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Discussione: Frattura piatto tibiale - recupero

  1. #16

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    Posso dire che anche io, dopo oprazione in ospedale, mi sono appoggiato ad un centro con medici specialisti e fisioterapisti.
    Tenete conto che in questa struttura, ci sono passati personaggi come Rocca e, quando facevo riabilitiazione, c'era Matteo Marsaglia, più altri/e delle nazionali minori che non conosco.
    Il fatto che il centro sia molto attrezzato (ha anche una piscina dedicata al recupero in acqua), lo ritengo importante, oltre, chiaramente, alla professionalità del personale.
    Avevo fatto qualche seduta di fisioterapia all'USL, perchè già prenotata, ma con i tempi ed i metodi che avevano, non so se mi sarei rimesso sugli sci.

  2. #1.5 ADS
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  3. #17

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    Caro il mio marte82, in realtà sono professore universitario di medicina fisica, un po’ la conosco....
    Avendo avuto contatti con fisiatri e fisioterapisti di ogni regione italiana (e di vari paesi europei e non solo) ribadisco e ri-sottolineo il concetto: biomeccanica e fisiopatologia vengono poco o nulla insegnati. Che poi ci sia qualche rara e felice realtà è vero (dovrebbe essere la norma ma non lo è). Questo vale sia per i fisioterapisti che per i fisiatri, che non sono immuni dall’ignoranza anzi...
    Quando ero in Italia, biomeccanica (seria) l’abbiamo iniziata io e due miei colleghi dieci anni fa in una università del nord Italia (mica alla telematica Pegaso).
    Al fisioterapista la diagnosi funzionale, siamo d’accordo, come anche il lavoro interprofessionale (e ci mancherebbe!), rispettandosi l’un l’altro. Però se rileggi bene quello che ho scritto, vedrai che non parlo di questo ma di diagnosi medica. Dolore al ginocchio: sintomo. Diagnosi: 1,2,3,4....
    Questo compete al medico (sperando sia competente) come anche di spiegare al fisioterapista quali sono i problemi del paziente ed i limiti da rispettare.
    Poi la strada della conoscenza è lunga e difficile lo so...però prima di parlare di certe cose:
    1) ti iscrivi al test di ammissione a medicina
    2) lo passi, festeggi, studi 6 anni
    3) dai l’esame di Stato di abilitazione alla professione
    4) ti iscrivi al test di specializzazione
    5) lo passi, rifesteggi, studi e lavori 4-6 anni
    6) fai un concorso per dottorato di ricerca
    7) passi ancora 3 anni a far ricerca
    8) fai una po’ di pubblicazioni scientifiche
    9) fai un concorso per professore universitario, con tutto il suo bel cursus honorum
    10) nel frattempo tra il punto 4 e 10 lavori coi pazienti 10 ore al giorno e di notte studi e scrivi
    Poi ne riparliamo allo stesso piano.

    P.S. Sono maschietto....

  4. #18

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    il mio intervento di precisazione era indicizzato ad evitare tutto ciò.. spiace non esserci riuscito..

  5. Skife per brigas pride:


  6. #19

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    Citazione Originariamente scritto da stefi74 Vedi messaggio
    Caro il mio marte82, in realtà sono professore universitario di medicina fisica, un po’ la conosco....
    Avendo avuto contatti con fisiatri e fisioterapisti di ogni regione italiana (e di vari paesi europei e non solo) ribadisco e ri-sottolineo il concetto: biomeccanica e fisiopatologia vengono poco o nulla insegnati. Che poi ci sia qualche rara e felice realtà è vero (dovrebbe essere la norma ma non lo è). Questo vale sia per i fisioterapisti che per i fisiatri, che non sono immuni dall’ignoranza anzi...
    Quando ero in Italia, biomeccanica (seria) l’abbiamo iniziata io e due miei colleghi dieci anni fa in una università del nord Italia (mica alla telematica Pegaso).
    Al fisioterapista la diagnosi funzionale, siamo d’accordo, come anche il lavoro interprofessionale (e ci mancherebbe!), rispettandosi l’un l’altro. Però se rileggi bene quello che ho scritto, vedrai che non parlo di questo ma di diagnosi medica. Dolore al ginocchio: sintomo. Diagnosi: 1,2,3,4....
    Questo compete al medico (sperando sia competente) come anche di spiegare al fisioterapista quali sono i problemi del paziente ed i limiti da rispettare.
    Poi la strada della conoscenza è lunga e difficile lo so...però prima di parlare di certe cose:
    1) ti iscrivi al test di ammissione a medicina
    2) lo passi, festeggi, studi 6 anni
    3) dai l’esame di Stato di abilitazione alla professione
    4) ti iscrivi al test di specializzazione
    5) lo passi, rifesteggi, studi e lavori 4-6 anni
    6) fai un concorso per dottorato di ricerca
    7) passi ancora 3 anni a far ricerca
    8) fai una po’ di pubblicazioni scientifiche
    9) fai un concorso per professore universitario, con tutto il suo bel cursus honorum
    10) nel frattempo tra il punto 4 e 10 lavori coi pazienti 10 ore al giorno e di notte studi e scrivi
    Poi ne riparliamo allo stesso piano.

