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icona Skitags: Monte Bondone [10]

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Discussione: Gran tour di Natale - 22/26 dicembre 2019

  1. #1

    Predefinito Gran tour di Natale - 22/26 dicembre 2019

    Ciao a tutti

    Anche quest'anno sono riuscito a ritagliarmi uno spazio tutto mio per godermi qualche giorno di sci sulle nostre amate montagne Alpine. Con gran meraviglia ho approfittato della bontà del mio titolare che mi ha concesso due giorni di ferie prenatalizie e quindi mi sono organizzato, una settimana prima della partenza, il mio piccolo "grande" tour sulle montagne del Trentino (con una piccola divagazione fuori regione).
    Ho scelto il luogo dove avrei trovato più neve in assoluto (a parte l'Ovest Alpino) e mi sono fidato delle previsioni che indicavano bel tempo per il periodo prescelto da me. Dovevo partire il 21 per l'ora di pranzo ma le previsioni erano pessime ed avrei viaggiato in condizioni disagiate. Decido così di partire alle cinque del mattino della domenica 22 con la speranza di potermi fare un pomeridiano da qualche parte.
    Ma la prima parte del viaggio non è stata semplice: tempo pessimo, vento forte, bufere di pioggia, strade che sembravano fiumi, e fino a Bologna senza speranze di poter farmi una sciata. Poi, appena dopo Modena, imboccata l'autostrada del Brennero, il cielo comincia ad aprirsi. Alle porte di Rovereto si manifesta la certezza di poter sciare, sopra di me si intravedono le montagne cariche di neve freschissima, e nulla mi potrà fermare, nemmeno le code provocate da un incidente che hanno bloccato l'autostrada prima di Trento. Conoscendo la zona decido di uscire a Rovereto Nord e la scelta è stata azzeccata: autostrada ancora bloccata ed io che imbocco la salita che mi porterà sulle piste.
    Ah... già, ...dimenticavo: non Vi ho ancora detto quale scelta ho fatto per la mia sciata pomeridiana. Ho puntato su una località che ho sempre intravisto dall'autostrada del Brennero e che mi ha sempre incuriosito, ma che ho sempre lasciato in disparte. Stavolta ho deciso di andarci e per la mia prima volta da quando scio ho messo piede sul Monte Bondone, la montagna sopra la città di Trento.
    La strada che porta alle piste è molto panoramica ma è tutta curve, senza rettilinei e sembra non finire mai: d'altronde questa è una strada che ha fatto la storia anche per un altro grande evento, il giro d'Italia di ciclismo, dove su queste strade si sono svolte epiche tappe, tra cui la mitica tappa dove, nei primi giorni di Giugno di qualche anno fa... molti anni fa, esattamente l'otto giugno 1956, l'arrivo si concluse sotto una copiosa nevicata che rese celebre l'impresa di Charly Gaul.
    Avendo già studiato la location del Monte Bondone, sapevo che avrei avuto difficoltà nel trovare un parcheggio vicino agli impianti, ma con un po' di fortuna ho trovato un posto nel parcheggio posto un centinaio di metri prima del traguardo di Vason. Parcheggio invaso anche da tanta neve fresca ma, grazie alle ruote termiche, non ho avuto difficoltà a districarmi sulle lastre di ghiaccio.
    Cambio veloce e sci in spalla mi avvio verso la biglietteria. Faccio un tre ore al costo di 33 euro (è iniziata l'alta stagione) e mi dirigo verso la partenza della seggiovia Palon, una non veloce triposto che porta direttamente al punto più alto del comprensorio.
    Da quel momento in poi io entro in estasi totale. Sono tre ore di sci eccezionali, in un contesto veramente speciale ed in condizioni di innevamento spettacolare, grazie anche alla copiosa nevicata mattutina che ha reso l'atmosfera magica e sublime.
    Ovviamente con la neve fresca le piste che troverò non sono al livello del primo mattino dopo la battitura, ma io sono lì per sciare senza pensieri e per godermi i panorami e gli spettacoli che la natura offre, alla scoperta di una nuova località che per me si è rivelata una vera sorpresa, un gioiellino a pochi passi dall'autostrada. Certo ho avuto la fortuna di trovare tanta neve, temperature perfette ed il sole, anche se velato a tratti. Unico neo è non aver potuto sciare sulla pista più famosa del Monte Bondone, la Gran Pista, perché purtroppo era ancora chiusa in quanto nella parte più a valle aveva piovuto e non c'erano le condizioni minime di sicurezza per aprirla (poca neve e fondo inconsistente). Ma tutto il resto era aperto ed agibile e, malgrado tutto, sfruttando le tre seggiovie aperte, 750 metri di dislivello li ho potuti fare ugualmente.
    Il Monte Bondone è una località molto apprezzata dai principianti e dai bambini, infatti la seggiovia più affollata era quella centrale, la Montesel, che però, essendo ad agganciamento automatico ed a 6 posti, riusciva a far evitare code. Per ultima, la seggiovia 3-Tre, una lenta biposto, permetteva di poter usufruire di alcune piste tecniche tra i boschi del Bondone, in zona Vaneze.
    Bene, ora concludo la mia prima parte di questo tour, e non Vi anticipo nulla della mia prossima tappa. A fine giornata ripongo soddisfatto gli sci in macchina e riparto, con molta tristezza ma felice di avere conosciuto una nuova località sciistica, verso la mia prossima meta, dove farò base fissa fino al 26 dicembre.

