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Discussione: Dove, quando, come si scia (laddove possibile). No off-topic.

  1. #76

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    nicematin.com
    Coronavirus: comment les stations de ski préparent (quand même) la saison



    ...articolo di oggi del nice matin sulla situazione sciistica francese...

  2. #77

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    Praticamente vivono di speranze come noi...

  3. Skife per cleon:


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  5. #78

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    Citazione Originariamente scritto da Gianpa79 Vedi messaggio
    In val di Fiemme stanno valutando se aprire il 15 dicembre oppure a gennaio ......
    non prevedono quindi soluzioni intermedie? Per metà gennaio intendono post befana o addirittura dopo? Grazie

  6. #79
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    Citazione Originariamente scritto da Gianpa79 Vedi messaggio
    In val di Fiemme stanno valutando se aprire il 15 dicembre oppure a gennaio ......
    Val di Fiemme... non mischiamo il diavolo con l'acqua Santa. Kron apre il 5 - punto.

    Carta canta.

    - - - Updated - - -

    Citazione Originariamente scritto da robertoginesi Vedi messaggio
    ma mettiamo che al 3 dicembre, scadenza del dpcm, le regioni zona rossa cambino colore diventerebbero al massimo arancioni,
    quindi divieto di uscita entrata, gli impianti per quanti utenti potrebbero aprire?
    sarebbe conveniente? oppure credete veramente in un libera tutti natalizio stile estate scorsa?
    io credo che siano tutte supposizioni al momento in attesa di sviluppi ma secondo quanto dicono
    minimo servono 2 settimane per vedere risultati quindi per passare da rossi ad arancioni
    ed altre 2 da arancioni a gialli e saremo già a metà dicembre sempre che vada tutto bene.
    mi accontenterei di poter uscire dalla regione e andare in montagna anche solo per cambiare aria,
    mi auguro invece che aprano per tutta l'economia che gira intorno allo sci.
    I DPCM sonno incostituzionali, come suggerito sapientemente da Bisfra e ancora più sapientemente ratificato dal Giudice di Pace di Frosinone, nell'ormai famoso caso (tra i bikers) di Yannick vs. la presidenza del consiglio. Il biker che aveva sforato nettamente il limite comunale è stato prontamente risarcito, con interessi.

  7. #80

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    Citazione Originariamente scritto da GioRad Vedi messaggio
    Val di Fiemme... non mischiamo il diavolo con l'acqua Santa. Kron apre il 5 - punto.

    Carta canta.

    - - - Updated - - -
    Vorrei tanto fosse così ....

    il problema ora non è solo il covid. Le stazioni sciistiche non vogliono aprire ad in izio dicembre perchè sanno che non avranno afflusso di stranieri, quindi faticano a rientrare delle spese.

    A conti fatti perdono meno a tener chiuso durante le vacanze natalizie , che aprendo.

    La decisione spetta anche alle regioni ... aiutare gli impianti per farli aprire , facendo lavorare tutto l'indotto , oppure costa meno aiutare direttamene l'indotto e lasciar chiudere gli impianti?

    questo è il dilemma .....

    sul fatto che carta canta ..... in questo periodo il villan non dorme ...

  8. #81

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    Durante rassegna stampa di Rainews24, stamane, non ricordo quale testata, un articolo diceva che stanno ragionando di concedere aperture dall'8 gennaio. Sembra chiaro che Natale/Capodanno/Befana dobbiamo farli chiusi in casa.
    Solidarietà alle popolazioni alpine.

  9. #82

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    Dal Corriere di questa mattina:

    "Sembra invece assai probabile che si mantenga il divieto di apertura delle palestre, degli sport da contatto e degli impianti sciistici. "

  10. #7.5 ADS
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  11. #83

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    Citazione Originariamente scritto da ciaspolo Vedi messaggio
    Dal Corriere di questa mattina:

    "Sembra invece assai probabile che si mantenga il divieto di apertura delle palestre, degli sport da contatto e degli impianti sciistici. "
    Strano che nel vigolettato non vi sia già l'aggiunta "e delle pellate". Mi stupiscono veramente in positivo!

