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Discussione: L'importanza dei posti letto per lo sviluppo di una staz. sciistica

  1. #151

    Predefinito

    Ok, non saprei, potrebbe anche essere dal tuo punto di vista.
    Ripeto prego inserire i propri canoni di 'successo' (altrimenti mi ri-sembra troppo facile)

  2. #152

    Predefinito

    mah, è un discorso molto complesso, farei intanto un distinguo tra successo professionale, economico e personale. ritengo siano tre cose ben distinte, mescolarle è rischioso

    per me il successo professionale è avere un lavoro che piace, farlo bene ed essere apprezzato per quello che fai

    successo economico è guadagnare più di quanto hai bisogno, con la quantità di tempo libero che desideri

    successo personale è facile, è essere felici nella propria vita

    come vedi sono tre misure spesso non indipendenti, ma ben distinte

    quello che tu chiami successo può forse essere forse il successo economico come dico io, fermo restando che uno ritenga indispensabile avere due case come unico desiderio di vita. è un modello certamente ben radicato nel passato dove il sogno dell'italiano Istat era la villa col guardino, i cani che corrono felici, la seconda casa in montagna o al mare, meglio se in località à la page, ancora meglio se le avevi entrambe

    oggi credo che per lo più la seconda casa sia vista come una scocciatura, molto meglio fare come le api di fiore in fiore. altrimenti non mi spiego perché ad esempio questo weekend a sauze d'oulx ci saranno state lo 0.1% di case aperte e il 99.9% chiuse. (ok, il meteo era una merda, ma fosse stato bello, si saliva a 1% vs 99%)

    c'è da vedere come lo smartwork cambierà ulteriormente il panorama: io ad esempio il prossimo anno sistemo i figli fuori casa e venderò la casa in città, dopodiché sto meditando anche di vendere quella in montagna per una sistemazione più piccola ed economica, che mi permetta di viaggiare di più in giro per le Alpi francesi

    anche perché a me piacciono molto dei posti lontani e mentre una volta non avevo problemi a partire per sciate in giornata alle 4 o alle 5 del mattino, ora non riesco più a farlo, perché poi resto stronato per troppi giorni

    ad esempio lo scorso anno sono andato a val d'Isère partendo alle 4.30 e mi son detto mai più. questa estate ad esempio siamo andati 5 volte a fare sci estivo e ho sempre dormito fuori la sera prima, pena non divertirmi

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  4. #153

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    Citazione Originariamente scritto da fb3+ Vedi messaggio
    Per molte zone di montagna la lottizzazione di fondi terrieri, le costruzioni di unità immobiliari (unifamiliari e/o plurifamiliari), l’acquisto da parte di famiglie medio-alte ed anche di famiglie medie di appartamenti per le vacanze è archeologia.
    Anche potendo costruire delle nuove unità immobiliari (autorizzazioni, permessi, costi-ricavi), attualmente sarebbe presente richiesta ?
    Sui motivi per realizzare delle nuove unità immobiliari di ‘villeggiatura’ nelle diverse valli di DS si potrebbe dire molto.

    Sintetizzando (ed anche parecchio) per il ‘passato’ possono essere descritte due tipologie.
    Cortina d’Ampezzo, dal 1960 al 1970 realizzazione di molte seconde case, pochi hotel e con prezzo alto (gli effetti li conosciamo).
    Trentino, alto Adige - Süd Tirol realizzazione di parecchi alberghi, trasformazione dei masi in appartamenti in affitto in cui al piano terra abita il proprietario residente (effetti: in hotel ed appartamenti cambi settimanali).
    Credo che la tipologia Trentino, alto Adige - Süd Tirol per il cliente non-proprietario (invernale e/o estivo) sia la più efficiente.

    Un paio di persone che conosco che hanno un appartamento in montagna, anche in note località di DS, vorrebbero venderlo (altre invece piuttosto che venderlo farebbero harakiri). Il noto bilancio: giorni annui utilizzati / spese complessive.
    E’ vero che molti aspetti della vita cambiano, perché siamo noi che cambiamo con gli anni (quello che era bello-e-giusto a 20-30 anni, non è identico in altre età).
    Però per me è molto strano che alcuni vogliano vendere un appartamento in Montagna. Certo: i giorni annui di utilizzo, la difficoltà logistica (tempi di andata e ritorno in auto), il desiderio di skiare in altre zone, le tasse per la seconda casa, le spese di manutenzione, i costi, le attività ‘sportive’ praticabili per i nonni post 80 anni in montagna. Invece non mi sembra (occhio ! è una impressione) che siano molti quelli che vogliono vendere un secondo appartamento di ‘villeggiatura’ al mare, tra questi i miei genitori (conti sotto gli occhi quell’appartamento al mare costa parecchio, ma attualmente è molto utilizzato).

