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Discussione: Come rovinare la giornata, la settimana, il mese... l'anno......

  1. #1021

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    Nonostante gli sforzi la vedo dura, ma a questo punto non mi faccio illusioni e mi aspetto di tutto!

    https://www.repubblica.it/cronaca/20...tto-271425838/


    Un giorno ci dicono che settori dell'economia come ristorazione turismo e sport devono continuare,
    il giorno seguente invitano alla responsabilità, emanano coprifuoco e ci invitano a restare a casa.

    Per quanto ci si sforzi, economia e salute restano incompatibili ed anche la gestione risulta al quanto improvvisata.
    ...e siamo solo a fine ottobre, non voglio pensare quello che succederà a Natale!!!

  2. #1022

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    Credo e spero che lo scudo economico sarà quello che salverà la stagione sciistica. Vedremo domenica cosa salterà fuori, io so solo che dopo una lunghissima clausura, comportamenti sociali profondamente modificati, mascherine 24/7 siamo ancora alle prese con circolazione virale massiva. Ergo ciò che abbiamo fatto sino ad ora non ha contrastato la diffusione del virus, ergo ripetere pedissequamente ciò che abbiamo fatto sino adesso è. almeno, antiscientifico.

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  4. #1023

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    Concordo.
    L'impressione è che non sappiamo che pesci prendere e si abbandonano a misure qualsiasi per far vedere che fanno qualcosa.

  5. #1024

  6. #1025

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    finalmente vi rendete conto di quello che dico da centinaia di post

    l'uso delle mascherine non è sbagliato in sè, ma il dio mascherina cui affidare tutte le proprie speranze, specie quando si tratta di casistiche inutili tipo all'aperto non è certo la soluzione

    per me la via per la soluzione, lo ripeto dopo averlo scritto qualche post fa, è stilare una classifica % ordinata decrescente delle cause e situazioni di contagio

    se la movida è l'1% delle cause del contagio la si lascia fare liberamente. se è il 30% la si reprime severamente

    in questo momento invece si fanno ordinanze guidate dal credo, immagino, i consigli della nonna, mi sta sul culo allouin, la movida mi fa ribrezzo, in autbus va bene tutto, in due su una seggiovia il covid dilaga mentre va bene un operatore RSA malato e senza controlli...

    ovviamente bisogna anche distinguere i contagi seri da quelli asintomatici. se un contagio è serio va preso in modo più rilevante. es. nelle RSA dove mi pare di capire avremo nuovamente una strate va creato un protocollo blindato, non ad esempio avere gli operatori che ci lavorano senza alcun controllo e che quindi vanno infetti al lavoro contagiando tutti

    concordo sul fatto di tamponi rapidi ogni giorno a tutti gli operatori medici e RSA. costa certamente meno quello che perdere il 10% del PIL per il lockdown

  7. #1026

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    Citazione Originariamente scritto da testataecassa Vedi messaggio
    altro provvedimento inutile in arrivo, il divieto di andare nelle seconde case
    fonte?
    .........................................

  8. #1027

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    Citazione Originariamente scritto da botto Vedi messaggio
    fonte?
    .........................................
    Penso non ci sia alcuna fonte...il problema è che risulta molto probabile..del resto siccome ci si è abituati nel governo di fare di tutta l’erba un fascio,il ragionamento conseguente è ; seconda casa=luoghi di villeggiatura, indi per cui vien da sè che luoghi di villeggiatura = movida e assembramenti

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  10. #1028

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    SPUNTO INTERESSANTE:

    https://www.lastampa.it/topnews/firm...vid-1.39445110
    il professor Terna, era docente all'universita di Torino facoltà di economia dove ho studiato, non è un pirla.
    gli altri non so ma risprmiare un sacco di vite e salvare un'economia non mi pare da scartare, al posto di allarmismo e misure che palesemente non servono a nulla se non a distruggere chi lavora.

  11. #1029
    Senior Member Skifoso
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    Citazione Originariamente scritto da Matteo Harlock Vedi messaggio
    [COLOR=rgba(0, 0, 0, 0.8)]BOLZANO. Il governo tedesco ha inserito una gran parte dell'Italia, fra le zone a rischio Covid. L'inserimento vale a partire da sabato prossimo. Tra le regioni italiane ci sono anche Lombardia, Lazio e Toscana. Rientra nella lista anche la provincia di Bolzano.[/COLOR]
    [COLOR=rgba(0, 0, 0, 0.8)]Nell'elenco aggiornato figurano anche Polonia, Svizzera e quasi tutta l'Austria. [/COLOR]

    ... Come se la Germania fosse Covid-free Nirvana. Comunque per ora non proibiscono, semplicemente sconsigliano...

