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Discussione: 6 Ottobre 2019 - Escursione Diga di Molare

  1. #1

    Predefinito 6 Ottobre 2019 - Escursione Diga di Molare

    Ciao a tutti!

    Ieri pomeriggio sono andato a fare una bella escursione, non troppo lunga ma che merita! Un'escursione un po insolita, con costruzioni che non si trovano semplicemente in un bosco qualsiasi
    Da Pegli son partito verso l'ora di pranzo alle volte Ovada, per poi tirare verso Molare ed infine su dalla Val D'Orba, valle in cui scorre omonimo torrente e che collega Molare con Tiglieto.

    Da qui, ho fatto una bella passeggiata, molto semplice e quasi tutta pianeggiante verso la vecchia Diga Di Molare, costruzione fatiscente ma ancora bella robusta e davvero imponente. Consiglio a chiunque volesse farci un salto di leggersi prima la storia e poi di andarci.. La gita in tal caso la si vive davvero in un modo diverso.. Non so come spiegare.. Di seguito qualche info inerente ad essa:

    la diga venne costruita nei primi anni del '900, per esser precisi nel 1925; aveva un invaso chiuso da una diga principale (la attuale ancora presente) ed una diga secondaria, nominata come Sella Zerbino; quest'ultima bloccava l'alveo principale del torrente Orba. Gli sbarramenti diedero vita ad un lago artificiale a forma di C, detto di Ortiglieto, lungo 5 chilometri e largo 400 metri, che bagnava i comuni di Molare e Rossiglione. Di seguito una foto per far capire meglio:



    Assieme alla diga era stato costruito un impianto idroelettrico privo di stazioni pluviometriche. La principale centrale elettrica era quella di Molare, in frazione Madonna delle Rocche. Vi erano due scaricatori principali che riversavano l'acqua nell'Orba; uno con valvola a campana, l'altro sul fondo. Quest'ultimo provocava alla struttura vibrazioni, e il suo utilizzo fu presto limitato e poi completamente evitato.

    Passiamo al dunque, al giorno d'oggi questa diga si trova in stato di totale abbandono a causa del disastro che accadde nel 1935.
    L'estate del 1935 era stata particolarmente siccitosa; l'OEG programmò dunque un taglio della produzione elettrica e il blocco degli scarichi della diga.
    All'alba di martedì 13 agosto straordinarie precipitazioni iniziarono ad abbattersi improvvisamente sulle valli di Orba e Stura: in meno di otto ore caddero sulla zona oltre 40 cm di pioggia, e il livello dell'Ortiglieto salì molto velocemente. Gli addetti ai lavori attivarono tardivamente l'unico scaricatore dei due principali utilizzabile, che si bloccò dopo poco tempo poiché intasato dalla melma; ebbero ancora il tempo di avvertire telefonicamente del pericolo le centrali elettriche delle vicinanze e le autorità locali. Verso le 13.15 il bacino non fu più in grado di contenere l'acqua.

    Nonostante l'esondazione, la diga maggiore, che preoccupava di più i tecnici e gli operai di Ortiglieto, evitò il crollo: resse per la robustezza del terreno sottostante, pur inumidito dall'acqua. Lo stesso non successe con lo sbarramento secondario, quello della sella Zerbino, che cadde riversando nell'Orba già in piena un fronte d'acqua fangosa largo due chilometri e alto venti metri, della portata di oltre 30 milioni di metri cubi.Purtroppo questa tragedia causò 111 vittime.

    Per ulteriori informazioni sulla vecchia diga e per alcuni dati tecnici, vi allego il link qui sotto, per chi volesse darci una letta:
    http://www.molare.net/il_disastro/il...rincipale.html

    Allego ua vecchia foto del vecchio lago prima del disastro:



    Dopo un po di info, passiamo al percorso fatto ieri; il percorso non presenta grandi punti panoramici però è molto suggestiva come camminata.
    Prestare inizialmente attenzione poichè il sentiero non è ben segnalato; tuttavia è molto facile ed intuitivo raggiungere la diga.

