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Discussione: Polvere vista Cervino: Cheneil, 1 marzo 2020

  1. #1

    Predefinito Polvere vista Cervino: Cheneil, 1 marzo 2020

    Un po' ho gironzolato per le Alpi, ma posti belli come Cheneil ne ho trovati davvero pochi. Forse a farmelo piacere così tanto ha contribuito il fatto di arrivarci in una giornata dal meteo un po' incerto che invece si è rivelato ottimo; e sicuramente di vedere e calpestare una bella neve polverosa dopo tre mesi di sciate su croste gelate, pappa pseudo-primaverile, riporti di neve ventata e persino piste (per la disperazione).

    Cheneil è una delle borgate più alte nei dintorni di Valtournenche, e come il vicino paese di Chamois non si raggiunge in auto. Va detto che però ci si arriva molto vicino, con una stradina asfaltata non troppo stretta che dal centro di Valtournenche conduce a un parcheggio a più di 2000 metri, prima di un dosso ripido: quest'ultimo si risale con una breve teleferica oppure per sentieri più o meno ripidi.

    Di fatto l'ascensore di Cheneil sale poco più di 50 metri, e basterebbero pochi minuti per salire lungo i sentieri vicino; ma è gratis, e sono tanti gli scialpinisti che ci finiscono sopra, nonostante sclero-fobie di germi e colpi di tosse di questo periodo all'andata lo prendiamo pure noi!

    Usciti si apre lo spettacolo incantevole della piana glaciale di Cheneil, non visibile dal parcheggio. Una manciata di case in sasso sul bordo del bosco, semi-sepolte dalla neve, affacciate sul Cervino e le Gran Murailles… le schifezze di Cervinia, che un tempo doveva a sua volta presentarsi così, restano nascoste.







    Una lunga fila di scialpinisti reportivori sono diretti alla Becca Trecare, un 3000 che da qui è tutto sommato rapido da raggiungere; noi abbiamo già sulle gambe due giornate di sci, e preferiamo rimanere su qualcosa di più comodo, per goderci i pochi cm di neve leggera caduta la notte precedente… senza vento finalmente!

    Risaliamo una traccia fresca diretta al santuario di San Domenico Savio, dove arriva sul versante opposto la seggiovia più alta del comprensorio di Chamois; superato il primo tratto di bosco però restiamo ammaliati dai panettoni della punta Fontana Fredda, esposti a nord est, dove si scorgono solo le tracce (non troppe) di chi è sceso prima dell'ultima nevicata… la traccia di salita infatti è in parte coperta da una spanna abbondante di neve fresca leggera: saremo i primi a goderne!










    Senza particolare fatica, dopo poco più di un'ora dal paese siamo in vetta, raggiunti poco dopo da altri 3 skialpers… quando si ha voglia di scendere si sale in fretta! Ci godiamo comunque il panorama, di posto libero da tracciare ce n'è per tutti. Spelliamo: io seguo la cresta pelata con un po' di sassi (Ahi…) per raggiungere un dossetto appena a nord rispetto alla cima, da cui si riesce ad arrivare al bosco su un pendio uniforme, dove le vecchie tracce disturbano solo gli occhi e non certo la sciata… il socio testone invece preferisce scendere direttamente sotto la vetta, vicino alla nostra traccia di salita, per poi raggiungermi con un traverso quando intuisce che mi sto divertendo…
    Facciamo così le nostre belle curve fino al bosco rado di larici, dove la neve diventa ancora più leggera e tra la vecchia e la nuova ce n'è abbastanza per nuotarci dentro!


