    Ed ora spazio alle foto del Monte Bondone, la montagna di Trento


    Sulla seggiovia Palon


    Sulla parte alta del comprensorio, la pista Panoramica, con vista verso Sud


    La pista Canaloni con vista verso Vason, centro nevralgico del comprensorio del Monte Bondone


    Sulla seggiovia Montesel con lo snowpark in preparazione


    La parte più affollata del comprensorio, tra il Montesel e Vason


    Una spettacolare veduta dalle piste verso la Val D'Adige


    Panorama verso la Gran Pista


    Segni della recente nevicata...


    Fuoripista spettacolari sul Bondone


    Tutto trifolato in breve tempo!!!




    Prosegue...


  2. #2

    Predefinito

    Sono contento che tu abbia apprezzato il Bondone ,secondo me molto sottovalutato. Io quest'anno ci ho fatto lo stagionale un po' per comodita ,un po' per il prezzo ,un po' perché mi piacciono questi comprensori familiari.
    Il tramonto da cima Palon poi è qualcosa di straordinario.
    Ultima modifica di frank95; 30-12-2019 alle 08:46 AM.

  3. Skife per frank95:


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  5. #3

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    - - - Updated - - -

    . ..


    Citazione Originariamente scritto da frank95 Vedi messaggio
    Sono contento abbi apprezzato ...

  6. Lo skifoso pat ha 4 Skife:


  7. #4

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    Strafalcione da studente di medicina 😂 Siam messi bene

  8. #5

    Predefinito

    La mia base logistica per il proseguimento della mia vacanza è Dimaro, una delle tante pittoresche località della Val di Sole, e la scelta è dettata dal fatto che si trova in un importante snodo stradale, a pochi passi dalle prime piste. L'omonimo albergo dove trascorrerò le mie nottate è molto confortevole e buono, tanto da poterlo consigliare per chi non ha grandi pretese sia di prezzo che di lusso, a confronto con la vicina Madonna di Campiglio.

    E la tappa del giorno seguente, lunedì 23 dicembre 2019, è la riscoperta, per me, del comprensorio di Madonna di Campiglio.

