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Discussione: Afghanistan ski alp

  1. #1

    Predefinito Afghanistan ski alp

    Ciao a tutti, poco prima del casino COVID, mi sono fatto un giro in Afghanistan con gli sci e le pelli. Sono partito il 19 Febbraio e ritornato il 2 marzo, "just in time" prima del blocco dei voli.

    Devo dire che l'esperienza è stata bellissima, affascinante, ricca di incontri con persone stupende e in una natura selvaggia. Pertanto mi piacerebbe condividere questa mia esperienza con altri.

    Inizio a riportare il mio diario di viaggio. Poi man mano aggiungerò giorni e foto. Parto proprio dal viaggio perchè dà l'idea di quello che ho dovuto fare per portare a termine la "missione".

    AFGHANISTAN 2020

    NOTA IMPORTANTE: chi volesse aiutare i ragazzi di Bamyan a praticare lo sci, può iscriversi al Bamyan Ski Club (basato in Svizzera) che garantirà il mantenimento del club, l'invio di materiale ed il sostentamento per i ragazzi avviati alla scuola di sci.
    http://bamyanskiclub.com/

    DAY 1 – 19.02.2020 MILANO – DUBAI

    Il viaggio è iniziato! Non senza qualche pensiero perché in effetti l’Afghanistan non è una meta che viene scelta a cuor leggero, nonostante gli anni di analisi e osservazione.
    Comunque le ultime notizie sono decenti. Sebbene ogni giorno succeda qualcosa a Kabul, sembrano prevalentemente problemi di criminalità. Da mesi partecipo al gruppo FB Kabul Security Now ed in un mese ho letto di un solo attacco all’accademia militare. Inoltre i colloqui di pace e il cease fire con i Talebani rafforzano in me l’idea che sia questo il momento giusto.

    Nel frattempo ho fatto un buon viaggio con la Emirates, sono arrivato all’aeroporto di Dubai, perfettamente organizzato ed efficiente. Controlli di polizia superati in 1 minuto, bagagli ritirati in 5 minuti inclusi gli sci. Fuori ho trovato il driver del Hotel che mi aspetta. Tutto perfetto.

    Ho anche trovato un aggancio a Dubai in caso di problemi, una ragazza del mondo dei rally in moto a Dubai per lavoro da qualche settimana. Domani sarà il giorno fatidico per il visto. Speriamo in bene. Poi farò un giretto per Dubai prima di andare in aeroporto da dove prenderò il volo per Kabul alle 4 di mattina… se tutto sarà andato bene con il visto!
    Altrimenti cercherò un volo per tornare a casa, ma non prima di aver almeno sciato all’interno di quella follia che si chiama Ski Dubai.

    A occhio la città è un grande parco giochi dove passare 2 giorni in giro tra grattacieli, parchi acquatici ed altre attrazioni.

    Alcune note: la camera che mi è stata assegnata è la 222, come la moto di Antonio Cairoli, un numero ricorrente come nel film 2.22 dell’orologio alla Central Station di New York. Altra nota per la cena: ottima a base di verdure fresche, hummus, sottaceti, carni speziate e spremuta di limoni con menta… vedremo eventuali effetti collaterali stanotte. Ristorante Al Maleh (circa 70 AED).

    In camera una veloce occhiata al TG e poi cerco di dormire. Domattina levataccia (6.30 ora locali, 3.30 italiane) per andare al consolato.


    DAY 2 – 20/02/2020 DUBAI

    Sono le 23 e sono in piedi dalle 6.30, la brutta notizia è che il check in per Kabul apre tra 90’ e quindi devo aspettare al bar con tutta la mia attrezzatura. Sono al terminal 2 di Dubai, quello dei viaggi degli schiavi. Da qui partono i voli per i posti più improbabili, scaricando lavoratori low cost per alimentare i cantieri e le attività di Dubai dove ci sono 200.000 abitanti con la cittadinanza emiratina che non è acquisibile nemmeno per matrimonio.

