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Discussione: Anello delle Tofane - Dolomiti d'Ampezzo - luglio 2020

  1. #1

    Predefinito Anello delle Tofane - Dolomiti d'Ampezzo - luglio 2020

    Le Tofane sono un gruppo montuoso relativamente compatto; le si può tranquillamente “circumnavigare” in giornata.
    Luogo naturale per cominciare l’escursione è Piè Tofana, non foss’altro perché è l’unico punto dell’anello accessibile direttamente con autovettura.



    L’anello, che io ho percorso in senso antiorario, può essere suddiviso in quattro sezioni:

    1. Da Piè Tofana (1670 m slm) a In Po Ra Ola (1530 m slm): è un tratto con qualche saliscendi molto facile e rilassante, completamente ciclabile. Costeggia il quadrante nord-orientale delle Tofane, con bellissime viste sulla conca ampezzana e la valle del Boite. Dopo forcella Posporcora si trasforma da forestale a sentiero ( sempre ciclabile), che scende abbastanza ripidamente verso l’imbocco della Val Travenanzes. In termini di tempo costituisce il 20 - 25 % dell’anello.
    2. Val Travenanzes: si risale la straordinaria valle fino a forcella Col dei Bos (2330 m slm) tramite il sentiero 401 e in ultimo il 404 (vietati alle biciclette da montagna). In termini di tempo costituisce il 40 - 45% dell’anello. Le prime due sezioni combinate rappresentano quindi i due terzi (sempre in termini di tempo) del percorso.
    3. Da forcella Col dei Bos a Pomedes (2310 m slm): tratto in saliscendi che costeggia la maestosa parete sud della Tofana di Rozes (bè, la Rozes a dir la verità è straordinariamente maestosa da qualunque parte la si guardi), poi attraversa il Vallon de Tofana e quindi, tramite il sentiero Astaldi, torna sul lato orientale del gruppo. In termini di tempo costituisce il 20 - 25 % dell’anello.
    4. Da Pomedes a Piè Tofana: sono circa 650 m di dislivello, certamente più piacevoli da fare in inverno con due sci sotto i piedi In termini di tempo costituisce circa il 10% ( o poco più) dell’anello.



    Bene, mi lascio i campi da sci alle spalle



    Imbocco la forestale verso forcella Posporcora. La temperatura, grazie a Dio, è fresca (otto gradi). Il fondo è pesante viste le piogge della notte






    Stupenda vista sulla valle del Boite. Si può notare che oltre Dogana Vecchia, da San Vito in giù, il fondovalle è immerso nella nebbia



    Tavolo e panchina in posizione strategica. Panorami eccezionali (ma del resto siamo a Cortina: cos’altro ci si può aspettare?)



    Primo “gran premio della montagna” alle Crepe de Cianderou






    Girato l’angolo appare il Col Rosà e la Croda Rossa d’Ampezzo



    Faloria e Sorapiss sullo sfondo



    Mi appropinquo, seguendo la comoda forestale, allo splendido sperone del Col Rosà



    Forcella Posporcora. Da qui inizia una discesa di circa 200 m di dislivello che mi porterà all’inizio del sentiero 401 (che attraversa tutta la Val Travenanzes). Dalla forcella in giù la forestale lascia spazio a una traccia relativamente stretta. Un “single track”, lo chiamerebbero alcuni.
    Un cartello avverte i ciclisti di fare attenzione, poiché il single track è percorso anche dai pedoni. C’è pure la traduzione in inglese: “caution: hikers!”.
    Non posso fare a meno di tornare con il pensiero alle targhette metalliche presenti sulle carrozze ferroviarie di molti anni fa, che invitavano i viaggiatori a non gettare oggetti fuori dal finestrino.

    • Do not throw anything out of the window
    • Keine Gegenstaende aus dem Fenster werfen
    • Ne jetez aucun objet par la fenêtre...

