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Discussione: Monte Bruffione, (rav)anello dal Gaver. 7 dic 2019

  1. #1

    Predefinito Monte Bruffione, (rav)anello dal Gaver. 7 dic 2019

    Le prime brinate sul parabrezza, le Alpi che fanno capolino dietro i campi più bianche che mai, le webcam seducenti... dopo un lungo periodo di maltempo, la voglia di tornare a pestare un po' di neve è tanta! I soci con gli sci stavolta sono impegnati, ma riesco a vendere una meta squisitamente scialpinistica come il Bruffione ad altri amici disposti a fare un po' di fatica!

    Gaver è un luogo ricco di fascino, tutto sommato vicino alla pianura e ad una quota - 1500 metri - abbastanza generosa per gli standard adamellici. Arriviamo dopo le 9 e ci sono già molte auto: scialpinisti ed escursionisti con le ciaspole, tutti in smania di godersi questo bel sabato di sole.
    Parcheggiamo presso il ristorante Blumon Break, anche se conviene di più lasciare la macchina davanti al bar Bruffione. Qui una strada scende a guadare il torrente Caffaro e subito dopo il ponte si trova il primo bivio. Il sentiero diretto per il Bruffione, nonché l'itinerario di discesa con gli sci, sale a sinistra nel bosco, ma io propongo di fare un giro ad anello, sicuramente più gratificante per gli amici EEA, e un po' più “dolce” per il sottoscritto... Ci sono tracce di altri sciatori sia in salita sia in discesa e questo mi incoraggia!

    Ignorato dunque il sentiero, seguiamo la stradina che taglia tutto il versante a mezza costa in direzione sud. Fin da subito ci sono da guadare ruscellamenti, e un primo cono di valanga; poi una seconda, una terza... le tracce di sci spariscono, evidentemente chi ci ha preceduto ne ha avuto abbastanza ed è tornato indietro (più tardi verremo a sapere che è stato proprio così!), ma noi proseguiamo imperterriti. Qualcuno mette i ramponi, io tento di resistere ma di fronte all'ennesima valanga, un intero versante venuto giù con tanto di terra, tocca metterli pure a me.
    L'avvicinamento comodo su stradina pianeggiante si trasforma nell'ennesima ravanata, ormai ci ho fatto il callo! Sarebbe bastato alzare gli occhi risalendo la valle in macchina verso il Gaver per capire che tutto il versante al sole (il “vandolaro di Bruffione") era martoriato da valanghe di fondo, ma noi cercavamo di seminare un local su una Panda 4x4 aggressiva che ci tampinava…

    Ravanaggio: antipasto...


    ... e dessert




    Dopo l'ultima valangona finalmente finisce il martirio per il sottoscritto: il lungo traverso lascia il posto al paesaggio dolce e tutto bianco dell'alta val Bruffione. Dalla malga bassa le tracce dei 2 o 3 escursionisti che ci hanno preceduto proseguono sul fondovalle verso le malghe superiori, mentre noi dobbiamo salire verso malga Casole su terreno totalmente intonso.






    I miei amici, che hanno ancora i ramponi, continuano a traversare sul versante svalangato, dove la neve è più dura, mentre io sto più a destra dove le pendenze sono più dolci. Ci ricongiungiamo nei pressi della malga, quasi del tutto sepolta e circondata da tante tracce di animali, alcuni pure grossi!









    Malga Casole




    Qui saliamo verso nord est, lungo un breve vallone con un primo tratto un po' ripido, poi più dolce, e un'ultima impennata ci conduce a un valico affacciato sulla val Retorti, dove vediamo le tante tracce di chi ci ha preceduto salendo e scendendo dal Bruffione. Percorriamo un traverso sui pendii ovest della punta delle Ecie, dove la neve è più polverosa e invoglia alla discesa!



    Il Cornone di Blumone e le tante tracce di animali




    Traverso sotto la Punta della Ecie



    Superato un costone, appare tutta la parte alta della valle, vetta compresa; decido di concedermi una prima discesa su un pendio intonso esposto a nord, che raggiungo risalendo un crestone. La discesa è più faticosa del previsto, su farina pesante, col senno di poi potevo risparmiarmela.