    Parto presto, come sempre per me, e mi ritrovo alle 8 e un quarto al parcheggio (3 euro) di Campo Carlo Magno, per poter prendere, come prima risalita, la lunghissima cabinovia che porta fino al passo Grostè. Skipass giornaliero arrivato a 58 euro + 5 di cauzione tesserino, ma essere tra i primi a salire fa subito dimenticare il costo dello skipass. Durante tutta la lunga risalita non mi fermo un istante ad ammirare i fantastici panorami di questo famoso angolo di Dolomiti, quelle del Brenta. E dal rifugio Graffer in poi osservo con impazienza le numerose piste...ehm... autostrade che non vedono l'ora di essere solcate dai miei sci!
    Volutamente son voluto partire tranquillo la mattina per affrontare piste semplici, dato che la stanchezza del giorno prima (viaggio + sci) si fa ancora sentire; ma dopo un paio di giro fino in cima al Grosté, punto decisamente verso il versante opposto, non prima di aver affrontato la famosa pista Amazzonia, un must della perla dolomitica, che mi porterà nel settore Cinque Laghi.

    Ovviamente, trovando la seggiovia Miramonti in funzione, con decisione punto per solcare una delle piste più famose di tutte le Alpi, sede di una delle più belle tappe alpine della Coppa del Mondo di slalom speciale. Mi sento un po' Tomba, un po' Hirscher, forse adesso un po' Moelgg (l'età avanza per tutti... sigh!) e mi butto a capofitto sul tratto più ripido come se ci fossero realmente i paletti.
    Dopo aver sognato un po' ritorno alla realtà e mi dirigo verso la cabinovia che mi condurrà verso la parte alta del settore, fino quasi a toccare la cime del monte Pancugolo. Il settore Cinque Laghi è il più bello, tecnicamente parlando, di Madonna di Campiglio ed è quello che mi darà più soddisfazioni, sciisticamente parlando. Ma non è che i panorami siano da meno!!!
    Subito dopo un veloce panino, decido di andare verso Marilleva, e dopo aver attraversato il settore del Pradalago, arrivo in vetta al Monte Vigo. La giornata è ancora spettacolare e la neve è sempre una meraviglia. Dopo aver percorso la lunghissima pista che porta fino ai "casermoni" di Marilleva, decido di andare a percorrere un'altra splendida pista, in questo caso molto sottovalutata e poco frequentata, forse perché poco assolata. E' la splendida Nera di Marilleva, una pista che in altre località avrebbe molto più appeal, ma che qui, a Marilleva, è poco sfruttata (non c'era quasi nessuno).
    Il resto del pomeriggio prosegue molto più tranquillo, fino al ritorno in cima al Grosté, pronto ad affrontare l'ultima lunghissima discesa al tramonto, dove nel frattempo un forte vento imperversava nella zona alta.
    Questa prima giornata intera è stata molto intensa per me, sia emotivamente che fisicamente. Madonna di Campiglio sarà un po snob, come Cortina (in cima allo Spinale si respirava aria lussuriosa...), ma a me piace ugualmente tantissimo. E' una località dove chiunque potrà trovare soddisfazioni: certo la parte alta del Grostè non è adatta ai puristi dello sci o agli amanti del ripido, ma ha pur sempre un suo fascino particolare.
    In queste condizioni, come ho trovato io in quel giorno, con tantissima neve, poca gente agli impianti e tempo più che accettabile (il sole c'è sempre stato malgrado qualche nuvola ed un vento fastidioso in alto), posso ritenermi soddisfatto.
    Con gioia pronto ad affrontare il giorno seguente con ancora più grinta!

    Ed ora spazio alle foto

    (sono in successione, dal primo mattino fino al tramonto, e per i più attenti, rispecchia il mio giro effettuato)

























































    Prosegue...


