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Discussione: Monte La Caccia: anche in Calabria si può fare bel trekking! - ago 2019

  1. #1

    Predefinito Monte La Caccia: anche in Calabria si può fare bel trekking! - ago 2019

    La Calabria e tutto il Sud Italia è stupendo. Non parliamo poi della Sicilia che secondo me potrebbe essere la meta vacanze estive di tutto il Nord Europa, la Sicilia stacca il resto d'Italiae vince a mani basse in tutto (mare, storia, atmosfera, cultura, cucina, ospitalità. etc.).
    Probabilmente però un così tanto "ben di Dio" regalato al Sud Italia non ha stimolato a "organizzare il meglio" da parte della classe dirigente locale con il risultato che ci sono perle turistiche dappertutto sfruttate essenzialmente zero.
    Come lanciare (non ri-lanciare) il turismo in Calabria? Non ne ho idea ma è davvero un peccato che un tesoro di così alto valore sia così poco conosciuto.

    Associare la Calabria al mare è facile.
    Si possono vivere esperienze che immagino abbiano pochi uguali: vivere un'alba a Tropea e fare il bagno sotto la chiesa sullo scoglio al mattino quando ci sono ancora poche persone ed il sole illumina di rosa ed arancione-saturo le bianche rocce che si staccano verticali da un mare celestiale di colore e di fatto. Sembra di ritrovare l'estetica incredibile che si ritrova in Dolomiti al tramonto. Stupendo.

    Alba a Tropea



    Basta spostarsi di qualche km dalla spiaggia affollata di cafoni di Grotticelle per trovare uno degli ambienti più immacolati, intatti, pacifici del mare italiano.
    A Sellia Marina ci sono spiagge facili "Sottomarina di Chioggia style" in cui si può andare anche con bambini piccola ma con la differenza che il mare è incredibilmente bello.
    E che dire de La Castella? Il tramonto in questa località semi-sconosciuta, se ci si riesce ad allontanare dalla cafonaggine umana, è superlativo assoluto di superlativo.

    Vabbè, non serve tessere le lodi al mare della Calabria. Peccato per la frequentazione che a volte obbliga chi non è abituato alla maleducazione ad andarsene ma naturisticamente parlando è un paradiso in terra. Il senso di questa frase? Provate ad andare a San Nicola Arcella a visitare l'Arcomagno dopo le 11 (https://www.skiforum.it/forum/showthread.php?t=81713). Non c'è un metro libero nella mini spiaggia eppure ci sono ragazzi che giocano a pallettoni, altri a pallone, gente che si parla gridando da un lato all'altro della spiaggia, gente che mangia patatine 24/7 e si lascia sfuggire il sacchettino vuoto, etc. insomma, la famiglia olandese non riesce a rimanere oltre le 10:30 mentre un certo tipo di italiano inizia a stare a suo agio in questa situazione. Bello osservare queste cose per rendersi conto del vero valore dell'Italia: la nostra diversità!

    Ma veniamo in topic: la montagna non è da meno!!! Ho voluto andare a vedere come si vede da "lassù" questa parte di Calabria. Il Monte "La Caccia" domina il Pollino.
    Recentemente grazie a dei fondi europei finalmente usati bene, è stato messo in ordine il sentiero che da Trifari arriva alla Chiesa di Santa Croce. Per arrivare in vetta a La Caccia si deve poi prendere una traccia di sentiero che sale per una cresta. Nulla di impegnativo ma serve avere un attimo di confidenza con terreno ripido e sentieri poco battuti.
    La cosa più difficile della gita è raggiungere Trifari Alto in auto la strada è un toboga di asfalto con pendenze da Streif, curve a cavatappi CampagnoloR (se non sapete a cosa mi riferisco leggetevi la storia dei cavatappi Campagnolo, oggetto che rappresenta(va) la manifattura italiana top nel mondo), e larghezza della carreggiata pari al 75% di un'auto piccola