    P.S. Sono maschietto....
    Innanzitutto mi scuso se erroneamente, senza leggere il nick, ho ipotizzato che potessi essere un medico giovane o specializzando e complimenti per il tuo C.V.; si sa che i professori universitari sono suscettibili riguardo a tali questioni. Inoltre ribadisco che non ho intenzione di far polemica. Però il tono della risposta non fa altro che confermarmi l'idea iniziale: finchè ci si pone davanti all'altro, chiunque esso sia, con l'idea di essere superiori non si può creare una reale collaborazione, che invece servirebbe come il pane per far sviluppare un ramo giovane e ancora pieno di incognite come quello della riabilitazione.
    Altrimenti continuiamo a fare a chi ce l'ha più lungo (il curriculum), e a ragionare per falsi luoghi comuni, per cui il fisioterapista è un medico mancato che non ha passato il test di ingresso di medicina e non può festeggiare e il fisiatra è un medico inutile che in tante nazioni all'estero nemmeno esiste.
    Ci sarebbe così tanto da dire ma sicuramente questo non è il luogo, e mi pare di capire che comunque non mi ritieni adatto ad essere un tuo interlocutore (se mi permetti, che caduta di stile...).
    Tanti saluti dal piano di sotto

  7. #20

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    Ehi ehi ehi ragazzi.. ragazzi! ...voglio solo una pepsi!

    Scusate, volevo solo stemperare l'aria e d'istinto m'è venuta una citazione che chi capisce ha un'altra passione in comune con me

  8. #21

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    Guarda Marte82, lungi da me far polemica, se leggi i miei post (nel forum) non ho mai usato un tono saccente o prepotente, anzi...sono sempre e comunque per il dialogo e mi sono sempre messo nella forma mentis che, quando sono a contatto con qualcuno, sono li per imparare qualcosa, da tutti, nessuno escluso.
    Però non mi piace chi, senza sapere con chi parla, fa il brillante (vedi il tuo post sulla lunga via della conoscenza). Se mi permetti, questa è per me la caduta di stile, e la mia risposta (che non è per nulla nel mio stile) è volutamente a tono.
    Comunque è un forum di sci, per me amici come prima, nessun rancore.
    Buon sci!

  9. #22

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    Ma guarda che la mia voleva essere una battuta sul fatto di non aver letto il tuo nickname! Spiacente di essere stato frainteso.
    Per il resto nessun problema, buone sciate anche a te

  10. Skife per Marte82:


  11. #23

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    Che noia, sempre e solo maschi! Mi ero illuso che ci fosse una Stefania poco più giovane di me che frequentasse assiduamente il forum... a proposito io avrei una condropatia rotulea...

  12. #24

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    Citazione Originariamente scritto da testataecassa Vedi messaggio
    io a Torino mi ero affidato all'isokinetic
    Anche io ci sono andato a Bologna per il mio strappo al polpaccio, dopo 2 mesi non avevo ancora recuperato finché non mi sono rotto le scatole e sono andato da loro, che ne vedranno Nmila all'anno... Mi sono fatto l'idea che la riabilitazione è """semplicemente""" la progressione del carico con i giusti esercizi, ma hai bisogno di una guida perché tu hai paura di caricare, mentre quando uno ti dice "fai così" tu lo fai, punto, ti fidi. E così recuperi.
    Io dopo 2, a volte 3 ore di riabilitazione mi addormentavo sul lettino del massaggio finale... Ero stracotto, mi massacravano.

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