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Discussione: L'importanza dei posti letto per lo sviluppo di una staz. sciistica

  1. #166

    Predefinito

    quello che dici tu è certamente vero, ma il problema di fondo è che le casse dell'INPS sono state progettate per gestire una popolazione in crescita e una economia in crescita (aka schema di ponzi)

    poi da un lato questi presupposti sono venuti meno, dall'altro hanno ben pensato di usare le casse INPS per risanare INPDAP e compagnia cantante, nonché cassa mutua e cassa integrazione...

    se davvero progetti le pensioni come dicono di fare oggi, tanto versi e tanto prenderai, a quel punto è più probabile che in futuro ci siano soldi per pagare le pensioni, mentre sai benissimo che in passato era tutto gestito alla raccogli consensi e voti, per cui è ovvio che oggi non ci siano i soldi

    mio padre lavorava nel pubblico ed era garantito che gli ultimi anni di lavoro arrivassero a tutti promozioni d'oro per poter avere pensioni altrettanto d'oro

    mia madre, tra la sua da insegnante e quella di reversibilità di mio padre, ha una pensione che scansati... uno domani voglio proprio vedere chi prenderà cifre di questo tipo dall'INPS....

  2. Lo skifoso testataecassa ha 3 Skife:


  3. #167

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    Sulle pensioni gestite da Fondi Pensione veri (non l'Inps) puoi scegliere vari profili di rischio per l'investimento, o un profilo tipo "life circle" che parte a medio-alto rischio e man mano che passano gli anni riduce il rischio in modo da non rischiare troppo immediatamente prima del momento del ritiro dei soldi per la pensione; ma non basta metterceli (cioè accumularli) per trovarseli dopo 30 anni, bisogna appunto investirli. Se tu accumulassi solo liquidità sul tuo conto corrente a tasso zero, dopo trent'anni avresti la somma degli accumuli in termini NOMINALE, ma avresti un potere d'acquisto REALE dato dalla differenza tra la tua somma nominale e l'eventuale inflazione di volta in volta verificatasi per tutti gli anni di accumulo.

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  5. #168

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    Citazione Originariamente scritto da testataecassa Vedi messaggio
    quello che dici tu è certamente vero, ma il problema di fondo è che le casse dell'INPS sono state progettate per gestire una popolazione in crescita e una economia in crescita (aka schema di ponzi)

    poi da un lato questi presupposti sono venuti meno, dall'altro hanno ben pensato di usare le casse INPS per risanare INPDAP e compagnia cantante, nonché cassa mutua e cassa integrazione...

    se davvero progetti le pensioni come dicono di fare oggi, tanto versi e tanto prenderai, a quel punto è più probabile che in futuro ci siano soldi per pagare le pensioni, mentre sai benissimo che in passato era tutto gestito alla raccogli consensi e voti, per cui è ovvio che oggi non ci siano i soldi

    mio padre lavorava nel pubblico ed era garantito che gli ultimi anni di lavoro arrivassero a tutti promozioni d'oro per poter avere pensioni altrettanto d'oro

    mia madre, tra la sua da insegnante e quella di reversibilità di mio padre, ha una pensione che scansati... uno domani voglio proprio vedere chi prenderà cifre di questo tipo dall'INPS....
    Sacrosanta verità, anche se sconfinando leggermente OT , però tutto si collega.
    Abbiamo pensionati che percepiscono pensioni alte avendo lavorato 35 anni (quindi in pensione ben sotto ai 60 anni di età) che noi non le prenderemo mai nemmeno lavorassimo 60 anni, che poi erano quelli che, magari anche con la liquidazione si erano comprati la seconda casa negli anni '70/'80/'90.
    Abbiamo alle spalle imprenditori che si sono fatti da 0 e prima dei 50 anni hanno potuto permettersi una seconda casa, al mare o in montagna.
    Avevamo nonni e famiglie numerose dove c'era sempre qualcuno che poteva stare con i figli nei periodi delle vacanze.
    Avevamo più o meno tutti più potere d'acquisto prima del 2002.