    In un batter d'occhio "atterriamo" su Cheneil, forse avrei potuto fare qualche foto in più ma ho preferito godermi la sciata




    Senza pensarci più di mezzo secondo ripelliamo, col fastidioso sottofondo di un cagnolino isterico parcheggiato fuori dal bar a cui proprio non devo stare simpatico. Nel frattempo è arrivata molta altra gente, soprattutto escursionisti a piedi, e chi è partito presto sta già scendendo dalla Trecare. A quanto sembra vedendo le tracce, la neve era polverosa anche in alto! Seguiamo la stessa traccia della mattina fino al ripiano di Champ Sec: da qui non torniamo a destra verso la Punta Fontana Fredda ma continuiamo dritto verso il santuario. L'idea sarebbe salire la Pointe de Falinier, che sembra abbastanza vicina, ma il cielo si è un po' andato coprendo e purtroppo il Cervino è sparito dalla vista ormai da un po'… raggiunto il crinale di confine con Chamois però capiamo che si tratta solo di velature, il tempo tiene e chissà che non torni pure il sole… non è neppure l'una, fa fresco, portiamoci a casa anche questa cimetta, sicuramente più bella dell'altra!

    La pointe di Falinier col suo pendio/cresta ovest (ancora intonso per poco…) vista salendo alla cima Fontana Fredda



    Si ripella (sullo sfondo la Pointe Falinier)


    Salendo verso il santuario: a destra i pendii est della cima Fontana Fredda


    Il pendio si presenta ghiacciato sotto la poca neve polverosa: ci sono già una ventina di tracce, ma tutti a parte uno hanno lasciato gli sci su un dossetto prima del tratto più ripido; il mio amico decide di lasciarceli anche lui e prosegue senza ramponi… io preferisco metterli subito. Superato il tratto ripido però mi convinco che si può fare tranquillamente, quindi torno indietro e mi metto gli sci sullo zaino, prendendomi i complimenti di tre che stanno scendendo addirittura legati in cordata… in questi casi si apprezza il fatto di non avere due padellone larghe una spanna! Poi a me spallare piace...

    Il deposito sci (e che begli sci!)


    La pala finale è un po' pelata, ma di spazio per manovrare ce n'è a sufficienza; nell'ultimo breve tratto, dove la cresta si fa più affilata e rocciosa, c'è poco più di una lingua di neve fra i sassi, dove lo sciatore impavido è passato in traverso… io preferisco non arrischiarmi vista l'esposizione, quindi lascio i miei sci su un colletto con un bel sasso sopra per non rischiare di ritrovarli a Chamois. Raggiungo il mio amico in vetta, che non sembra troppo dispiaciuto di essere salito senza sci, e per la discesa infila anche lui i ramponi. Nel frattempo ci raggiunge un escursionista solitario che ci chiede se c'è il sentiero per scendere … quando scopre che il sentiero è quello che ha appena fatto va un po' in panico, ma per fortuna ha i ramponi e riesce a scendere autonomamente e a velocità non gravitazionale il tratto di cresta un minimo expo.

    Tratto finale di cresta di Pointe de Falinier


    Croce di vetta


    Raggiunti gli sci aspetto 10 minuti buoni che passi una nuvola, per godermi la discesa al sole! La neve polverosa si è un po' appesantita ma si va benissimo, e dopo il primo tratto un po' forzato tra l'erba mi aspetta la parte alta del pendio sì e no di 30° che ha spaventato quasi tutti, esposto a ovest e praticamente intonso… ed è goduria! Fondo duro, pendio continuo senza sassi sotto che spaventano, una bella linea continua fino a confluire nelle altre tracce; aspetto il mio socio, poi spostandomi un po' a destra riesco a trovare ancora terreno vergine… poi come ci riportiamo nella valle rivolta più a nord la neve torna polverosa e profonda, come quella trovata nel bosco 3 ore prima. Scendiamo con linee libere la sequenza di dossetti con qualche alberello rado, concedendoci un paio di saltini sui sassi sepolti, prendendo un po' di velocità, affondando fino a mezza gamba fino al secondo atterraggio su Cheneil. E giuro che avrei fatto un terzo giro se non ci fosse stato da tornare fino a Parma…























    La locanda in paese è un po' stipata, così rimandiamo la birra a più avanti. Attraversiamo la piana in velocità puntando all'ascensore, che il mio amico non ci pensa due volte a prendere… appena di fianco un gruppetto arranca con gli sci ai piedi giù da una staccionata ripida; perché concludere questa bella giornata senza nemmeno un po' di ravano? Con scaletta e rocamboleschi incastri di sci tra i pali di legno supero il primo tratto, poi curva a gomito con saltino e finalmente terreno aperto su cui lasciarsi andare! Arrivo alla macchina ben tre minuti prima del socio che si prende i meritati BUUU uscendo dalla teleferica sci in mano.