    Devo molto a quelle targhette perentorie: da un lato hanno insegnato a me, ignorante come una capra, le uniche frasi in lingua straniera che tutt’ora ricordo e padroneggio; dall’altro lato mi hanno inculcato nel cervello la nozione che non è bene gettare oggetti dal finestrino.
    Insomma, speriamo che il cartello “caution: hikers!” sortisca i medesimi benefici effetti per gli amici ciclisti



    Appena scollinato si palesano alla vista Vallon Bianco e Col Bechei



    Ponte sul torrentello che scende da Ra Valles



    Fantastica vista su Taè e Taburlo. In primo piano il modesto crinale alberato che divide i tratti terminali della Val Travenanzes e della Val di Fanes



    Il celebre Vallon de Ra Ola, che scende dai fianchi della Tofana di Dentro



    In Po Ra Ola, 1530 m slm. Il punto più basso dell’intero anello, crocevia di sentieri. Qui termina la “sezione 1” dell’anello delle Tofane, come da me battezzata



    Attraversato il torrente, si prende tosto il sentiero 401 e si comincia il viaggio in Val Travenanzes. I cartelli ampezzani sono molto espliciti: chi è in bici non può continuare, ed è costretto a scendere verso il ponte dei Cadoris e il ponte Alto



    Taburlo



    Vallon Bianco, l’ultima (o la prima) montagna della catena che divide la Val Travenanzes dalla Val di Fanes



    Il Taè, oltre il crinale che separa le due valli



    Il sentiero 401 tiene la destra orografica e si infila finalmente tra Tofane e Vallon Bianco



    Pareti sotto gli Orte de Tofana






    Compare per la prima volta, in fondo, il bellissimo profilo turrito del monte Castello



    Mille rivoli scendono dagli Orte de Tofana



    Scorcio sulla parte bassa della Val Travenanzes. Ora, oltre al Castello, si vedono anche alcune delle numerosissime cime della catena di Furcia Rossa. È chiaro che il nome “Furcia Rossa” è perfettamente giustificato se si osserva la catena dalla Val Travenanzes; dalla Val di Fanes invece appare più monolitica, e soprattutto di un uniforme colore grigiastro.



    Liscio, nero, umido



    Vallon Bianco



    Mi volto all’indietro ad osservare ancora una volta le pareti sotto gli Orte de Tofana



    Altra vista retrospettiva sull’imbocco della Val Travenanzes. Sullo sfondo la Croda Rossa



    Ancora Vallon Bianco



    Ancora acqua che scende dal cuore delle Tofane...






    ... e va ad unirsi al Rio Travenzanzes



    Andiamo avanti






    Alcune delle cime di Furcia Rossa



    Proseguiamo



    Arrivo a un ponte, che traghetta il sentiero sulla sinistra orografica. Dietro: la gràa de Travenanzes, ghiaione che separa Vallon Bianco da Furcia Rossa



    Cominciano a intravedersi la Nemesis e la Rozes, assolute dominatrici dei panorami dell’alta valle



    Tofane... qui paiono vestite con uno di quegli abiti a tasselli multicolore che dipingeva Klimt



    Sguardo all’indietro verso la Gràa de Travenanzes



    Furcia Rossa



    Due foto da guardare in sequenza: il dietro e il davanti






    Bene, ho percorso fino ad ora circa un terzo della valle e sono attorno ai 1800 m di quota. Ora sto per entrare nel secondo terzo della valle, che va da questo punto fino più o meno all’ex Malga Travenanzes. Il rio in questo tratto ha un alveo molto largo e poco inclinato; il sentiero 401 ci passa letteralmente in mezzo.



    Il superbo torrione della Nemesis, l’enorme mole della Tofana di Rozes...



    Il fianco occidentale della Tofana di Dentro



    Foto scattate a pelo d’acqua verso il Vallon Bianco.
    Anni fa, durante la telecronaca di una partita della Nazionale venne chiesto a Mauro Sandreani, che faceva il commento tecnico, un “aggettivo” per definire concisamente la prestazione di Del Piero. “Spirito di sacrificio”, fu l’indimenticabile risposta del buon Sandreani.
    Ecco, se un giornalista alla fine del giro mi avesse chiesto un aggettivo per la Val Travenanzes avrei risposto senza dubbio “presenza d’acqua”.
    Acqua, acqua dappertutto... che scende in mille rivoli, torrenti, cascate, dalle Tofane... che scorre, ora impetuosa ora placida nel ricco rio che drena la valle...






    In questo tratto le acque del Rio Travenanzes irrorano capillarmente l’ampio fondovalle, occupato interamente dal greto del torrente stesso.
    “Irrorare”: ogni volta che uso questo verbo parte per me automatica l’associazione con Fulvio Collovati che durante una telecronaca, incurante dei suoi difetti di pronuncia, si azzardò a pronunciare questo verbo .
    L’esile traccia di sentiero, facilmente cancellabile dall’impeto dei flussi, costringe a saltare continuamente da una parte all’altra dei rami del Rio Travenanzes.
    Saltare da una sponda all’altra del torrente non è banale: bisogna scegliere una sezione relativamente stretta e poi spiccare il balzo.
    Durante una di queste operazioni, mentre Collovati mi sussurra “ivvovave” all’orecchio, faccio male i miei conti e atterro in mezzo all’acqua, bagnandomi fino alle caviglie.



