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Discussione: Corona-virus Covid-19 e Sci alpino [parte 2]

  1. #1486
    Senior Member Skifoso
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    Citazione Originariamente scritto da bisfra65 Vedi messaggio
    Anche Eichmann era orgoglioso di aver lavorato per il terzo reich.

    Sull’ignoranza, dato che non ci conosciamo e che manco ho l’aspirazione di conoscerti, avresti anche rotto i cojoni.

    Per come ti presenti sul forum io potrei anche immaginarti come un montanaro misantropo e avvinazzato che inizia coi grappini alle sei della mattina. Ma non voglio dare retta a queste impressioni superficiali.
    Che colpa ha lui se lavorava in Lehman? Azienda ha fallito...come altre...non per colpa dei dipendenti al 99 pct. (Certo, fosse stata tajana.... la lehman... Roma l'avrebbe nazionalizzata coi soldi del Nord...sfortunato Bepi).

    C'è di ben peggio che lavorare in LEH imho...molto vicino a noi.

    Ad esempio, fare il forestale in Calabria mentre tieni un altro lavoro in nero...o lavorare in un qualsiasi Ministero romano e fare dietro front alla mattina per andare al supermarket o a farsi il bianchino....o chiedere pensione di invalidità mentre giochi a calcio in 1a categoria, etc etc etc...e tutti pagati dal povero Bepi.

  2. Lo skifoso GioRad ha 2 Skife:


  3. #1487

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    Citazione Originariamente scritto da cocojambo Vedi messaggio
    ad oggi, mediamente, un giovane vive con i genitori, come fai a tenerli separati?
    Se avessi letto quello che ho scritto precedentemente c’era anche la soluzione. O i giovani conviventi con gli anziani sono sottoposti anch’essi all’isolamento in casa al pari dei genitori, o se non vogliono la protezione civile fornirà loro alloggio fino al termine della crisi. Tanto gli alberghi e strutture turistiche sono tutte vuote al momento e già requisibili. O se hanno un altro posto ancora possono optare per quello.

  4. Skife per gigiotto98:


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  6. #1488
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    Citazione Originariamente scritto da blizzy Vedi messaggio
    Mai lette tante cose senza senso e tutte insieme.
    Se vuoi te lo scrivo in .... Inglese.

  7. Skife per GioRad:


  8. #1489

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    Citazione Originariamente scritto da wow Vedi messaggio
    Primo morto in Russia . . . a breve il secondo (colui che ha dato la notizia . . . )
    Vabbè, almeno cita la fonte



  9. Lo skifoso Jagar ha 2 Skife:


  10. #1490

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    Nel frattempo da Ankara

    Coronavirus, 200 mila mascherine per gli ospedali italiani bloccate ad Ankara da 15 giorni
    Acquistate, pagate, e destinate agli ospedali di Emilia Romagna e Marche. Conte chiama Erdogan
    di Milena Gabanelli
    Coronavirus, 200 mila mascherine per gli ospedali italiani bloccate ad Ankara da 15 giornishadow

