stefano pasca
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Sabato 19 settembre '09 con l' amico Igor e altri suoi amici sloveni con a capo Peter, decidiamo di salire alla mitica GOLA NORD EST al Jof Fuart. Io ero un po' indeciso visto la fama di via difficile che ha, comunque visto che Peter l'ha già fatta, mi convinco e partiamo.
La logistica è un po' complicata nel senso che conviene portare una macchina lungo la strada che sale da Cave del Predil a Sella Nevea (che useremo per il ritorno) e un' altra a Valbruna, da dove partiamo.
Alle 7 zaino in spalla e si parte.
Il tempo non è dei migliori, le cime non si vedono e l'umidità è pazzesca, ma le previsioni ci fanno ben sperare...e poi in effetti il cielo si apre e vedremo le cime.
Primo problema che ci fa perdere 30 minuti: non riusciamo ad attraversare il torrente causa le forti piogge dei giorni scorsi e percio' dobbiamo tornare alla macchina e subito oltrepassare il torrente utilizzando il ponte in cemento.
La salita al rifugio Pellarini è piu' faticosa di quel che ricordavo e ci arriviamo dopo 1,5 ore.
Breve sosta al rifugio e partiamo. Mezz'ora di cammino alle spalle del rifugio e intravediamo la gola nord est, tagliamo a sx e arriviamo alla base del nevaio (quest' anno in forma smagliante).
Lo risaliamo in parte tenendoci sul lato sx fino all' attacco della via.
Per il nevaio utilizziamo la piccozza, anche se a mio avviso sarebbe stato opportuno calzare i ramponi (che comunque avevo con me).
L'attacco della via alla base del nevaio non è facile da individuare (bolli sbiaditi) noi comunque seguiamo Peter che la conosce e si comincia la salita vera e propria.
Di ferrata c'è ben poca roba, forse un 10% del percorso, c'è parecchio invece da arrampicare in libera, molto di 1 e 2° e qualche pezzo di 3° e 4° (dati della guida del Mazzilis).
Un paio di punti impegnativi, il passaggio della Lama (se ho capito bene) comunque attrezzato con cavo e un paio di pioli superato senza problemi e piu' avanti un roccia da scendere (con breve tratto di cavo) che mi ha creato qualche difficoltà (gentilmente aiutato da Peter).
Si procede in salita costante fino ad una forcella con vista sul Montasio e tutto il resto , si svolta a sx e in un attimo si è sulla cima dello Jof Fuart 2666 e oltre 1800 metri di dislivello da valbruna.
tempo totale 6 ore e mezza dalla macchina, percorse con calma, come è giusto che sia su un percorso del genere.
Complessivamente il percorso è davvero molto bello, sicuramente il piu' difficile fatto fino ad ora.
Dopo il meritato panino in cima, scendiamo per la normale in direzione del rifugio Corsi per un percorso risistemato di recente (una parte anche nuova se non sbaglio) davvero molto bello e suggestivo.
Arrivati in breve al rifugio ci siamo fermati oltre un'ora in compagnia del simpaticissimo Cristiano, il gestore, tra una chiacchiera e un po' di frico.
Dal rifugio scendiamo per il sentiero RE di SASSONIA fino alla teleferica e di lì velocemente per la strada di servizio fino alla macchina.
In 30 minuti scarsi di guida arriviamo all' atra macchina e di lì a casa.
11 ore di giro (da macchina a macchina) , davvero entusiasmanti e di gran soddisfazione ma di gran stanchezza.
Alla prossima
L'ATTACCO DELLA GOLA SUL NEVAIO
NOTEVOLE LO SPESSORE DEL NEVAIO
UN PASSAGGIO SUGGESTIVO
IL PASSAGGIO DELLA LAMA (DOVREBBE ESSERE QUESTO)
La logistica è un po' complicata nel senso che conviene portare una macchina lungo la strada che sale da Cave del Predil a Sella Nevea (che useremo per il ritorno) e un' altra a Valbruna, da dove partiamo.
Alle 7 zaino in spalla e si parte.
Il tempo non è dei migliori, le cime non si vedono e l'umidità è pazzesca, ma le previsioni ci fanno ben sperare...e poi in effetti il cielo si apre e vedremo le cime.
Primo problema che ci fa perdere 30 minuti: non riusciamo ad attraversare il torrente causa le forti piogge dei giorni scorsi e percio' dobbiamo tornare alla macchina e subito oltrepassare il torrente utilizzando il ponte in cemento.
La salita al rifugio Pellarini è piu' faticosa di quel che ricordavo e ci arriviamo dopo 1,5 ore.
Breve sosta al rifugio e partiamo. Mezz'ora di cammino alle spalle del rifugio e intravediamo la gola nord est, tagliamo a sx e arriviamo alla base del nevaio (quest' anno in forma smagliante).
Lo risaliamo in parte tenendoci sul lato sx fino all' attacco della via.
Per il nevaio utilizziamo la piccozza, anche se a mio avviso sarebbe stato opportuno calzare i ramponi (che comunque avevo con me).
L'attacco della via alla base del nevaio non è facile da individuare (bolli sbiaditi) noi comunque seguiamo Peter che la conosce e si comincia la salita vera e propria.
Di ferrata c'è ben poca roba, forse un 10% del percorso, c'è parecchio invece da arrampicare in libera, molto di 1 e 2° e qualche pezzo di 3° e 4° (dati della guida del Mazzilis).
Un paio di punti impegnativi, il passaggio della Lama (se ho capito bene) comunque attrezzato con cavo e un paio di pioli superato senza problemi e piu' avanti un roccia da scendere (con breve tratto di cavo) che mi ha creato qualche difficoltà (gentilmente aiutato da Peter).
Si procede in salita costante fino ad una forcella con vista sul Montasio e tutto il resto , si svolta a sx e in un attimo si è sulla cima dello Jof Fuart 2666 e oltre 1800 metri di dislivello da valbruna.
tempo totale 6 ore e mezza dalla macchina, percorse con calma, come è giusto che sia su un percorso del genere.
Complessivamente il percorso è davvero molto bello, sicuramente il piu' difficile fatto fino ad ora.
Dopo il meritato panino in cima, scendiamo per la normale in direzione del rifugio Corsi per un percorso risistemato di recente (una parte anche nuova se non sbaglio) davvero molto bello e suggestivo.
Arrivati in breve al rifugio ci siamo fermati oltre un'ora in compagnia del simpaticissimo Cristiano, il gestore, tra una chiacchiera e un po' di frico.
Dal rifugio scendiamo per il sentiero RE di SASSONIA fino alla teleferica e di lì velocemente per la strada di servizio fino alla macchina.
In 30 minuti scarsi di guida arriviamo all' atra macchina e di lì a casa.
11 ore di giro (da macchina a macchina) , davvero entusiasmanti e di gran soddisfazione ma di gran stanchezza.
Alla prossima
L'ATTACCO DELLA GOLA SUL NEVAIO
NOTEVOLE LO SPESSORE DEL NEVAIO
UN PASSAGGIO SUGGESTIVO
IL PASSAGGIO DELLA LAMA (DOVREBBE ESSERE QUESTO)
... In realtà mi basta anche quella che già c'è
... Non è che mi spiegate meglio dov'è questo posto