    Ulteriore aspetto è che le Persone di mia conoscenza che hanno un appartamento di ‘villeggiatura’ in Montagna non l’hanno acquistato; ovvero sono stati i nonni e/o i genitori ad acquistarlo con le loro attività. Questo vale anche per me, per l’appartamento al mare.

    Un collega tempo fa mi ha formulato una domanda.
    Quante persone conosci, direttamente, della tua generazione (3-4 anni in più, oppure in meno) che professionalmente (in qualsiasi settore di lavoro) hanno avuto successo da soli ?
    Hanno avuto successo = una Persona che (pur non avendo un padre, madre, nonno, nonna, zio, zia che gli ha lasciato l’attività e/o l’ha inserito nell’azienda di famiglia, nella fondazione bancaria, nello studio, etc), con il denaro guadagnato da solo ha acquistato:
    un appartenente nel centro città di 220 mq (in alternativa una ‘villetta’ unifamiliare in periferia di 350 mq con giardino privato di 1500 mq),
    e poi ha acquistato una seconda casa di ‘villeggiatura’ (in questo caso in Montagna) di 120 mq ?

    Io con tali caratteristiche non conoscono nessuno.
    E’ molto diverso dalla situazione in cui sono partiti i mei genitori e dalla situazione in cui sono arrivati.
    Credo che non sia questione di mille, diecimila, centomila, milioni di Persone (in Lombardia oppure in Calabria), ma che sia questione generazionale (poi, certo, ci sono sempre le eccezioni).
    Qualcosa vorrà pur dire.
    Nei tempi andati, il costo di una casa (in città, poi al mare o in montagna a seconda dei gusti) veniva principalmente coperto con un mutuo a tasso fisso, erogato su un lavoro anch'esso quasi "fisso"; l'inflazione era ben presente e a tratti elevata o molto elevata; il debito contratto col mutuo veniva mangiato dall'inflazione, o meglio il suo peso "reale" veniva mangiato dall'inflazione perchè il tasso nominale era fisso e i soldi con cui venivano ripagate le rate probabilmente aumentavano grazie al meccanismo di adeguamento dei salari all'inflazione crescente ("scala mobile" prima, adeguamento parziale poi). Quindi se non buttavi soldi in minchiate e se sapevi fare un po' di sana "economia domestica" il mutuo lo sentivi solo per i primi anni. Visto che anche i costi di hotel e alloggi alternativi saliva con l'inflazione, avere una casa permetteva di evitarli e di anno in anno il risparmio dato dalla mancata spesa in vacanze alternative era maggiore. Con l'inflazione oltrettuto anche il valore NOMINALE delle case sul mercato saliva molto di anno in anno, non solo sul nuovo ma anche sulla casa comprata anni prima, dando una percezione di ulteriore ricchezza derivante dall'investimento in immobili.

    Oggi abbiamo lavoro incerto, mutui bassi ma mai erosi da un'inflazione che non c'è, stipendi che anche se ci fosse inflazione non verrebbero adeguati ai rialzi del costo della vita, valori delle case che scendono invece di salire e costo dei viaggi e degli alloggi per vacanze alternative che diminuiscono (pachetti, voli low cost, concorrenza possibile comparando centinaia di offerte omogenee in una determinata area geografica con un paio di click e una buona connessione internet). La tassazione sulla seconda casa fa il resto.