    Nemesis e Rozes



    Si cammina più all’asciutto, dopo aver abbandonato l’alveo del Rio Travenanzes, in salita più pronunciata



    Compare la bellissima Torre di Fanes



    Nemesis



    Piccola pausa al Cason de Travenanzes, posto in posizione - non c’è bisogno di dirlo - spettacolare









    Mi lascio il Cason di Travenanzes alle spalle e mi accingo a percorrere l’ultimo terzo della valle, fino a forcella Col dei Bos












    Sono a un bivio: abbandono il 401 che continua verso Forcella Travenanzes, e giro a sinistra per il 404 diretto a Forcella Col dei Bos



    Attraverso per l’ultima volta il Rio Travenanzes e mi porto sulla destra orografica, sotto Rozes e Castelletto



    Da qui in poi, comincio a incrociare parecchia gente



    Il gruppo di Fanes



    Uno sguardo all’indietro



    La forcella Col dei Bos è ai piedi del Castelletto









    Ho guadagnato quota



    Lagazuoi Grande



    Castelletto



    Sono quasi alla forcella. Lagazuoi Grande



    Fanes (spiccano la Cima Sud a sinistra e la Torre a destra)



    Tofana di Rozes, coperta parzialmente dal Castelletto



    Forcella Col dei Bos. Un paio di signori sono impegnati a manutenere la cartellonistica ampezzana












    Comincio a scendere. Davanti ai miei occhi compare letteralmente di tutto: dall’Averau al Duranno...



    A un bivio svolto decisamente a sinistra per contornare la parete sud della Tofana di Rozes. Prima di svoltare incontro un paio di simpatici ragazzi torinesi che stanno salendo bici in spalla dalla strada del Falzarego.
    “Ciao, fate la Travenanzes?”
    “Ciao! Sì, com’è?”
    “Occhio quando c’è da attraversare il torrente!”
    “Eh, ma lo sappiamo che è un po’ challenging! Piuttosto, hai risalito tutta la valle? Trovato forestali? Ché quelli fanno le multe!”
    “Non ho visto nessuno. A parte i normali escursionisti... attenzione!”
    “Ma certo! Questi divieti però non li capiamo. Potrebbero al limite consentire il transito in valle a ciclisti e pedoni separatamente, a orari diversi o magari a giorni alterni”.
    Evito di commentare l’originale idea dei ragazzi; ci salutiamo cordialmente e ognuno riprende la sua strada.



    Un ultimo sguardo a Lagazuoi Grande e Fanes



    Lavori per eventi imminenti...



    Mentre mi muovo senza fretta verso il Vallon de Tofana, ne approfitto per fare un breve servizio fotografico dedicato alle pareti della Rozes







































    Alle porte del Vallon de Tofana



    Ormai per fare foto alla Rozes sono costretto a girarmi indietro






    Taglio il Vallon de Tofana, diretto ai piedi della parete di Punta Anna



    Il Vallon è come al solito pieno di gente, che cammina sulla comodissima mulattiera tra Dibona e Giussani.



    Sono ormai dall’altra parte del Vallon de Tofana, pronto ad attaccare il sentiero Astaldi






    Trovo questa foto eccezionale (e non certo per merito del fotografo!)



    Alcuni scatti dedicati al sentiero Astaldi. I tratti attrezzati sono facilissimi, mentre invece non sono affatto da sottovalutare le brevi salite o discese sui cambi di spigolo, su terreno ripido e franoso.



























    Dopo una ventina di minuti raggiungo il sentiero che sale dal Dibona al Pomedes, e mi accingo a compiere l’ultima breve salita. Nella foto è già visibile il terrazzo del rifugio



    Sono al cospetto di Punta Anna e delle Torri di Pomedes.