    Ora cosa abbiamo?
    Dipendenti che, a meno di non essere statali, hanno sempre la spada di Damocle sulla testa, tutti comunque con stipendi mediamente più bassi rispetto alle generazioni precedenti.
    Imprenditori che, a meno di non essere veramente grandi capitani d'industria, vanno avanti a fatica (non dimentichiamo le migliaia di Partite Iva che ogni giorno si chiedono "chi me l'ha fatto fare", io sono tra quelli), e la seconda casa ce l'hanno perchè è quella di papà.
    Famiglie sempre meno numerose e molti dei nuovi nonni che prima ci "accudivano" ora sono ancora lì che devono lavorare.
    Mamme che se possono lavorano pure loro perchè "2 stipendi is megl che uan".
    Potere d'acquisto diminuito dopo il 2002.

    Dunque con questi presupposti cosa ne è delle seconde case?
    Che chi ce l'ha vicina e riesce a limitare i "danni" di manutenzione, bollette, tasse ecc.. , se la tiene e la sfrutta quando può, anche se sicuramente meno di quando fu comprata.
    Chi ce l'ha distante e vede il mantenimento di essa come un onere pesantissimo, cerca ora di liberarsene, complice il fatto che viaggiare "toccata e fuga" è diventato molto più conveniente rispetto ad una volta.

    Che le case al mare siano meno rivendute dai proprietari rispetto a quelle in montagna, potrei abbozzare un'idea che mi sono fatto: la casa al mare solitamente è molto più vicina a dove si abita, per cui si riesce a sfruttarla di più anche in giornata, inoltre d'estate le vacanze scolastiche sono molto più lunghe e ancora c'è chi riesce a farci stare la propria famiglia almeno 3 mesi buoni.
    Inoltre casa al mare necessita di molta meno manutenzione.
    Ultimo, al mare molti vanno per rilassarsi, per cui spesso "un mare vale l'altro", mentre in chi scia legarsi sempre e solo a quel comprensorio (che magari negli anni ha perso appeal) può alla lunga annoiare.

  6. #169

    Predefinito

    phil, buona analisi.

    Gli stipendi attuali (per chi ha un lavoro da dipendente) non sono più bassi di quelli ante 2002, anzi in media sono aumentati, è il potere d’acquisto che è cambiato, diminuito.
    Io direi che è meglio che ci teniamo in ogni caso l’€uro. L’Italia di fine anni ’70, quella degli anni ’80 del debito pubblico e della periodica svalutazione della lira, fino a quella della crisi finanziaria del 1992, no grazie.
    Quel debito pubblico (realizzato in massima parte dal 1978 al 1991) tutti noi ne abbiano in diversa maniera beneficiato (chi più, chi meno), poi da qualche anno è arrivato il ’conto’ da pagare e gli effetti li conosciamo.

    Dal 2002 l’economia italiana ha (comunque) creato valore (nelle aziende manifatturiere e nei servizi, nel pubblico il discorso è molto difficile…), è la distribuzione del valore creato che è asimmetrica.
    Anni fa un ceo (general manager) di una azienda (medio-grande, con 200-300 dipendenti) aveva un reddito dalle 5 alle 9 volte di quello di un suo lavoratore, attualmente il rapporto (in media) è tra i 15 e le 25 volte.
    Dunque valore è stato creato.

    Per non considerare che i costi dell’ora lavoro e la tassazione (diretta-indiretta) per produrre beni materiali in Asia e/o nei paesi ex – sovietici ed i relativi costi per i trasporti (non significativi), dunque produrre in Asia, per vendere in Europa.
    Inoltre la tecnologia in particolare l’informatica inevitabilmente (a partire dai server e pc, per finire con la prossima intelligenza artificiale) diminuisce il numero di lavoratori dipendenti e di partita iva.