    Ma facciamo un passo indietro: stamattina presto, senza fare colazione, mi sono fatto portare in taxi al consolato Afghano. Una bella villetta poco lontano dall’hotel. Alle 7.30 c’erano già 3 operatori di Save the Children e di UNIFIL in coda, oltre a 2 Afghani. Con circa mezz’ora di ritardo ci hanno fatto entrare e fatto attendere in una sala dove poi è arrivato un gentilissimo funzionario. Ho notato subito che, mentre agli altri ha trattenuto la documentazione ed il passaporto, a me invece ha reso tutto e mi ha detto di aspettare. Dopo quasi 2 ore di attesa durante le quali tutti avevano ormai completato le pratiche, mi è stato detto che avrei dovuto sostenere un colloquio con il Console. Gli ho dovuto spiegare per bene la questione dello sci perché era convinto che andassi a fare altro, tipo spionaggio o loschi affari. Chissà!? Alla fine il Console si è comunque convinto, ha scritto una frase sul foglio e mi ha congedato continuando a guardare un programma in TV nel suo ufficio di rappresentanza che sicuramente lo interessava di più del mio visto.

    Dopo il colloquio, ottenuto finalmente parere positivo, pago il costo del visto, mi mettono un francobollo sul passaporto e mi dicono che me lo avrebbero spedito… COSA?????? Tra l’altro non avendo più una camera in hotel dove farlo recapitare, decidono di spedirlo fermo posta alle Poste Centrali di Dubai dove devo farmi trovare alle 3.30 precise del pomeriggio per il ritiro!!!!

    Senza alternativa, senza documenti in tasca, decido di tornare all’hotel a piedi attraverso una zona residenziale con baretti e negozi di alimentari: finalmente un po’ di profumi medio orientali autentici.

    In hotel mi concedo una colazione leggera (un succo d’arancio e un croissant 10 euro) e poi mi faccio accompagnare da un altro taxi al Burj Khalifa dopo aver lasciato tutti i bagagli in deposito. Il mall del Buji Khalifa è qualcosa di sorprendente, difficilmente immaginabile per dimensioni (incredibili!!!), lusso e pulizia. Bisogna vederlo per capire. Devo far passare il tempo, lo giro senza meta fino a perdermi, bevendo qualcosa da Starbucks (caffè, acqua e banana a 4 euro) e poi fermandomi a mangiare una bistecca lasciando sul campo 40 euro! Mi chiedo come fissino i prezzi in questo posto!

    Arrivate le 3, prendo un taxi e mi faccio accompagnare all’hub di smistamento delle poste. Alle 3.30 entro nell’ufficio che gli afghani mi avevano indicato e… taaaaaac ecco il mio passaporto puntualmente consegnato con tanto di visto! Un lavoro di perfetta pianificazione!

    O quasi… infatti mi ritrovo in una zona industriale periferica dove non c’è neanche un taxi, cammino un po’ e trovo una scuola dove vedo un taxi in attesa. Purtroppo è prenotato e tra l’altro mi dice che è impossibile chiamare un altro taxi perché quella è l’ora del cambio turno. Però sono “fortunato”: a qualche km c’è una fermata della metropolitana.
    Dopo 20’ a piedi con passo veloce arrivo alla metro di superficie, salgo e mi dirigo all’incontro con Giada, la ragazza dei rally in moto che avevo conosciuto nel 2014 in Albania e che si è da poco trasferita a Dubai. Dopo 1 ora di metropolitana, arrivo nella zona dove vive, vicino al villaggio sull’acqua a forma di palma. Passeggiata in spiaggia con pausa al bar per una birra e per ascoltare un sacco di notizie su Dubai. Giada ha una grande passione per la moto e subito si è data da fare per poter girare nel deserto. Ho visto le foto dei suoi giri: bei posti, belle dune.