    Altra osservazione: attenzione, il nuovo sentiero non parte dove partiva il vecchio sentiero.
    Io mi ero preparato la gita seguendo una traccia che parte nei pressi dell'acquedotto. Da stoico montanaro nonostante mi sembrasse un po' troppo poco mantenuto ho voluto proseguire finché tra un ruzzolone e l'altro ho rischiato di dilaniarmi le gambe su rovi e rocce. E poi ho mollato.
    A quel punto mi sono girato e ho chiesto info ad un simpatico signore della zona che mi ha detto che il vecchio sentiero è chiuso da decenni e mi ha dato indicazioni per prendere la "partenza giusta. Si parte esattamente da qui: https://www.google.com/maps/place/39...4!4d15.8921839 (che bello e piacevole scambiare due parole con le persone del posto, io con il mio dialetto, loro con il loro... se provavamo a parlare italiano ci capivamo meno entrambi ).


    Traccia della salita al Caccia con errore. Attenzione, la salita al Monte Caccia inizia "subito" dietro la Chiesa Santa Croce!


    Si parte dal parcheggio. Prima parte per prati e boschi. Si arriva allo straordinario Gafaro dellaNeve! Da qui il sentiero corre su roccia bianco-viola (straordinaria in discesa!) fino ad arrivare al Rifugio Belvedere (qui la storia: http://www.amicimontagna.it/sito/ind...d=57&Itemid=73). Dietro il Rifugio Belvedere c'è la Chiesetta della Santa Croce. E poi per cresta e boschi si sale al La Caccia.

    Cartellone con la traccia


    Salendo per le tortuose strade verso Trifari Alto all'improvviso appare il profilo de La Caccia, Parco del Pollino. Mi pare sia la cima più alta o forse è la vicina Castelluccia. Controllo subito, no dovrebbe essere La Montea il monte più alto con 1788 m slm. La Caccia si ferma a 1744 m slm.
    Tornando alle strade per Trifari Alto: lungo qualche tornante la sede stradale è talmente avvitata che, almeno per chi ha la trazione anteriore, una delle due ruote anteriori inizia a slittare Serve tecnica per farcela senza problemi


    Questa è la partenza del vecchio sentiero. Mi son detto, vabbè, forse è poco battuto e poco mantenuto. Proviamoci.
    Ma sono andato ben oltre il proviamoci, avevo troppa voglia di arrivare in vetta che mi dicevo, "vedrai che più in quota la vegetazione cambia e si va più spediti".


    Finché su delle rocce tenute assieme da rovi, insetti, ragni, terra, etc. ho ruzzolato e per fortuna non mi sono fatto nulla. Solo segni estetici da mostrare in spiaggia per ribadire che montanari lo si è anche al mare




    Riprendo l'auto e mi dirigo verso la partenza giusta. Ohhhhhhhhh, ho provato piacere a trovare un "sentiero autostrada" ad attendermi


    Ed essendo iper-appassionato di soldi pubblici, trasparenza, accountability delle finanze pubbliche e cose simili sono partito con l'umore sollevato nel vedere che i fondi di coesione vengono usati anche per cose che hanno ricadute positive (o che per lo meno io ritengo abbiano ricadute positive). Certo 16 k€ non sono pochi, ma nel mondo dei soldi pubblici sono una goccia che a volte genera nemmeno delle fotocopie.


    Bene, cartellonistica chiara e completa. Peccato non avessi messo a fuoco da dove parte la traccia (non segnata come sentiero) della salita al Caccia.


    Si parte!


    Prima parte del sentiero perfetta per riscaldarsi. Sullo sfondo il mare ed uno dei grandi centir turistici. Non so dirvi se quello è Belvedere Marittino o Diamante.


    Località Porticelle: qui c'è un piccolo capitello dedicato a Gesù ed una panchina per riposare all'ombra.


    Sentiero perfettamente preparato!


    Parete del Monte la Caccia.


    Segnavia al Gafaro della Neve. Da questo punto in poi si entra in un ambiente meraviglioso fatto di roccia bianca e quasi viola/azzurra.


    Eccoci nel Gafaro della Neve.


    Sentiero molto piacevole con doppio panorama: da una parte le pareti dei monti e dall'altra il mare


    Che meraviglia quest'angolo (non angolo) d'Italia.


