icona Skitags: Trekking in Dolomiti [110]

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Discussione: [TRK] Vant delle Nevere e Biv. Ghedini, 18/08/2019

  1. #1
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    Predefinito [TRK] Vant delle Nevere e Biv. Ghedini, 18/08/2019

    domenica 18 agosto sono riuscito a ritagliarmi l’unica giornata senza prole di questa stagione sinora piuttosto avara… ho pensato così di andare con mio padre a percorrere questo itinerario che se ne stava chiuso nel cassetto delle “gite da fare” da almeno una quindicina d’anni…

    punto di partenza del giro è capanna trieste, dove arriviamo non troppo di buon’ora… ma il meteo oggi prevede una giornata da cartolina, perciò non c’è fretta… scesi dall’auto, a darci il buongiorno c’è subito lei, la torre delle torri, spalleggiata dalla possente mole della busazza…




    ve lo anticipo già… la presenza costante e magnetica della torre trieste e dei cantoni di pelsa sarà il leitmotiv del giro (e del report), perciò mi scuso subito per la ridondanza di foto monotematiche… ad ogni modo, ci incamminiamo lungo la carrareccia che sale verso il rifugio vazzoler e ben presto la vista comincia ad aprirsi, da un lato verso i cantoni di pelsa, dall’altro verso le pareti della moiazza e del castello delle nevere…




    alle nostre spalle ci sorveglia austero il ciclopico agner…




    volgendo lo sguardo a est, si riesce da subito a individuare il percorso che seguiremo e che lambisce proprio il nevaio al centro della foto…




    arrivati a pian delle taie, ci separiamo… mio padre imbocca subito il segnavia 558 che, a destra, sale verso il van delle sasse, io invece faccio un salto veloce al rif. vazzoler per fare scorta di panini… poco oltre pian delle taie si incontrano le testimonianze di come nemmeno la val corpassa sia stata risparmiata dalla tempesta vaia, anche se con effetti molto meno devastanti di quelli che si possono purtroppo riscontrare in altre zone del triveneto…




    una volta al rifugio, mentre aspetto i viveri mi godo la stupenda vista su busazza, torri e val dei cantoni…






    quattro chiacchiere col gestore, un paio di info sulle condizioni del percorso e me ne torno veloce sui miei passi per raggiungere il “vecchio”… nuovamente a pian delle taie, imbocco anch’io il sentiero 558 che si infila dapprima nel bosco, poi tra i mughi, per uscirne proprio a ridosso dell’immensa parete sud di questo incredibile missile di roccia che prende il nome dalla città di provenienza degli alpinisti che per primi ne calcarono la sommità…




    difficile non fermarsi ogni due passi e restare imbambolati dalla vista che regala questo tratto di sentiero… a ovest verso i cantoni e il mont alt de pelsa, a est verso la moiazza e il vant delle nevere…






    cerco di accelerare il passo e raggiungo mio padre proprio all’altezza della biforcazione del sentiero…




    abbandoniamo il segnavia principale principale e seguiamo le indicazioni che invitano a tagliare verso destra… nonostante molti segnavia anche recenti, la traccia a tratti labile denota la scarsa frequentazione del percorso…




    giunti a ridosso dei nevai, ci imbattiamo in un prato costellato di stelle alpine… poco oltre, i pendii prativi lasciano definitivamente il posto al regno aspro delle rocce e della neve…




    alle nostre spalle la presenza delle due torri è, come anticipato, una costante… che si sia ispirato a loro tolkien, mentre scriveva la saga del signore degli anelli?




    prendendo rapidamente quota, arriviamo alla base del nevaio principale… per proseguire, un tempo occorreva risalire la ripida e dura lingua di neve e affrontare un breve salto di rocce sprotette… ora, invece, è stato realizzato un nuovo percorso attrezzato sulla destra che facilita di molto la salita… ciò nonostante, questo itinerario rimane per lo più deserto… con una simile giornata, sulla nostra strada abbiamo trovato solo un gruppetto di tre locals




    la ferratina è corta, una cinquantina di metri in tutto, ma per nulla banale…






    al termine degli infissi metallici ci si ritrova nel cuore del vant delle nevere…




    prima di riprendere la salita, indugio qualche minuto ad ammirare la maestosità delle pareti che mi circondano…