    Ormai è tardi, è arrivata l’ora del transfer all’aeroporto. Prendo un taxi passando in hotel a caricare l’attrezzatura da sci e i bagagli. Il taxista pakistano di Peshawar non si dà pace del fatto che io voglia andare in Afghanistan. Giusto per tranquillizzarmi, mi mostra le foto inviate dai suoi parenti in Afghanistan che mostrano un morto ammazzato. Inutile spiegare che le zone sono diverse, le etnie sono diverse, etc. etc. etc., lo ringrazio e mi faccio lasciare di fronte al terminal 2. Salutandomi mi chiede se ho bisogno di protezione a Kabul perché se non avessi avuto nessuno ad aspettarmi mi avrebbe fatto prelevare al mio arrivo da qualcuno perché a Kabul non ci si può fidare di nessuno. E questo è assolutamente vero. Grazie al cielo sono ben preparato e ho minuziosamente valutato tutti gli aspetti logistici.


    DAY 3 – 21/02/2020 KABUL

    Dopo una notte trascorsa all’aeroporto di Dubai in attesa del volo per Kabul, finalmente arriva l’ora dell’imbarco. Sono le 4.20 e puntualmente il volo parte in mezzo a 200 afghani assortiti tra uomini d’affari e tanta gente semplice vestita in abiti tradizionali e rappresentanti le varie etnie del paese.

    Alcuni sono Pashtu, altri semplici Hazara come il mio vicino che a Londra ha aperto un ristorante.

    L’atterraggio a Kabul è speciale perché si gira tra le montagne e poi si imbocca una pista di atterraggio costellata di velivoli ed elicotteri militari.
    In aeroporto passiamo velocemente i controlli, ritiriamo i bagagli, passiamo ancora i raggi X e carichi come muli ci facciamo una scarpinata fin dove ci aspettano (sul volo ho trovato altri 2 partecipanti, un giornalista canadese ed un fotografo americano) le nostre guide. Per uscire dalla zona è veramente lungo, attraverso vari passaggi e muraglioni in cemento armato dove militari bardati pesantemente fanno la guardia e cercano di prevenire attentati.

    Attraversiamo la città e andiamo alla guesthouse in zona 4 davanti al parco di Kabul. Dopo un pranzo nel vicino ristorante “il Forno” usciamo coi mezzi attraversando una città assurda dove i migliori ristoranti sono presidiati da buttafuori con enormi mitra e giubbotti antiproiettile di quelli pesanti sino al ginocchio, gli uffici hanno di fronte postazioni blindate e ad ogni angolo ci sono persone armate. Raggiungiamo la moschea blu sacra agli Hazara in una zona della città in cui si è svolto un orrendo massacro degli Hazara dopo che avevano consegnato le armi ai Talebani con la falsa promessa della pace. Poi parlando con le persone capiamo tante cose, ma ci vorrebbe un trattato di socio politica e non un misero diario di viaggio scritto da me, che vorrei avere la capacità ed il tempo di trascrivere tutto, ma che devo necessariamente affidare al mio cuore ed alla banca dei ricordi nella mia testa.

    Comunque il luogo dove sorge la moschea è surreale: un enorme cimitero circondato da colline con semplici case di fango e pietre colorate “per riportare un po’ di allegria in città”. I ragazzi fanno volare ovunque gli aquiloni come nel libro di Hosseini “il cacciatore di aquiloni”. Siamo anche vicini allo zoo dove c’era il leone a cui davano da mangiare le vittime da punire ai tempi dei Talebani.

    Tra le tombe ci sono gruppi di persone, c’è chi assiste a combattimenti di galli, chi vende aquiloni e rocchetti di corda e chi fa salire i figli su giostrine azionate a braccia.
    Siamo chiaramente in un film! Non si può capire! Alla mosche accediamo con qualche timore, dopo un po’ iniziano ad avvicinarci persone, vogliono parlare inglese, fare le foto con noi. La polizia comunque vigila continuamente, ma con discrezione anche se di fatto ha mitra, giubbotto anti proiettile e almeno 4 caricatori di scorta nel caso servissero.
    Ci immergiamo a lungo in questo mondo incredibile. La testa è persa in mille pensieri, a chi ha sofferto, a chi sta cercando una vita normale e a tutte le cose che ho letto negli ultimi 30 anni su questi meraviglioso e travagliato paese.

