIHI

Penso che il problema principale sia questo !!!
 
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