  12. #1030

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    Citazione Originariamente scritto da testataecassa Vedi messaggio
    finalmente vi rendete conto di quello che dico da centinaia di post

    l'uso delle mascherine non è sbagliato in sè, ma il dio mascherina cui affidare tutte le proprie speranze, specie quando si tratta di casistiche inutili tipo all'aperto non è certo la soluzione

    ...
    Non so se le mascherine siano utili. Non ho le competenze per affermarlo. Ho il sospetto che siano poco utili e del tutto inutili all'aperto.
    Quando agli inizi l'OMS e, credo, il direttore dell'ISS dissero che le mascherine erano inutili l'avranno sostenuto su qualche dato certo; non sul fastidio. E nemmeno sulla scusa puerile data dopo di non poter divulgare la notizia perchè non ce n'erano per tutti.
    Ormai è una battaglia persa. C'è l'obbligo, la metti anche se pensi sia inutile. Ma non per senso civico, solo per non prendere 400 euro di multa.

    - - - Updated - - -

    Citazione Originariamente scritto da jeanabbetto Vedi messaggio
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  13. #1031

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    si scusami, sono abbonato evidentemente:
    Con il senno del poi è facile fare meglio, il problema è quando ripeti gli stessi errori. E noi, con la seconda ondata di coronavirus, stiamo ripercorrendo la stessa strada. Errori compresi. Stiamo tagliando la società a fette per categorie commerciali: scuole a singhiozzo, bar chiusi in certe ore, centri commerciali lucchettati nei weekend, zone rosse. E’ partito così l’inverno scorso, dopo poche settimane eravamo tutti imprigionati in casa. Intendiamoci: la strategia ha una sua logica, evitare la diffusione del Covid. Ma il virus non agisce per professioni, non sceglie aree geografiche, non guarda l’orologio. Prolifera libero, si diffonde, è la sua natura.
    Andare a caccia di numeri, come fa questa rubrica, significa però anche andare in profondità. Scoprire cosa significano quei numeri, come interpretarli. Oggi ne analizzeremo due: 224 e 4,5. Il primo è quanto ci è costato il lockdown di quest’inverno. Impressionante, vero? Il secondo è quanto invece avrebbe potuto costare, con il senno del poi.
    A Torino ci sono tre professionisti che durante il primo lockdown si sentivano spesso per telefono. O meglio, in video call. Fanno lavori anche molto diversi, ma gravitano tutti intorno al Centro Einaudi e si sono appassionati tutti allo stesso problema: come evitare di far morire la società schivando al contempo i morti?
    Tutto è partito dalla constatazione di Gianpiero Pescarmona, un medico e biochimico dell’Università di Torino. Mentre si guardava alla curva epidemica, Pescarmona ha iniziato a studiare come agisce il virus e ha scoperto quel che ora si sa con un certo grado di scientificità: il coronavirus non colpisce tutti allo stesso modo. I suoi effetti più nefasti li riserva agli anziani e ai malati. Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità l’età media dei morti di Covid è 80 anni. Il numero medio di patologie di cui queste persone erano affette è 3,4. Solo il 3,8% dei morti non aveva alcuna patologia pregressa e soltanto 399 persone (l’1,1% dei 35.563 deceduti usati come campione) aveva meno di 50 anni, 87 di loro meno di 40 e di questi ultimi 64 avevano gravi malattie cardiovascolari, renali, psichiatriche, avevano il diabete o erano obese. Non è proprio pescare con la rete a strascico, il profilo è piuttosto delineato.
    Covid libero, ma fragili protetti
    Quando combatti un nemico invisibile spari nel mucchio, rischiando di uccidere anche i tuoi alleati. Ma quando lo conosci meglio perché non prendere la mira? Pescarmona ha fatto un’ipotesi: e se invece di chiudere tutte le attività si mettessero in lockdown solo le persone fragili, ovvero anziani e malati? Si potrebbero lasciare le attività aperte e senza rischiare un’ecatombe. L’idea è piaciuta molto a Giuseppe Russo, direttore del Centro Einaudi, che fortunatamente è anche un economista esperto di analisi costi benefici. Così Russo ha iniziato a studiare l’ipotesi dal suo punto di vista.
    Qui incontriamo il nostro primo numero: 224 miliardi. Russo ha calcolato che ogni giorno del lockdown ci è costato 4,235 miliardi di euro tra mancata produzione, mancati consumi, mancato indotto (se non fai un taglio di capelli anche chi ti vende lo shampoo non guadagna) ed effetto di trascinamento del Pil (se perdi il 9% in un anno e pensi di poterne recuperare il 6 l’anno dopo hai ancora un gap del 3% per ritornare al punto in cui eri quando c’è stato il crollo). Il costo giornaliero del lockdown, moltiplicato per i 53 giorni di chiusura, fa appunto 224 miliardi di euro.
    Un risparmio del 99%
    Ma cosa sarebbe successo se fossero stati mandati a casa solo i lavoratori fragili? Qui il calcolo si fa interessante. Su una platea di 18,1 milioni di dipendenti in Italia, solo 1.303.200 sono fragili che non potrebbero svolgere attività di smartworking. Se venissero mandati a casa, sostituiti temporaneamente da lavoratori più giovani o robusti, sarebbero al riparo del Covid. Ovvio, dovresti indennizzati. Più o meno come quando si è in malattia. Allo Stato questo indennizzo costerebbe 162,77 milioni di euro al giorno (lo stipendio medio di un dipendente è di 124,90 euro al giorno). A questa spesa, però, andrebbero sottratti 76,19 milioni di impatto positivo sull’economia. Ora, infatti, hai una schiera di nuovi lavoratori sostituti che prima erano fuori dal mercato del lavoro. Gente con uno stipendio, in grado di spendere e consumare. Questo fa bene all’economia. Moltiplicando la spesa giornaliera rimanente per i 53 giorni di lockdown, la nostra chiusura sarebbe costata appena 4,5 miliardi di euro.
    Ma se lascio tutte le attività aperto il contagio non galoppa?


