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Discussione: Refund Policy DSS

  1. #151

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    Sono bruscolini. Un mese o due di cassa, e neanche su tutti perché comunque tutta l’amministrazione deve proseguire e pure le manutenzioni, sono un’inezia.

  2. #152

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    Questione rimborsi DS per skipass della stagione ski 2019 – 2020.

    Per quanto mi riguarda ho acquistato nel 2019 uno ski pass “8 giorni a scelta”. Il 09 -10 marzo 2020 alla chiusura anticipata degli impianti avevo utilizzato 6 giornate ski (dunque ne avevo ancora 2). A metà marzo ho inviato mail a DS, risposta “Attendere, prego…”. Ad oggi la situazione è questa. Per poter utilizzare le 2 giornate non utilizzate devo obbligatoriamente acquistare un nuovo plurigiornaliero “8 giorni a scelta” per la nuova stagione ski. Quando acquisterò lo skipass dovrò fare presente la questione all’Addetto, sicché la nuova tessera “8 giorni a scelta” conterrà 10 (8 + 2) giornate a scelta ski. Tali 10 (8 + 2) giornate a scelta potrò utilizzarle in due successive stagioni ski: dicembre 2020 – aprile 2021 e dicembre 2021 – aprile 2022.

    Giusto ? Sbagliato ? Corretto ? Non corretto ? Non saprei.
    Per quanto mi riguarda la domanda esatta da fare è: inserendo ‘in pausa’ la questione del rimborso per le 2 giornate pagate e non utilizzate, avrei comunque ri-acquistato uno ski pass “8 giorni a scelta” per la nuova stagione ski (dicembre 2020 - aprile 2021) ? La risposta è si.
    A meno che……..e non c’è assolutamente da augurarselo, a novembre si riaggravi il covid con una seconda ondata e venga introdotto un nuovo lockdown.
    Dunque (alle attuali condizioni, fine settembre) ri-acquistando lo ski pass “8 giorni a scelta” (cosa che comunque avrei fatto) potrò usufruire delle 2 giornate non utilizzate (che ho comunque già pagato). Insomma, per me, pari-e-patta.

    Ma DS era obbligata giuridicamente al rimborso degli skipass ? (non parlo di obblighi ‘morali’ e/o di fidelizzazione di clienti, etc).
    No, negativo, in relazione alle condizioni di vendita descritte formalmente sul contratto di vendita dello skipass (family, stagionale, di valle, 8 giorni a scelta, settimanale, giornaliero, punti-a-scalare) DS non è obbligata giuridicamente ad alcuna tipologia di rimborso.
    Dal momento che il Cliente acquista uno skipass (di qualsiasi tipologia) e paga, accetta di fatto le condizioni contrattuali di vendita di DS riportate nel contratto, qualsiasi esse siano. Nella fattispecie specifica << […] non è garantito il funzionamento durante l’intera stagione invernale di tutti gli impianti di risalita del comprensorio Dolomiti Superski, essendo gli stessi condizionati da alcuni fattori fuori dalla sfera di controllo degli esercenti, quali le condizioni meteorologiche, di innevamento, di sicurezza, guasti all’impianto, disponibilità delle fonti energetiche, disposizioni delle autoridisposizioni delle autorità e impedimenti dovuti ad altre cause di forza maggiore o di caso fortuito>>
    In Italia un DPCM che limita in maniera significativa e vincolate la libertà d’impresa, i trasporti e la libertà personale non era mai stato emesso, è costituisce di fatto causa di forza maggiore che autorizzerebbe il gestore a negare il rimborso.

    Eppure DS rimborserà alcuni suoi clienti; tengono ai clienti ? sono buoni ? sono compassionevoli ? Anche qui, io non lo so.
    So però che su questo forum spesso sono presenti degli equivoci su DS. La società consortile DS non è proprietaria di nessun impianto di risalita a fune e non ha alcun personale tecnico (se non quello del CdA e quello presente negli uffici di Selva), insomma DS è il ‘contenitore’.
    Il ‘contenuto’ invece sono le singole, diverse società di Impiantisti (ad esempio: SpA, Srl, etc) che hanno in proprietà e/o gestiscono gli impianti di risalita a fune ed il Personale, ovvero le società di Impiantisti che aderiscono a DS.