  5. Skife per pat:


  6. #154

    Predefinito

    Personalmente ho comprato in montagna 3 anni fa andando in pensione. Ho diversi amici che han comprato senza averla ereditata, alcuni la hanno ereditata ma pochi ( direi un 30%). Nessuno la vende (sarà la zona ). Tutti hanno casa in città e barca o casa al mare. Certo parliamo di gente con lavori buoni, non di evasori ( che non comprano niente x restare nascosti). Comunque conviene investire solo si è a max 2 ore di viaggio e si ha possibilità di gestire il tempo, unica risorsa che non si può comprare assieme alla salute. Quindi va bene x un pensionato, uno smart worker o chi ha attività auto gestite non continuative (che non richiedono costante presenza 5/6 gg a settimana in sede) . Rispetto ad albergo i costi son inferiori nell alta stagione e non si deve impazzire nei we. Resta comunque una scelta x chi ama la montagna e ci va almeno 50-60 gg anno tra estate e inverno ( non bastano 10-15 we invernali ). 10 volte anno x almeno 4/5 gg ed un paio di soggiorni lunghi (da 10-15 gg nelle feste) mi sembrano un buon sfruttamento

  7. #155

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    Citazione Originariamente scritto da pat Vedi messaggio
    Nei tempi andati, il costo di una casa (in città, poi al mare o in montagna a seconda dei gusti) veniva principalmente coperto con un mutuo a tasso fisso, erogato su un lavoro anch'esso quasi "fisso"; l'inflazione era ben presente e a tratti elevata o molto elevata; il debito contratto col mutuo veniva mangiato dall'inflazione, o meglio il suo peso "reale" veniva mangiato dall'inflazione perchè il tasso nominale era fisso e i soldi con cui venivano ripagate le rate probabilmente aumentavano grazie al meccanismo di adeguamento dei salari all'inflazione crescente ("scala mobile" prima, adeguamento parziale poi). Quindi se non buttavi soldi in minchiate e se sapevi fare un po' di sana "economia domestica" il mutuo lo sentivi solo per i primi anni. Visto che anche i costi di hotel e alloggi alternativi saliva con l'inflazione, avere una casa permetteva di evitarli e di anno in anno il risparmio dato dalla mancata spesa in vacanze alternative era maggiore. Con l'inflazione oltrettuto anche il valore NOMINALE delle case sul mercato saliva molto di anno in anno, non solo sul nuovo ma anche sulla casa comprata anni prima, dando una percezione di ulteriore ricchezza derivante dall'investimento in immobili.

    Oggi abbiamo lavoro incerto, mutui bassi ma mai erosi da un'inflazione che non c'è, stipendi che anche se ci fosse inflazione non verrebbero adeguati ai rialzi del costo della vita, valori delle case che scendono invece di salire e costo dei viaggi e degli alloggi per vacanze alternative che diminuiscono (pachetti, voli low cost, concorrenza possibile comparando centinaia di offerte omogenee in una determinata area geografica con un paio di click e una buona connessione internet). La tassazione sulla seconda casa fa il resto.
    Letta oggi, sembra una visione paradisiaca.
    Oggi calcolavo, che se mai arriverò a 70 anni, immaginando che il valore del denaro e il PIL rimangano stabili, avrò una pensione probabilmente inferiore a 1000 euro, e quindi penserò, nei prossimi anni, alla previdenza complementare.

    Altro che scala mobile

  8. Skife per Ema93:

    pat

  9. #156

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    Io sono già 10 anni che ogni anno verso 5164,57 euro (massima somma deducibile) in un piano pensionistico privato, meglio pensare al futuro che pagare tasse!

  10. Lo skifoso Beloot ha 2 Skife:


  11. #157

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    In verità vi dico.... da lezione di scienza delle finanze, non esiste sistema pensionistico, pubblico o privato che sia, distributivo o a capitalizzazione, che possa reggere il peso del calo della popolazione attiva contro un aumento di quella inattiva.
    Detto in parole semplici, qualunque sistema pensionistico, ma anche economico, non può reggere l’impatto di avere sempre più persone in pensione che non lavorano contro persone attive che lavorano in calo.
    L’unico modo certo per assicurarsi la vecchiaia e’ riprodursi. Datevi da fare.

  12. Lo skifoso gigiotto98 ha 2 Skife:


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  14. #158

  15. #159

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da gigiotto98 Vedi messaggio
    In verità vi dico.... da lezione di scienza delle finanze, non esiste sistema pensionistico, pubblico o privato che sia, distributivo o a capitalizzazione, che possa reggere il peso del calo della popolazione attiva contro un aumento di quella inattiva.
    Detto in parole semplici, qualunque sistema pensionistico, ma anche economico, non può reggere l’impatto di avere sempre più persone in pensione che non lavorano contro persone attive che lavorano in calo.
    L’unico modo certo per assicurarsi la vecchiaia e’ riprodursi. Datevi da fare.

    solo perché i sistemi pensionistici si sono ispirati a Charles Ponzi per la loro gestione

  16. Lo skifoso testataecassa ha 2 Skife:


  17. #160

    Predefinito

    ...oppure sterminare i vecchietti col Covid.

