e.frapporti
DURACELL
premessa : io e Andrea (bandit) non avevamo la fotocamera per cui niente foto, enrico ha fatto solo qualche scatto domenica.
Era giovedì sera e dopo qualche giorno di intenso studio delle carte meteo il responso non lasciava dubbi: era il momento per la trasferta in vallée.
Con sole 24h di anticipo non c'era tempo per grandi preparativi per cui contatto pochi e fidati "intimi" che ritengo siano disponibili. bandit risponde entusiasta all'appello. Subito mi lancio in una richiesta di asilo politico ai prodi del PowderWest che, nella figura del carissimo Enrico, rispondono prontamente e generosamente ci offrono rifugio per la notte e guida per le giornate bianche.
Il programma: sabato a La Thuile e domenica Toula (ormai da tre anni lo puntavo)
Così sabato mattina , confortati dai 15/20 cm scesi nella notte, ci fiondiamo al belvedere di lathu e dopo un discasa di riscaldamento nel fuoripista sotto le seggiovie eccoci finalmente all'ingresso della direttissima!
Era ancora vergine, il rischio valanghe non è alto ma il primo tratto è ripidino per cui c'è un po' di apprensione così decidiamo di lasciar passare una guida con due clienti che ne frattempo si erano accodati a noi.
Tutto bene, nessuna scarica, e allora PAUDEARRRRRRRR!!!! e giù alla grande. nella parte alta la neve non era perfetta ma un po' ventata, comunque divertente, più in basso, dopo il pianoro, semplicemente polvere.
L'abbiamo fatta 4 o 5 volte con alcune varianti più o meno polverose, con rientri sempre agevoli grazie alla 4 che era stata battuta nei giorni addietro ed ora era ricopera da un bello strato di fresca.
Ciliegina sulla torta la discesa finale. Abbiamo incontrato Kirama che ci ha condotto in un fuoripista di rientro a lathu ancora vergine (mi sembra di aver capito che la vecchia pista 7 passava a lì)
Seratina a Curma dove finalmente ho conosciuto Alberto “frullino” Cerri!
E finalmente ecco il giorno più atteso, ecco il Toula e per di più “semivergine”, nel senso che c’erano solo le pochissime traccie del giorno prima.
La neve non era abbondante e sotto un 20 cm. di farina, a tratti leggermente ventata, si sentiva la crosta precedente che, bisogna ammetterlo, dava un po’ fastidio e affaticava le gambe, era comunque un bell’andare (fosse sempre così …).
Come prima discesa siamo passati al centro nella parte alta e dopo i seracchi traverso verso sinistra per tracciare quei bei pendii direttamente sopra il Pavillon.
La seconda discesa (orfani di Enrico che doveva smaltire un po’ di dolore al ginocchio): dopo averlo osservato dalla scala il primo giro io e Andrea abbiamo deciso di buttarci giù dal canale del Tedesco. Come prima esperienza sul ripido è stata così così, c’era poca nevina su fondo ghiacciato (non vetro) e non me la sono sentita di azzardare delle curve se non nell’ultima parte dove si era accumulata la polvere scaricata dall’alto. Comunque ci siamo risparmiati la lunga coda che si era creata sulle scale.
Poi siamo scesi dalla via classica che si è rivelata migliore come qualità della neve.
Terza discesa: ‘sta volta siamo scesi fino a La Palud inforcando il pendio a sinistra del Pavillon e lì abbiamo tracciato un polvere spettacolare, senza crosta di fondo.
Quarta discesa:Come ultima ho provato l’itinerario che arriva al Tunnel. Dall’alto si vedevano poche tracce e un intero vallone ancora vergine, non potevo resistere al richiamo della neve intonsa così mi ci sono ficcato anche se ero rimasto da solo.
Purtroppo la neve aveva già cominciato a rigelare sulle esposizioni ovest ma ho trovato anche dei tratti di neve marcetta ben sciabile ma soprattutto è stato un itinerario MAGNIFICO, mi è piaciuto tantissimo. Una degna conclusione di una giornata MAESTOSA. Sono arrivato alla pista di rientro dalla val Veny e quindi al Parcheggio della Funivia Val Veny dove bandit è venuto a prendermi con la macchina.
Ringraziamenti:
A Enrico il grazie più grande. Per l’ospitalità e per averci fatto da guida sulla neve e non. Ci ha proprio coccolato facendoci sentire ospiti importanti.
A Kirama per averci fatto scoprire un itinerario esclusivo e per la sua bella compagnia.
Ad Acerri, per le dritte, la disponibilità per eventuali nostre future trasferte in Vallée e la simpatia.
Ad Andrea “bandit”, compagno di viaggio, di stanza e di traccia, con cui mi trovo proprio bene (ormai è la terza zingarata che vivo con lui)
A sua Maestà il monte Bianco ed ai suoi Vassalli che ci hanno sopportato benevoli mentre scivolavamo sui loro magnifici pendii.