    Domanda: sappiamo con certezza che DS abbia già ricevuto, debba ricevere, oppure siano stati già promessi-e-stanziati degli interventi economici dal Governo e/o dalle Regioni, Provincie Autonome (si tratterebbe di Quanto, Come e Quando; con diverse formule e modalità: sovvenzione, sgravio, finanziamento speciale, fondi una tantum, ammortamento ‘speciale’, etc ) ? No, io non ho alcuna informazione certa.

    Invece sappiamo se gli Impiantisti che aderiscono a DS (le singole diverse società proprietarie e/o gestrici degli impianti a fune, con il relativo Personale) abbiano già ottenuto qualcosa ? Si, lo slittamento di un anno per le periodiche revisioni cogenti (obbligatorie in relazione alle norme di legge in vigore) per gli impianti di risalita fune. Un impianto di risalita con scadenza della revisione ventennale a novembre 2020, avrà dodici mesi in più (novembre 2021). Considerati 20 anni la ‘vita utile’ un impianto a fune (in DS la maggioranza degli impianti nel ventesimo anno è sostituita ex novo) i costi per la realizzazione di un nuovo impianto a fune (e/o i costi per la revisione ventennale) sono rinviati di un anno. Inoltre credo che gli Impiantisti abbiano riconosciuta da marzo la cassa integrazione per i lavoratori dipendenti. Dunque qualcosa gli Impiantisti hanno pur ottenuto.

    Ma sono gli Impiantisti che aderiscono alla società consortile DS e sarebbe stato quanto meno strano se la stessa DS non avesse effettuato (in nome e per conto degli Impiantisti) alcun tipo di rimborso per gli skipass acquistati dai clienti.
    Segnalo (a margine) per i flussi di cassa (tempistiche delle uscite/entrate) che i clienti che hanno acquistato uno skipass stagionale 2019 – 2020 lo hanno fatto principalmente nella prima settimana di dicembre 2019…...

    E’ anche necessario considerare che DS nei giorni 9, 10, 11, 12 marzo 2020 ha realizzato un cosiddetto ‘precedente’ rimborsando i clienti che avevano acquistato uno skipass. Dunque se DS ha già rimborsato i clienti (nei giorni 9 / 12 marzo 2020), penso che doveva necessariamente rimborsare anche gli altri clienti che ne avevano diritto. In caso contrario (non emissione di nessuna forma di rimborso ai clienti che ne avevano diritto da parte di DS) l’assenza di oggettiva uniformità sarebbe stata probabilmente carente di principi di legge ed impugnabile (loro si, mentre noi no……).

    Per il rimborso degli skipass da parte di DS buonismo, fidelizzazione dei clienti e relativi ammennicoli non penso che c’entrino molto.
    Dopoché è indispensabile ancora riconoscere, come già detto all'inizio, che DS non era obbligata formalmente (giuridicamente) al rimborso degli skipass della stagione ski 2019 – 2020.

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  4. #153

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    A completezza del tuo messaggio voglio ricordare che solo,le manutenzioni straordinarie hanno avuto uno slittamento. Quelle ordinarie ovviamente no. Per cui per riaprire a dicembre si e’ dovuta fare la normale manutenzione come se si fosse girato per l’intera stagione. Per quanto riguarda i cosiddetti “aiuti” niente e’ stato previsto, se non la cassa integrazione, che va più a tutelare i lavoratori stagionali che i datori di lavoro. Perché altrimenti i lavoratori si sarebbero trovati con contratto cancellato e nessun reddito già da metà marzo.
    Dal punto di vista finanziario chi ha potuto, con le solite limitazioni di tutte la aziende del paese, ha cercato di avere la moratoria sui mutui. Ma e’ una moratoria solo di qualche mese. E comunque e’ solo lo slittamento del pagamento delle quote capitali dei mutui, non gli interessi ovviamente. Il tutto di fronte ad una stagione che si aprirà con molte più domande che risposte. Il rischio e’ che molti piccoli gestori del DSS a fine inverno 2020-2021 portino i libri in tribunale. I più grossi sicuramente stanno in piedi anche perché le banche locali non li lasceranno in ammollo se non vogliono saltare esse stesse.