    Tornati in albergo nel quartiere Pashtu (non tutti i Pashtu sono Talebani, ma tutti i Talebani sono Pashtu) ce ne stiamo al sicuro dietro le alte mura della guesthouse.
    Cena e nanna: domani mattina altra levataccia alle 5.30 per andare in aeroporto. Gli sci invece non possono essere imbarcati perché l’aereo che ci porterà a Bamyan è troppo piccolo, quindi vengono caricati su un auto e mandati via terra attraverso le zone controllate dai Talebani. Non c’è modo di trovare altra soluzione, non riesco a digerire il fatto che qualcuno possa essere in pericolo per portare i miei stupidissimi sci a destinazione. Nulla da fare, mi dicono di stare tranquillo e che sanno come muoversi. Speriamo in bene, se succedesse qualcosa la mia coscienza non sarebbe a posto.


    DAY 4 – 22/02/2020 KABUL – BAMYAN

    Sveglia alle 5.30 e subito in aeroporto. Per entrare la trafila è complessa: si scende dalla macchina al primo varco. Ci si infila in un labirinto di metallo fino ad una prima perquisizione, poi altro giro con raggi X ed altra perquisizione. Poi si risale in auto (che è passata da un altro controllo), si fa un labirinto tra altre mura e si arriva laddove si scarica tutto per fare ancora raggi X. Poi si entra in aeroporto, si raggiunge il terminal voli domestici e si ricomincia la trafila, poi check in e quindi? Ovviamente ancora raggi X, apertura valigia e ispezione di ogni singolo oggetto, ecc. ecc. ecc.. Infine si arriva all’aereo: un piccolo bimotore della KamAir.

    Prima del decollo passiamo davanti ad un enorme Airbus quadrimotore della KamAir con un buco enorme nella carlinga (un taglio di 3 metri di lunghezza) chiuso con della plastica. Più in là un altro aereo che devono avere sbagliato a scaricare e quindi si è seduto sulla coda.

    Finalmente decolliamo, voliamo su Kabul che si estende a perdita d’occhio sotto di noi in quanto ormai raccoglie milioni di disperati giunti nella capitale nella speranza di sopravvivere in qualche modo. Sorvoliamo a bassa quota le montagne e le vallate, vediamo un antico caravan serraglio sulla strada tra Kabul e Bamyan, poi vediamo Sarh-e-Gholgola (la città delle grida assaltata da Gengis Khan) e quindi voliamo davanti alle nicchie degli antichi Buddha. L’aeroporto di Bamyan è micro, cioè non esiste! Quindi in pochi minuti ci portano i bagagli direttamente sul piazzale. Ad aspettarci ci sono due pulmini e i due ragazzi afghani che vorrebbero qualificarsi per le olimpiadi invernali e di cui ho visto diversi documentari su internet. Sono Alishah e Sajjad.

    Veniamo accompagnati in hotel dove rimaniamo stupiti dal lusso quando invece pensavamo di stare in una modesta casa di fango. Ci sistemiamo, facciamo colazione e quindi partiamo per il nostro primo giro turistico. Sosta in paese per il cambio e poi visita alle nicchie dei Buddha. Il sito è spettacolare, vuoi per il fatto che la storia recente ci ricorda la loro distruzione ad opera dei Talebani (e per fortuna avrebbero dovuto essere illuminati in quanto Talib = studente), ma soprattutto per la quantità incredibile di nicchie e cunicoli, stanze, ricordo di un passato remoto in cui Bamyan doveva essere un centro religioso importantissimo sulla via della seta. Rimango folgorato da questo posto magico, dal contesto e da come ci si senta in un’altra dimensione.

    Dedichiamo quasi 2 ore per la visita e poi ripartiamo per la Dragon Valley dove c’è una formazione rocciosa creata da attività geotermica che la leggenda attribuisce ad un Dragone ucciso da Alì, il figlio del profeta, con un colpo di spada la cui fenditura è ancora visibile nella roccia per diverse centinaia di metri.

    Rientriamo per il pranzo a Bamyan dove ci fermiamo in un bel ristorante locale dove per 2 euro ci rimpinzano fino a non farcela più. Nel pomeriggio invece andiamo in visita alla città delle grida distrutta da Gengis Khan durante un assedio.

