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Discussione: Covid-19 e Sci alpino - SANITARIO [parte 4]

  1. #2881
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    Citazione Originariamente scritto da Alberto 2 Vedi messaggio
    Mi sembra che contro Zangrillo, Bassetti, Remuzzi, Silvestri, ci siano solo più i medici burocrati dell'ISS. Anche il Prof. Galli a Milano si sta smarcando dall'ISS.
    Ripeto è vergognoso credere che Zangrillo l'abbia fatto per il San Raffaele, allora Bassetti per chi? Gattinoni per chi?
    Non si può, come alcuni di voi, vedere il male dappertutto e ovunque, mi sa che sei tu che hai bisogno di una buona visita, soprattutto cambia occhiali perchè mi sembri daltonico, vedi sempre lo stesso colore al negativo
    Con la Cina l'OMS è il vero artefice del danno, è una organizzazione parassitazria, come l'ONU
    Ossessivo compulsivo mi sembra che si chiama il disturbo... prova a guardare su wikipedia.

  2. #2882

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    Citazione Originariamente scritto da ddski Vedi messaggio
    Capisco la tua necessità di avere un rapporto conflittuale con il prossimo ma io mica criticavo la presa di posizione di Zangrillo. Vuole che il suo ospedale riprenda a lavorare e fatturare come prima, e visto che è il primo ad essere cosciente del rischio che corre mi rassicura il fatto che sia così convinto di quello che dice.
    E che cosa dovrebbe fare un ospedale se non curare pazienti? Se ora e’ vuoto, perché i malati covid sono guariti, nuovi non ne arrivano, perché fare aspettare gente inutilmente? E si, e’ privato. Nel mentre ha posti letto vuoti, non paganti quindi, ma ha da pagare stipendi a infermieri e medici. Che il 27 di ogni mese si aspettano lo stipendio sul conto.

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  4. #2883
    Senior Member Skifoso
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    Citazione Originariamente scritto da gigiotto98 Vedi messaggio
    E che cosa dovrebbe fare un ospedale se non curare pazienti? Se ora e’ vuoto, perché i malati covid sono guariti, nuovi non ne arrivano, perché fare aspettare gente inutilmente? E si, e’ privato. Nel mentre ha posti letto vuoti, non paganti quindi, ma ha da pagare stipendi a infermieri e medici. Che il 27 di ogni mese si aspettano lo stipendio sul conto.
    Grazie per aver ribadito l’ovvietà che avevo accennato all’inizio.

  5. #2884

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    La stessa cosa un ospedale pubblico. Che tiene a fare reparti vuoti per aspettare una seconda ondata che forse, arriverà in autunno? I ricoverati sono ora il 10% o meno di quelli ricoverati due mesi fa. Nel frattempo medici ed infermieri continuano a prendere lo stipendio ed i malati di qualcos’altro aspettano pazientemente le cure. Infatti sono pazienti. Se fosse un ospedale pubblico lo chiameresti uno spreco di risorse dei contribuenti. Ma imporre ad un privato di buttare i soldi nel cesso per te va bene. Perché non sono tuoi.

  6. #2885

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    Citazione Originariamente scritto da ddski Vedi messaggio
    Ossessivo compulsivo mi sembra che si chiama il disturbo... prova a guardare su wikipedia.
    Non sei neanche capace a rispondere in merito a quanto ho detto. Comunque al posto tuo andrei a farmi operare in Calabria o altrove, qui in Lombardia, per alcuni di voi, c'è la peggior sanità e poi in un osperdale a cui non interessano i pazienti ma solo il denaro ...La coerenzacon le idee espresse non è una tua qualità. Dici una cosa e ne fai un'altra

  7. #2886
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    Ma nei Covid Party organizzati dai neo*******i Salvini e Meloni e soci, qualcuno che ha starnutito in mezzo alla folla c’è stato?

    Ogni starnuto li in mezzo è un grido di libertà!
    Spero in tanti, tanti asintomatici

  8. #2887

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    @Alberto2

    Non mescolare le due cose, in Lombardia c'è un'OTTIMA sanità OSPEDALIERA (non per forza il nonplusultra in QUALSIASI campo come ti ho già spiegato in MP), rivedibile dal punto di vista della capillarità sul campo.
    Del resto in Lombardia le ASL non si chiamano più ASL, bensì ATS.
    Dove "A" sta per AGENZIA.
    Agenzia di raccolta introiti di carattere sanitario, un ottimo sistema per allevare i Brega Massone di turno, per interventi non necessari ma remunerativi, per ospedalizzare qualsiasi situazione che altrove sarebbe stata curata con assistenza domiciliare.