  5. #154

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    In assenza di ordinarie manutenzioni annuali un impianto di risalita a fune (apparecchiatura di trasporto Persone) non potrebbe neppure essere aperto.
    Credo che tu sappia cosa potrebbe accadere in caso ordinarie verifiche da parte degli enti di controllo preposti; oppure di incidente con lesioni a Persone in assenza dei periodici controlli-revisioni sia per quanto attiene le coperture assicurative, sia per quanto attiene l’autorità giudiziaria ed il relativo iter.
    Che gli impianti siano stato chiusi il 09 – 10 marzo con DPCM (dai 30 ai 40 giorni prima dalla data ‘naturale’) credo che sia è ininfluente per quanto attiene i periodici controlli-revisioni a breve termine (vedi ad esempio gli ascensori negli uffici pubblici che sono rimasti chiusi al pubblico nel periodo del lockdown); ovvero lo stesso lockdown non interrompe gli obblighi cogenti di legge.

    A me sembra che lo slittamento di un anno per le cogenti revisioni ventennali degli impianti a fune è un provvedimento che aiuta le società proprietari e/o gestrici di impianti di risalita a fune. Dunque rinvio di un anno dei costi per la realizzazione di un nuovo impianto (in ‘scadenza’) e rinvio di un anno dei costi per la revisione ventennale. Non è molto, ma neppure poco

  6. #155

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    Gli impianti non scadono più. Nel senso che la vita tecnica non esiste più, per cui fini a che l’impianto e’ tenuto in ordine secondo normativa non necessita la sostituzione, come in quasi tutto il mondo del resto.
    La manutenzione annuale e’ obbligatoria se vuoi aprire al pubblico anche per un solo giorno. Ma se decidi di restare chiuso per la stagione non e’ necessaria. Quest’estate molto gestori si sono posti la domanda se valga la pena o meno investire i soldi necessari ad aprire il prossimo inverno. Non si parla di bruscolini, perché per aprire devi fare tutte le manutenzioni, assicurazioni, contratti elettrici, assunzioni stagionali ed innevamento programmato ancora prima di aprire. Si parla di impegni immediati per almeno la metà del fatturato di una stagione normale. Se per caso dopo una settimana o due sei costretto a chiudere o semplicemente mancassero gli stranieri che oramai sono i principali clienti vuol dire aver buttato nel cesso tanti di quei soldi che anche le società finanziariamente più solide possono trovarsi in seria difficoltà.
    Ovviamente se i gestori degli impianti decidessero di restare chiusi, gli alberghi non potrebbero che fare altrettanto, così pure ristoranti, negozi... ecco perché forse sarebbe stato necessario proporre una rete di salvataggio per gli impianti che si impegnassero ad aprire comunque.

  7. Skife per gigiotto98:


  8. #156

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    Grazie, ma sono a conoscenza che gli impianti di risalita a fune non 'scadono'.
    Non ho mai scritto di scadenze di impianti a fune, ma di controlli-revisioni periodiche (ovvero annuali), che se sono assenti impedirebbero l'apertura di una funivia quale apparecchiatura di trasporto Persone.