    La vista da questo sito monumentale spazia dalle montagne innevate fino alla vallata con le nicchie dei Buddha.

    Il tutto accompagnato dai toccanti racconti di Gul sulla storia del suo paese che va di pari passo della sua famiglia. Diciamo che tutti hanno passato momenti atroci. Interessante sentire le reali motivazioni di tutto questo casino di paese dalla voce di chi c’era e c’è. Forse tutto è iniziato quando hanno unito sotto un unico stato etnie molto diverse.

    Verso di sera ci facciamo un giro in città dove andiamo a vedere anche il bazar dei tappeti. Negozi poveri, ma tantissima gente che compra e vende. Qualcosa si sta muovendo e si sta uscendo dall’economia di guerra che caratterizzava Bamyan fino a qualche anno fa.

    Rientrati in hotel, cena e branda.


    DAY 5 – 23/02/2020 Ski Touring 1 Chopdara Valley

    Alle 8 saliamo in macchina e andiamo al Bamyan Ski Club. Il posto è incredibile: questi ragazzi hanno una voglia straordinaria di divertirsi ed essere liberi. Ci sono perfino diverse ragazze e nell’attesa tutti insieme giocano a pallavolo: che conquista! Tutto ciò grazie ai fondi raccolti in Svizzera con le quote associative al Club che servono a pagare l’affitto della struttura, mettere a disposizione i mezzi per alcune settimane all’anno per incentivare la pratica dello sci e tenere insieme in qualche modo un po’ di attrezzatura che qualche anno fa alcune aziende hanno regalato a questi ragazzi.

    Mi toccherà sicuramente contribuire in qualche modo a questa “mission impossible”.

    Carichiamo tutto e tutti e andiamo nella vallata dove ci sarà l’Afghani Ski Challenge. Il viaggio di 45 minuti è bellissimo in un mondo antico dove l’unico segno di civilizzazione sono i pali della luce dato che la corrente a breve arriverà dall’Uzbekistan. Per la cronaca: in tutta la regione non c’è elettricità! Ognuno si arrangia con un proprio generatore, inclusi il nostro hotel e tutte le attività pubbliche e private. Solo l’illuminazione stradale in paese è garantita da lampioni con pannelli fotovoltaici.

    Arrivati sul posto, ci prepariamo ed iniziamo la salita insieme ai bambini del posto con vecchi sci o con sci di legno autocostruiti. Il paesaggio è stupendo: è la valle che sognavo di vedere da tanto tempo! Sono estasiato ed emozionato.

    A metà salita troviamo un campo battuto dai ragazzi dello sci club per fare allenamento (è dura puntare alle olimpiandi senza impianti e senza piste preparate!!!!). Continuano a salire con le pelli o a piedi e scendono in modo più o meno corretto. Stiamo un po’ con loro e poi saliamo oltre. Parto da solo e vado ad aprire il percorso. La neve non è molta, ma fottutamente pericolosa. Tanta neve ventata appoggia su uno strato di grossi cristalli di brina di fondo. Salgo lungo una traccia sempre avanti agli altri e seguito a distanza dai miei compagni e dell’afghano Sajjad. Verso i 3500 metri rallento perché il cuore batte come un tamburo per la quota e per l’emozione. Mi faccio raggiungere da Sajjad e dai due inglesi che fanno parte del gruppo, Gilbert e Tim. L’ultimo tratto lo facciamo insieme e poi attendiamo l’arrivo degli altri e di due ragazzi afghani.

    Dopo le foto e la gioia condivisa per essere lì ci prepariamo alla discesa. Tra di noi ci sono persone diverse: c’è un americano che ha avuto un figlio che ha combattuto qui, un inglese che ha avuto il fratello a combattere in Afghanistan. Essere qui oggi gli permette di comprendere che questa gente è finalmente in pace anche per il sacrificio di suo fratello e di tanti altri ragazzi, e mille altre motivazioni diverse che hanno spinto gli 8 partecipanti a venire qui.