    Torno a vedere il Cristallo, che mi ero lasciato alle spalle dopo Forcella Posporcora. È chiaro che l’anello è quasi concluso: manca solo la discesa finale.
    Mi fermo a mangiare a Pomedes e durante il pranzo mi riprendo gradualmente dalla sorpresa e dal senso di spaesamento che ho sperimentato arrivando al rifugio.
    Seggiovie, macchine, persone, musica... un cambio repentino dopo ore di silenzio e solitudine






    È tempo di scendere; mi lascio alle spalle il rifugio Pomedes e mi avvio verso il Duca d’Aosta, seguito da una gippe (a 2300 m!) che mi tallona a breve distanza.
    Non è che la cosa mi faccia molto piacere: il pendio è ripidissimo e ho persino il vago timore che il pesante automezzo possa ribaltarsi in avanti e rotolare giù travolgendomi
    Per fortuna le nostre strade presto si dividono; come si evince dalla foto la gippe sta per spiccare il volo diretta al rifugio Nuvolau



    Io invece non posso perdere l’occasione di farmi una sciata estiva sul leggendario Schuss dell’Olimpia



    Con i miei twintip riesco a backflippare, frontflippare, sideflippare sull’augusto pendio come se non ci fosse un domani.



    Giungo ai piedi della pista affaticato e accaldato per le mille evoluzioni, per i mille tricks eseguiti. Mi disfo quindi del mio softshellino top di gamma, che abbandono, unitamente agli sci, sul prato



    Tornando seri: ovviamente avrei potuto scendere la sterrata a sinistra dello Schuss, inquadrata in foto...
    ma mi andava di fare diversamente



    Dunque: come scendere gli ultimi 400 m di dislivello fino all’ormai visibile Piè Tofana? Scelgo la via più diretta e continuo ancora per le piste?



    A dir la verità ho voglia di qualcosa di meno pendente; quindi traverso verso sinistra fino alle pareti e prendo il sentiero dei Camosci, che scende in maniera graduale verso la pista di Forcella Rossa.
    Mi accompagna in questo ultimo tratto di escursione il simpatico montarozzo del Col Drusciè, sempre bene in vista



    Il sentiero dei Camosci, sebbene non impervio, non è comunque un’autostrada... Mi capita di superare una famigliola in evidente imbarazzo: la madre è impacciata nei movimenti da una borsa tanto elegante quanto voluminosa, la figliola è quasi paralizzata perché non si fida (giustamente) delle sue scarpe da ginnastica con la suola liscia, il padre fa da apripista ma è fermo da tempo immemore ad aspettare il resto del plotone.
    Hanno fatto bene, anzi benissimo, a salire su vestiti a quel modo; io però, al posto loro, anche la discesa l’avrei fatta in seggiovia









    Raggiungo finalmente la mitica Forcella Rossa



    E in breve sono di nuovo a Piè Tofana



    —————-


    Alcune considerazioni sul verso di percorrenza dell’anello: a mio avviso il giro antiorario è di gran lunga preferibile; l’unico suo “difetto” è la discesa finale lunghetta e un po’ noiosa da Pomedes a Piè Tofana.


    Se si fa il giro in senso orario partendo da Piè Tofana si passa vicino ai rifugi all’inizio dell’escursione; ciò vuol dire che è quasi inevitabile fermarsi a mangiare al sacco in Val Travenanzes: niente di male (anzi!), basta saperlo.


    Al nudo anello, che comunque già di suo è piutttosto lungo, si possono eventualmente aggiungere delle digressioni: la galleria del Castelletto, la grotta di Tofana, perfino il Lagazuoi piccolo. O anche il rifugio Giussani, “cuore del cuore” delle Tofane, raggiungibile in neanche mezz’ora dal Vallon de Tofana.


  2. #2

    Predefinito

    grazie per il report

    valutando la paolina dormendo al giussani, avevo pensato proprio di partire da piè di tofana, quindi farmi il giro contrario al tuo, sarà una buona idea?

    comunque quelli della conca di cortina dovrebbero sganciare il soldino con tutti i report che sono stati fatti della zona, penso sia la zona più "reportata" del forum in versione trekking

    ma cos'è quel cartello tipo simbolo wi-fi a forcella col dei bos?


    un paio di anni fa salivo il 403 dalla travenanzes al giussani, due stavano scendendo con la mtb, uno dei due era con la gomma a terra...manca solo che si sia beccato la multa (ma questo non lo saprò mai)


    ultima domanda, dal vallon bianco c'è un ghiaione percorribile che porta in travenanzes?

  3. Skife per cocojambo:


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  5. #3

    Predefinito

    Magnifico giro!

    Seconde te, accorciandolo *** e, soprattutto, eliminando cenge e tratti attrezzati, è agevolmente percorribile correndo?