    Attualmente per alcune partite iva gli affari vanno bene (ad esempio: Medici, sulla visita medica specialistica quasi nessuno risparmia. Commercialisti vedi il numero di ‘professionisti’ che devono avere la partita iva). Per altri meno bene (Avvocati, in città c’è uno ogni dieci metri; Ingegneri-geometri dell’edilizia; Professionisti per la gestione d’impresa).

    Indubbiamente è la ‘società’ che è cambiata.
    Io quando avevo due anni a partire dalla seconda settimana di giugno, per tutto il mese di luglio, per tutto il mese di agosto, fino all’ultima settima di settembre (una volta la scuola iniziava il primo ottobre) - restato nella casa di ‘villeggiatura’ del mare, con genitori, poi nonna, poi seconda nonna, poi varie zie (invece attualmente dopo il decimo giorno farei harakiri).
    E’ vero che la residenza principale (in zona collinare, circa 350 s.l.m.) è molto vicina a circa 45 km e le spese di manutenzione (straordinaria) dal 1971 non sono state molto elevate. Attualmente quella casa di ‘villeggiatura’ del mare è molto utilizzata (però con i costi fissi, da chiusa, si potrebbe andare in hotel per 2 – 3 settimane).
    E’ vero che skiare sempre nella stessa ski-area potrebbe annoiare (specie se gli impianti di risalita sono ormai ‘datati’ ed hai visto la differenza skiando in alcune zone del SellaRonda). E’ vero che per i genitori, ormai nonni, al mare ci sono più ‘attività’ che in teoria è possibile fare.

    Però ….
    Però con mio padre (che mi ha trasmesso la passione per la Montagna) abbiamo un episodio.
    Estate, io avevo 6 - 7 anni, ero con i mei genitori a Ortisei (in affitto), andiamo in escursione in val Badia, poi a fine giornata a San Cassiano (quando San Cassiano non era ancora “San Cassiano” in ‘centro’ non c’era ancora la ztl), appartamento in costruzione, c’è ancora il geometra di cantiere, mio padre (con me) entra, chiede al geometra di cantiere, 100 mq (due camere da letto, due servizi, soggiorno con angolo cottura), chiede il prezzo, ci pensa, riferisce a mia madre, che dice “Ma è troppo lontano da casa….”.
    Non è l’episodio in sé, ma la questione è che mio padre ci abbia pensato all'acquisto (adesso sarebbe impensabile). Se l’avesse comprato quell'appartamento probabilmente, vista la distanza e l’attuare valore, credo che l’avrebbe rivenduto.

  7. Lo skifoso fb3+ ha 4 Skife:


  8. #170

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da fb3+ Vedi messaggio
    phil, buona analisi.

    Gli stipendi attuali (per chi ha un lavoro da dipendente) non sono più bassi di quelli ante 2002, anzi in media sono aumentati, è il potere d’acquisto che è cambiato, diminuito.
    Io direi che è meglio che ci teniamo in ogni caso l’€uro. L’Italia di fine anni ’70, quella degli anni ’80 del debito pubblico e della periodica svalutazione della lira, fino a quella della crisi finanziaria del 1992, no grazie.
    Quel debito pubblico (realizzato in massima parte dal 1978 al 1991) tutti noi ne abbiano in diversa maniera beneficiato (chi più, chi meno), poi da qualche anno è arrivato il ’conto’ da pagare e gli effetti li conosciamo.

    Dal 2002 l’economia italiana ha (comunque) creato valore (nelle aziende manifatturiere e nei servizi, nel pubblico il discorso è molto difficile…), è la distribuzione del valore creato che è asimmetrica.
    Anni fa un ceo (general manager) di una azienda (medio-grande, con 200-300 dipendenti) aveva un reddito dalle 5 alle 9 volte di quello di un suo lavoratore, attualmente il rapporto (in media) è tra i 15 e le 25 volte.
    Dunque valore è stato creato.

    Per non considerare che i costi dell’ora lavoro e la tassazione (diretta-indiretta) per produrre beni materiali in Asia e/o nei paesi ex – sovietici ed i relativi costi per i trasporti (non significativi), dunque produrre in Asia, per vendere in Europa.
    Inoltre la tecnologia in particolare l’informatica inevitabilmente (a partire dai server e pc, per finire con la prossima intelligenza artificiale) diminuisce il numero di lavoratori dipendenti e di partita iva.