    Finalmente ci lanciamo in discesa, sparandoci delle belle curve in velocità nella polvere nella speranza di non tirarci in testa l’intero pendio. In fondo decidiamo il rientro più tardi e nell’ora e mezza che ho a disposizione per riposare, preferisco rimettere le pelli ed andare da solo ad esplorare la vallata verso le due torri di roccia che mi hanno ossessionato durante tutta la preparazione del viaggio.

    Sono solo, in Afghanistan, e mi sto aprendo la strada con molta fatica nella neve profonda. Il pendio è modesto e quindi sicuro, ma questa neve è davvero pericolosa.
    Man mano che avanzo è un continuo “wooosh” dove ampie zone di neve collassano sotto i miei piedi e lunghe crepe si propagano davanti ai miei occhi. Sono in un perfetto laboratorio per le valanghe. Se non fosse per la scarsissima pendenza ci sarebbe da crepare di sicuro.

    Anche avendo questa tranquillità, ad ogni woooosh, ad ogni crollo della neve sotto di me e ad ogni crepa mi si chiude lo stomaco.
    Arrivata l’ora del rientro, tolgo le pelli e scendo sperando in bene. Ci si incontra tutti insieme al pulmino 4x4 e si torna in hotel.

    Dopo una bella doccia decido di uscire per comprare un tappeto. Purtroppo il negozio al mercato è chiuso. In compenso sto in giro più di un’ora da solo e ho la conferma che Bamyan è sicurissima.

    Rientro in hotel che è un po' fuori città a piedi al tramonto.

    Cena e branda.



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    Ultima modifica di robi950rally; 21-05-2020 alle 03:00 PM. Motivo: aggiunto foto


  2. #2

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  4. #3

    Predefinito

    grazie per avermi rallegrato la giornata

    ovviamente ci serviranno anche le info sull'organizzazione

  5. Skife per cocojambo:


  6. #4

    Predefinito

    Dev'essere stata un'esperienza fantastica! Complimenti! Se vuoi condividere anche qualche racconto, prego ...

  7. #5

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da robi950rally Vedi messaggio
    Sci ultimo modello!
    Hai sciato anche con i locals?

  8. #6

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Xtreme Vedi messaggio
    Vi siete organizzati da soli o tramite agenzia?
    E per l'aspetto sicurezza?
    Per la sicurezza, non c’è da preoccuparsi ..al massimo lo Stato Italiano organizza una bella operazione di rientro al costo di 500/800.000 a carico dei contribuenti...

  9. Skife per Sperem:


  10. #7

    Predefinito

    Allora cercherò di alimentare il racconto di tanto in tanto con altre foto, storie e aneddoti.

    Quanto all'organizzazione: erano anni che stavo pianificando un viaggio in Afghanistan ma per mille motivi (in realtà sempre il problema del terrorismo) avevo sempre rinunciato. A gennaio quasi per caso sono andato a visitare la fiera dei viaggi avventura a Londra e ho incontrato i ragazzi di Untamed Borders coi quali ero in contatto da tempo.

    Qualche giorno dopo ho versato l'acconto, comprato biglietti aereo, organizzato stop over a Dubai dove mi sono arrangiato per avere il visto Afghano in giornata e farmi trovare fuori dall'aeroporto di Kabul il giorno prestabilito.

    Da Kabul in poi, la visita della città, il volo interno verso Bamyan e le montagne di Koh i Baba e fino al ritorno all'aeroporto, ci ha seguito l'agenzia locale Silk Road Afghanistan. Ma la cosa più bella per me che sono un viaggiatore indipendente, è stato il fatto di avere la sensazione di essere in vacanza con un gruppo di amici, tutto molto easy e flessibile, disponibili sempre a farti fare quello che volevi.

    La sicurezza? Kabul decisamente pericolosa. Bamyan e le montagne il paradiso in terra. Giravo da solo a piedi in paese e per le campagne anche alla sera. Dopo che i talebani hanno distrutto i Buddha, la zona è stata liberata ed è sicura da molti anni. Ma è un isola felice, tutto attorno è ancora violenza e terrore.
    L'anno prossimo vorrei tornare. Ormai ho capito come fare, i posti sono fantastici e si sta veramente bene.