    Mai avremmo immaginato che agli operatori sanitari e alla popolazione venisse a mancare il presidio di tutela numero uno: la mascherina. La produzione, da decenni, avviene solo in quei Paesi dove il costo della mano d’opera è molto basso, e infatti fino al 10 Gennaio (data dell’ultima spedizione dalla Cina) costavano pochi centesimi. Poi c’è la Turchia, con una trentina di aziende che producono soprattutto quelle più protettive e di cui gli ospedali oggi hanno disperato bisogno. Ebbene, almeno due grossi gruppi italiani che riforniscono i nostri ospedali hanno acquistato e pagato centinaia di migliaia di mascherine, ma il governo turco, dal 5 Marzo, le tiene bloccate alla dogana dell’aeroporto di Ankara. La storia inizia a fine febbraio: la Comitec (gruppo Klinikom) riceve dalla Regione Emilia Romagna una richiesta di fornitura urgente di mascherine Fpp2 e Fpp3, con e senza valvola. Il product manager della Comitec si presenta alla Ege Maske, l’azienda turca che sforna ogni giorno 1 milione di pezzi. Verificato lo standard e qualità ne acquista subito 200.000, le paga sull’unghia 670.000 euro, e ne ordina altre 300.000 a settimana fino al 30 Aprile, con l’opzione di continuare fino a quando ci sarà necessità.
    Consegnate il 4 Marzo, sono ancora ferme in dogana
    La consegna del primo lotto avviene il 4 marzo all’aeroporto di Ankara, ma la spedizione non parte: durante la notte il governo turco ha disposto che per l’esportazione di questi presidi ci vuole l’autorizzazione del Ministero del Commercio Estero. Il nostro product manager corre al Ministero, compila i moduli, torna in dogana, ma l’ok all’esportazione non arriva. Poche ore prima era stata aggiunta una postilla al decreto: «È richiesto anche il visto del Ministero della Sanità». Siamo al 6 marzo, l’ingegnere della Comitec va all’Ambasciata italiana, che interloquisce con il viceministro turco e chiede lo sblocco immediato, vista la gravità della situazione in Italia. La risposta è una promessa: entro 2 giorni il carico potrà partire. La sera del 18 Marzo è ancora fermo alla dogana di Ankara. Nella stessa situazione la Sol Group di Monza, che fornisce bombole di ossigeno e assistenza domiciliare ai malati di coronavirus, ed ha urgenza di proteggere tutta la catena di operatori. Acquistate e consegnate 90.000 mascherine ffp2, ma bloccate ad Ankara dalla decisione di Erdogan.
    Le aziende turche non ricevono più commissioni
    Le aziende turche che intanto hanno ricevuto ordini dall’Italia e altri Paesi europei non incasseranno, perché sul nulla nessuno anticipa milioni di euro. Solo l’Italia ha bloccato in questi giorni commesse in vari Paesi, fra cui la Turchia, per 27 milioni di pezzi, proprio perché gli ordini, sui quali sono stati sborsati anticipi, vengono poi fermati in dogana. La ditta Amet Maske (una della più grandi del Paese) ha dichiarato che se il Governo turco sblocca le spedizioni gli regala 300.000 mascherine; ieri il general manager della Ege Maske ha dichiarato a Eleven News: siamo in grado di fornire mascherine a tutti i Paesi europei. In effetti in Turchia, dove ci sono 98 casi di contagio dichiarati su 80 milioni di abitanti, ben 30 aziende sono in grado di produrre 50 milioni di mascherine alla settimana, quindi nelle condizioni di provvedere al fabbisogno qualora scoppiasse l’epidemia. Di fatto Erdogan sta bloccando l’ingresso di euro nel suo paese, in un braccio di ferro tutto politico fra Turchia e Europa, mentre la pandemia corre. «Ferme alla dogana — racconta il product manager della Comitec — c’erano anche quelle di altri Stati, oggi ci sono quelle delle aziende italiane».
    La telefonata di Conte ad Erdogan
    Il ministro Di Maio finora non è andato ad Ankara per aprire un canale umanitario, ricordando alla Turchia che la loro economia è decollata anche grazie alla tecnologia italiana che utilizza nelle sue fabbriche. Martedì in tarda serata sappiamo che il premier Conte ha telefonato ad Erdogan per chiedere lo sblocco. Ma al momento nulla è successo. L’azienda italiana non può farsi restituire i soldi dalla Ege Mask perché sono state consegnate; non può portarle in Italia perché serve il visto governativo. A bloccare le esportazioni sono anche la Russia, il Kazakistan, l’Ucraina, la Romania. E quando un carico parte, non sai se arriva, perché durante il tragitto spesso viene requisito o bloccato. È successo alla Gvs, un’altra grande azienda italiana, che ha acquistato in Romania mascherine semilavorate destinate alla protezione civile, ma in questo caso a bloccarle ci ha pensato l’Ungheria.
    Si riavvia la produzione italiana
    Scopriamo ora la nostra fragilità, quando la protezione dei tuoi operatori dipende dall’avere o meno quel pezzo di tessuto-non tessuto ormai prodotto in Cina, Taiwan, India, Turchia, Corea. Poi scoppia una pandemia e ti accorgi di non aver mai pensato a mantenere in casa le scorte di materiale strategico. Adesso si sta correndo a costruire linee di produzione: le sta ampliando la Gvs che, lungimirante, già da qualche anno produce mascherine biohazard Ffp3, quelle per i rischi biologici, con una capacità produttiva di 650.000 pezzi al mese. I loro fornitori storici, tedeschi e americani, garantiscono materia prima i prossimi 3 mesi. Nel frattempo speriamo sia partita una produzione italiana di tessuto speciale. L’Agenzia Industria Difesa sta prendendo accordi per dotare di impianti la loro struttura manifatturiera di Torre Annunziata, e produrre dispositivi 7 giorni su 7 h 24. La chiamano «produzione massiva in tempo di guerra, e per fare magazzino in tempo di pace». Lavorerà insieme all’Istituto Farmacologico Militare di Firenze, che sta già facendo produzioni massicce di disinfettante. Resta il tema: quando hai messo in piedi velocemente i macchinari, la materia prima per fare le ffp2 dove la prendi? Al momento la importiamo, da Cina, Taiwan, Corea, India, Turchia, con tutti i problemi che sappiamo. Questa è una partita che si vince solo con la collaborazione e solidarietà internazionale, perché il virus non ha firmato accordi di Jalta o patti con l’Alleanza Atlantica, lui banalmente cerca solo un corpo qualunque in cui infilarsi.