    Ma in ogni caso Zangrillo rimane indubitabilmente un fior di professionista al di là delle opinioni che ognuno si può formare autonomamente.

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  10. #2888

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    Citazione Originariamente scritto da madflyhalf Vedi messaggio
    Ogni starnuto li in mezzo è un grido di libertà!
    Spero in tanti, tanti asintomatici
    La pandemia mediatica non è un problema sanitario
    "Solo" danni economici

  11. #2889
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    Allora potevano andare a lavorare, viste le ordinanze per tenere aperte tante attività anche oggi, o a far girare l’economia visto che possono...


    Invece niente... io confido che gli asintomatici facciano il loro lavoro.

    Al resto ahimè ci penserà il solito SSN, che guarisce gratuitamente anche i *******i

  12. #2890

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    Se lavoravano nel turismo /ristorazione avranno ben poco da fare ormai con sto terrorismo mediatico ...in trepidante attesa dei milioni di euro da giuseppe&c

  13. #2891

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    certo che augurarsi che una persona venga contagiata solo perche' ha delle idee politiche diverse............. speriamo che si torni presto a parlare di sci.....

  14. #2892

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    Un po' di post addietro, qualche collega si era domandato se ci fosse già qualche studio che avesse provato a spiegare la prestazione così disastrosa del sistema sanitario lombardo, rispetto a quello veneto (giusto per fare un confronto fra due Regioni abbastanza affini per grado di industrializzazione e del tutto omogenee per colore politico).

    Già un mesetto fa, la testata online "Il Post", di cui ogni tanto mi viene proposto qualche articolo nella rassegna di Google News (come quelli del Corriere, Repubblica, Messaggero, Giornale, Libero, etc ...), aveva pubblicato questo interessante articolo: I due mesi che sconvolsero la Lombardia

    E' molto lungo, per cui vi serviranno almeno 10-15 minuti per leggerlo tutto, ma secondo me ha il pregio di suddividere l'evoluzione dell'epidemia in varie fasi e di provare a investigare cosa sia accaduto di giusto e di sbagliato in ciascuna fase. A mio parere, ha però il difetto di non focalizzarsi sufficientemente sulla 1a fase (quella pre-Codogno) e di non tentare alla fine una quadratura dei numeri. Dopo averlo letto tutto, si ha l'impressione che vengano esposti una serie di filoni su cui riflettere, senza però cercare di stimare l'apporto relativo di ciascuno.

    Riguardo alla fase di propagazione incontrollata che ha seguito il "caso 1" di Codogno e preceduto il lockdown, l'articolo ribadisce più volte 2 lacune: (a) il numero assolutamente insufficiente di tamponi effettuati in quella fase, probabilmente per insufficienza di macchinari/reagenti; (b) il mancato dialogo fra la "cabina di regia" al Pirellone e la rete dei medici di famiglia presenti sul territorio. Al contrario, gli autori dell'articolo ritengono che il sistema ospedaliero sia riuscito a reggere in modo quasi miracoloso all'onda d'urto di quei 15 giorni, mobilitando posti di terapia con una capacità di reazione incredibile (grazie anche alla collaborazione del settore privato convenzionato).

    Viene anche sottolineato che il sistema lombardo NON avrebbe ospedalizzato più del necessario, perché chi veniva portato in ospedale era davvero bisognoso di terapia intensiva e non era più nelle condizioni di potere essere curato a casa. La falla dev'essere dunque stata a monte, o nell'inefficacia delle cure a casa (ma allora esistevano dei protocolli?), o nella propagazione a macchia d'olio del contagio. L'articolo non giunge però a conclusioni certe, riguardo a questi punti.

    ALTRI SPUNTI NUMERICI DI RIFLESSIONE

    Per chi volesse fare ulteriori riflessioni, riepilogo brevemente i dati principali e alcuni indici relativi di prestazione dei rispettivi sistemi sanitari, tratti o ricalcolati dalla pagina del Sole 24 Ore:

    a) Lombardia:

    - Superficie: 23.844 km2
    - Popolazione: 10.058k (422 abitanti/km2)
    - Tamponi: 757k (7,5% della popolazione)
    - Positività: 89k (11,5% dei tamponi e 0,89% della popolazione)
    - Decessi: 16k (18% delle positività, 2,1% dei tamponi e 0,16% della popolazione

    b) Veneto:

    - Superficie: 18.345 km2
    - Popolazione: 4.911k (268 abitanti/km2 = 64% rel. vs. Lombardia)
    - Tamponi: 676k (13,8% della popolazione = 184% rel.)
    - Positività: 19k (2,8% dei tamponi = 24% rel. e 0,39% della popolazione = 43% rel.)
    - Decessi: 1,9k (1,0% delle positività = 6% rel., 0,28% dei tamponi = 13% rel. e 0,04% della popolazione = 25% rel.