    - - - Updated - - -

    Citazione Originariamente scritto da Sperem Vedi messaggio
    Per la sicurezza, non c’è da preoccuparsi ..al massimo lo Stato Italiano organizza una bella operazione di rientro al costo di 500/800.000 a carico dei contribuenti...
    Tranquillo, ho il passaporto tedesco... continua a versare i contributi fiducioso

    - - - Updated - - -

    Citazione Originariamente scritto da Childerique Vedi messaggio
    Sci ultimo modello!
    Hai sciato anche con i locals?
    Sì certo. Hanno magari poca tecnica, ma hanno un gran fisico e sono abituati a quelle altezze dove io ho un po' sofferto (io soffro ovunque perchè non sono allenato, poi se ci metti il fatto che scii oltre i 3500...)

  11. Lo skifoso robi950rally ha 11 Skife:


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  13. #8

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    La distruzione dei Buddha di Bamyan è sintomatica dell'idiozia della razza umana. Che tipo di situazioni pericolose hai percepito a Kabul?

  14. #9

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da ddd82 Vedi messaggio
    La distruzione dei Buddha di Bamyan è sintomatica dell'idiozia della razza umana. Che tipo di situazioni pericolose hai percepito a Kabul?
    Argomento veramente lungo: lo percepisci ad ogni metro, quello che ti succede intorno, le barriere, i controlli ossessivi, le armi, gli accorgimenti indispensabili per non esporsi ad inutili rischi...

    Sarebbe ideale non uscire dall'Aeroporto di Kabul e prendere il volo per Bamyan, ma la coincidenza non c’è. Stanno lavorando con il ministero del turismo, ma per ora bisogna tenere in considerazione una notte a Kabul almeno all’andata.

    Poi anche Kabul ha il suo fascino e cose da vedere, ma evidentemente rappresenta il maggior rischio del viaggio. Io mi sono sempre sentito sicuro, ma solo lavorando con cura sul fronte organizzativo.
    Ultima modifica di robi950rally; 21-05-2020 alle 04:04 PM.

  15. Lo skifoso robi950rally ha 2 Skife:


  16. #10

    Predefinito

    Complimenti,davvero una bella esperienza,poi scegliere l'Afghanistan non è certamente da tutti

  17. #11

    Predefinito

    Ma con tutte le montagne meravigliose che ci stanno al mondo, ma proprio in Afganistan dovevi andare a fare sci alpinismo? Quelli sono posti dove per 1000 dollari, ma probabilmente anche meno, un occidentale se lo vendono ad estremisti. Questa davvero vuole dire andarsela a cercare. Ci sono posti altrettanto esotico ma molto più sicuri.

  18. Lo skifoso gigiotto98 ha 2 Skife:


  19. #12

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da gigiotto98 Vedi messaggio
    Ma con tutte le montagne meravigliose che ci stanno al mondo, ma proprio in Afganistan dovevi andare a fare sci alpinismo? Quelli sono posti dove per 1000 dollari, ma probabilmente anche meno, un occidentale se lo vendono ad estremisti. Questa davvero vuole dire andarsela a cercare. Ci sono posti altrettanto esotico ma molto più sicuri.
    In effetti il motivo del viaggio era andare in Afghanistan, poi per poter andare nell’unica zona sicura al 100% era fare scialpinismo, altra
    mia passione. La zona di Bamyan non ha atti di terrorismo di qualunque genere da quasi 20 anni. E’ un oasi di pace. La natura e’ meravigliosa e ci sono le montagne piu’ alte dell’Afghanistan (5000m) dopo la zona del Wakhan (oltre 7000m) che ho visitato ad agosto dal lato Tadjiko con la famiglia girando tranquillamente in 4x4.

    Sono abituato da sempre a fare viaggi in regioni remote, cio’ richiede una profonda analisi della situazione socio politica. Spesso il lavoro dura anni per capire quando e’ il momento migliore. Preparo un viaggio in Afghanistan dal 2006 e ci sono riuscito solo nel 2020. Tutto cio’ vuole dire prendere contatti con persone del luogo molto tempo prima, leggere i media del luogo, leggere report dell’intelligence di vari paesi, avere conoscenti “informati”, capire gli sviluppi di lungo periodo e i fatti piu’ recenti fino a poche ore prima della partenza. In questo caso le mie valutazioni mi hanno fatto optare per appoggiarmi ad un’agenzia per le attività’ locali, mentre invece in tutti gli altri viaggi ho preferito fare da solo e spesso partendo con la mia LandRover.