    *** pensavo: scendendo direttamente da Col dei Bos a Piè Tofana

  6. Skife per Kaliningrad:


  7. #4
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    Citazione Originariamente scritto da Kaliningrad Vedi messaggio
    Magnifico giro!

    Seconde te, accorciandolo *** e, soprattutto, eliminando cenge e tratti attrezzati, è agevolmente percorribile correndo?


    *** pensavo: scendendo direttamente da Col dei Bos a Piè Tofana

    Secondo me da Col de Bos a Piè Tofana, forse togli dislivello, ma non accorci... però non ho la carta sottomano.

    Come al solito bellissimo giro, bellissimo report.


    subsahara come lo vedi il divieto di mtb sui sentieri che hai percorso?

  8. Skife per madflyhalf:


  9. #5

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    ^ Hai ragione, mi sono espresso male: non si accorcia ma si eliminano i tratti più insidiosi.

  10. #6

    Predefinito

    Tutto molto bello (cit.) maaa...

    Citazione Originariamente scritto da subsahara Vedi messaggio
    Durante una di queste operazioni, mentre Collovati mi sussurra “ivvovave” all’orecchio, faccio male i miei conti e atterro in mezzo all’acqua, bagnandomi fino alle caviglie.
    ... questo lo voglio rivedere, Fabio! (cit.)

  11. Skife per Jagar:


  12. #7

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    Citazione Originariamente scritto da cocojambo Vedi messaggio
    valutando la paolina dormendo al giussani, avevo pensato proprio di partire da piè di tofana, quindi farmi il giro contrario al tuo, sarà una buona idea?
    E perché no? Io direi certamente di sì.
    Poi il giorno dopo l'intenzione è di fare la Paolina e quindi, una volta innestati sul sentiero 407, prendere a destra per Ra Valles e poi Forcella Rossa?
    Oppure prendere e sinistra e buttarsi a capofitto fino a In Po Ra Ola? In ogni caso siamo in attesa di vedere

    Citazione Originariamente scritto da cocojambo Vedi messaggio
    ma cos'è quel cartello tipo simbolo wi-fi a forcella col dei bos?
    Eh, sai, le nuove tecnologie...
    Mi sa che funziona come un QR Code: lo inquadri e (se c'è campo ) vieni indirizzato a una pagina web di spiegazioni e amenità varie.
    Credo, eh...

    Citazione Originariamente scritto da cocojambo Vedi messaggio
    ultima domanda, dal vallon bianco c'è un ghiaione percorribile che porta in travenanzes?
    Sì, la gràa di Travenanzes, che nella parte bassa è colonizzata dai mughi.

    Citazione Originariamente scritto da Kaliningrad Vedi messaggio
    Seconde te, accorciandolo *** e, soprattutto, eliminando cenge e tratti attrezzati, è agevolmente percorribile correndo?


    *** pensavo: scendendo direttamente da Col dei Bos a Piè Tofana
    Bella idea per chi ha buona gamba
    Dunque, il tratto Piè Tofana - Posporcora - Col dei Bos non presenta problemi.
    Da forcella Col dei Bos le opzioni interamente corribili sono essenzialmente due:
    - scendere alla strada del Falzarego, farsi circa 4 km di asfalto fino alla Locanda del Cantoniere, poi tagliare i campi da sci a mezzacosta in piano con il sentiero 406;
    - scendere verso la strada ma solo fino all'innesto del sentiero 412, e poi prendere appunto il 412, che corre parallelo al 404 (quello che ho fatto io) circa 300 metri sotto. Arrivare al Dibona, proseguire scendendo per la sterrata carrabile e a un bivio a circa 1800 m girare a sinistra per altra sterrata che scende comodamente a Piè Tofana.

    La seconda opzione è di gran lunga migliore della prima!

    Citazione Originariamente scritto da madflyhalf Vedi messaggio
    subsahara come lo vedi il divieto di mtb sui sentieri che hai percorso?
    E' chiaro (almeno per me) che le ragioni dei ciclisti sono subordinate a quelle dei pedoni.
    Se la frequentazione da parte dei ciclisti di un certo sentiero è tale da costituire intralcio, o addirittura pericolo, agli altri, allora è inevitabile prendere provvedimenti regolamentando - al limite vietando - l'accesso alle due ruote.
    Nello specifico della Val Travenanzes siamo arrivati a questo punto? Non lo so.
    Però, insomma, è indicativa la presenza, reiterata, di cartelli espliciti di divieto.

    - - - Updated - - -

    Citazione Originariamente scritto da Jagar Vedi messaggio
    Tutto molto bello (cit.) maaa...