    No perché ieri, ai TG si è parlato subito di riaprire i centri commerciali la dominca, i locali per fare i trenini a capodanno, etc... chiaro no? Chiarissima l'impostazione....

  12. #84

    Predefinito

    Oggi sul Corriere della Sera, cito testualmente:
    CONFINI REGIONALI
    Nessun allentamento sembra invece previsto per entrare ed uscire dalle regioni in fascia rossa e arancione nemmeno durante le vacanze di natale.
    ... bla bla.. discussioni fra ministri e regioni in atto, ma per questo aspetto pare prevalga la linea del rigore.
    "Mai protremo ripetere quanto accaduto la scorsa estate con assembramenti e viaggi", ripetono i ministri speranza e Boccia.

    Ora farò un commento razzista, ma penso proprio che l'origine geografica di molti membri del governo abbia spinto ad aprire per le vacanze estive che si fanno classicamente al mare... e li spinga a sbattersene il belino di qualcosa che non conoscono o che cmq è molto lontano dalla loro immaginazione (montagna).

  13. Lo skifoso Il Talebano ha 5 Skife:


  14. #85

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    E' molto ma molto probabile che a ridosso del Natale molte regioni oggi in arancio avranno i parametri a posto per poter tornare in giallo. Tuttavia, mi sembra di capire che, dal momento deil rientro di parametri, debbano passare due settimane di monitoraggio, prima del downgrading effettivo. Pertanto le festività natalizie sono pressoché fregate dal punto di vista dell'uscita dal territorio comunale.
    Con questo non voglio dire che sia giusto o sbagliato, tuttavia, noi amanti della solitudie all'aperto rimaniamo sempre più basiti di fronte a provvedimenti come il via libera dei centro commerciali la domenica, a fronte del divieto di oltrepassare una linea dentro un bosco.

    Bella lì!

  15. Lo skifoso Vettore2480 ha 4 Skife:


  16. #86
    Senior Member Skifoso
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    Citazione Originariamente scritto da Il Talebano Vedi messaggio
    Oggi sul Corriere della Sera, cito testualmente:
    CONFINI REGIONALI
    Nessun allentamento sembra invece previsto per entrare ed uscire dalle regioni in fascia rossa e arancione nemmeno durante le vacanze di natale.
    ... bla bla.. discussioni fra ministri e regioni in atto, ma per questo aspetto pare prevalga la linea del rigore.
    "Mai protremo ripetere quanto accaduto la scorsa estate con assembramenti e viaggi", ripetono i ministri speranza e Boccia.

    Ora farò un commento razzista, ma penso proprio che l'origine geografica di molti membri del governo abbia spinto ad aprire per le vacanze estive che si fanno classicamente al mare... e li spinga a sbattersene il belino di qualcosa che non conoscono o che cmq è molto lontano dalla loro immaginazione (montagna).
    Sei razzista und fasista!

    Sappi che nella compaggine governativa gli assolati sono acclaratamente sotto-rappresentati.



    E Mattarella cheffà?

  17. #87

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    Ma basta svacco basta caciara almeno dove la discussione prevede NO OFF-topic nel titolo.
    Grazie

  18. Lo skifoso nkg83 ha 2 Skife:


  19. #88

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    Citazione Originariamente scritto da TEDOSIT Vedi messaggio
    Durante rassegna stampa di Rainews24, stamane, non ricordo quale testata, un articolo diceva che stanno ragionando di concedere aperture dall'8 gennaio. Sembra chiaro che Natale/Capodanno/Befana dobbiamo farli chiusi in casa.
    Solidarietà alle popolazioni alpine.
    Confermo...
    MILANO - «Natale sulle piste da sci ormai è un film che quest’anno solo un miracolo può lasciarci girare». Valeria Ghezzi, presidente degli impiantisti italiani, anticipa la decisione che Comitato tecnico scientifico e Conferenza Stato-Regioni si apprestano a ufficializzare: stop ai caroselli bianchi fino a dopo le vacanze di fine anno. Poi si vedrà, tutto dipende dalla curva della pandemia. San Silvestro a piste chiuse: mai successo, nell’era dell’innevamento programmato.

