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Discussione: 21 e 22/08/2019 - Ferrate Maximilian e Laurenzi - a spasso tra Gardena e Antermoia

  1. #1

    Predefinito 21 e 22/08/2019 - Ferrate Maximilian e Laurenzi - a spasso tra Gardena e Antermoia

    Eravamo rimasti a domenica e alla simpatica escursione sulle Conturines.
    Nei giorni successivi purtroppo il tempo non è previsto altrettanto bello, ma qualche cosa riesco ugualmente a portarla a casa.
    Lunedì rimango in Altabadia e con partenza dal Passo Campolongo arrivo fino alla ferratina del Piz da Lech nonostante la giornata nuvolosa - o meglio, variabile, con temporanee schiarite e repentini annuvolamenti.
    Ferrata breve ma divertente, con una vertiginosa lunghissima scala iniziale e poi progressione con roccia ricca di numerosi appigli.

    Dalla vetta del Piz da Lech butto un occhio nella sottostante Val di Mezdì...







    ...e più in là, verso Colfosco e i tornanti del Passo Gardena






    La croce di vetta





    L'attacco della ferrata è esattamente nel centro della foto





    Da questa zoomata si capisce meglio, ci sono anche alcune persone lungo la scala





    Martedì mi sposto in Val Gardena, ma ancora una volta il meteo minaccia instabilità e non riesco a programmare un'escursione lunghissima.
    Parto quindi da Daunei e "passeggio" fino al Seceda e dintorni, non mi sembra prudente provare a salire sulle Odle.



    Giochi di nubi sul Seceda





    Fioritura con vista





    Doppia coppia di asinelli alla malga Piera Longia





    Le Odle, come si vede il tempo ogni tanto sembra promettere qualche schiarita per poi richiudersi in pochi minuti





    Ma veniamo al dunque: con qualche settimana di anticipo avevo prenotato per mercoledì sera un posto al rifugio Alpe di Tires in zona Catinaccio - avrei preferito l'Antermoia ma era pieno - con l'obiettivo di fare le ferrate Schuster e Laurenzi.
    Le previsioni tanto per cambiare non sono eccezionali: variabilità e discreto rischio di piogge soprattutto per il primo giorno, qualche speranza in più per giovedì.
    Vado o non vado? Decido di andare, alla peggio rinuncerò alle ferrate e mi farò delle belle passeggiate in quota.
    Mercoledì di buon mattino parto da Selva poco sopra il Castel Gardena, e in effetti trovo ad accogliermi una giornata grigia con la pioggia che non tarda ad arrivare - ma per fortuna durerà poco.



    Quando apre riesco a vedere il Sassolungo





    La prima scelta si avvicina: Schuster o no? Decido di salire fino al rifugio Vicenza per guadagnare qualche minuto e sperare che nel frattempo il cielo mi regali un po' di blu ma, nemmeno a farlo apposta, assieme a me sale una fittissima nebbia e quando arrivo al rifugio ci sarà una visibilità di 20 metri. Niente, rinuncio e torno sul sentiero 527 per completare l'aggiramento basso del Sassopiatto.
    Guardando il bicchiere mezzo pieno, questa zona di solito è invasa da turisti di ogni tipo intenti a compiere l'ardua impresa del giro del Sassolungo mentre oggi mi godo la camminata in quasi totale solitudine.
    Inizio a vedere un po' di gente soltanto quando arrivo al rifugio Sassopiatto.

    E il cielo, beffardo, si apre sul Sassopiatto proprio ora...





    Proseguo verso la mia meta percorrendo il sentiero 594 sul crinale che separa la Val Duron dalla parte alta dell'Alpe di Siusi





    Raggiungo il passo Duron e affronto l'ultima salita spaccagambe verso il rifugio Alpe di Tires (2440m), sovrastato dai superbi Denti di Terrarossa





    A questo punto approfittando di una temporanea apertura pianifico una ferrata-lampo: la Maximilian, che parte proprio sopra il rifugio, non è particolarmente lunga né complicata, per cui lascio lo zaino al rifugio e, armato di imbrago, cellulare e giacca antipioggia, mi incammino a passo veloce.
    Per buona parte del suo sviluppo la ferrata assomiglia più ad un sentiero attrezzato, molto spesso non si sente neppure la necessità di agganciare i moschettoni, tranne in alcuni tratti esposti in cresta.