    un alpinista spunta sulla cima della torre venezia, alle cui spalle si concede alla vista la regina… sulla severa sorella maggiore, invece, pare non esserci nessuno… del resto vie semplici per scalarla non ce ne sono, dato che il percorso seguito dai primi salitori non è più accessibile a causa di un crollo…






    la marcia riprende ora su terreno detritico abbastanza faticoso, ma si è immersi in un contesto talmente bello e selvaggio che lo sforzo fisico passa in secondo piano… le pause sono dettate più dal desiderio di estrarre la fotocamera che dal bisogno di riprendere fiato…




    tra l’altro, avendo a disposizione la macchina del babbo posso permettermi qualche bella zoomata generalmente preclusami dall’utilizzo del misero cellulare…








    sotto la cima della civetta, si riesce a individuare anche la terrazza del rifugio torrani…




    mentre i cantoni di pelsa e il van delle sasse cominciano a essere avvolti da qualche nube “da caldo”, il cielo sopra la moiazza continua a mantenersi azzurro e terso (e il sole picchia forte sulle nostre teste)…






    dopo aver risalito una zona di bellissime laste, giungiamo finalmente in vista del bivacco ghedini, culmine del nostro percorso nonché punto di passaggio per chi scende dalla cengia angelini percorrendo la ferrata costantini…






    prima di affrontare le ultime, ripide ghiaie occorre attraversare il caratteristico nevaio perenne che occupa la parte superiore del vant…




    oltre a trovarsi in posizione idilliaca, il bivacco è anche di per sé incantevole… non la solita semi botte in lamiera, bensì una vera e propria casetta in legno, per altro riverniciata di fresco…






    la meritata sosta per rifocillarsi dura purtroppo abbastanza poco… la salita è stata più lenta del previsto e la strada per tornare a capanna trieste è ancora parecchio lunga… mio padre, un po’ stanchino, decide di scendere con calma in compagnia dei tre bellunesi conosciuti in salita e deviare per il più vicino rif. carestiato, mentre io accelero il passo per andare a recuperare l’auto… per questo motivo, e anche perché ero a corto di batteria del telefono, da qui in poi le foto sono poche… quella che per la costantini è semplicemente la discesa, in altri contesti sarebbe una vera e propria ferrata a sé stante, e nemmeno delle più facili…




    finite le attrezzature si è già in vista del rif. carestiato… tuttavia, per ricongiungersi al sentiero 554 che collega quest’ultimo al rif. vazzoler lungo l’alta via 1, occorre perdere ancora un po’ di quota…




    giunto al bivio, giro a destra e mi avvio verso forcella del camp…




    dalla bucolica forcella, si ha una bella veduta sul campanile dei zoldani e sul van dei cantoi, da poco percorso in discesa…




    peccato che le nubi ora si siano impossessate di questo angolo di montagna, oscurando in parte la visuale… in compenso, sul versante opposto si apre la bucolica busa del camp, dominata dalla lastia di framont…




    aggirato lo spigolo della pala del camp si può scorgere quasi nella sua interezza lo sviluppo del sentiero fino alla torretta dell’orso…




    raggiunta la forcella del col de l’ors, si ha l’illusione di essere arrivati… ma è, appunto, un’illusione… la strada del rif. vazzoler è ancora parecchio distante…




    per fortuna, giunto ai piedi dello spiz della mussaia, un’indicazione su un masso mi invita a seguire un ripido sentierino che, seguendo abbastanza fedelmente il greto di un ruscello, mi deposita a poca distanza da capanna trieste risparmiandomi almeno un pezzettino di attraversata…




    finalmente arrivato, mi sparo un paio di radler prima di prendere l’auto e raggiungere mio padre a passo duran…

    (aneddoto divertente: più o meno a metà tra forcella del camp e forcella col de l’ors, ho incrociato – e salutato – due escursioniste che procedevano in senso opposto al mio… arrivato al passo duran, poiché mio padre era ancora per strada, ho pensato di andargli incontro e lungo il sentiero ho incrociato nuovamente le due tipe, che alla mia vista hanno fatto una faccia che era tutto un programma... della serie "ma che giro ha fatto questo?" )

    per concludere, metto qui sotto una mappa del percorso seguito… in totale dovrebbero essere una ventina di km di sviluppo e circa 1800 di dislivello, di cui 1500 per raggiungere il bivacco e il resto dovuti ai saliscendi del sentiero di rientro…



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  3. #2

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    Che spettacolo, il Vant delle Nevere mi è saltato per un nulla due anni fa, appena starò meglio sarà uno dei primi giri

    Senti ma... al Ghedini non ti è venuta voglia di dormire la?