    La macchina l'ho lasciata in uno slargo lungo la strada e mi sono diretto verso la stradina che porta all'attuale lago di Ortiglieto:





    Proseguendo per questa stradina si arriva al lago dove bisogna girare subito prima a sinistra e poi proseguendo dritto fino in fondo:





    Arrivati a questo punto bisogna scendere a destra, fino ad arrivare al torrente dove bisognerà guadarlo:









    Una volta attraversato il torrente, il sentiero continua in leggera salita, addentrandosi nel bosco:





    Ad un certo punto sarà presente un bivio, andando dritti (segnavia x) si giungerà ai piedi della diga, ove non sono andato; per arrivare in cima alla diga invece bisognerà svolatre a sinistra (segnavia pallino vuoto):



    Una volta presa la svolta, si arriverà ad un piccolissimo ruscello molto semplice da guadare; oltre di esso sarà presente l'unica indicazione per giungere alla diga.





    A questo punto il sentiero comincerà a salire per poche centinaia di metri, fino a giungere alla vecchia casa del custode della diga:







    Arrivati alla casa del custode, mancano 50 metri nemmeno alla diga:





    Ed ora qualche foto della diga abbandonata, soggetto principale di questa escursione; appare imponente in mezzo ai monti:













    La diga è alta 47 metri e da essa si può osservare un bel panorama, anche se ovviamente ce ne sono di migliori essendo in una gola:







    C'è anche la possibilità di addentrarvi al proprio interno; data la mia passione per i luoghi abbandonato ho deciso di addentrarmi munito però solamente di torcia. Dopo una lunga discesa di molti scalini (ad occhio e croce direi un centinaio), purtroppo non sono riuscito a proseguire poichè era presenta molta acqua in terra e non avendo di attrezzatura adatta e di stivali son dovuto ritornare indietro:









    Dopo tutto ciò son tornato indietro seguendo lo stesso percordo dell'andata, tranne una piccola deviazione per andare a vedere l'alveo principale dell'Orba presso la diga secondaria Sella Zerbino che crollò, ma di quest'ultima non ne rimane più nulla:



    Si è conclusa così il mio pomerggio. Molto soddisfatto e contento. Questa escursione aveva anche lo scopo di trovare un bel po di castagne e qualche funghetto.. Ahimè son stato accontentano solo sui primi... Qualche bel fungo c'era, forse mazze di tamburo, ma non essendo esperto ho preferito lasciarli in mezzo alla natura e limitarmi a fotografarlo:







    Spero di non avervi annoiato


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  3. #2

    Predefinito

    Interessante la soluzione degli scaricatori di superficie a sifone, credo caso più unico che raro.

  4. #3

    Predefinito

    Molto interessante questo report, avevo letto in passato di questo incidente, ma non pensavo fosse rimasto tutto cosí. Grazie per la testimonianza.

  5. #4

    Predefinito

    Intanto mi segno, così poi mi guardo il report con calma al pc

  6. #5

    Predefinito

    Grazie a tutti

    Per esser gli anni 20 niente male.. Diga a gravità ad arco con un invaso che conteneva circa 18 milioni di m3 di acqua e mi sembra (ma non sono sicuro) producesse circa 15 MW di potenza.. Gli scaricatori a sifone avevano una portata volumetrica di 500 m3/s, Niente male davvero.

    Più a valle era presente la centrale elettrica con turbine francis, le quali sono utilizzate solitamente per dislivelli da qualche decina di metri fino a circa 300 m; dopo che venne spazzata dal crollo, oggi si trova l'attuale centrale elettrica dell presente diga molto più piccola.



    Ora allego due foto della diga vista da davanti; siccome non sono riuscito a passarci ne ho prese due da internet; notare anche lo sfioratore laterale:




  7. Lo skifoso Fede_Cavs ha 6 Skife:


  8. #6

    Predefinito

    strano che non se ne parli visto anche l'alto numero di vittime, tutti parlano del disastro del vajont oggi mi sembra l'anniversario tra l'altro ma di questa non sapevo neanche l'esistenza e quella del gleno la conosco perche' e vicina a dove vado in montagna

  9. Skife per fr@nk:


  10. #7

    Predefinito

    tutti parlano del Vajont per le gravissime colpe alla base del disastro. qui mi pare di capire che gli errori furono minori e "non consapevoli" come invece nel Vajont dove a rileggere ora i fatti sembra incredibile come gli interessi prevalsero sul senso umano...

  11. Skife per testataecassa:


  12. #8

    Predefinito

    Insomma.. Minor colpe non direi.. Il progetto iniziale prevedeva una quantità dell'invaso pari a 8 milioni di m3 con ovviamente determinati parametri progettuali.. Siccome da 8 milioni di acqua dell'invaso decisero di passare a 18, l'unico parametro progettuale che decisero di variare fu l'altezza, innalzando così la diga principale di 14 metri, passando da 33 m che prevedeva inizialmete il progetto, a 47 m attuali.

