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Discussione: Slow Ski, solo passato o anche un futuro?

  1. #106

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    Vettore, il comprensorio che descrivi tu (piccolo, curato, in un bel posto, bella neve, mezzo deserto) piace davvero molto a moltissime persone.

    Risultato: non é mezzo deserto.

    Uno su tutti: Tauplitz in Stiria.
    Ci son 3 impianti in croce, poche piste, poco lontano dai mega-comprensori di Schladming.

    Uno dice: sará mezzo vuoto, sará slow.... Col cavolo, é pieno di tedeschi.

    E se ci vai per tracciare, perché a Tauplitz nevica e nevica TANTO quando arriva lo Stau da N, fai si e no tre giri tracciando. Poi ti devi armare di motosega e andare ben dentro al bosco per trovarne ancora.


    Per Terios: sta 'storia di sventrare la natura me la dovete spiegare. Un impianto é una delle attivitá meno impattanti per la montagna e praticamente reversibile. Non si puó dire di altre attivitá antropiche da reddito tipo cave, estrazione mineraria o sfruttamento intensivo dei boschi.

  2. #107

    Predefinito

    Io non ho capito se slow deve essere lo sciatore o il comprensorio

    per me è una scelta personale, l ' essere slow o altro , è una condizione individuale. .... perchè non potrei essere slow anche a Plan de Corones per esempio ?

  3. #1.5 ADS
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  4. #108

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    Penso che slow abbia un’accezione non legata al concetto di velocità in senso stretto, ma sia trasposta dallo slow food come il contrario della frenesia.
    Ciò gustarsi l’esperienza con empatia.

  5. Lo skifoso Vettore2480 ha 2 Skife:


  6. #109

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    Quindi se mi faccio la Silvester o altro al Plan, fermandomi 3 o 4 volte durante la discesa, osservando quale tratto della pista è più intigrante, gustandomi il panorama e fermandomi in qualche rifugio per mangiare piatti locali, in un ambiente tipico, solo perchè ci sono impianti veloci non è slow ?

    Come può essere un cibo slow ? se ci pensate.... cosa significa... per me nulla

    la pasta deve cuocere tot minuti, la carne ha i suoi tempi, la verdura e la frutta deve maturare .... tutto ha un suo equilibrio.....è questo che va rispettato

  7. #110

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    Citazione Originariamente scritto da Vettore2480 Vedi messaggio
    Penso che slow abbia un’accezione non legata al concetto di velocità in senso stretto, ma sia trasposta dallo slow food come il contrario della frenesia.
    Ciò gustarsi l’esperienza con empatia.

    io penso di aver capito cosa intendi dire.


    In Engadina dove scio io, ci sono 4 comprensori, tutti con impianti veloci, però:

    Corviglia: fast ski

    Corvatsch: slow ski
    Diavolezza/Lagalb: slow ski
    Zuoz: slow ski


    Allargando lo spettro:

    Livigno: fast ski
    Bivio: slow ski
    Scuol: abbastanza slow ski


    poi certo dipende anche dal giorno e dal periodo dell'anno. Di solito in funzione di chi ospito cerco di portarli nei comprensori che più possono prediligere in base alla loro attitudine "slowskiatoria"


    Tra l'altro a Corviglia c'è una pista che definiscono per lo "slow ski", ma in genere ci tiro curvoni a cannone.

  8. #111

    Predefinito Slow Ski, solo passato o anche un futuro?

    Citazione Originariamente scritto da Matteo Harlock Vedi messaggio

    ......


    Per Terios: sta 'storia di sventrare la natura me la dovete spiegare. Un impianto é una delle attivitá meno impattanti per la montagna e praticamente reversibile. Non si puó dire di altre attivitá antropiche da reddito tipo cave, estrazione mineraria o sfruttamento intensivo dei boschi.
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    Esempi di abbandono reversibile (se qualcuno viene obbligato a rimuovere e smaltire altrimenti stanno lì sino al consumo per ossidazione. E sono in situ da decenni) ed irreversibile o quasi come il rimasuglio di quella pietraia che una volta era pista.

    Tra l’altro quelli sono manufatti “leggeri” appartenenti ad un’epoca (slow) di impianti a portata limitatissima, oggigiorno le stazioni di Valle e di monte sono ben altra cosa. Idem le piste.

    Ora, ripeto, hanno senso in certe zone? Hanno un futuro tale da poter essere ammortizzato? Viene posto un vincolo di smantellamento in caso di inutilizzo?