  4. Skife per Blitz_81:


  5. #3
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    Anche il gestore del Vazzoler (vecchia conoscenza, ho dormito “da lui” un paio di volte quando gestiva il Torrani) mi ha chiesto se avevo intenzione di dormire lì...

    Luogo da sogno, ma francamente... ho dormito tre volte in bivacco in vita mia e sono state le tre notti più melmose che io ricordi... perciò se posso evitare, evito...

  6. Skife per alfpaip:


  7. #4

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    Gran bel giro e belle foto!Quanto tempo ci hai messo? Avevo intenzione di farlo la prossima domenica, mi hai preceduto; io pensavo di partire da Passo Duran così da evitare alla fine di fare la scammellata finale ..

  8. #5
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    tempo totale mio da auto ad auto, nove ore spaccate... media tra una salita moooolto lenta, soprattutto dalla fine del tratto attrezzato in su, e una discesa moooolto spedita... quindi credo che nel complesso possa corrispondere al tempo corretto per un escursionista mediamente allenato...

    partire dal duran? intendi quindi seguire l'alta via fino a pian delle taie, poi risalire il vant, scendere per la ferrata e tornare al passo? beh sì, si può fare però in questo caso ti troveresti ad affrontare la salita del vant con già tre ore di marcia sulle gambe, pur senza dislivelli importanti... l'unica controindicazione che mi viene in mente è che, se becchi una giornata calda come capitato a me, a percorrere il vant nelle ore più calde ti cucini...

    l'opzione meno faticosa sarebbe ovviamente quella di fare il giro nel senso inverso, salendo dalla ferrata e scendendo per il vant... ma secondo me darebbe molta meno soddisfazione dal punto di vista escursionistico...

  9. #6

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    Citazione Originariamente scritto da alfpaip Vedi messaggio
    tempo totale mio da auto ad auto, nove ore spaccate... media tra una salita moooolto lenta, soprattutto dalla fine del tratto attrezzato in su, e una discesa moooolto spedita... quindi credo che nel complesso possa corrispondere al tempo corretto per un escursionista mediamente allenato...

    partire dal duran? intendi quindi seguire l'alta via fino a pian delle taie, poi risalire il vant, scendere per la ferrata e tornare al passo? beh sì, si può fare però in questo caso ti troveresti ad affrontare la salita del vant con già tre ore di marcia sulle gambe, pur senza dislivelli importanti... l'unica controindicazione che mi viene in mente è che, se becchi una giornata calda come capitato a me, a percorrere il vant nelle ore più calde ti cucini...

    l'opzione meno faticosa sarebbe ovviamente quella di fare il giro nel senso inverso, salendo dalla ferrata e scendendo per il vant... ma secondo me darebbe molta meno soddisfazione dal punto di vista escursionistico...
    Sì, intendevo proprio la prima opzione : Passo Duran, Torre dell’Orso, Pian delle Taie poi il tuo itinerario; pernotto a Passo Duran con sveglia molto presto anche perché fra una, due settimane i giorni si accorceranno di parecchio.

  10. Skife per Sperem2:


  11. #7

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    ma che motore ha tuo papà?

    bel "giretto", poi è una zona che non conosco, grazie mille

    ma cosa ci fa tutto quel calcare in mezzo alla dolomia? (dove c'è il tratto di costantini, che effettivamente non sembra banale)

  12. #8
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    Citazione Originariamente scritto da cocojambo Vedi messaggio
    ma che motore ha tuo papà?

    bel "giretto", poi è una zona che non conosco, grazie mille

    ma cosa ci fa tutto quel calcare in mezzo alla dolomia? (dove c'è il tratto di costantini, che effettivamente non sembra banale)
    eh, il "vecchio" tiene ancora botta... purtroppo si tiene poco allenato nei mesi invernali, per cui ogni anno passa un anno e la fatica aumenta sempre più, complice anche un fisico non proprio agile (194 cm per circa un quintale)... però la voglia e la determinazione è ancora tanta...


    sul quesito geologico mi cogli un po' impreparato, non sono un attento studioso di questi aspetti...