  9. #6

    Predefinito

    ..:monkey..................................:monkey

  10. #7

    Predefinito

    Siamo alla vigilia di Natale, il 24 dicembre 2019. Le previsioni del tempo della giornata sono incerte e quindi decido ancora di rimanere in zona. Sempre come base Campo Carlo Magno a Madonna di Campiglio, decido di fare il bis in questo fantastico comprensorio dolomitico ma con una puntata anche verso Pinzolo, da me mai visitato sciisticamente, che, grazie al nuovo collegamento funiviario, da alcuni anni è diventato un tutt'uno con la perla dolomitica (e secondo me ci ha guadagnato molto Pinzolo).
    Grazie a questo collegamento, quindi, ho trascorso la mattinata sulle piste di Pinzolo, un comprensorio piccolo ma con belle piste e qualche stradino, ma in fin dei conti, se non ci fosse Madonna di Campiglio a pochi chilometri, Pinzolo farebbe la sua bella figura come piste. Peccato solo che era ancora chiusa la pista più importante, la Tulot, ma il resto era tutto aperto e ben innevato.
    La mattinata mi ha premiato anche con il tempo, dato che ho avuto sempre il sole. La giornata però è partita sparandomi immediatamente 2 "Amazzonia", letteralmente FANTASTICHE di prima mattina e con pochissima gente! E poi via verso Pinzolo con la lunga cabinovia di collegamento.
    Pinzolo non è malaccio, ha belle piste, anche molto tecniche, come la Competition che ho percorso praticamente da solo (il livello sciatorio di Pinzolo in quel giorno era tendente al principiante) ed ho girato tutte le piste (tranne una riservata ad uno sciclub che si stava allenando), però ha necessita di cambiare l'impianto principale che, anche se ancora veloce, è un po' datato ed era l'unico dove si formavano un po' di code (la seggiovia Pra Rotond-Dos del Sabion).
    Verso mezzogiorno opto per il rientro, un veloce spuntino al rifugio Patascoss, e poi decido di andare a Folgarida, alla scoperta di due piste altrettanto spettacolari ma, anche in questo caso, poco battute dagli sciatori (va beh... era il 24 dicembre, sicuramente adesso saranno iper affollate...!!!).
    Dalla cima di Monte Vigo punto deciso verso il settore di Folgarida, e mi dirigo verso la pista Mastellissima, una rossa lunga ed immersa in un vallone che da' verso la Val di Sole. Pista per me molto varia e bella, che da' tante belle soddisfazioni e la possibilità di divertimento sia tecnico che turistico. Certo, la pecca di questa pista è che il sole, in questo periodo, lo vede pochissimo, ma per me che era la prima volta che affrontavo questa nuova pista fino all'intermedia della cabinovia che sale da Daolasa, è stata una magnifica e piacevole novità che andrebbe ripetuta più volte. Ma il tempo a disposizione non era molto e, proseguendo per il comprensorio di Folgarida, ho raggiunto la partenza di un'altra pista, la Nera di Folgarida, splendida e molto ripida nel tratto intermedio, con vista mozzafiato sulla Val di Sole, sole che però, ahimè, anche in questo caso era assente. Quasi al termine del giro, dieci minuti di intensa nevicata sorprendono un po' tutti gli sciatori, me compreso, ma rendono l'atmosfera magica e tipicamente natalizia . E dopo questa sorpresa, spunta nuovamente il sole ad allietare la parte finale della sciata.
    La giornata prenatalizia si conclude nuovamente sulle piste del Grostè, ed anche questa volta un vento forte e teso sferza la parte alta del Grostè. Ma ciò non toglie il piacere di effettuare l'ultima lunga discesa fino al parcheggio di Campo Carlo Magno.
    Tornato in albergo, mi aspetta il cenone di Natale che allieterà la mia, e quella degli altri turisti, serata, prima di intraprendere una nuova giornata sciistica, che, per il giorno di Natale, si preannuncia molto piacevole ed intensa, con spettacoli della natura unici ed indimenticabili.

    Ed ora via con la nuova serie di foto





























    Verso Folgarida





























    Prosegue...