    Il mio commento e’ ma a cosa serve avere la Marina militare più potente del Mediterraneo se poi la lasci in porto quando serve? Piazza di fronte a Gallipoli la squadra navale della Cavour per “esercitazioni militari” e vedi come le consegnano le mascherine, già pagate.

  11. #1491

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    Citazione Originariamente scritto da GioRad Vedi messaggio
    Che colpa ha lui se lavorava in Lehman? Azienda ha fallito...come altre...non per colpa dei dipendenti al 99 pct.
    hai ragione, non è stata colpa della dirigenza e del management (al quale ha rivendicato di essere appartenuto).

    E' stato un complotto pluto-giudaico-massonico con la complicità dei rettiliani e dei raeliani per coprire le magagne di scientology.

    Mica un gruppo di teste di caxxo (per la gran parte usciti indenni e con il portafoglio pieno) che si divertiva a giocare a dadi e a morra coi soldi degli altri.

  12. Lo skifoso bisfra65 ha 2 Skife:


  13. #1492

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    Citazione Originariamente scritto da GioRad Vedi messaggio
    Se vuoi te lo scrivo in .... Inglese.
    Per me puoi usare anche gli ideogrammi cinesi, ma non avrebbero senso comunque.

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  15. #1493
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    Citazione Originariamente scritto da gigiotto98 Vedi messaggio
    Nel frattempo da Ankara

    Coronavirus, 200 mila mascherine per gli ospedali italiani bloccate ad Ankara da 15 giorni
    Acquistate, pagate, e destinate agli ospedali di Emilia Romagna e Marche. Conte chiama Erdogan
    di Milena Gabanelli
    Coronavirus, 200 mila mascherine per gli ospedali italiani bloccate ad Ankara da 15 giornishadow