  9. Skife per Terios2:


  10. #112

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    Prima foto: lo sfregio é lo scheletro alle spalle dello skilift. Ah no, scusate, le seconde case qui su SF sono meritorie e non si toccano.

    Seconda foto: dove fanno le piste, almeno nei comprensori con un attimo di attenzione, si dissoda, si inerba e si realizzano gli scoli. Sennó non innevi. E cosí combatti anche l'erosione del suolo.

    Terza: rifiuti industriali. Lí non centra che sia uno skilift o un capannone. Lí é sciatteria degli amministratori che non fanno rispettare le norme.

    Quarta: portateli a casa che son messi discretamente bene.

    Quinta: prova a bussare ma secondo me é occupato.



    Per dire che non é una questione di skilift o seggiovie. Ma di cultura e rispetto per il luogo in cui vivi. In Piemonte, in Appennino e in certe zone montane lombarde, il tema non é la seggiovia. Ma l'incuria generalizzata e l'abbandono della montagna.

    Perché quando passi per Colle Isarco, sotto i viadotti, e vedi il vecchietto settantenne che pulisce le rive con la falce a MANO, capisci che amare la propria terra é qualcosa che va oltre tutti questi discorsi.

  11. Lo skifoso Matteo Harlock ha 2 Skife:


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  13. #113

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    Citazione Originariamente scritto da Matteo Harlock Vedi messaggio
    Prima foto: lo sfregio é lo scheletro alle spalle dello skilift. Ah no, scusate, le seconde case qui su SF sono meritorie e non si toccano.

    Seconda foto: dove fanno le piste, almeno nei comprensori con un attimo di attenzione, si dissoda, si inerba e si realizzano gli scoli. Sennó non innevi. E cosí combatti anche l'erosione del suolo.

    Terza: rifiuti industriali. Lí non centra che sia uno skilift o un capannone. Lí é sciatteria degli amministratori che non fanno rispettare le norme.

    Quarta: portateli a casa che son messi discretamente bene.

    Quinta: prova a bussare ma secondo me é occupato.



    Per dire che non é una questione di skilift o seggiovie. Ma di cultura e rispetto per il luogo in cui vivi. In Piemonte, in Appennino e in certe zone montane lombarde, il tema non é la seggiovia. Ma l'incuria generalizzata e l'abbandono della montagna.

    Perché quando passi per Colle Isarco, sotto i viadotti, e vedi il vecchietto settantenne che pulisce le rive con la falce a MANO, capisci che amare la propria terra é qualcosa che va oltre tutti questi discorsi.
    No Matteo. Come ho scritto alcuni sono esempi reversibili altri no.

    Se non vengono obbligati da qualcuno, i gestori non ripristinano nulla. Che sia sciatteria dei gestori o dabbenaggine delle amministrazioni, a me frega poco.

    Premesso che ho postato la foto con lo scheletro dei condomini non per lo scheletro ma per il piccolo impianto in disuso, ha poco a che fare con gli impianti stessi, vero, ma un poco si. Quando una stazione verrà abbandonata perché non più produttiva ed economica, se non sarà stata in grado di reinventarsi, pensi che i suoi fabbricati verranno mantenuto o finiranno per far da sfondo a qualche film sul post nucleare?

    Poi io sono sicuro che tali scempi non si vedranno mai in alcune regioni alpine. Le solite. Quelle i cui abitanti, pur cercando di spremere il massimo dalla loro terra (e non c’è nulla di male a farlo con intelligenza) hanno una forte senso della dignità e di amore per le proprie radici. Anche perché sanno benissimo che viene giustamente ripagato a peso d’oro.

  14. #114

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    Ho l’impressione che si creda si scriva in una certa direzione in odio al sistema sci dolomitico.
    Per quanto mi riguarda assolutamente no.
    Io vivo e scio nel Nord Ovest e quindi mi preoccupo del mio territorio, conoscendo i miei polli.
    Purtroppo ci sono pochi esempi virtuosi come quello della Val Maira...

    E poi mi preoccupo che i soldi pubblici (quindi anche i miei) non vengano utilizzati a membro di segugio ma con scopi e tempi di investimento ben individuati.

