Eeeehhhh..sono uno specialista in materia.
Vi racconto solo le due più spettacolari
A) Pramollo 1985 DC (circa...) . Nebbione che non si vede a un metro. Skilift ad ancora. Non vedo la manina di "stop, sganciati".
Continuo a salire, salgo, salgo....lo skilift sale su una rampa di legno alta crca 6 metri che io NON vedo ( sentivo solo uno strano rumore sotto gli sci) , salgo fino alla puleggia di ritorno del cavo di acciao, la sfioro con la testa ( sempre senza vederla) la rampa finisce di botto......ed io precipito nella neve fresca 6 metri più sotto, sprofondando fino alla vita.
Stordito e confuso, penso tra me " Ma che sistemi di melma questi austriaci, bè, meglio spostarsi che tra un po' cadrà l'altro....

.
Arriva preoccupatissimo l'omino addetto allo sgancio, incredulo mi tocca, vede che sono ancora intero e in un italiano stentato mi dice " Tu sei Tomba.!"
Il giorno dopo, senza nebbia, torno in pellegrinaggio sul luogo della caduta, vedo la rampa, la puleggia, il saltone, capisco che sono vivo per miracolo ( potevo spaccarmi la testa contro la puleggia o le ossa cadendo) e medito: altro che Tomba. Nella tomba ci stavo finendo!
B) Passo San Pellegrino, due anni dopo. Ore 16. In cima alla montagna guardo a valle e vedo il mio albergo. Penso, con fare fantozziano " Quasi quasi torno in fuori pista...".
Dopo 5 minuti era immerso sino alle anche nella neve freschissima e profondissima. Davanti a me il nulla. O meglio, una caduta di 4/5 metri.
Penso " Vabbè, tanto la neve è fresca, mi butto" . Mi stendo a pelle d'orso, mi tolgo gli sci, li butto giù, mi butto anche io.
Cado nella neve freschissima, procedo tutto bagnato, sci in spalla, fino ad un'altra altra caduta di 4 metri, a piombo.
Butto gli sci, mi butto anche io....e AFFONDO FINO ALLE SPALLE IN UN TORRENTELLO DI MONTAGNA che dall'alto non si vedeva. Tiro giù santi e madonne, esco , capisco che se il ruscello fosse stato poco più profondo sarei annegato.,..e mi rendo conto che gli sci sono ancora sul fondo. Mi rituffo, prendo gli sci, bagnato ome un pulcino avanzo a piedi, fino a trovare neve più compatta.
Rimetto gli sci ai piedi, avanzo finalmente veloce, veloce, sempre più veloce....finchè incontro un sasso enorme perfettamente mimetizzato A FILO DI NEVE.
Gli sci si piantano e rimangono lì perfettamente paralleli, io volo per l'aere stile gatto Silvestro fino a piantarmi di testa 4 metri più lontano , per fortuna nella neve fresca e morbida.
Ritiro giù tutta la trinità...e infine ritrovo una pistina di fondo seguendo la quale, pattinando pattinando, torno alla base della pista, dove trovo un mio amico preoccupatissimo che era venuto a cercarmi ( gli impianti erano ormai chiusi) .
Entro in albergo: tutti nella hall osservano curiosi questa specie di piccolo yeti bagnato fino al midollo, cioè me.
Io li squadro uno ad uno e dico a voce alta " Indiana Jones di fronte a me è una mezza sega"...e vado via a testa alta tra due ali di turisti perplessi.
Detto tra noi: nel primo caso sono stato fortunato nella sfiga. Nella seconda sono stato un idiota colossale...ma per fortuna posso raccontarla.