    ... questo lo voglio rivedere, Fabio! (cit.)

    Hahahaha, e che vuoi rivedere, il moviolone?
    Apprezzeresti una goffa sagoma che solleva spruzzi; con il sonoro ti giungerebbero alle orecchie anche un paio di spontanei bestemmioni ben assestati

  13. Lo skifoso subsahara ha 3 Skife:


  14. #7.5 ADS
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  15. #8

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    Citazione Originariamente scritto da cocojambo Vedi messaggio


    un paio di anni fa salivo il 403 dalla travenanzes al giussani, due stavano scendendo con la mtb, uno dei due era con la gomma a terra...manca solo che si sia beccato la multa (ma questo non lo saprò mai)


    ultima domanda, dal vallon bianco c'è un ghiaione percorribile che porta in travenanzes?
    1- Beh, c'è chi in mtb è sceso pure dalla cima
    2- si c'è, sei distratto perchè c'è pure in un report qui sul forum onestamente comunque io gli ho solo dato un occhio 15gg fa che son passato di li e non l'ho visto proprio easy almeno la partenza. Nel senso chè è ripidino e soprattutto è pelato. Credo vada affrontato con un pò di attenzione.

    - - - Updated - - -

    Citazione Originariamente scritto da Kaliningrad Vedi messaggio
    Magnifico giro!

    Seconde te, accorciandolo *** e, soprattutto, eliminando cenge e tratti attrezzati, è agevolmente percorribile correndo?


    *** pensavo: scendendo direttamente da Col dei Bos a Piè Tofana
    Direi di si metà percorso fa parte del cortina trail

  16. Lo skifoso macs ha 2 Skife:


  17. #9

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da macs Vedi messaggio
    2- si c'è, sei distratto perchè c'è pure in un report qui sul forum onestamente comunque io gli ho solo dato un occhio 15gg fa che son passato di li e non l'ho visto proprio easy almeno la partenza. Nel senso chè è ripidino e soprattutto è pelato. Credo vada affrontato con un pò di attenzione.
    eh no, mi ricordavi della discussione, ma mi piaceva avere info aggiornate

    grazie per le info, pfff che brutta la pelatura

  18. #10

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    Citazione Originariamente scritto da madflyhalf Vedi messaggio
    subsahara come lo vedi il divieto di mtb sui sentieri che hai percorso?
    Personalmente, pure essendo io appassionato di mtb, lo trovo sacrosanto.
    L'idea degli orari dedicati od altre stramberie, mi fanno capire che quei ciclisti non avevano alcuna idea dell'ambiente che stavano per affrontare.

    Eventualmente, alcuni sentieri si potrebbero aprire in certi mesi dell'anno, ma per come ricordo la Travenanzes percorrerla in bici è più la fatica del gusto.

  19. Lo skifoso botto ha 2 Skife:


  20. #11

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    Citazione Originariamente scritto da botto Vedi messaggio

    Eventualmente, alcuni sentieri si potrebbero aprire in certi mesi dell'anno, ma per come ricordo la Travenanzes percorrerla in bici è più la fatica del gusto.
    E invece chi l'ha fatta me ne ha parlato come una discesa f..a nel complesso.

  21. Skife per macs:

    apo

  22. #12
    Skifosissimo Skifoso
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    Ah beh in discesa tutti i santi aiutano eh...

  23. #13

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    Bello questo sentiero Astaldi con tutti quei colori !
    Reportage molto dettagliato, grazie !

    Ps: per quel che riguarda i messaggi sui treni, a me è rimasto più impresso quello del non sporgersi dal finestrino. 😂
    Ultima modifica di Crespeina; 03-08-2020 alle 06:53 PM.

  24. Lo skifoso Crespeina ha 2 Skife:


  25. #14

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    Quelle targhette nei treni mi hanno tenuto un sacco di compagnia nei miei anni di studente pendolare, quando il walkman aveva le batterie scariche...

    solita sgambatina veloce comunque, eh?!

    Complimenti, grandissimo report come sempre... le tofane non tradiscono...


    Sulle bici la penso al 100% come botto... con tutto il ben di dio di percorsi per mtb che ci sono nella conca ampezzana, occorre fare proprio l’unico (o quasi) interdetto alle bici?! Mah...

  26. Skife per alfpaip:


  27. #15
    Skifosissimo Skifoso
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    Noto clip in merito ai finestrini...

  28. Lo skifoso madflyhalf ha 4 Skife:


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