    Quindi la decisione di innalzare la Diga Zerbino rispetto al progetto originale ha causato un grande problema: in un punto del perimetro del nuovo lago, in particolare dove l'avvallamento tra due crinali formava una sella (Sella Zerbino) e l'argine naturale si sarebbe trovato ad una quota inferiore rispetto alla quota massima d'invaso. L'acqua quindi sarebbe potuta traboccare, riversandosi nel torrente Orba immediatamente a valle della diga principale. Quindi si dovette costruire uno sbarramento secondario di altezza massima di 14 m. Tale sbarramento fu progettato e costruito in modo molto sbrigativo senza iaver effettuato adeguate indagini geologiche poichè Sella Zerbino pensavano fosse costituita da solida roccia. Infatti inizialmente lo sbarramento secondario doveva esser costruita in calcestruzzo armato ma, vista la presunta ottima qualità delle rocce presenti in quel punto, decisero di costruire una diga del tipo a gravità, utilizzando calcestruzzo per le pareti e solamente materiale di recuper per l'intercapedine. Inoltre risultò che il terreno sottostante essa aveva molte zone ad elevata permeabilità e, a bacino riempito, si verificarono le prime infiltrazioni attraverso la roccia della Sella, la quale si pensava, senza verifiche geologiche, fosse ben solida. Vennero fatte di conseguenza opere di impermeabilizzazione tramite calcestruzzo, ma che, a mio modo di vedere, non bastò.

    Nel momento del crollo, le precipitazioni cadute nelle ultime 24 h erano pari a circa il 40% della media annuale, evento rarissimo; è evidente quindi che il collasso dello sbaramento secondario sia stato una conseguenza di un fattore geologico trascurato e sottovalutato dai progettisti; infatti è risultata da indagini successive la presenza di due differenti tipologie di rocce separati da un settore milonitico proprio in corrispondenza della ex Sella Zerbino.

    Ovviamente tutto questo l'ho letto su internet non sono mie conclusioni personali

  13. Lo skifoso Fede_Cavs ha 3 Skife:


  14. #9

    Predefinito

    Fede grazie per le foto e la storia, che mi sono gustato molto

  15. Skife per cocojambo:


  16. #10

    Predefinito

    ho letto anch'io, e rispetto al Vajont mi paiono peccati minori. nell'altro caso è stata una strage praticamente voluta
    Ultima modifica di testataecassa; 09-10-2019 alle 01:09 PM.

  17. #11

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Fede_Cavs Vedi messaggio
    Nel momento del crollo, le precipitazioni cadute nelle ultime 24 h erano pari a circa il 40% della media annuale, evento rarissimo; è evidente quindi che il collasso dello sbaramento secondario sia stato una conseguenza di un fattore geologico trascurato e sottovalutato dai progettisti; infatti è risultata da indagini successive la presenza di due differenti tipologie di rocce separati da un settore milonitico proprio in corrispondenza della ex Sella Zerbino.
    Intanto complimenti per il giro, le foto e per averci fatto conoscere il luogo (avevo letto qualcosa ma niente di approfondito).

    Ho notato subito anche io gli scarichi a sifone che forse avrò visto (in foto) un paio di volte.
    Sulla questione del crollo dello sbarramento secondario concordo sul fatto che non sia stato questo peccato così veniale.
    In geologia, detto in termini assolutamente grossolani, è notorio che gli alvei dei fiumi si innestano spesso sui percorsi delle faglie, così come un avvallamento tra due formazioni rocciose in genere non si è creato per l'intervento degli spiriti ma, nel 90% dei casi per la presenza di una frattura. E che, altrettanto spesso, al di qua e al di là della frattura le formazioni rocciose possono differire.

    Comunque grazie.

    P.S.: almeno in quella zona sembra che queste precipitazioni eccezionali non siano poi di così recente acquisizione ....

  18. Skife per bisfra65:


  19. #12

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da fr@nk Vedi messaggio
    strano che non se ne parli visto anche l'alto numero di vittime, tutti parlano del disastro del vajont[...]
    Del Vajont se ne parla di piú probabilmente perché è stato il disastro dei record:
    La diga era da record (nel bene o nel male, Semenza è stato uno dei piú grandi progettisti di dighe che il mondo abbia visto)
    La frana è stata da record
    L' ondata è stata da record
    La devastazione ed i morti sono stati da record.