    Sulla opportunità e/o convenienza economica di un Impiantista di investire, ovvero: realizzare preventivamente (entro il 20 novembre) le manutenzioni, pagare le assicurazioni, assumere Personale, sottoscrivere contratto fornitura energia elettrica, etc nell'attuale incerto periodo (per l'eventuale rischio di aggravamento del covid ed eventuale nuovo lockdown) secondo me, chiamasi libertà economica, libero mercato e rischi di impresa (e tutti gli imprenditori credo che ne sono ampiamente informati).
    Non vorrei essere spiacevole ma per coloro che desiderano reddito ed utili, ma non vogliono correre rischi d'impresa non saprei cosa dire.

    A me piace molto la Montagna e piace skiare, ma devo dire con tutto il rispetto che skiare non la ritengo, per me, una attività strettamente indispensabile (quale ad esempio la sanità, i trasporti su sede stradale-ferroviaria). Dopodiché altri skiers, persone possono vederla in modo completamente diverso.
    Di sicuro un Impiantista la vede, ovviamente, in maniera completamente differente, idem gli hotel, negozi, rifugi, baite, etc.; per questi si tratta di tutela del proprio lavoro e del proprio reddito.
    Se un impianto di risalita a fune chiude dispiace per l'Impiantista, per l'indotto e per chi skia (compreso il sottoscritto); ma probabilmente l'impianto potrà essere rilevato-assorbito da società più solida, oppure resterà (ahinoi) fermo.
    L'intervento di <<salvataggio>> ad esempio della comunità europea, dello Stato, della Regione e/o della Provincia Autonoma, secondo me, anche no (poi ciascuno può vederla a modo suo).

  9. #157

  10. Skife per Alberto 2:


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  12. #158

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    Citazione Originariamente scritto da fb3+ Vedi messaggio
    Grazie, ma sono a conoscenza che gli impianti di risalita a fune non 'scadono'.
    Non ho mai scritto di scadenze di impianti a fune, ma di controlli-revisioni periodiche (ovvero annuali), che se sono assenti impedirebbero l'apertura di una funivia quale apparecchiatura di trasporto Persone.


    Sulla opportunità e/o convenienza economica di un Impiantista di investire, ovvero: realizzare preventivamente (entro il 20 novembre) le manutenzioni, pagare le assicurazioni, assumere Personale, sottoscrivere contratto fornitura energia elettrica, etc nell'attuale incerto periodo (per l'eventuale rischio di aggravamento del covid ed eventuale nuovo lockdown) secondo me, chiamasi libertà economica, libero mercato e rischi di impresa (e tutti gli imprenditori credo che ne sono ampiamente informati).
    Non vorrei essere spiacevole ma per coloro che desiderano reddito ed utili, ma non vogliono correre rischi d'impresa non saprei cosa dire.

    A me piace molto la Montagna e piace skiare, ma devo dire con tutto il rispetto che skiare non la ritengo, per me, una attività strettamente indispensabile (quale ad esempio la sanità, i trasporti su sede stradale-ferroviaria). Dopodiché altri skiers, persone possono vederla in modo completamente diverso.
    Di sicuro un Impiantista la vede, ovviamente, in maniera completamente differente, idem gli hotel, negozi, rifugi, baite, etc.; per questi si tratta di tutela del proprio lavoro e del proprio reddito.
    Se un impianto di risalita a fune chiude dispiace per l'Impiantista, per l'indotto e per chi skia (compreso il sottoscritto); ma probabilmente l'impianto potrà essere rilevato-assorbito da società più solida, oppure resterà (ahinoi) fermo.
    L'intervento di <<salvataggio>> ad esempio della comunità europea, dello Stato, della Regione e/o della Provincia Autonoma, secondo me, anche no (poi ciascuno può vederla a modo suo).
    Forse non capisci bene il ruolo che gli impianti hanno nell’economia delle valli dolomitiche. Essi non sono solo un accessorio o uno svago per i residenti, ma sono il volano di tutta l’economia turistica che da al TAA almeno il 20% del PIL direttamente ed indirettamente chissà quanto.
    Dati i rischi per l’apertura la prossima stagione non mi sentirei di condannnare quegli imprenditori che pensano che sia meglio per la loro attività prendersi un anno sabbatico, riducendo le spese al minimo, aspettando che un vaccino risolva i problemi del mondo.
    Ma se mentre un albergo, un ristorante o un negozio che prendessero questa decisione hanno impatto limitato sulla valle, gli impianti invece costringerebbero anche tutti gli altri operatori a ripensare bene cosa fare il prossimo inverno.