    Forse questi sono i famosi pini loricati?


    Che parete "drammaticamente" bella!


    Quasi nei pressi del Rifugio Belvedere.



    Ecco il Rifugio Belvedere. Chiuso in estate, agosto, ma a ragione. Pochissima gente per questi monti, in tutto il giro incontrato 2+2 persone).


    Davanti al rifugio.


    Chiesa di Santa Croce. Dientro la chiesa si vede la cresta da salire per arrivare al Caccia.


    Chiesa Santa Croce.


    Durante la "perdita della traccia" sono arrivato nei pressi di una specie di forcella in cui ho trovato questi macchinari. Forse roba per il trasporto del legname? In giro c'erano anche metri e metri di cavo metallico, sia a terra che per aria.


    Dopo aver finalmente capito che non ero sulla strada per il monte caccia (attenzione cell e internet non prende) torno alla chiesetta. Ecco da dove parte la traccia per salire al Caccia. Attenzione non è segnata da nessuna parte Dopo la chiesa bisogna puntare a sinistra e interpretare finché si trova la traccia dei passaggi.


    La cresta da salire: bella "cardio-fitness"


    Il primo tratto della cresta visto da sopra.


    Giochi di nubi sul Monte Caccia.


    Panoramica a circa metà salita tra la vetta e la Chiesa di Santa Croce.


    La cresta termina in questo bosco. Il sentiero prosegue rimanendo nel lato "destro" della cresta fino ad arrivare in vetta. La traccia è quasi sempre ben visibile, dove non è visibile bisogna un attimo interpretare e cercare di salire senza mettersi nei guai.


    Traccia da sopra.


    Panoramica calabrese


    Altro pino ?Loricato?





    Finalmente in vetta!




    La Croce di Vetta.


    Traccia da sopra.



    In discesa fare attenzione a non scivolare.




    Scendendo ho smarrito la traccia e mi sono infilato per quel canalino. Per fortuna che anni e anni di piccole dolomiti e di boschi mi hanno fatto crescere i piedi a forma di zoccolo di camoscio


    La magnifica parete "non so la direzione" del Monte Caccia.


    Rifugio Belvedere quota 1355 m slm.


    Storia della Chiesa.


    E poi scendendo a valle ecco un altro paese con una perla sconosciuta. Ogni tot km la Calabria sorprende per le sue bellezze (e parallelamente sorprende per i suoi difetti, vedi gestione spazzatura e cura del territorio un po' da rivedere). Ma è una cosa che va insegnata da piccoli, vedere un bambino (ovviamente obeso qui i bambini local sono +50 kg dei bambini milanesi) abbandonare un sacchetto di patatine per terra senza esser preso con una randellata di sberloni fa impressione.



    Altre foto dell'ambiente.


    La parete del Caccia. Forse si potrebbe tracciare una "Direttissima" su per quelle rocce.



    Il Grafaro della Neve visto dalla vetta.


    Quella è la parte più divertente della discesa, da fare di corsa mollando i freni Il Grafaro della Neve: chissà se in inverno qui riesce a nevicare.


    Avete altre idee di trekking calabresi di un certo impegno? Ho già fatto il Tracciolino (che racconterò).
    Fosse per me passerei l'estate in questa terra meravigliosa!


  2. #2

    Predefinito

    Molto bello, grazie di questo reportage.

    ----

    Non si tratta di un trekking particolarmente impegnativo, ma potresti considerare le cascate sopra Bivongi (RC).
    Siamo nella zona delle Serre, lato ionico.
    La cascata, molto alta, termina in un laghetto nel quale ci si può fare il bagno.
    L'acqua, senza esagerazione, è gelida.
    Un paio di paesi relativamente vicini che meritano una visita:
    - Gerace, abbarbicato su di un colle sopra Locri; veramente molto bello
    - Mammola, anche questo un po' all'interno, sul versante ionico della strada della Limina; è la capitale calabra dello stocco. Ci sono un sacco di ristoranti... alla fine ti alzi da tavola co' sto benedetto stocco che ti esce dalle orecchie (sarebbe quello che voi veneti, erroneamente, chiamate baccalà).

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