  11. Lo skifoso SOLONEVE ha 14 Skife:


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  13. #8

    Predefinito

    Bel giro,o meglio bel tour.Prossima tappa Pejo?

  14. #9

    Predefinito

    Punto 1

    E` mai possibile che i meglio reportage li debba postare uno che si fa 2000 km mentre noi miseri pseudo padani a male pena mettiamo 3 foto nella sezione "dove ho sciato oggi"!!

    punto 2

    di al tuo titolare di lasciarti piu spesso qlc gg di "licenza" senno` ti fai assumere dal Divino


  15. Lo skifoso camosci ha 6 Skife:


  16. #10
    Senior Member Skifoso
    Attrezzatura
    Salomon Superaxe 10 Pilot - Boots LangeXT100- Tuta Dubin - Occhiali Oakley - Guanti Salomon/Oakley - Casco Uvex

    Predefinito

    @ SoloNeve: complimenti per il giro bellissimo che hai fatto. Posso confermare e ricordare esattamente il tuo racconto avendo percorso il 95% dei tuoi tracciati, fenomenale. Bravo.

  17. Skife per lukkinenski:


  18. #11
    Skifosissimo Skifoso
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    Spazzauovo DH 250cm r>∞, scarponi Cement 190 very hard, il mio disastrato fisico e una scimmia prepotente

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    Citazione Originariamente scritto da camosci Vedi messaggio
    Punto 1

    E` mai possibile che i meglio reportage li debba postare uno che si fa 2000 km mentre noi miseri pseudo padani a male pena mettiamo 3 foto nella sezione "dove ho sciato oggi"!!

    Parla per te!


    Che ricordi Marilleva... mi piacerebbe tornarci... son 10 anni che non scio lì, ma a parte quella capatina di 3gg, ci ho sciato tutti gli inverni dal 1996 al 2003
    Quanto adoravo la Nera Marilleva, quella che dal rifugio Orti scendeva fino a Marilleva 1400. Pistone atomico.

  19. Skife per madflyhalf:


  20. #12

    Predefinito

    NATALE 2019: anche questa giornata sarà appagante come le precedenti.

    Sapendo che le previsioni davano tempo decisamente in miglioramento e volendo andare a sciare in una località da me già visitata molti anni addietro, parto come al solito il mattino presto e dopo circa mezz'ora di viaggio in auto, quasi nel deserto... (non saliva nessuna da questa parte della valle), puntuale alle otto e mezzo parcheggio la macchina e mi preparo ad affrontare un'altra fantastica giornata.

    Sono al PASSO del TONALE al confine tra Trentino e Lombardia, per riscoprire questo comprensorio e per conoscere le novità (collegamento con Ponte di Legno e Temù, nuovi impianti sul Presena) che in occasione della mia lontana settimana bianca ancora non esistevano.