    Mai avremmo immaginato che agli operatori sanitari e alla popolazione venisse a mancare il presidio di tutela numero uno: la mascherina. La produzione, da decenni, avviene solo in quei Paesi dove il costo della mano d’opera è molto basso, e infatti fino al 10 Gennaio (data dell’ultima spedizione dalla Cina) costavano pochi centesimi. Poi c’è la Turchia, con una trentina di aziende che producono soprattutto quelle più protettive e di cui gli ospedali oggi hanno disperato bisogno. Ebbene, almeno due grossi gruppi italiani che riforniscono i nostri ospedali hanno acquistato e pagato centinaia di migliaia di mascherine, ma il governo turco, dal 5 Marzo, le tiene bloccate alla dogana dell’aeroporto di Ankara. La storia inizia a fine febbraio: la Comitec (gruppo Klinikom) riceve dalla Regione Emilia Romagna una richiesta di fornitura urgente di mascherine Fpp2 e Fpp3, con e senza valvola. Il product manager della Comitec si presenta alla Ege Maske, l’azienda turca che sforna ogni giorno 1 milione di pezzi. Verificato lo standard e qualità ne acquista subito 200.000, le paga sull’unghia 670.000 euro, e ne ordina altre 300.000 a settimana fino al 30 Aprile, con l’opzione di continuare fino a quando ci sarà necessità.
    Consegnate il 4 Marzo, sono ancora ferme in dogana
    La consegna del primo lotto avviene il 4 marzo all’aeroporto di Ankara, ma la spedizione non parte: durante la notte il governo turco ha disposto che per l’esportazione di questi presidi ci vuole l’autorizzazione del Ministero del Commercio Estero. Il nostro product manager corre al Ministero, compila i moduli, torna in dogana, ma l’ok all’esportazione non arriva. Poche ore prima era stata aggiunta una postilla al decreto: «È richiesto anche il visto del Ministero della Sanità». Siamo al 6 marzo, l’ingegnere della Comitec va all’Ambasciata italiana, che interloquisce con il viceministro turco e chiede lo sblocco immediato, vista la gravità della situazione in Italia. La risposta è una promessa: entro 2 giorni il carico potrà partire. La sera del 18 Marzo è ancora fermo alla dogana di Ankara. Nella stessa situazione la Sol Group di Monza, che fornisce bombole di ossigeno e assistenza domiciliare ai malati di coronavirus, ed ha urgenza di proteggere tutta la catena di operatori. Acquistate e consegnate 90.000 mascherine ffp2, ma bloccate ad Ankara dalla decisione di Erdogan.
    Le aziende turche non ricevono più commissioni
    Le aziende turche che intanto hanno ricevuto ordini dall’Italia e altri Paesi europei non incasseranno, perché sul nulla nessuno anticipa milioni di euro. Solo l’Italia ha bloccato in questi giorni commesse in vari Paesi, fra cui la Turchia, per 27 milioni di pezzi, proprio perché gli ordini, sui quali sono stati sborsati anticipi, vengono poi fermati in dogana. La ditta Amet Maske (una della più grandi del Paese) ha dichiarato che se il Governo turco sblocca le spedizioni gli regala 300.000 mascherine; ieri il general manager della Ege Maske ha dichiarato a Eleven News: siamo in grado di fornire mascherine a tutti i Paesi europei. In effetti in Turchia, dove ci sono 98 casi di contagio dichiarati su 80 milioni di abitanti, ben 30 aziende sono in grado di produrre 50 milioni di mascherine alla settimana, quindi nelle condizioni di provvedere al fabbisogno qualora scoppiasse l’epidemia. Di fatto Erdogan sta bloccando l’ingresso di euro nel suo paese, in un braccio di ferro tutto politico fra Turchia e Europa, mentre la pandemia corre. «Ferme alla dogana — racconta il product manager della Comitec — c’erano anche quelle di altri Stati, oggi ci sono quelle delle aziende italiane».
    La telefonata di Conte ad Erdogan
    Il ministro Di Maio finora non è andato ad Ankara per aprire un canale umanitario, ricordando alla Turchia che la loro economia è decollata anche grazie alla tecnologia italiana che utilizza nelle sue fabbriche. Martedì in tarda serata sappiamo che il premier Conte ha telefonato ad Erdogan per chiedere lo sblocco. Ma al momento nulla è successo. L’azienda italiana non può farsi restituire i soldi dalla Ege Mask perché sono state consegnate; non può portarle in Italia perché serve il visto governativo. A bloccare le esportazioni sono anche la Russia, il Kazakistan, l’Ucraina, la Romania. E quando un carico parte, non sai se arriva, perché durante il tragitto spesso viene requisito o bloccato. È successo alla Gvs, un’altra grande azienda italiana, che ha acquistato in Romania mascherine semilavorate destinate alla protezione civile, ma in questo caso a bloccarle ci ha pensato l’Ungheria.
    Si riavvia la produzione italiana
    Scopriamo ora la nostra fragilità, quando la protezione dei tuoi operatori dipende dall’avere o meno quel pezzo di tessuto-non tessuto ormai prodotto in Cina, Taiwan, India, Turchia, Corea. Poi scoppia una pandemia e ti accorgi di non aver mai pensato a mantenere in casa le scorte di materiale strategico. Adesso si sta correndo a costruire linee di produzione: le sta ampliando la Gvs che, lungimirante, già da qualche anno produce mascherine biohazard Ffp3, quelle per i rischi biologici, con una capacità produttiva di 650.000 pezzi al mese. I loro fornitori storici, tedeschi e americani, garantiscono materia prima i prossimi 3 mesi. Nel frattempo speriamo sia partita una produzione italiana di tessuto speciale. L’Agenzia Industria Difesa sta prendendo accordi per dotare di impianti la loro struttura manifatturiera di Torre Annunziata, e produrre dispositivi 7 giorni su 7 h 24. La chiamano «produzione massiva in tempo di guerra, e per fare magazzino in tempo di pace». Lavorerà insieme all’Istituto Farmacologico Militare di Firenze, che sta già facendo produzioni massicce di disinfettante. Resta il tema: quando hai messo in piedi velocemente i macchinari, la materia prima per fare le ffp2 dove la prendi? Al momento la importiamo, da Cina, Taiwan, Corea, India, Turchia, con tutti i problemi che sappiamo. Questa è una partita che si vince solo con la collaborazione e solidarietà internazionale, perché il virus non ha firmato accordi di Jalta o patti con l’Alleanza Atlantica, lui banalmente cerca solo un corpo qualunque in cui infilarsi.