  15. Skife per Terios2:


  16. #115

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    Citazione Originariamente scritto da Jms-1 Vedi messaggio
    Una tra le tante..il fatto che ci metta il doppio comporta che in pista ci sia la metà della gente, anzi meno della metà perché poi son tutti a fare le code dove ci sono gli impianti veloci..tra fare 5min di coda più 5 di risalita e mettercene 10 a salire che differenza fa...se non che in pista c’è più bordello.

    se poi estendiamo il concetto di cui sopra alla powder, esso assume importanza assoluta.

    dopo 2 ore di automatica qualsiasi pendio vergine è battuto a millerighe...con la lenta dura il doppio.
    teoria delle code questa sconosciuta

    non è la velocità, ma la capacità che determina quanta gente porti su una pista
    non è la velocità, ma la capacità che determina quante code fastidiose hai a fine pista

  17. #116

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    Come ebbi giá modo di dire, le seconde case sono il male assoluto per la montagna.

    Quindi si, se una amministrazione poco lungimirante sblocca il PR per portare a casa un po' di concessioni edilizie, distrugge il territorio e il paesaggio in modo irreversibile.

    Ma da qui a dire "non facciamo piú impianti sennó poi abbiamo i condomini abbandonati"

    Una passeggiata in qualsiasi pedemontana veneta costellata di capannoni abbandonati dovrebbe fare capire che non é la seggiovia il problema. É l'andazzo generale.

  18. Skife per Matteo Harlock:


  19. #117

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    Ma ho forse scritto quello che dici abbia fatto?

    Semmai dico e scrivo facciamoli laddove abbiamo un territorio votato allo sci ed alla sua inevitabile evoluzione non intaccando vallate che ancora sono vergini (come si vorrebbe fare ad esempio, in una zona della VdA)
    Facciamoli però obbligandoci a smantellarli e a smaltirli correttamente se e quando non verranno più utilizzati.

    E dico e scrivo che è inutile sprecare denaro pubblico solo a fini elettorali guardando all’immediato e non a 15/20 anni avendo in testa gli scenari che ci vengono prospettati. Ovviamente indipendentemente dallo sci. Ma qui parliamo di sci e quindi....

  20. #118

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    Citazione Originariamente scritto da Terios2 Vedi messaggio
    Ho l’impressione che si creda si scriva in una certa direzione in odio al sistema sci dolomitico.
    Per quanto mi riguarda assolutamente no.
    Io vivo e scio nel Nord Ovest e quindi mi preoccupo del mio territorio, conoscendo i miei polli.
    Purtroppo ci sono pochi esempi virtuosi come quello della Val Maira...

    E poi mi preoccupo che i soldi pubblici (quindi anche i miei) non vengano utilizzati a membro di segugio ma con scopi e tempi di investimento ben individuati.
    Infatti in Piemonte abbiamo diverse piccole stazioni dove è un piacere sciarci, dove chi ha la seconda casa o chi non abita distante può permettersi di sciare tutti i week end spendendo pochissimo, permettendo anche la vita di piccoli sci club che fanno crescere giovani e bravi sciatori non solo nelle famiglie più abbienti ma anche a chi vive nella normalità, stazioni generalmente per le quali bastano una seggiovia ed un paio di ski lift per dare una prospettiva invernale a valli che magari d'estate lavorano discretamente.
    Vero sono Comuni di poche decine persone che però spesso incassano IMU da centinaia di seconde case, quindi non sono necessariamente comuni così poveri, più che altro sono abili nel far sparire moneta o cmq anche quando non ci sono irregolarità spesso investono a fini "residenziali" e quindi a beneficio di pochissimi, piuttosto che investire a fini turistici, per altro condannando anche il futuro delle generazioni a venire..

  21. Lo skifoso ANDREA GAS 23 ha 2 Skife:


  22. #119

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    Prali ha una certa clientela internazionale (talvolta vengono dalla Francia e qualcuno dai Paesi scandinavi). Paragonarla con Montecampione è un affronto, non un confronto.
    P.s.: a Montecampione 1800 ci avevano messo qualche sfortunato gruppo di immigrati africani qualche anno fa... non so se ci siano ancora, penso di no. Penso che non sia piaciuto neanche a loro...

  23. Skife per pat:


  24. #120

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    Citazione Originariamente scritto da Alberto 2 Vedi messaggio
    Non sono d'accordo sostenibile è il DSS che investe i guadagni e migliora ogni anno e fa sciare in ogni condizione. Non sostenibile sono le stazioni con vecchi impianti fissi che vivevano sulle seconde case. Oggi le persone vogliono SCELTA e POSSIBILITÀ di variare. La monotonia delle due piste non invoglia. E poi smettiamola con la caz***a immane del "piccolo è bello", piccolo è piccolo e basta. prova a vendere Monte Campione o Prali, gestita benissimo, all'estero e vedi i risultati che hai, zero.
    Prali è la piccola la Grave italiana, ha un suo pubblico anche all'estero

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