    Come ben noto e senza scomodare la Germania, il Veneto ha effettuato quasi il doppio (184% rel.) dei tamponi/abitante della Lombardia. E' una differenza importante ma non abissale (è come se si fosse potuto tamponare il malato e un suo familiare, ma non certo 10, 100 o 1.000 persone del suo cerchio di influenza), che da sola non può giustificare un tasso di positività/tampone nettamente inferiore (2,8% vs. 11,5% = 24% rel.).

    Supponiamo per un attimo che anche il Veneto avesse tamponato "solo" il 7,5% della popolazione (ossia che non avesse virtualmente indagato sullo stato di salute del parente più stretto del malato) e che le positività fossero anche rimaste le stesse (19k), per simulare lo scenario più pessimistico. Il tasso di positività sarebbe salito al 2,8% * 13,8% / 7,5% = 5,2%, che rimane comunque il 45% rel. rispetto alla Lombardia.

    Il numero che va più vicino a questo 45% rel. è la densità di popolazione del Veneto (64% rel.). Anche se non è detto che il coefficiente di riproduzione dell'infezione sia direttamente proporzionale a tale parametro, può essere ragionevole che il grado di ammassamento delle persone sul territorio ne sia una "proxy", almeno in primissima approssimazione. Se il Veneto avesse adottato la stessa strategia di campionamento della Lombardia e ne avesse avuto la stessa densità abitativa, avrebbe quindi potuto avere un tasso di positività/tampone del 45% rel. / 64% rel. = 70% rel., rispetto a noi vicini. La discrepanza iniziale molto alta (24% rel.) diventa così molto più ragionevole (70% rel.). Se poi si aggiunge l'effetto igienizzante per la gola dei ripetuti spritz e grappini serali, il gap di positività ai tamponi viene praticamente chiuso

    A una prima analisi dei dati, rimane però un mistero la mortalità/tampone così bassa in Veneto (solo il 6% rel.). Anche ad applicare le correzioni di cui sopra (fingere che il Veneto sia popolato e abbia effettuato la medesima densità di tamponi della Lombardia), non si va oltre il 17% rel., che rimane una differenza comunque enorme. Pure se si va a considerare la mortalità/abitante, sia il rapporto "nudo e crudo" (25% rel.), sia quello ragguagliato rispetto alla densità abitativa (39% rel.) rimangono molto migliori che in Lombardia.

    Forse in Veneto non c'è stata la stessa strage delle RSA che ha caratterizzato la Lombardia. O forse i tamponi, oltre che in maggiore numero, sono stati fatti anche con maggiore celerità, permettendo di curare in modo più mirato i malati.

    Magari qualche medico che ci legge potrebbe spiegarci se si sarebbe arrischiato a prescrivere i vari farmaci di cui si è letto in internet (idrossiclorochina o altri antivirali, eparina, tocimizulab, etc ...) sulla base di una semplice diagnosi telefonica dello stato del proprio paziente (come probabilmente è potuto avvenire in Lombardia), o se avrebbe invece atteso prima l'esito positivo di un tampone (come probabilmente è potuto avvenire in modo celere in Veneto).

    Speriamo quindi che la Lombardia arrivi pronta per la possibile 2a ondata autunnale, attrezzandosi con un numero adeguato di macchinari per l'analisi dei tamponi (eventualmente della tipologia "open source", che non richiede i reagenti proprietari), in modo da potere dare risposte più rapide ai malati e ai loro medici curanti. Immagino che sia un investimento di qualche 100k euro, che probabilmente si ripagherebbe con poche decine / un centinaio di giornate di terapia intensiva.

    Buona giornata!

  15. #2893

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    sarebbe importante avere maggiori dati sui defunti, sono sicuro che la gran parte di essi erano pazienti rsa e questo dovrebbe far riflettere sull' aver inviato malati covid in tali strutture.
    Comunque l'elevata densita' abitativa della Lombardia ha avuto un ruolo fondamentale nella diffusione del contagio.

  16. #2894

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    c'è poco da sperare che la Lombardia si doti di macchinari per tamponi

    se non si è attrezzata sinora, è evidente che guarda altre cose

    peraltro non ho mai sentito nessuno dei vari governi centrali o regionali parlare di quante persone della task force si stanno dedicando a questo tema

    la mia sensazione è che nessuno se ne stia occupando

  17. #2895

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    DOMANDONA: possono esistere asintomatici talmente asintomatici che in caso di attività sportiva intensa non avvertono nessun calo nella prestazione?? O l'asintomatismo è riferito ad una condizione di "sedentarietà - normalità - basso impegno fisico"??
    Grazie

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