    L’annuncio ufficiale può arrivare già oggi, dopo la definizione del protocollo di sicurezza, mentre sull’industria del turismo invernale del nostro Paese si allunga lo spettro di una crisi che vale 60 mila posti di lavoro e 10-12 miliardi di euro. Il via alla stagione, dopo lo stop anticipato dell’8 marzo causa Covid, era fissato tra il prossimo fine settimana e il 5 dicembre. Lo scorso anno, in questi giorni, gli sciatori già affollavano le piste. In Europa l’urto della seconda ondata del virus però è tale che un fatto è già acquisito: seggiovie ferme sulle Alpi tra l’Immacolata e Sant’Ambrogio, tradizionale inaugurazione delle località sciistiche di inizio dicembre.

    Governi e sistemi sanitari sono costretti a guardare così direttamente all’8 gennaio, primo weekend dopo l’Epifania. Solo per quella data, suggeriscono gli algoritmi che analizzano l’andamento delle infezioni, è prudente ragionare su una riapertura soft dell’economia turistica internazionale legata allo sci. «Abbiamo il dovere di restare ottimisti — dice Andy Varallo, presidente di Superski Dolomiti, leader mondiale delle discese — ma anche di tenere i piedi per terra. Mettiamo in campo tutte le nostre forze per non lasciare morire lo sci in sicurezza e la montagna. Stiamo lavorando per essere comunque pronti per le gare di Coppa del Mondo, dopo metà dicembre. L’intera filiera turistica deve però accettare che le piste non possono aprire prima che la vita intera della gente non sia ripartita».

    Oggi solo Lazio, Sardegna, Veneto e Trentino, in zona gialla, potrebbero fornire sciatori. Anche la seconda ondata del Covid colpisce in particolare le regioni alpine del Nord, chiuse in casa e con gli ospedali al collasso. Lo stesso vale per Austria, Svizzera e Francia, superpotenze dello sci. Impresentabile dare il via libera alle settimane bianche mentre scuole, uffici e aziende restano bloccati dai lockdown, con terapie intensive e case di riposo in ginocchio. «Noi però — dice Massimo Fossati, presidente Anef della Lombardia — dobbiamo produrre la neve adesso. Le finestre con freddo e bassa umidità sono poche. Imbiancare il 72% dei 3.200 chilometri di piste da sci italiane costa 50 milioni. Da questi dipende tutto l’indotto, a partire dalle migliaia di stagionali. Senza assunzioni, perdono i requisiti per gli ammortizzatori sociali. Si profila una massa di persone alla fame».

    A frenare sono medici e scienziati. I primi temono anche l’assalto degli infortunati sulle piste ai pronto soccorso degli ospedali di montagna, allo stremo causa Covid. I secondi non vogliono ricadere nell’effetto spiaggia di Ferragosto, trasformando Cortina d’Ampezzo, Corvara, Madonna di Campiglio, Livigno e Courmayeur in una chilometrica Costa Smeralda fuori controllo. Oggi governo e regioni devono così mettere a punto il protocollo da applicare se (e quando) la stagione turistica invernale potrà partire. Al primo punto, la portata degli impianti di risalita: gli operatori spingono per il 66% del carico massimo, il Cts è fermo sul 50%, come per il trasporto pubblico. Da sciogliere il nodo scadenze e revisioni: il parlamento ha concesso la proroga, ma il decreto attuativo non è stato emanato. «Decisivo — dice Luca Guadagnini, presidente degli impianti del Trentino — è l’equilibrio tra gli sciatori in cabinovia e quelli in attesa. Meno persone salgono, più si allungano le code: lì impedire gli assembramenti non è affatto scontato».