  13. Skife per alfpaip:


  14. #9

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    Citazione Originariamente scritto da alfpaip Vedi messaggio
    ho dormito tre volte in bivacco in vita mia e sono state le tre notti più melmose che io ricordi... perciò se posso evitare, evito...
    Diciamo che è un terno al lotto, dipende sempre da chi trovi.
    Quando mi son trovato a dormire da solo, ok, è andata di super lusso.
    Le due volte che ho beccato dei mangiatori di aglio, è andata di super schifo.
    Quando invece ho beccato i due feltrini + due bolognesi al Dalla Bernardina, penso sia stata la notte piú divertente tra tutte quelle che ho dormito in quota!

    Citazione Originariamente scritto da alfpaip Vedi messaggio
    nel senso inverso, salendo dalla ferrata e scendendo per il vant... ma secondo me darebbe molta meno soddisfazione dal punto di vista escursionistico...
    Dici che il vant è piú bello in salita?

  15. #10
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    mah... in tre bivacchi ho trovato tre situazioni diverse:
    1. bivacco dal bianco, 9 posti tutti occupati (le ultime due brandine prese da tue tizi arrivati a rompere i maroni a mezzanotte passata quando stavo per abbioccarmi)...
    2. bivacco tomè al giazzer, tutto per noi (eravamo in tre)... notte da incubo con un freddo terribile nonostante fossi vestito da spedizione himalaiana... al risveglio 10 cm di neve fresca fuori della porta...
    3. bivacco slataper, le tre brandine già occupate... ho lasciato il tavolo a mio padre e io ho trascorso la notte per terra con la corda come cuscino...


    sarò anche sfigato, eh... ma a questo punto preferisco non sfidare la sorte se non strettamente necessario...


    Citazione Originariamente scritto da Blitz_81 Vedi messaggio
    Dici che il vant è piú bello in salita?
    secondo me, sì... è uno di quei luoghi che vanno scoperti lentamente, metro dopo metro... aggirando uno spigolo, superando un salto di roccia... poi ogni tanto ti fermi a prendere fiato, ti giri e ogni volta pensi "c@@@o che figata"... scendendo avresti sempre la cartolina davanti agli occhi, ma verrebbe meno l'effetto sbadadam...

  16. Skife per alfpaip:


  17. #11

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    Citazione Originariamente scritto da alfpaip Vedi messaggio
    sarò anche sfigato
    NO: te la sei cercata

    1. bivacco dal bianco: sempre pieno da quelli che fanno le vie in Marmolada e non vogliono sciropparsi la salita dal falier, risparmiandosi 700 metri, motivo per cui l' ho evitato nonostante mi attizzasse un casino
    2. bivacco tomè al giazzer: su questo non mi so esprimere
    3. bivacco slataper: il piú sf'igato delle Dolomiti, solo tre posti


    Mancava solo che mettessi il Perugini a ferragosto ed eri apposto

  18. #12
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    Predefinito [TRK] Vant delle Nevere e Biv. Ghedini, 18/08/2019

    Citazione Originariamente scritto da Blitz_81 Vedi messaggio
    [B][*]bivacco dal bianco: sempre pieno da quelli che fanno le vie in Marmolada e non vogliono sciropparsi la salita dal falier, risparmiandosi 700 metri, motivo per cui l' ho evitato nonostante mi attizzasse un casino
    Vabbè, ero lì per lo stesso motivo perciò non posso neanche lamentarmi...


    Però l’anno prima me l’ero fatta a piedi dal Contrin partendo alle 4:00

  19. #13

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    Non so quale delle due sia peggio

    (e 30 secondi d' attesa tra un messaggio e l' altro)

  20. #14
    Senior Member Skifoso
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    Col senno di poi? La prima senza ombra di dubbio...

    Preferisco partire nel cuore della notte da casa dove aver dormito poche ore in un letto vero, che alzarmi alle 7:00 dopo una notte insonne in una scatoletta di tonno... almeno per me è così...

    Però, ecco... potrei fare un’eccezione per il bivacco in cima alla pala di San Martino, o quello sul Crozzon... passare la notte lassù dev’essere incredibile...

  21. Skife per alfpaip:


  22. #15

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    complimenti per il gitone e per le belle foto!

    La zona Civetta/Moiazza l'ho girata parecchio ed effettivamente è veramente molto bella!

  23. Skife per 4 Dolomiti:


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