    Io ho fatto la pensione complementare anche per i miei figli ancora adolescenti. Certo che se l'economia non tira anche gli asset su cui si fondono le prestazioni pensionistiche scendono o stentano a salire, ma si spera che in un susseguirsi di cicli tali bruschi impatti vengano compensati da fasi positive.

    Io avevo un appartamento "a uso ufficio" qui a Treviglio e dopo una causa legale di tre anni (che mi ha visto vittorioso), un periodo di due anni in cui era sfitto, un periodo di quattro anni in cui era in uso come "affitto con riscatto" che poi non è stato riscattato, poi ancora qualche anno sfitto mentre era in vendita sul mercato locale (che lo ha visto deprezzarsi dal contratto di affitto con riscatto al contratto di vendita effettivo ad altri soggetti di quasi il -40%) io ho detto "BASTA" all'idea di avere un secondo appartamento, sia per rendita (troppe incertezze e troppa svalutazione) sia per uso personale (troppe spese e troppa svalutazione). Dato il lavoro che faccio, sempre sui mercati finanziari, ho messo lì il controvalore e l'ho fatto al momento giusto (a marzo di quest'anno dopo il discesone da Covid), sperando che nei prossimi anni i valori degli investimenti possano salire ulteriormente. E già da marzo son risaliti molto. Quando mi servono soldi extra, faccio un click e in due gg li ho sul conto; quando non mi servono, mi godo dividendi e cedole. Senza balle di notai, avvocati, agenzie immobiliari, Imu dei comuni e assemblee condominiali con minus habens.

  18. Lo skifoso pat ha 2 Skife:


  19. #161
    Skifosissimo Skifoso
    Attrezzatura
    Spazzauovo DH 250cm r>∞, scarponi Cement 190 very hard, il mio disastrato fisico e una scimmia prepotente

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    Citazione Originariamente scritto da giucos20 Vedi messaggio
    Personalmente ho comprato in montagna 3 anni fa andando in pensione. Ho diversi amici che han comprato senza averla ereditata, alcuni la hanno ereditata ma pochi ( direi un 30%). Nessuno la vende (sarà la zona ). Tutti hanno casa in città e barca o casa al mare. Certo parliamo di gente con lavori buoni, non di evasori ( che non comprano niente x restare nascosti). Comunque conviene investire solo si è a max 2 ore di viaggio e si ha possibilità di gestire il tempo, unica risorsa che non si può comprare assieme alla salute. Quindi va bene x un pensionato, uno smart worker o chi ha attività auto gestite non continuative (che non richiedono costante presenza 5/6 gg a settimana in sede) . Rispetto ad albergo i costi son inferiori nell alta stagione e non si deve impazzire nei we. Resta comunque una scelta x chi ama la montagna e ci va almeno 50-60 gg anno tra estate e inverno ( non bastano 10-15 we invernali ). 10 volte anno x almeno 4/5 gg ed un paio di soggiorni lunghi (da 10-15 gg nelle feste) mi sembrano un buon sfruttamento
    Quoto il grassetto, fondamentale oltre a tutto ciò che dici.


    Io e mia moglie ci stiamo pensando da un po', ma sia io che lei lavoriamo a volte nei weekend (lei quasi sempre), io a volte faccio weekend lavorativi interi da venerdì a martedì, lei tutti i sabati, io ferie a fine dell'anno non posso prenderle, lei sotto natale ha dei picchi...

    E di giovani in queste condizioni è pieno, magari guadagnano benino (noi non ci lamentiamo), ma come si fa a pensare a prendere una seconda casa e sfruttarla veramente, finché vivi così?
    Non ha senso, anche se l'hai a 1h-1h20 da casa