Era giovedì sera e dopo qualche giorno di intenso studio delle carte meteo il responso non lasciava dubbi: era il momento per la trasferta in vallée.
Con sole 24h di anticipo non c'era tempo per grandi preparativi per cui contatto pochi e fidati "intimi" che ritengo siano disponibili. bandit risponde entusiasta all'appello. Subito mi lancio in una richiesta di asilo politico ai prodi del PowderWest che, nella figura del carissimo Enrico, rispondono prontamente e generosamente ci offrono rifugio per la notte e guida per le giornate bianche.
Il programma: sabato a La Thuile e domenica Toula (ormai da tre anni lo puntavo)
Così sabato mattina , confortati dai 15/20 cm scesi nella notte, ci fiondiamo al belvedere di lathu e dopo un discasa di riscaldamento nel fuoripista sotto le seggiovie eccoci finalmente all'ingresso della direttissima!
Era ancora vergine, il rischio valanghe non è alto ma il primo tratto è ripidino per cui c'è un po' di apprensione così decidiamo di lasciar passare una guida con due clienti che ne frattempo si erano accodati a noi.
Tutto bene, nessuna scarica, e allora PAUDEARRRRRRRR!!!! e giù alla grande. nella parte alta la neve non era perfetta ma un po' ventata, comunque divertente, più in basso, dopo il pianoro, semplicemente polvere.
L'abbiamo fatta 4 o 5 volte con alcune varianti più o meno polverose, con rientri sempre agevoli grazie alla 4 che era stata battuta nei giorni addietro ed ora era ricopera da un bello strato di fresca.
Ciliegina sulla torta la discesa finale. Abbiamo incontrato Kirama che ci ha condotto in un fuoripista di rientro a lathu ancora vergine (mi sembra di aver capito che la vecchia pista 7 passava a lì)
Seratina a Curma dove finalmente ho conosciuto Alberto “frullino” Cerri!
E finalmente ecco il giorno più atteso, ecco il Toula e per di più “semivergine”, nel senso che c’erano solo le pochissime traccie del giorno prima.
La neve non era abbondante e sotto un 20 cm. di farina, a tratti leggermente ventata, si sentiva la crosta precedente che, bisogna ammetterlo, dava un po’ fastidio e affaticava le gambe, era comunque un bell’andare (fosse sempre così …).
Come prima discesa siamo passati al centro nella parte alta e dopo i seracchi traverso verso sinistra per tracciare quei bei pendii direttamente sopra il Pavillon.
La seconda discesa (orfani di Enrico che doveva smaltire un po’ di dolore al ginocchio): dopo averlo osservato dalla scala il primo giro io e Andrea abbiamo deciso di buttarci giù dal canale del Tedesco. Come prima esperienza sul ripido è stata così così, c’era poca nevina su fondo ghiacciato (non vetro) e non me la sono sentita di azzardare delle curve se non nell’ultima parte dove si era accumulata la polvere scaricata dall’alto. Comunque ci siamo risparmiati la lunga coda che si era creata sulle scale.
Poi siamo scesi dalla via classica che si è rivelata migliore come qualità della neve.
Terza discesa: ‘sta volta siamo scesi fino a La Palud inforcando il pendio a sinistra del Pavillon e lì abbiamo tracciato un polvere spettacolare, senza crosta di fondo.
Quarta discesa:Come ultima ho provato l’itinerario che arriva al Tunnel. Dall’alto si vedevano poche tracce e un intero vallone ancora vergine, non potevo resistere al richiamo della neve intonsa così mi ci sono ficcato anche se ero rimasto da solo.
Purtroppo la neve aveva già cominciato a rigelare sulle esposizioni ovest ma ho trovato anche dei tratti di neve marcetta ben sciabile ma soprattutto è stato un itinerario MAGNIFICO, mi è piaciuto tantissimo. Una degna conclusione di una giornata MAESTOSA. Sono arrivato alla pista di rientro dalla val Veny e quindi al Parcheggio della Funivia Val Veny dove bandit è venuto a prendermi con la macchina.
Ringraziamenti:
A Enrico il grazie più grande. Per l’ospitalità e per averci fatto da guida sulla neve e non. Ci ha proprio coccolato facendoci sentire ospiti importanti.
A Kirama per averci fatto scoprire un itinerario esclusivo e per la sua bella compagnia.
Ad Acerri, per le dritte, la disponibilità per eventuali nostre future trasferte in Vallée e la simpatia.
Ad Andrea “bandit”, compagno di viaggio, di stanza e di traccia, con cui mi trovo proprio bene (ormai è la terza zingarata che vivo con lui)
A sua Maestà il monte Bianco ed ai suoi Vassalli che ci hanno sopportato benevoli mentre scivolavamo sui loro magnifici pendii.
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