    Col senno del poi, è chiaro, sarebbe stato un bel risparmio. E se utilizzassimo oggi questo sistema? Ora bisogna affrontare un altro problema: cosa accade al contagio se tutte le attività restano aperte? Qui entra in gioco il terzo protagonista delle video call dello scorso inverno. Si tratta di Pietro Terna, professore di economia in pensione, specializzato in modelli previsionali. Terna ha ideato uno strumento fantastico: ha ricreato con un software la società piemontese in scala uno a mille. Gli abitanti del suo micromondo virtuale hanno le stesse caratteristiche (in scala percentuale) di quelli reali: età, patologie, professione. Si muovono su mezzi pubblici o privati. Incontrano persone nei fine settimana. Hanno scambi sul lavoro. Modificando le variabili iniziali Terna è così in grado predire “cosa sarebbe successo se…”. Usando il suo modello il professore ha studiato una serie di scenari valutando come cambia la curva del contagio al cambiare delle ipotesi iniziali.Ebbene, dopo mille cicli di epidemia, il modello ha restituito un responso: i numeri tra una chiusura totale e l’ipotesi di un lockdown mirato solo per i lavoratori fragili sono molto vicini. Aumenterebbero i contagi, vero, ma non di molto e la curva dei decessi e dei ricoveri in terapia intensiva sarebbe praticamente identica. Sono i due obiettivi che si cerca di raggiungere con le chiusure: ridurre i morti ed evitare che gli ospedali vadano in tilt provocando anche decessi di persone che il Covid non l’hanno mai avuto ma che devono avere a che fare con un sistema sanitario in emergenza pandemia.

    Matematicamente l’idea del Centro Einaudi sembra dunque funzionare. Questo spiega anche perché, vedendo le ultime strette anti Covid di questi giorni, i tre professionisti storcano il naso. E’ del tutto inutile chiudere i locali a una certa ora o alternare le classi delle superiori se non togli dal mercato del lavoro il boccone prediletto del virus: i fragili. Il rischio è restare intrappolati nel dilemma: salvare vite umane o salvare l’economia, senza una vera via d’uscita. La terza via, però, come abbiamo visto non è così impercorribile. Basterebbe cambiare una piccola legge: attualmente i medici di famiglia non possono mandare a casa un lavoratore a rischio malattia, possono farlo solo se l’assistito ha una malattia conclamata. Il risultato è che i datori di lavoro sono costretti a tenere i propri dipendenti fragili, cercando vanamente di proteggerli da un virus infido. I lavoratori sono costretti ad andare a lavorare, sapendo di essere soggetti suscettibili e non sentendosi per nulla protetti. Proteggerli temporaneamente forse aiuterebbe entrambi. Salverebbe delle vite e salverebbe l’economia. Sembra la panacea di tutti i mali, ma andare a caccia di numeri serve proprio a questo: evitare gli errori del passato e trovare soluzioni più intelligenti.