    Ti immagini se società come Dantercepies, o anche solo la piccola seggiovia Costabella a Selva decidessero di restare chiusi perché non vale la pena prendersi il rischio il prossimo inverno? Tutta la Val Gardena soffrirebbe immensamente.
    Per cui è’ nell’interesse generale della valle che gli impianti puntino ad aprire, ma e’ interesse degli impiantisti restare chiusi. Come si risolve questo dilemma? Ovviamente con l’assunzione del rischio apertura dal parte della comunità, che e’ quella che più gode dal beneficio dall’apertura.

  13. #159

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    Siamo fuori tema, OT

    Secondo me estremizzi. Quando in stagione invernale vedrò il SellaRonda (in senso orario e/o antiorario) interrotto perché uno e/o più Impiantisti hanno deciso che i rischi sono troppo elevanti e non conviene economicamente-finanziariamente aprire e/o tenere ancora aperto i propri impianti, allora, si, potrò crederci. Oggi, scusami, no. Attualmente penso che le probabilità che il SellaRonda (in senso orario e/o antiorario) sia interrotto per le suddette ragioni, siano uguali a quelle dell’atterraggio degli ufo sul centrale del Foro Italico durante la finale apt.
    Ipotetico scenario: in una eventuale fase negativa alcuni Impiantisti non apriranno i propri impianti, DS troverà (in qualche maniera) dei ‘sostituiti’ per un …x… tempo, garantendo la continuità dei servizi.

    Io non <<condanno>> nessuno tanto meno gli imprenditori che si assumono rischi e responsabilità, specie in un periodo incerto come questo.
    In ’Alto Adige Süd Tirol gli impiantisti potrebbero anche essere il 30 % del pil diretto, ed il 35 % del pil indiretto. Io comunque sostengo (suppongo che l’hai capito) la libertà economica, il libero mercato, i rischi di impresa.
    Negli affari in molti anni va bene (……pariamo dell’incremento dei beep in DS negli ultimi anni ?), in un anno eventualmente potrebbe andare meno bene, o forse (e speriamo veramente di no !) male. Questo però oggi non lo sappiamo.
    Per un anno in cui potrebbe andare eventualmente meno bene facciamo saltare tutto ? Ovvero nella ipotetica eventualità in cui i beep nel 2020-21 andassero meno bene, cosa si fa, non si riapre neppure ?

    Scusami ma da parte di un Impiantista che potrebbe anche decidere di non aprire mi sembra una logica con qualcosa di leggermente, come dire, “minaccioso” (i rischi sono troppi, potrei saltare, se non mi aiutate economicamente, io non apro….).
    In genere un imprenditore dovrebbe avere anche delle responsabilità verso i propri lavoratori, verso la propria comunità, verso la propria valle (oltre alle responsabilità verso gli ‘azionisti’ ed i proprietari di quote sociali).
    Ovviamente ciascuno conosce le proprie tasche ed è molto facile parlare con le risorse (€) altrui.

    Se invece tu intendi che la val Gardena e le sue Casse di Risparmio si accollino come “comunità interessata” parte dei rischi economici – finanziari garantendo la continuità di apertura di alcuni impianti a fune, con costo quasi zero da parte di altri contribuenti sono d’accordo.
    Quello che non mi piace, in genere (non in questo caso particolare), è la logica: utili privati, mentre i debiti sono pubblici.