    Mi volto indietro dopo la prima salita





    Raggiungo rapidamente la cresta, da qui si prosegue con continui saliscendi





    Vista sulla sottostante valle di Ciamin





    Lo sviluppo della cresta che sto per affrontare





    Dietro di me l'inconfondibile tetto rosso del rifugio, sempre più lontano





    Tratto non attrezzato in cresta, l'esposizione non è banale ma il sentiero è sufficientemente largo per procedere con una certa tranquillità





    I verdi prati dell'Alpe di Siusi sotto di me





    Affronto la salita alla Cima di Terrarossa (2655m), punto più alto della cresta e conclusione della ferrata





    Sotto di me c'è un bel salto sulla Valle di Ciamin





    Proseguo verso ovest e vado a riallacciarmi al sentiero proveniente dallo Sciliar che mi ricondurrà al rifugio





    Una birretta di consolazione non ce la vogliamo bere?





    La serata prosegue come da buona tradizione dei rifugi: cena (presto), chiacchiere con i compagni di tavolo, grappini, e in branda presto.
    Verso le 4 vengo svegliato da un temporale, con i tuoni che riescono persino a sovrastare il russare dei miei compagni di stanza.
    Mentalmente è un brutto colpo: per poter affrontare la Laurenzi ho bisogno di meteo stabile e roccia non bagnata, a questo punto la vedo praticamente impossibile.
    Poco dopo le sei esco a valutare la situazione, e con mia sorpresa noto che non è malvagia come temevo.

    Sassolungo all'alba, forse forse ho ancora una piccola speranza...





    Passano i minuti e le nuvole continuano a diradarsi: vuoi vedere che gli dei della montagna si sono svegliati di buonumore e mi concedono di percorrere la ferrata?
    Faccio una sontuosa ma rapida colazione e sono il primo a salutare il rifugio, poco prima delle 8.
    Mi incammino di buon passo lungo il breve tratto di sentiero che mi separa dall'attacco della ferrata.

    Mi volto verso il rifugio: sì, decisamente sembra l'inizio di una bella giornata





    La mole del Catinaccio d'Antermoia fa capolino quando raggiungo il Passo Molignon





    Salgo ancora di qualche metro ed incontro finalmente l'inizio della ferrata





    Mi volto ad ammirare i Denti di Terrarossa e la ferrata Maximilian





    Alla mia sinistra Sassolungo e Val Duron






    Il primo tratto è piuttosto agevole, si guadagna rapidamente la vetta del Molignon di Fuori dove cessa momentaneamente la parte attrezzata






    Una curiosa installazione: due panche e un tavolo in legno





    Catinaccio d'Antermoia sopra il Passo Principe





    Mi concentro ora sulla parte più delicata ed impegnativa di tutta la ferrata





    Si percorre una cresta piuttosto stretta ed esposta, una distrazione qui è poco raccomandabile





    Passaggi esposti ma ottimamente attrezzati





    Solo un attimo per guardarmi indietro...





    ...ed eccomi a scendere lungo questa paretina verticale ma ricchissima di appigli naturali





    Per poi passare in questo stretto canalino






    Ecco quello che ho appena passato: la paretina verticale (sulla sinistra) e il canalino nel mezzo





    Ora la cresta si allarga, il cavo dà sicurezza e l'esposizione cala notevolmente





    Mi allontano dalla zona più esposta...





    ...e raggiungo il punto più alto della ferrata: il Molignon di Dentro (2852m)





    Per qualche minuto mi posso rilassare e godermi il panorama





    In lontananza si intravede il profilo delle Pale di San Martino





    E finalmente la vista si apre sulla maestosità del vallone d'Antermoia





    A questo punto mi aspetta l'ultimo tratto della ferrata, tutto in discesa. Incontro una mega comitiva da circa 30 persone che è salita dal versante opposto





    Riesco ad insinuarmi tra di loro senza rallentare troppo il passo - buongiorno... buongiorno... buongiorno... - e finalmente scorgo il lago d'Antermoia





    Mi calo lungo l'ultimo tratto - che a salire deve essere divertentissimo, ma che in discesa obbliga ad un uso notevole delle braccia - ed arrivo così alla conclusione della ferrata




    Ce l'ho fatta, all'improvviso sono travolto da una scarica di endorfine, mi si apre un sorriso da orecchio a orecchio e mi viene voglia di gridare al mondo la mia felicità.
    Alcune considerazioni: è una ferrata sicuramente impegnativa ma ottimamente pianificata. I tratti esposti ci sono, ma il posizionamento dei cavi consente di godersela in pieno e di non avere mai la sensazione di essere ad un passo dal baratro.
    Bella, molto bella, giuro che finché non ho incontrato la mega comitiva ho accarezzato l'insana idea di percorrerla anche a tornare indietro.