    Non ancora tramontata la proposta di comprensori sciistici a numero chiuso e prudenti anche i presidenti delle Regioni. Il Veneto Zaia, che si prepara ad ospitare i Mondiali a Cortina in febbraio, ammette che oggi «tra la neve e la normalità c’è di mezzo il buonsenso». L’altoatesino Kompatscher, che da oggi a domenica ha chiamato oltre 500 mila altoatesini al primo screening di massa con il tampone rapido, ripete che «prima parliamo di salute e dopo di sci». Sulle Alpi il primo Natale a casa, in famiglia e a piste chiuse causa virus, minaccia di travolgere anche alberghi e ristoranti. «Di après-ski nemmeno si discute — dice Giovanni Brasso, presidente del comprensorio Sestriere-Via Lattea — ma adesso il punto è avere una prospettiva chiara e certa sull’intera stagione. Vale il 2% del Pil nazionale: è nelle mani di governo e Parlamento».

  20. #89

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    Citazione Originariamente scritto da fausto1961 Vedi messaggio
    Confermo...
    MILANO - «Natale sulle piste da sci ormai è un film che quest’anno solo un miracolo può lasciarci girare». Valeria Ghezzi, presidente degli impiantisti italiani, anticipa la decisione che Comitato tecnico scientifico e Conferenza Stato-Regioni si apprestano a ufficializzare: stop ai caroselli bianchi fino a dopo le vacanze di fine anno. Poi si vedrà, tutto dipende dalla curva della pandemia. San Silvestro a piste chiuse: mai successo, nell’era dell’innevamento programmato.

    L’annuncio ufficiale può arrivare già oggi, dopo la definizione del protocollo di sicurezza, mentre sull’industria del turismo invernale del nostro Paese si allunga lo spettro di una crisi che vale 60 mila posti di lavoro e 10-12 miliardi di euro. Il via alla stagione, dopo lo stop anticipato dell’8 marzo causa Covid, era fissato tra il prossimo fine settimana e il 5 dicembre. Lo scorso anno, in questi giorni, gli sciatori già affollavano le piste. In Europa l’urto della seconda ondata del virus però è tale che un fatto è già acquisito: seggiovie ferme sulle Alpi tra l’Immacolata e Sant’Ambrogio, tradizionale inaugurazione delle località sciistiche di inizio dicembre.

    Governi e sistemi sanitari sono costretti a guardare così direttamente all’8 gennaio, primo weekend dopo l’Epifania. Solo per quella data, suggeriscono gli algoritmi che analizzano l’andamento delle infezioni, è prudente ragionare su una riapertura soft dell’economia turistica internazionale legata allo sci. «Abbiamo il dovere di restare ottimisti — dice Andy Varallo, presidente di Superski Dolomiti, leader mondiale delle discese — ma anche di tenere i piedi per terra. Mettiamo in campo tutte le nostre forze per non lasciare morire lo sci in sicurezza e la montagna. Stiamo lavorando per essere comunque pronti per le gare di Coppa del Mondo, dopo metà dicembre. L’intera filiera turistica deve però accettare che le piste non possono aprire prima che la vita intera della gente non sia ripartita».

    Oggi solo Lazio, Sardegna, Veneto e Trentino, in zona gialla, potrebbero fornire sciatori. Anche la seconda ondata del Covid colpisce in particolare le regioni alpine del Nord, chiuse in casa e con gli ospedali al collasso. Lo stesso vale per Austria, Svizzera e Francia, superpotenze dello sci. Impresentabile dare il via libera alle settimane bianche mentre scuole, uffici e aziende restano bloccati dai lockdown, con terapie intensive e case di riposo in ginocchio. «Noi però — dice Massimo Fossati, presidente Anef della Lombardia — dobbiamo produrre la neve adesso. Le finestre con freddo e bassa umidità sono poche. Imbiancare il 72% dei 3.200 chilometri di piste da sci italiane costa 50 milioni. Da questi dipende tutto l’indotto, a partire dalle migliaia di stagionali. Senza assunzioni, perdono i requisiti per gli ammortizzatori sociali. Si profila una massa di persone alla fame».