    Comunque stiamo cercando di cambiare lavoro entrambi

  20. Skife per madflyhalf:

    pat

  21. #162

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    Citazione Originariamente scritto da pat Vedi messaggio
    Nei tempi andati, il costo di una casa (in città, poi al mare o in montagna a seconda dei gusti) veniva principalmente coperto con un mutuo a tasso fisso, erogato su un lavoro anch'esso quasi "fisso"; l'inflazione era ben presente e a tratti elevata o molto elevata; il debito contratto col mutuo veniva mangiato dall'inflazione, o meglio il suo peso "reale" veniva mangiato dall'inflazione perchè il tasso nominale era fisso e i soldi con cui venivano ripagate le rate probabilmente aumentavano grazie al meccanismo di adeguamento dei salari all'inflazione crescente ("scala mobile" prima, adeguamento parziale poi). Quindi se non buttavi soldi in minchiate e se sapevi fare un po' di sana "economia domestica" il mutuo lo sentivi solo per i primi anni. Visto che anche i costi di hotel e alloggi alternativi saliva con l'inflazione, avere una casa permetteva di evitarli e di anno in anno il risparmio dato dalla mancata spesa in vacanze alternative era maggiore. Con l'inflazione oltrettuto anche il valore NOMINALE delle case sul mercato saliva molto di anno in anno, non solo sul nuovo ma anche sulla casa comprata anni prima, dando una percezione di ulteriore ricchezza derivante dall'investimento in immobili.

    Oggi abbiamo lavoro incerto, mutui bassi ma mai erosi da un'inflazione che non c'è, stipendi che anche se ci fosse inflazione non verrebbero adeguati ai rialzi del costo della vita, valori delle case che scendono invece di salire e costo dei viaggi e degli alloggi per vacanze alternative che diminuiscono (pachetti, voli low cost, concorrenza possibile comparando centinaia di offerte omogenee in una determinata area geografica con un paio di click e una buona connessione internet). La tassazione sulla seconda casa fa il resto.
    Aggiungo a questa corretta disamina anche un punto che si riallaccia a quanto appena detto. Una sera ero nel pallone e sono uscito verso le 11, bimbi a letto, a godere le stelle e un sigaro toscano. Passeggio in paese e vedo un valligiano del cuneese super imprenditoriale che avevo conosciuto al parco giochi, io coi figli, lui con la nipote. Ci sediamo su una panchina. Io, lui, le stelle e le montagne. Mi spiega che aveva sistemato la casa di famiglia in un mini residence, che i soldi ormai lì girano con tedeschi, svizzeri e olandesi con zaino, defender, pedule, e-mtb. "Una volta qua da giugno a agosto si riempiva di famiglie. Salivano in tanti, e i genitori lasciavano figli e nonni qua a stare al fresco, e passavano solo nel fine settimana". La seconda casa la sfrutti in tanti modi, ma è anche uno sfogo per famiglie con case calde in pianura, mamme casalinghe, oppure mamme lavoratrici con nonni che si sbattono. Era un'altra società, che le seconde case vicino ai grandi centri le sfruttava alla grande. Mia moglie mi raccontava la stessa cosa. Lei è cresciuta coi cugini. Nessuna delle zie lavorava, e tutte insieme andavano nel casone dei nonni, lasciando gli zii in città a lavorare, mentre le zie da giugno ad agosto si facevano compagnia e si accampavano con tutto il cuginame felice di riunirsi. Oggi tutti quei cugini lavorano, siano essi donne o uomini: se volessero fare un'estate analoga, chi starebbe dietro ai bimbi? Meglio cercare dei campi estivi in città, con tennis e piscina, e godersi i weekend in hotel. Una soluzione "tutti a casa dei nonni con le zie" non sarebbe praticabile. Cambia la società, cambia la concezione di casa in sé (anche in città, infatti fioriscono ristoranti e apericene), non ci sono più figli (sotto tasso di sostituzione dal 1974, 2,1 per donna in età fertile, se non ricordo male, comunque c'è Wiki per chi fosse interessato), la seconda casa perde la funzione che aveva. Non sto dando un giudizio di valore su questo cambiamento: quello è un argomento a parte. Sto solo aggiungendo un motivo per cui oggi le seconde case hanno meno ragion d'essere di un tempo.

  22. Lo skifoso Maino ha 2 Skife:


  23. #163

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da fb3+ Vedi messaggio
    Un collega tempo fa mi ha formulato una domanda.
    Quante persone conosci, direttamente, della tua generazione (3-4 anni in più, oppure in meno) che professionalmente (in qualsiasi settore di lavoro) hanno avuto successo da soli ?
    Hanno avuto successo = una Persona che (pur non avendo un padre, madre, nonno, nonna, zio, zia che gli ha lasciato l’attività e/o l’ha inserito nell’azienda di famiglia, nella fondazione bancaria, nello studio, etc), con il denaro guadagnato da solo ha acquistato:
    un appartenente nel centro città di 220 mq (in alternativa una ‘villetta’ unifamiliare in periferia di 350 mq con giardino privato di 1500 mq),
    e poi ha acquistato una seconda casa di ‘villeggiatura’ (in questo caso in Montagna) di 120 mq ?