    Ecco, questo canalino franoso è molto più rognoso in salita che in discesa, ho fatto bene a percorrere la ferrata in questa direzione


    A questo punto per rientrare verso Selva ho due opzioni: risalire fino al Passo d'Antermoia, scendere a Passo Principe e percorrere l'Alta Via n°8, oppure scendere verso la Val di Dona e risalire dalla Val Duron fino all'omonimo passo.
    Decido per la seconda soluzione.

    Entro nel vallone d'Antermoia, l'aggettivo "lunare" direi che ci sta tutto...





    Il lago d'Antermoia tirato a lucido





    Il rifugio Antermoia... troppo presto per birra e grappini, passo oltre





    Dal Passo di Dona mi volto verso il rifugio Antermoia...





    ...e scendo su un tutt'altro genere di paesaggio: i verdi pascoli della Val di Dona





    Lambisco la Val di Dona e mi dirigo verso la parte alta della Val Duron





    In lontananza torno a vedere i Denti di Terrarossa





    Val Duron e cavalli al pascolo





    La cresta del Molignon: in pratica la ferrata Laurenzi la attraversa tutta





    Supero Passo Duron ed entro nella zona dell'Alpe di Siusi





    Discesa non-stop fino al rifugio Tirler





    Poi arrivo a Saltria e da lì proseguo in direzione del Monte Pana, tra persone che non salutano e ciclisti che fingono di pedalare in salita

    Sassolungo e Sassopiatto





    Sullo sfondo lo Sciliar, con il profilo caratteristico delle vette Santner ed Euringer, simbolo dell'Alpe



    A Monte Pana pausa birretta e in pochi minuti rientro alla macchina, destinazione casa.
    Arrivederci Dolomiti, spero a presto.

    Alla prossima,
    ciao


  2. #2

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  5. #3

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    Intanto mi iscrivo, così dopo me lo vedo con calma senza perdermelo

  6. Skife per cocojambo:


  7. #4

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    Che figata di giro, complimenti!! Si Giovedì la giornata si è aperta ed è stato uno spettacolo.

  8. Skife per Beloot:


  9. #5

    Predefinito

    A parte la difficoltà nei tratti esposti che solo in foto mi fà rabbrividere,
    vista la mia avversione per il camminare vicino agli strapiombi....
    foto spettacolari con colori e contrasti di primo livello,alcune sono da rivista,
    complimenti davvero per scarpinata e foto.

  10. Skife per Bibe:


  11. #6

    Predefinito

    Bellissimo giro


    contrastato

  12. Skife per luca63:


  13. #7
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    Wow!!! Che cavalcata!!! Complimenti...

    E che super foto... che cellulare usi?

  14. Skife per alfpaip:


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  16. #8

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    Che belle foto e che bel racconto... Grazie mille

    Cmq la prima, è la mia foto preferita

  17. Skife per cocojambo:


  18. #9

    Predefinito

    Grazie a tutti

    Citazione Originariamente scritto da luca63 Vedi messaggio
    Bellissimo giro

    contrastato
    Esatto, la varietà di paesaggi in questi luoghi è qualcosa di incredibile


    Citazione Originariamente scritto da alfpaip Vedi messaggio
    Wow!!! Che cavalcata!!! Complimenti...

    E che super foto... che cellulare usi?
    Samsung Galaxy S10e, effettivamente la qualità è notevole, e come ho scritto nell'altra discussione il valore aggiunto è la fotocamera grandangolare che ho usato praticamente in tutte le foto.

    (Grazie signor Samsung per il regalo che mi farà dopo aver letto questo marchettone, non doveva disturbarsi...)

  19. Skife per Jagar:


  20. #10

    Predefinito

    Uellaaaaa bel tris!

    Citazione Originariamente scritto da Jagar Vedi messaggio
    I tratti esposti ci sono, ma il posizionamento dei cavi consente di godersela in pieno e di non avere mai la sensazione di essere ad un passo dal baratro.
    Dovevi vederla com' era fino a 4 anni fa

  21. Lo skifoso Blitz_81 ha 2 Skife:





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