    A frenare sono medici e scienziati. I primi temono anche l’assalto degli infortunati sulle piste ai pronto soccorso degli ospedali di montagna, allo stremo causa Covid. I secondi non vogliono ricadere nell’effetto spiaggia di Ferragosto, trasformando Cortina d’Ampezzo, Corvara, Madonna di Campiglio, Livigno e Courmayeur in una chilometrica Costa Smeralda fuori controllo. Oggi governo e regioni devono così mettere a punto il protocollo da applicare se (e quando) la stagione turistica invernale potrà partire. Al primo punto, la portata degli impianti di risalita: gli operatori spingono per il 66% del carico massimo, il Cts è fermo sul 50%, come per il trasporto pubblico. Da sciogliere il nodo scadenze e revisioni: il parlamento ha concesso la proroga, ma il decreto attuativo non è stato emanato. «Decisivo — dice Luca Guadagnini, presidente degli impianti del Trentino — è l’equilibrio tra gli sciatori in cabinovia e quelli in attesa. Meno persone salgono, più si allungano le code: lì impedire gli assembramenti non è affatto scontato».

    Non ancora tramontata la proposta di comprensori sciistici a numero chiuso e prudenti anche i presidenti delle Regioni. Il Veneto Zaia, che si prepara ad ospitare i Mondiali a Cortina in febbraio, ammette che oggi «tra la neve e la normalità c’è di mezzo il buonsenso». L’altoatesino Kompatscher, che da oggi a domenica ha chiamato oltre 500 mila altoatesini al primo screening di massa con il tampone rapido, ripete che «prima parliamo di salute e dopo di sci». Sulle Alpi il primo Natale a casa, in famiglia e a piste chiuse causa virus, minaccia di travolgere anche alberghi e ristoranti. «Di après-ski nemmeno si discute — dice Giovanni Brasso, presidente del comprensorio Sestriere-Via Lattea — ma adesso il punto è avere una prospettiva chiara e certa sull’intera stagione. Vale il 2% del Pil nazionale: è nelle mani di governo e Parlamento».

    Piano piano stanno radendo al suolo ogni singolo comparto dell' economia. E ancora mi tocca leggere commenti sulla composizione del governo in larga parte....."terrona". lo dico da calabrese......Chi si fossilizza su queste fesserie, non si offenda, ma non ha capito seriamente la portata della questione, e del perchè si stia arrivando alla totale distruzione non solo dell' economia, ma anche della socialità, dei rapporti umani, delle cose belle della vita, del diritto al lavoro, della libertà individuale. Ma la cosa più triste è constatare la totale passività con cul tutto questo viene accettato. Sempre a proposito dei terroni che ci "governano": vi sembra normale che codesti terroni vietino per il Natale che i tantissimi meridionali che vivono al Nord non possano raggiungere i propri cari? Se davvero ragionassero da terroni, consentirebbero gli spostamenti da Nord a Sud. La triste realtà è che al Governo abbiamo dei pupi, e più in alto di questi mentecatti ci sono i pupari, coloro che danno gli ordini, gli artefici della distruzione di tutto. E, credetemi, sono straconvinto che sarebbe la stessa cosa se al Governo ci fosse l' altro schieramento.

  21. #90

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    Citazione Originariamente scritto da Il Talebano Vedi messaggio
    Oggi sul Corriere della Sera, cito testualmente:
    CONFINI REGIONALI
    Nessun allentamento sembra invece previsto per entrare ed uscire dalle regioni in fascia rossa e arancione nemmeno durante le vacanze di natale.
    ... bla bla.. discussioni fra ministri e regioni in atto, ma per questo aspetto pare prevalga la linea del rigore.
    "Mai protremo ripetere quanto accaduto la scorsa estate con assembramenti e viaggi", ripetono i ministri speranza e Boccia.

    Ora farò un commento razzista, ma penso proprio che l'origine geografica di molti membri del governo abbia spinto ad aprire per le vacanze estive che si fanno classicamente al mare... e li spinga a sbattersene il belino di qualcosa che non conoscono o che cmq è molto lontano dalla loro immaginazione (montagna).
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