    Citazione Originariamente scritto da PaoloL Vedi messaggio
    Non so se le mascherine siano utili. Non ho le competenze per affermarlo. Ho il sospetto che siano poco utili e del tutto inutili all'aperto.
    Quando agli inizi l'OMS e, credo, il direttore dell'ISS dissero che le mascherine erano inutili l'avranno sostenuto su qualche dato certo; non sul fastidio. E nemmeno sulla scusa puerile data dopo di non poter divulgare la notizia perchè non ce n'erano per tutti.
    Ormai è una battaglia persa. C'è l'obbligo, la metti anche se pensi sia inutile. Ma non per senso civico, solo per non prendere 400 euro di multa.

    - - - Updated - - -



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  14. #1032

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    Aldilà dei dettagli sui numeri, il ragionamento è condivisibile; anzi, direi talmente ovvio che non si capisce perché ci si ostini a cercare altre vie: bisogna dedicarsi a proteggere (meglio) i più fragili.

    Il vantaggio non è solo economico, ma soprattutto sociale. Inoltre, come scrivevo qualche pagina fa, permetterebbe di non doversi trovare al punto di partenza se un vaccino non dovesse arrivare, o dovesse tardare, perché una parte (giovane e/o non a rischio) sarebbe stata già esposta al virus (cosa comunque inevitabile senza vaccino):

    Citazione Originariamente scritto da rebelott Vedi messaggio
    La soluzione potrebbe essere quella di misure differenziate secondo il livello di rischio dei diversi soggetti. Questo permetterebbe di concentrare le risorse per proteggere meglio chi è più a rischio. Tra l'altro, annullare la circolazione del virus tra le fasce di popolazione non esposte a rischi statisticamente significativi non è ottimale se una vaccinazione di massa non dovesse essere possibile o se dovesse tardare più del previsto.
    Tra l'altro, il fatto che i contagi sono bassi dove erano più alti durante la prima ondata e viceversa, non è certamente dovuto alla paura e a una maggiore attenzione delle persone, ma al fatto che una larga parte della popolazione non è più suscettibile, perché il virus lo ha già incontrato.

    Finché si usano precauzioni studiate per un virus trasportato dalle goccioline (droplets) per un virus che è evidente trasportato anche da aerosol (airborne) non si andrà lontano.

  15. #1033

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    E' di ieri la notizia che il reparto covid del policlinico Gemelli di Roma sia ormai pieno. Finiti posti in reparto, finiti i posti in rianimazione, si è osservato un notevole aumento di pazienti cinquantenni ricoverati in gravi condizioni. Così come sono in situazione difficile anche altri ospedali romani.
    Tutte queste pippe mentali sull'età e sulla fragilità dei morti per covid-19, scusate tanto, lasciano il tempo che trovano, il virus è subdolo, non sappiamo ancora come curarlo, non sappiamo il suo comportamento a lungo tempo, non abbiamo osservato la sicura immunità nel tempo per chi lo ha contratto, non sappiamo se una volta entrato nel nostro organismo si comporti come altri virus che non ci abbandonano mai.
    Al momento si sa solo che l'infezione viene ormai catalogata come malattia sistemica e non d'organo, che la mascherina è fondamentale in ambienti chiusi perchè lì il virus diffonde per aerosol, cioè le goccioline di vapore emesso dai polmoni rimangono sospese per aria più a lungo e quindi le distanze di contagio si allungano e gli ambineti al chiuso ne vengono saturati.
    Possiamo e continuiamo pure a farlo, criticare duramente tutte le restrizioni imposte dal governo ma non perdiamo di vista queste poche certezze che devono guidarci ad avere buon senso.

  16. #1034

  17. #1035

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    Comunque continuate tutti a sottostimare la velocità di propagazione del virus, e il modo in cui si manifesta, vi dico solo che è bastato un compagno di classe positivo per mandare a “donne di facili costumi” 21 famiglie, più varie ed eventuali in una settimana o poco più. Aggiungo solo che in famiglia siamo in tre con tre medici diversi, ci hanno dato tre pareri differenti....

    Ciao

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