    La giornata pare ottima, il sole sembra dominare il cielo, ma appena salgo con i primi impianti verso il settore di Valbiolo, appena salgo sulla seggiovia Tonale Occidentale ecco comparire, sferzante, il vento che, purtroppo, mi accompagnerà per tutta la giornata, a tratti molto intenso. Fortunatamente però gli impianti hanno girato tutti regolarmente fino alla chiusura (anche se in serata sul passo il vento era molto fastidioso).
    Il sole è rimasto tutto il giorno ed ogni tanto giocava a nascondino con le veloci nuvole che solcavano il cielo.
    Le prime discese le ho fatte quasi completamente da solo, una vera goduria con neve stratosferica!!!
    Poi, dopo aver preso alcuni impianti sul passo, mi sono trasferito sul settore del Bleis. Beh, l'obiettivo principale era quella di andare su una delle più belle piste di tutto il comprensorio, l'Alpino. Sublime, magnifica, esageratamente piacevole, con una neve fantastica da cima a valle (in tutta la giornata l'ho fatta 3 volte... e non è poco!!!) e le foto purtroppo non rendono quanto dovrebbero.
    Alla fine della seconda discesa, proseguo per Ponte di Legno, conoscendo per la prima volta, per me, la pista rossa Pegrà (dopo la Tonalina), che mi porterà alla partenza della seggiovia di collegamento che conduce nel cuore del comprensorio di Ponte Di Legno. Una volta al Valbione punto deciso verso le nuove piste ed impianti di Temù, anche questi per me una novità assoluta.
    Devo dire che non sono niente male, piste tutte nel bosco ma non banali e discretamente larghe. Da non perdere la pista La Croce, una bella e tecnica rossa dove lanciarsi emulando i nostri gigantisti di coppa del mondo.
    Rientrando, non potevo rinunciare a salire con la mitica seggiovia biposto che porta al Corno D'Aola, ed in successione con lo ski-lift Angelo, che conduce in uno dei punti più belli del comprensorio di Ponte di Legno, e lanciarmi sulla lunga pista nera che mi riporterà alla base degli impianti di Ponte di Legno e quindi alla partenza della lunga cabinovia che riporterà al Passo del Tonale. E qui ora di pranzo e questa volta decido di prendermi una pausa più chic. E quindi vado in Paradiso...

    Con la cabinovia salgo verso il settore del ghiacciaio del Presena e, prima di proseguire, mi fermo al self service del Passo Paradiso, da dove si ammira uno spettacolare panorama verso il passo del Tonale e su tutte le montagne che lo circondano.
    Poi salgo alla nuova cabinovia per raggiungere il punto più alto di tutto il comprensorio (e mentre salgo mi ricordo ancora quando c'erano gli ski-lift per salire sul ghiacciaio...). Arrivati in cima al Presena, prima di intraprendere la discesa non si può assolutamente tralasciare la splendida vista verso i ghiacciai dell'Adamello. Da rimanere senza fiato e senza parole, da ammirare con emozione e gioia, incuranti del forte vento che sferzava anche qui.
    Un paio di discese sul ghiacciaio e poi giù, per la più famosa pista del passo, la nera Paradiso, un vera e propria perla di tutto l'arco Alpino Italiano.
    La giornata ora volge al termine ed il vento aumenta di intensità. Ma nessuno si scoraggia e molti sciatori (per essere Natale c'era molta gente, ma file pressoché inesistenti) proseguono imperterriti a solcare le nevi del Tonale.
    Concludo la mia sciata riprendendo più volte la seggiovia ALPE ALTA, percorrendo le due nere e la rossa finale che conclude il mio Natale 2019 sulle piste di questo splendido comprensorio che in queste condizioni di innevamento è veramente spettacolare.
    Mestamente si ritorna in albergo, con la mente rivolta al giorno dopo, che si concluderà con l'ultima uscita prima del rientro a casa.

    Ed ora spazio alle foto, che seguono, in ordine di tempo, il racconto appena letto da Voi

    (le ultime due foto inquadrano soggetti a Voi familiari...)









































































    Prosegue... per l'ultima tappa

  21. Lo skifoso SOLONEVE ha 10 Skife:


  22. #13

    Predefinito

    Sono alla conclusione del Tour.

    26 dicembre 2019: ultimo giorno della mia vacanza. Mi aspettano almeno otto ore di viaggio (quasi tutto in autostrada) per tornare a casa, ma ho in programma l'ultima sciata su queste fantastiche montagne Alpine. Tre ore di sci, anzi di grande sci, in una località che ha visto i miei esordi fuori dall'Appennino nel lontano gennaio 1984, esattamente più di 35 anni fa, dove ho trascorso la mia prima settimana bianca organizzata da un'associazione sportiva della mia città.
    Ovviamente la sera prima avevo già preparato tutti i bagagli e pagato il saldo finale all'albergo, in modo da essere subito pronto il mattino seguente.
    E sapevo benissimo che avrei trovato una grande giornata di bel tempo.
    Con l'emozione addosso, alle otto e mezzo mi ritrovo al parcheggio proprio affianco alla partenza della cabinovia che mi avrebbe portato in un luogo molto "Magico".
    35 anni sono tanti ma ancora mi ricordavo molte cose della località, tra cui l'albergo dove avevo soggiornato.
    Skipass per tre ore e salgo sulla cabinovia tra i primissimi della giornata.
    La mia ultima tappa del Gran Tour si conclude quindi nel comprensorio di PEJO TERME