    Attualmente per alcune partite iva gli affari vanno bene (ad esempio: Medici, sulla visita medica specialistica quasi nessuno risparmia. Commercialisti vedi il numero di ‘professionisti’ che devono avere la partita iva). Per altri meno bene (Avvocati, in città c’è uno ogni dieci metri; Ingegneri-geometri dell’edilizia; Professionisti per la gestione d’impresa).

    Indubbiamente è la ‘società’ che è cambiata.
    Io quando avevo due anni a partire dalla seconda settimana di giugno, per tutto il mese di luglio, per tutto il mese di agosto, fino all’ultima settima di settembre (una volta la scuola iniziava il primo ottobre) - restato nella casa di ‘villeggiatura’ del mare, con genitori, poi nonna, poi seconda nonna, poi varie zie (invece attualmente dopo il decimo giorno farei harakiri).
    E’ vero che la residenza principale (in zona collinare, circa 350 s.l.m.) è molto vicina a circa 45 km e le spese di manutenzione (straordinaria) dal 1971 non sono state molto elevate. Attualmente quella casa di ‘villeggiatura’ del mare è molto utilizzata (però con i costi fissi, da chiusa, si potrebbe andare in hotel per 2 – 3 settimane).
    E’ vero che skiare sempre nella stessa ski-area potrebbe annoiare (specie se gli impianti di risalita sono ormai ‘datati’ ed hai visto la differenza skiando in alcune zone del SellaRonda). E’ vero che per i genitori, ormai nonni, al mare ci sono più ‘attività’ che in teoria è possibile fare.

    Però ….
    Però con mio padre (che mi ha trasmesso la passione per la Montagna) abbiamo un episodio.
    Estate, io avevo 6 - 7 anni, ero con i mei genitori a Ortisei (in affitto), andiamo in escursione in val Badia, poi a fine giornata a San Cassiano (quando San Cassiano non era ancora “San Cassiano” in ‘centro’ non c’era ancora la ztl), appartamento in costruzione, c’è ancora il geometra di cantiere, mio padre (con me) entra, chiede al geometra di cantiere, 100 mq (due camere da letto, due servizi, soggiorno con angolo cottura), chiede il prezzo, ci pensa, riferisce a mia madre, che dice “Ma è troppo lontano da casa….”.
    Non è l’episodio in sé, ma la questione è che mio padre ci abbia pensato all'acquisto (adesso sarebbe impensabile). Se l’avesse comprato quell'appartamento probabilmente, vista la distanza e l’attuare valore, credo che l’avrebbe rivenduto.
    Io sono più giovane di te, ho quasi 41 anni, e a scuola sono sempre andato intorno al 10 settembre, ma che le scuole iniziassero il primo di ottobre è una cosa che so perchè raccontatami da mio padre (me lo dice ancora adesso ogni 1 ottobre ).

    Però racconti cose che praticamente ho vissuto anch'io, verso le fine degli anni '80 quando avevo 10/11 anni , mi ricordo il girare con mio padre a chiedere informazioni per comprare una seconda casa al mare, cosa puntualmente avvenuta nel 1990 (e ce l'abbiamo ancora).

    Essendo una seconda casa distante 20 minuti di strada dalla residenza principale la sfruttiamo ancora io e i miei fratelli anche se ovviamente non come ai tempi della scuola, ed è pacifico che volessimo rivenderla ci sarebbe comunque un discreto margine di guadagno per via del cambio lira/euro.

    Nemmeno io vorrei tornare alla lira, o comunque ormai non si può più, certo è un dato di fatto che più o meno tutti abbiamo perso potere d'acquisto pur prendendo nominalmente di più di allora.