    Sul crestone





    Cerco di non perdere troppa quota e con un lunghissimo diagonale arrivo a intercettare una traccia di salita. I miei soci nel frattempo hanno fatto un bel pezzo, ma non sono ancora in vetta. Inizio a sentire la stanchezza sulle gambe e devo fare molte pause... speriamo che con l'avanzare della stagione la forma migliori un po'! Vedo che anche gli EEA arrancano sulla pala finale, ma loro ne hanno tutti i motivi!

    Nell'ultimo tratto il panorama si apre sempre di più e trovo la motivazione di accelerare il passo per godermelo qualche minuto in più... i soci si fermano poco e iniziano subito a incamminarsi, del resto sono quasi le 15... siamo stati moooolto lenti! Però che spettacolo la luce bassa, calda che illumina i versanti innevati mentre le valli già sprofondano nell'ombra. Difficile apprezzarlo in primavera, quando il sole è più alto e le giornate lunghe.






    In discesa compio un lunghissimo traverso per evitare la pala iniziale, tutta trifolata, e andare a guadagnare i pendii più ombrosi sotto il monte Boia, dove salendo ho notato qualche fazzoletto di neve ancora libero. La neve è crostosa vicino alla cresta, dove ha tirato il vento. A un certo punto devo fermarmi per un crampo al quadricipite della gamba a valle, esaurito dal traverso interminabile. Dopo qualche sghisata riparto e per fortuna il problema non si ripresenterà più.




    Il vostro Asky con sciata elegante e pile all'altezza della sciata



    Bella discesa su polvere ormai pesante ma pendenze tranquille fino al limitare del bosco, dove aspetto i miei amici. Ora l'atmosfera è davvero magica, con i larici dorati e il manto tutto ondulato, che regala pure qualche saltino su sassi e alberelli sommersi.









    Qualche tratto più ripido e gobboso ma sempre su bosco rado, poi inizia un lungo traverso di sopravvivenza fino a un canale che scende direttamente alla piana del Gaver.

    Naturalmente ci sono già passati TUTTI e c'è rimasta poca trippa per sci... per fortuna il fondo non è troppo ghiacciato e riesco a guidare la sciata, ma quando la pendenza diventa più cattiva scendo senza farmi troppi problemi in derapage... i soci, coi ramponi, se la ridono sotto i baffi, ma non gli do la soddisfazione di arrivare al Gaver per ultimo, e appena il canale molla ormai alla fine, di fondo alle ultime forze con un paio di curve saltate, poi giù dritto fino alla piana a raggiungere gli EEA senza perdere la dignità.



    Il Cornone di Blumone ricompare illuminato dall'ultimo sole e le sue rocce granitiche si colorano di viola, uno spettacolo già goduto 3 anni fa scendendo dalla val Cadino dopo averlo salito con le piccozze... chissà, magari un giorno sarò abbastanza preparato da andarci con gli sci! Nel frattempo ci accontentiamo del cuginetto un po' sfigato, il Bruffione, anche lui preso in pieno dalla luce rosata del tramonto. Cuginetto che ci ha comunque fatti faticare non poco... e non basterà una sola birra al Blumon Break per dissetarci!


  2. Lo skifoso AskY ha 8 Skife:


  3. #2

  4. #1.5 ADS
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  5. #3

    Predefinito

    Cosa mi ero perso! Sono bellissimi questi reportage da luoghi "meno noti" se non del tutto sconosciuti.
    E come non fare i complimenti per l'abbigliamento? Quel pile/giacca da solo vale un master in fezzion skialp
    Grazie per foto e racconto.

  6. #4

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Fabio Vedi messaggio
    Cosa mi ero perso! Sono bellissimi questi reportage da luoghi "meno noti" se non del tutto sconosciuti.
    E come non fare i complimenti per l'abbigliamento? Quel pile/giacca da solo vale un master in fezzion skialp
    Grazie per foto e racconto.
    Grazie a te! In realtà il Bruffione è una classica facile (almeno per i bresciani), e tutta la zona di Gaver è abbastanza frequentata da scialpinisti siccome offre molto. Ci sono anche alcuni impianti ma non so se funzionano ancora

    Il pile è ereditario

  7. Lo skifoso AskY ha 2 Skife:


  8. #5
    Skifosissimo Skifoso
    Attrezzatura
    Spazzauovo DH 250cm r>∞, scarponi Cement 190 very hard, il mio disastrato fisico e una scimmia prepotente

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da AskY Vedi messaggio

    Il pile è ereditario
    Dal film Quattro sotto zero?

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