    Considera che in anni recenti l' ONU l' ha definita la piú grande sciagura evitabile causata dall' uomo.


    Poi sono anche dell' idea che la sfiga c' abbia messo del suo: dai libri che ho letto (sono andato oltre la Merlin e Paolini - che la ricalca - che sono pesantemente viziati da ideologia politica) mi sono fatto l' idea che se Semenza fosse stato ancora vivo la strage sarebbe stata evitata.

  20. #13

    Predefinito

    Sì avete ragione scusatemi, ho avuto modo di sentire alla radio mentre tornavo dall'università alcune cause della tragedia del Vajont e appena arrivato a casa, incuriosito, sono andato a leggermi tutto. Direi che la tragedia lì fosse già annunciata, qui a Molare invece le cause son state minori.. Anche se continuo a chiedermi come sia possibile decidere durante il progetto di passare da un invaso di 8 milioni ad uno di 18 milioni di m3 e non variare per esempio la portata di scarico poi c'è anche da dire che quando venne attivata la valvola a campana, funzionò per pochi minuti poichè si bloccò a causa del fango e detriti che si accumulavano.

    Inoltre ho letto che il nubifragio di quel giorno è stato considerato come un fenomeno che si ripete ogni mille anni; cadevano circa 15 metri cubi al secondo di acqua ogni km2. Son inoltre presenti alcuni dati di quel 13 Agosto di stazioni pluviometriche limitrofe:

    • Loc. Piampaludo (Comune di Tiglieto, Alta Valle Orba) : 453 mm
    • Masone (Alta Valle Stura, contigua alla Valle Orba) : 377 mm
    • Belforte (Valle Stura poco a monte di Ovada) : 390 mm
    • Loc. Lavagnina (Valle Piota) : 554 mm


    Fortunatamente eventi così direi non ne siano più successi però qui in Liguria, almeno per quanto riguarda il Centro/Ponente, tutta la zona di Urbe e Tiglieto è umidissima e molto piovosa, a tal punto che molti di noi liguri chiamano quei posti insieme a Masone il, scusate il termine, "pisciatoio" ligure

  21. #14

    Predefinito

    Complimenti per il bel giro!


    Sarebbe interessante conoscere la dinamica del collasso: probabilmente a cedere furono proprio le rocce sottostanti la fondazione del manufatto di sella Zerbino, il quale sarà stato scalzato per intero per frantumarsi più a valle.
    A saltare non fu solo il manufatto ma proprio tutta la sella, tant’è che ora l’Orba ci passa in mezzo e ha abbandonato l’ansa in corrispondenza della quale si trova la diga di Molare.


    A proposito della diga: tra sfioratori e scarichi di fondo si legge che essa aveva una capacità di scarico teorica di 855 mc/s.


    Però, facendo un veloce conto della serva, in quello straordinario evento meteorico a regime ne avrebbe dovuti scaricare 2000 mc/s!
    Se non fosse saltato il “tappo” di Sella Zerbino i problemi ci sarebbero stati lo stesso, proprio in corrispondenza della diga, la quale venne dimensionata per un evento meteorico con tempo di ritorno molto inferiore.


    Ps: sì, quelle sono mazze di tamburo

  22. Skife per subsahara:


  23. #15

    Predefinito

    Esattamente, la portata di deflusso era di circa 1800-2000 m3/s con punte di 2200-2300 m3/s! Prima del collasso strutturale della sella, la diga principale era sormontata da più di 2 metri d'acqua, infatti a preoccupare principalmente era la diga, non la sella.
    Pazzesco pensare che l'ondata di piena aveva onde alte fino a 20 metri. Tra l'altro due settimane dopo il disastro venne un altro nubifragio che provocò la completa erosione del piccolo bacino che era rimasto.

    - - - Updated - - -

    Scusatemi ma poi quando mi incuriosisce una cosa mi fisso e inizio a cercare e ricercare notizie e foto a tal punto da esser paranoico

    Ho trovato qualche foto anche della Sella Zerbino, siccome sopra non ne avevo pubblicata nessuna:







    Aggiugno anche una foto in cui si può notare sullo sfondo lo squarcio lasciato dal collasso della Sella zerbino:


  24. Lo skifoso Fede_Cavs ha 3 Skife:


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