    Il mio commento e’ ma a cosa serve avere la Marina militare più potente del Mediterraneo se poi la lasci in porto quando serve? Piazza di fronte a Gallipoli la squadra navale della Cavour per “esercitazioni militari” e vedi come le consegnano le mascherine, già pagate.
    La Turchia sai che paura ha della Gallipolo. Siamo seri...

  16. Skife per GioRad:


  17. #1494

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    Citazione Originariamente scritto da GioRad Vedi messaggio
    Ad esempio, fare il forestale in Calabria mentre tieni un altro lavoro in nero...o lavorare in un qualsiasi Ministero romano e fare dietro front alla mattina per andare al supermarket o a farsi il bianchino....o chiedere pensione di invalidità mentre giochi a calcio in 1a categoria, etc etc etc...e tutti pagati dal povero Bepi.
    O magari fare il buyer in qualche media azienda del nord?

    Ah, è vero, la magnatoria è tra noantri, non ci sono esterni terricoli ....

  18. #1495

    Predefinito

    Capisco che a casa ci si annoia, ma certo che avete na voglia di stare a litigare su un forum anche ora, si vede che si sta ancora molto bene in Italia
    Per non parlare di chi con 5 minuti di Google ha la soluzione scientifica per la pandemia e contemporaneamente è anche in grado di salvare l'economia

  19. Lo skifoso sdlkfhnl ha 2 Skife:


  20. #1496

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Jagar Vedi messaggio
    Vabbè, almeno cita la fonte


    Veramente ha me l’ha detto il mio amico moscovita (anche se lui dice che é troppa vodka) . . . la battuta “rimbalza” da un forum all’altro . . .