    L'ascensore di Cheneil


    Una bellissima giornata in un luogo che mi sento di consigliare, ancora non raggiunto dal turismo di massa (come del resto Chamois). Salvo andarsi proprio a cercare il ripido, la valle ci è sembrata sicura a livello di valanghe. La seconda discesa è stata senza dubbio la più bella che abbia mai fatto finora come sciata.


  2. #2

    Predefinito

    La conca di cheneil è un posto magico però richiede sempre attenzione...purtroppo è successo anche recentemente che chi ha abbassato la guardia l’ha pagata a caro prezzo..le balze sotto la punta di Fontana fredda per esempio posso diventare pericolose.

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  5. #3

    Predefinito

    Sarà che quelle cime le conosco come le mie tasche (ho la casa sotto alla partenza della funivia di Chamois), ma una lacrimuccia mi è scesa lo stesso... se vuoi fare dei giri d'estate partendo da Cheneil o da Chamois scrivimi, ti porto nei secret spot da sfruttare d'inverno

  6. #4

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Jms-1 Vedi messaggio
    La conca di cheneil è un posto magico però richiede sempre attenzione...purtroppo è successo anche recentemente che chi ha abbassato la guardia l’ha pagata a caro prezzo..le balze sotto la punta di Fontana fredda per esempio posso diventare pericolose.
    Vero, c'è stato un incidente mortale proprio lì lo scorso dicembre, lo avevo rimosso…

    Citazione Originariamente scritto da Luca02 Vedi messaggio
    Sarà che quelle cime le conosco come le mie tasche (ho la casa sotto alla partenza della funivia di Chamois), ma una lacrimuccia mi è scesa lo stesso... se vuoi fare dei giri d'estate partendo da Cheneil o da Chamois scrivimi, ti porto nei secret spot da sfruttare d'inverno
    Che fortuna avere la casa vicino a un posto così bello!

  7. #5

    Predefinito

    okkio che li a dicembre sotto una slavina ci ha perso la vita una nota guida alpina,2 anni fa un altra guida dell esercito...
    insomma...la zona è impervia e molto sottovalutata come rischio.

    state attenti e documentatevi bene sulla storia del luogo...
    da casa mia a valtournenche vedo quelle cime...invogliano...a cheneil ci avrò mangiato decine di cioccolate...e migliaia di caffè con la panna...
    posto molto bello e carino...ma a me non piace piu di altri posti...

  8. Skife per marcolski:


  9. #6

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da marcolski Vedi messaggio
    okkio che li a dicembre sotto una slavina ci ha perso la vita una nota guida alpina,2 anni fa un altra guida dell esercito...
    insomma...la zona è impervia e molto sottovalutata come rischio.

    state attenti e documentatevi bene sulla storia del luogo...
    da casa mia a valtournenche vedo quelle cime...invogliano...a cheneil ci avrò mangiato decine di cioccolate...e migliaia di caffè con la panna...
    posto molto bello e carino...ma a me non piace piu di altri posti...
    Effettivamente potevamo documentarci un po' di più, abbiamo visto i pendii, le tracce e ci siamo andati senza farci troppe domande sul fatto che fossero valangosi, anche perché saranno stati 30 gradi. Va comunque detto che domenica si veniva da due nevicate piuttosto blande, una di giovedì l'altra di sabato notte… non più di 10/15 cm ciascuna. Insomma non c'era sto gran rischio di valanghe, tanto che qualcosa come 50 persone sono state lo stesso giorno sulla Becca Trecare che non è proprio un panettone sopra il bosco come Cima Fontana Fredda...

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