    Ultimo aspetto, osservo nei post forse eccessiva ‘negatività’; la situazione covid non è certo ottima (specie appena fuori Italia), ma nessuno sa realmente come andrà dal 06 dicembre in poi (di sicuro non mi auguro “L’Ottimismo vola ……. …” del buon Tonino Guerra).
    Ci potrebbero essere dei rischi di aggravamento del covid ed un eventuale nuovo lockdown. Però potrebbe anche non esserci nulla di tutto questo. La professione mi ha insegnato think positive, please.

  14. #160

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    Appunto perché e’ responsabile non si prende impegni di pagamento che magari non potrà rispettare. Mica tutti gli esercenti hanno fatto i soldi a palate ed hanno i CC gonfi. Malti fanno fatica a pagare le rate dei mutui già in annate normali. Se la stagione dovesse andare male rischiano non solo di non pagare le rate dei mutui, ma anche stupendi e bollette. In passato mi sono occupato di 7na stazione spesso nominata in questo forum. La stazione in questione ha incassi invernali normali per circa 6 milioni di euro, e spese correnti per 4. Il resto in condizioni normali è’ EBITDA che e’ utilizzato per pagare mutui, manutenzioni straordinarie e reinvestire ogni anno per migliorare la stazione. Di quei 4 milioni di spese correnti almeno due e mezzo normalmente sono già stati spesi o impegnati entro Natale di ogni anno. Se decidesse di restare chiusa le spese correnti sarebbero di un milione invece che di 4 per arrivare fino a dicembre 2021.
    Il milione in cassa per tenere la società in freezer fino a dicembre 2021 c’è’. I 4 milioni per coprire le spese correnti della stagione 2020-2021 al momento no.
    Un amministratore prudente cosa dovrebbe fare? Difficilmente il prossimo inverno si arriverà a coprire con gli incassi le spese correnti. Ma se restasse chiusa tutta la valle dove si trova vedrebbe chiudere anche gli alberghi.
    Diciamo che stando nei rigorosi parametri di un’amministrazione prudente ( e la prudenza e’ uno dei parametri che un amministratore deve avere di fronte alla legge ) si dovrebbe restare chiusi.

  15. #161

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    lo scorso anno, lo sci ha sempre avuto un comma dedicato nei divieti di ogni dpcm, segno che viene visto come un candidato facile per fare audience nei decreti

    a seguire, gli skialp, simili agli sciatori come concetto, sono sempre stati nella top five dei focalizzatori di odio insieme a runner e cittadini che facevano la spesa nei negozi abituali, ma non dietro l'angolo

    ora che l'odio per le discoteche si è esaurito con la loro chiusura, ma i contagi continuano a salire, c'è il ragionevole rischio che il governo prenderà nuovamente di mira le stazioni sciistiche, chiudendole, o mettendo limiti assurdi sulla occupazione degli impianti come sta facendo con alcuni treni

    a quel punto non è più questione di rischio di impresa, bensì di accanimento contro specifiche categorie economiche

    magari sul sellaronda no, ma che alcuni operatori non vogliano affrontare il rischio di uno stato ottuso che li obbliga a chiudere, di legge o di fatto, non mi stupirei proprio

  16. #162

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    Citazione Originariamente scritto da Alberto 2 Vedi messaggio
    Europa o stato.........NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
    Molto sibillino 😂
    Però hai ragione.

    Ciao

    P. S.: rido per non piangere

    - - - Updated - - -

    @ testata

    Scusa amico, forse te l’avevo già chiesto in passato ma non ricordo (in caso affermativo mandami pure) hai sciato spesso ne DSS?

    Ciao

  17. #163

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    sciato no, ma ti giro la domanda: hai studiato spesso i bilanci degli operatori del DSS?

  18. #164

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    Di alcuni si. Leggere ed interpretare bilanci fa parte della mia preparazione. Ed amministrare stazioni sciistiche anche. Per cui sono in grado di dire da un bilancio depositato in camera di commercio lo stato di salute e le criticità di una stazione.

  19. #165

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    la domanda, puramente retorica, era per Tooyalaket, che lasciava intendere che non avendo sciato nel DSS, le mie affermazioni fossero fuori luogo

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