    La giornata è eccezionale. Nessuna nuvola, aria fredda ma accettabile, un sole splendido e solo un leggerino venticello in vetta ai quasi tremila metri del punto più alto raggiunto dagli impianti.
    3.000 metri per un piccolo comprensorio come quello di Pejo sono veramente notevoli e considerato che da cima a valle il dislivello supera i 1.500 metri (che si possono rifare prendendo solo 2 impianti consecutivi) per me viene da considerare la località sciistica di Pejo come una delle migliori di tutte le Alpi Italiane.
    Sarò forse esagerato ma il dislivello e la splendida pista iniziale valgono da solo un viaggio in questo piccolo gioiello del Trentino.
    Il panorama dall'arrivo del Funifor è sublime: qui si prova l'emozione forte dell'alta montagna, qui si è lontano da tutto, a due passi dal cielo!
    Ma le emozioni non finiscono lì: il tempo di salire sui miei sci ed appena imbocco la pista rossa "Val della Mite" l'entusiasmo sale a mille, la libidine varca i confini dell'inimmaginabile, il sogno diventa realtà!
    Una pista da dieci e lode, con una neve tutta naturale e farinosa al punto giusto, dove sciare e risciare senza annoiarsi, quello che tutti gli sciatori desiderano di trovare. Il mio giardino incantato l'ho trovato alla fine del mio Tour e ciò mi renderà ancora più contento e meno triste nella ripartenza. Perché so' di essere stato fortunato, cinque giorni di condizioni meteorologiche eccezionali, una neve spettacolare ed in abbondanza, poca gente sulle piste e soprattutto mi ha fatto dimenticare tutto quello che di negativo mi aveva accompagnato fin prima della partenza.

    La mia sciata sulle piste di Pejo prosegue fin verso le undici e trenta, sempre in condizioni eccellenti, facendo ben tre volte da cima a fondo, 4.500 metri dislivello più altri svariati che adesso non mi ricordo più, tra ricordi di 35 anni fa (tra cui la mitica seggiovia che una volta risaliva la Val della Mite, in seguito distrutta da una valanga) ed il presente, fino ad arrivare al futuro che, grazie a queste foto ed a questo racconto, troverò sempre davanti ai miei occhi.

    Ora sono qui davanti al computer ma questo Gran Tour rimarrà sempre nel mio cuore e nella mia mente per tutta la vita. E non fa niente se ora non nevica qui in Appennino e le previsioni non sono felici. Sarà che alla mia età comincio ad accontentarmi di quello che passa il convento, ma questi cinque giorni per me valgono come una stagione intera. A meno che, qua sugli Appennini, non si ripeta la mitica nevicata eccezionale del febbraio 2012! Chissà...

    Ed ora spazio alle ultime foto

    Un grandissimo saluto da Roberto


























































  23. #14

  24. Skife per pat:


  25. #15

    Predefinito

    Mercoledì 08 gennaio 2020, c'è lo slalom in notturna a Madonna di Campiglio.
    A ricordo del grande evento italiano, ed in memoria della mia prima settimana bianca nella località dolomitica, ho ritrovato una vecchio foto del gennaio 1994 dove ho ripreso il mitico canalone Miramonti quando ancora lo sci agonistico era ancora molto "spartano" e le piste non erano "ingabbiate" come nei tempi moderni!


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