Leggendovi mi ritorna il sociologo e filosofo polacco Baymant (a voi certo notissimo), dal un suo libro, un passaggio che può inserirsi nella discussione in riferimento al fatto acclarato che il potere d’acquisto di una larga parte dei giovani e meno giovani con un lavoro dipendente riesca solo a far fronte a bisogni primari e debba ricorrere a stratagemmi da azzeccagarbugli (etichette dell’acqua, condivisione spese, taglio percorsi autostradali) pur di concedersi qualche ora di svago sugli sci ( per restare in tema).


Zygmunt Baymant, Homo consumens (2006):

I poveri sono colpevoli di non contribuire al consumo e in quanto non consumatori o consumatori inadeguati o difettosi sono un peso morto, una presenza totalmente improduttiva.

Nella società dei consumi la povertà è inutile e indesiderabile.