    Io con tali caratteristiche non conoscono nessuno.
    E’ molto diverso dalla situazione in cui sono partiti i mei genitori e dalla situazione in cui sono arrivati.
    Credo che non sia questione di mille, diecimila, centomila, milioni di Persone (in Lombardia oppure in Calabria), ma che sia questione generazionale (poi, certo, ci sono sempre le eccezioni).
    Qualcosa vorrà pur dire.

    il problema è la crescita del PIL "sana" (non drogata cioè dal debito pubblico) che in Italia si è fermata alla fine degli anni '60, più o meno quando lo Stato ha cominciato a ingigantirsi.



    Senza il peso eccessivo del convitato di pietra (lo Stato) che partecipa alle scelte imprenditoriali in qualsiasi attività d'impresa, spingendo molti con buone idee e buona volontà a investire all'estero o a non investire proprio, ci sarebbero più giovani che si arricchiscono e N volte più giovani lavoratori ben pagati che potrebbero risparmiare molto.

  24. #164

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    Citazione Originariamente scritto da Maino Vedi messaggio
    Aggiungo a questa corretta disamina anche un punto che si riallaccia a quanto appena detto. Una sera ero nel pallone e sono uscito verso le 11, bimbi a letto, a godere le stelle e un sigaro toscano. Passeggio in paese e vedo un valligiano del cuneese super imprenditoriale che avevo conosciuto al parco giochi, io coi figli, lui con la nipote. Ci sediamo su una panchina. Io, lui, le stelle e le montagne. Mi spiega che aveva sistemato la casa di famiglia in un mini residence, che i soldi ormai lì girano con tedeschi, svizzeri e olandesi con zaino, defender, pedule, e-mtb. "Una volta qua da giugno a agosto si riempiva di famiglie. Salivano in tanti, e i genitori lasciavano figli e nonni qua a stare al fresco, e passavano solo nel fine settimana". La seconda casa la sfrutti in tanti modi, ma è anche uno sfogo per famiglie con case calde in pianura, mamme casalinghe, oppure mamme lavoratrici con nonni che si sbattono. Era un'altra società, che le seconde case vicino ai grandi centri le sfruttava alla grande. Mia moglie mi raccontava la stessa cosa. Lei è cresciuta coi cugini. Nessuna delle zie lavorava, e tutte insieme andavano nel casone dei nonni, lasciando gli zii in città a lavorare, mentre le zie da giugno ad agosto si facevano compagnia e si accampavano con tutto il cuginame felice di riunirsi. Oggi tutti quei cugini lavorano, siano essi donne o uomini: se volessero fare un'estate analoga, chi starebbe dietro ai bimbi? Meglio cercare dei campi estivi in città, con tennis e piscina, e godersi i weekend in hotel. Una soluzione "tutti a casa dei nonni con le zie" non sarebbe praticabile. Cambia la società, cambia la concezione di casa in sé (anche in città, infatti fioriscono ristoranti e apericene), non ci sono più figli (sotto tasso di sostituzione dal 1974, 2,1 per donna in età fertile, se non ricordo male, comunque c'è Wiki per chi fosse interessato), la seconda casa perde la funzione che aveva. Non sto dando un giudizio di valore su questo cambiamento: quello è un argomento a parte. Sto solo aggiungendo un motivo per cui oggi le seconde case hanno meno ragion d'essere di un tempo.
    Tutto giusto, ma bisogna vedere anche l'impatto che lo smart-working avrà in futuro. Già quest'anno abbiamo sfruttato di più la seconda casa proprio grazie alla possibilità di fare smart-working e il trend sembra essere orientato in tal senso per il futuro.

    Come le cose sono cambiate da alcuni decenni fa a oggi, cambieranno anche in futuro.

  25. #165

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da testataecassa Vedi messaggio
    solo perché i sistemi pensionistici si sono ispirati a Charles Ponzi per la loro gestione
    No, semplicemente perché se pochi producono il costi dei prodotti d’uso quotidiano sale, mentre il valore del denaro/investimento accumulato scende. Comunque tu la voglia vedere.

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