    Certo, forse quegli anni in cui pareva che qualsiasi lavoro potesse far "decollare" con la spinta poi di un debito pubblico abusato , ha creato in un certo senso una ricchezza diffusa permettendo a tanti di poter investire sul mattone, complice il fatto poi che molte località (di mare o montagna) non avevano ancora fatto il "boom" per cui si poteva comprare anche bene sapendo che un domani l'investimento era certamente un affare.

    Però, come sempre è cambiato il mondo, è cambiata la società, è cambiato il mondo del lavoro, si è allargata la forbice "poveri/ricchi" e dunque chi era nella media borghesia ora sta andando verso la "povertà" , mentre viceversa chi era già ricco forse ora lo sta diventando ancora di più.

    In ogni caso il paragone con i nostri genitori oggi è impietoso , mio padre, lavoratore in proprio fattosi da solo (da cui ho ereditato l'attività) è riuscito a comprarsi questa casa al mare a 43 anni... io ne ho 41 ed è già tanto se ogni mese mi tiro fuori lo stipendio....

  9. #171

    Predefinito

    non bisogna però dimenticare che la generazione di quelli nati in epoca di guerra sono cresciuti in una povertà estrema, e anche dopo con un reddito medio non spendevano nulla di nulla di nulla

    i miei hanno messo da parte tanto, ma non per altro, perché non spendevano NULLA DI NULLA

    non parliamo poi della generazione prima

  10. Lo skifoso testataecassa ha 7 Skife:


  11. #172

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    Citazione Originariamente scritto da testataecassa Vedi messaggio
    non bisogna però dimenticare che la generazione di quelli nati in epoca di guerra sono cresciuti in una povertà estrema, e anche dopo con un reddito medio non spendevano nulla di nulla di nulla

    i miei hanno messo da parte tanto, ma non per altro, perché non spendevano NULLA DI NULLA

    non parliamo poi della generazione prima
    Esattissimo ciò che dici ! non c'era il tenore di vita che tutti più o meno ci siamo concessi da 40 anni almeno a sta parte... la mentalità di mettere sempre da parte per affrontare i momenti duri che potevano capitare (ed era già dura la vita di tutti i giorni) è continuata anche quando sono cambiati i redditi delle persone.
    Mi fai venire in mente mio nonno che quando gli chiedevo se era mai andato in ferie (che era già pensionato negli anni 80 quindi comunque i tempi della guerra erano finiti da un bel pezzo) mi diceva: e cosa ci vado a fare in ferie?!

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  13. #173

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    Citazione Originariamente scritto da phil Vedi messaggio
    Io sono più giovane di te, ho quasi 41 anni, e a scuola sono sempre andato intorno al 10 settembre, ma che le scuole iniziassero il primo di ottobre è una cosa che so perchè raccontatami da mio padre (me lo dice ancora adesso ogni 1 ottobre ).

    Però racconti cose che praticamente ho vissuto anch'io, verso le fine degli anni '80 quando avevo 10/11 anni , mi ricordo il girare con mio padre a chiedere informazioni per comprare una seconda casa al mare, cosa puntualmente avvenuta nel 1990 (e ce l'abbiamo ancora).

    Essendo una seconda casa distante 20 minuti di strada dalla residenza principale la sfruttiamo ancora io e i miei fratelli anche se ovviamente non come ai tempi della scuola, ed è pacifico che volessimo rivenderla ci sarebbe comunque un discreto margine di guadagno per via del cambio lira/euro.

    Nemmeno io vorrei tornare alla lira, o comunque ormai non si può più, certo è un dato di fatto che più o meno tutti abbiamo perso potere d'acquisto pur prendendo nominalmente di più di allora.

    Certo, forse quegli anni in cui pareva che qualsiasi lavoro potesse far "decollare" con la spinta poi di un debito pubblico abusato , ha creato in un certo senso una ricchezza diffusa permettendo a tanti di poter investire sul mattone, complice il fatto poi che molte località (di mare o montagna) non avevano ancora fatto il "boom" per cui si poteva comprare anche bene sapendo che un domani l'investimento era certamente un affare.