    Quello che dici rappresenta una veritiera valutazione del paese. Ma approfondendo potresti scoprire che quella regione e’ 100% sicura. Altre regioni sono visitabili ma non sicure al 100%. Altre off limits.

    Per chi volesse qualche informazione in più’, mi contatti su Facebook dove ho anche caricato piu’ foto:

    https://www.facebook.com/roberto.baratelli

    Saro’ felice di spiegare cosa considerare in questi viaggi. Se affrontati senza la dovuta preparazione e studio sono sicuramente da sconsigliare.
    Ultima modifica di robi950rally; 21-05-2020 alle 04:05 PM.

  20. Lo skifoso robi950rally ha 11 Skife:


  21. #13

    Predefinito

    Penso che tu sappia perché in quella zona non vi sono atti di terrorismo notevoli da quasi 20 anni, e vedendo a chi ti sei appoggiato ne ho quasi conferma. Non ti da fastidio?

  22. #14

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da robi950rally Vedi messaggio
    In effetti il motivo del viaggio era andare in Afghanistan, poi per poter andare nell’unica zona sicura al 100% era fare scialpinismo, altra
    mia passione. La zona di Bamyan non ha atti di terrorismo di qualunque genere da quasi 20 anni. E’ un oasi di pace. La natura e’ meravigliosa e ci sono le montagne piu’ alte dell’Afghanistan (5000m) dopo la zona del Wakhan (oltre 7000m) che ho visitato ad agosto dal lato Tadjiko con la famiglia girando tranquillamente in 4x4.

    Sono abituato da sempre a fare viaggi in regioni remote, ciao’ richiede una profonda analisi della situazione socio politica. Spesso il lavoro dura anni per capire quando e’ il momento migliore. Preparo un viaggio in Afghanistan dal 2006 e ci sono riuscito solo nel 2020. Tutto ciò’ vuole dire prendere contatti con persone del luogo molto tempo prima, leggere i media del luogo, leggere report dell’intelligence di vari paesi, avere conoscenti “informati”, capire gli sviluppi di lungo periodo e i fatti piu’ recenti fino a poche ore prima della partenza. In questo caso le mie valutazioni mi hanno fatto optare per appoggiarmi ad un’agenzia per le attività’ locali, mentre invece in tutti gli altri viaggi ho preferito fare da solo e spesso partendo con la mia LandRover.

    Quello che dici rappresenta una veritiera valutazione del paese. Ma approfondendo potresti scoprire che quella regione e’ 100% sicura. Altre regioni sono visitabili ma non sicure al 100%. Altre off limits.

    Per chi volesse qualche informazione in più’, mi contatti su Facebook dove ho anche caricato piu’ foto:

    https://www.facebook.com/roberto.baratelli

    Saro’ felice di spiegare cosa considerare in questi viaggi. Se affrontati senza la dovuta preparazione e studio sono sicuramente da sconsigliare.
    Due giorni da a Kabul un commando e’ entrato in un ospedale di MSF ed ha fatto strage di neo-mamme. Talebani, jihadisti e tagliagole comuni girano tranquillamente in ogni angolo del paese a proprio piacimento. Le forze di sicurezza non hanno sotto controllo neanche la capitale, e tu pensi che una regione remota sia più sicura? Un occidentale in ostaggio vale più oro di quello che pesa. E tu vai a fare skialp proprio li?

  23. #15

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Sperem Vedi messaggio
    Penso che tu sappia perché in quella zona non vi sono atti di terrorismo notevoli da quasi 20 anni, e vedendo a chi ti sei appoggiato ne ho quasi conferma. Non ti da fastidio?
    Io sarei curioso, è una situazione tipo la "pax mafiosa" nostrana?

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