  21. Skife per wow:


  22. #1497

    Predefinito

    Forse la possibile mazzata gelida favorirà lo stare in casa, per il resto creerà enormi problemi. Si pensi a tutti i luoghi dove si fanno le code all'aperto distanziati di un metro, non ultimo i presidi di triage in tenda, etc..
    Lunghe attese con l'ombrello che si rovescia, o esposti alle raffiche, paura di ripararsi in luoghi coperti, fermi a prender freddo, raffreddori che tornano, qualche bronchite che riparte, solo confusione e panico. Pensare che sono più inverni che aspettavo un bombolotto come questo, arriva proprio ora! 2020 inizia prorio col piede sbagliato!


  23. Skife per Vettore2480:


  24. #1498

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da bisfra65 Vedi messaggio
    hai ragione, non è stata colpa della dirigenza e del management (al quale ha rivendicato di essere appartenuto).

    E' stato un complotto pluto-giudaico-massonico con la complicità dei rettiliani e dei raeliani per coprire le magagne di scientology.

    Mica un gruppo di teste di caxxo (per la gran parte usciti indenni e con il portafoglio pieno) che si divertiva a giocare a dadi e a morra coi soldi degli altri.
    Guarda se hai la modestia di ascoltare e la smetti di dire cose che non conosci magari ti spiego come è andata.....

    - - - Updated - - -

    Citazione Originariamente scritto da bisfra65 Vedi messaggio
    O magari fare il buyer in qualche media azienda del nord?

    Ah, è vero, la magnatoria è tra noantri, non ci sono esterni terricoli ....

    ma ti stai esprimendo in italiano....???? non capisco proprio cosa mai tu voglia dire......


    temo che qui non ci sia da perdere altro tempo...questa discussione è in mano a tre/quattro signori che esprimono le loro idee di sinistra senza dare spazio ad altri......

  25. Skife per bepi:


  26. #1499

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    Citazione Originariamente scritto da Vettore2480 Vedi messaggio
    Forse la possibile mazzata gelida favorirà lo stare in casa, per il resto creerà enormi problemi. Si pensi a tutti i luoghi dove si fanno le code all'aperto distanziati di un metro, non ultimo i presidi di triage in tenda, etc..
    Lunghe attese con l'ombrello che si rovescia, o esposti alle raffiche, paura di ripararsi in luoghi coperti, fermi a prender freddo, raffreddori che tornano, qualche bronchite che riparte, solo confusione e panico. Pensare che sono più inverni che aspettavo un bombolotto come questo, arriva proprio ora! 2020 inizia prorio col piede sbagliato!

    Ho guardato un sito di previsioni del tempo e tra qualche giorno qui dalle mie parti danno temperatura massima 3°C contro i 18°C di oggi.
    Che casino!

  27. #1500

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    Citazione Originariamente scritto da Kaliningrad Vedi messaggio
    In più, sembra che in Germania il contagio abbia colpito soprattutto i giovani che, per un motivo o per l'altro, non l'hanno passato agli anziani in misura così estrema come in Italia.

    Per la cronaca, anch'io, nel mio piccolo, sono stato respinto ieri al confine con Cruccolandia. E dire che avevo validissimi motivi per passare di là ...
    Quello che non capisco della Germania è perché non indichino il numero delle persone in terapia intensiva? Sembra che dei loro 13 mila malati stiano tutti bene, con soli 31 morti sembra che non ci sia nessun problema. Hanno chiuso solo le scuole. Poi per tutte le altre attività quali negozi non alimentari c'è il consiglio di chiudere ma non l'obbligo. Quindi è come se il problema in Germania non fosse per nulla grave.
    Spagna e Francia dichiarano ognuna quasi 1000 pax in terapia intensiva.

    Ma veramente la Germania non c'è nessuna persona tra le 13 mila che ha bisogno di ventilazione polmonare?
    Non trovo nessun dato al riguardo. ..

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