    Però, come sempre è cambiato il mondo, è cambiata la società, è cambiato il mondo del lavoro, si è allargata la forbice "poveri/ricchi" e dunque chi era nella media borghesia ora sta andando verso la "povertà" , mentre viceversa chi era già ricco forse ora lo sta diventando ancora di più.

    In ogni caso il paragone con i nostri genitori oggi è impietoso , mio padre, lavoratore in proprio fattosi da solo (da cui ho ereditato l'attività) è riuscito a comprarsi questa casa al mare a 43 anni... io ne ho 41 ed è già tanto se ogni mese mi tiro fuori lo stipendio....


    si stava meglio quando suonavano gli Spandau Ballet, purtroppo la vera rovina dell'Italia è il loro scioglimento....


    Quello che faceva stare meglio 30-40 anni fa era il mangiare a debito. Anche io mangio meglio al ristorante se accettano di servirmi bistecca alla fiorentina e barolo quando dico "paga Phil"

  14. #174

    Predefinito

    Dimentichi "walk like an egiptian" e la fibbia "el Charro"

  15. #175

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da phil Vedi messaggio
    Esattissimo ciò che dici ! non c'era il tenore di vita che tutti più o meno ci siamo concessi da 40 anni almeno a sta parte... la mentalità di mettere sempre da parte per affrontare i momenti duri che potevano capitare (ed era già dura la vita di tutti i giorni) è continuata anche quando sono cambiati i redditi delle persone.
    Mi fai venire in mente mio nonno che quando gli chiedevo se era mai andato in ferie (che era già pensionato negli anni 80 quindi comunque i tempi della guerra erano finiti da un bel pezzo) mi diceva: e cosa ci vado a fare in ferie?!
    Il confronto tra la vita fatta dai nostri genitori (per non parlare dei nonni) con quella fatta da noi, è impietoso.
    Io ho 46 anni, e sono cresciuto con le di sorelle, cugini, amici etc etc.
    I pantaloni e le maglie venivano pavimentati di toppe su fianchi, ginocchia, gomiti.

    Se andavamo un giorno a sciare a Pian di Novello mio padre faceva lo skilift vivente, gli scarponi se andava bene erano di mia sorella di due taglie piu' grandi, lo skipass ce lo passavamo tra tutti.
    Panini rigorosamente portati da casa, figurati.

    Ma non eravamo mica poveri, i miei lavoravano in due. Era (ed è tutt'ora in mia madre) la mentalità, la prospettiva di creare un futuro tagliando tutto il futile.


    Esattamente l'inverso di ora, dove il futile domina incontrastato.
    Spesso faccio due conti e penso che il secondo stipendio serva solo a saziare il nostro desiderio di futile, o pagare molte di quelle cose che senza lavorare non ci servirebbero: asilo nido, baby sitter, seconda auto, donne delle pulizie...

  16. Lo skifoso dallisotto ha 2 Skife:


  17. #176

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da dallisotto Vedi messaggio


    Esattamente l'inverso di ora, dove il futile domina incontrastato.
    Spesso faccio due conti e penso che il secondo stipendio serva solo a saziare il nostro desiderio di futile, o pagare molte di quelle cose che senza lavorare non ci servirebbero: asilo nido, baby sitter, seconda auto, donne delle pulizie...
    Praticamente stai descrivendo il lavoro della maggior parte delle donne, e quindi?
    Torniamo al Medioevo e le rimettiamo al focolare perché il lavoro dell’uomo è più importante?

  18. #177

  19. #178

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    Citazione Originariamente scritto da Sky-line Vedi messaggio
    Praticamente stai descrivendo il lavoro della maggior parte delle donne, e quindi?
    Torniamo al Medioevo e le rimettiamo al focolare perché il lavoro dell’uomo è più importante?
    No guarda, non hai ben inteso il mio pensiero: le cose che ho detto le puo' fare benissimo pure un uomo, e lo dico perche' grazie ai turni che faccio io le ho fatte e le faccio tutte.
    Era una pura considerazione tra cio' che era nel passato e cio' che e' adesso.

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