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Discussione: Il libro profetico: " 1984" (scritto nel 1948 da Orwell)

  1. #1

    Predefinito Il libro profetico: " 1984" (scritto nel 1948 da Orwell)

    Sono a pagina 89, il libro che ho in mano è di circa 320 pagine.

    Più lo leggo e più mi sembra che la realtà attuale sia dannatamente simile sotto molti aspetti.

    Non mi riferisco solo alla arcinota figura narattiva del "Grande Fratello", che tutti conoscono anche senza aver mai letto il libro, bensì a tutto il "contorno".

    Ragazzi... se non l'avete letto, leggetelo.

    Orwell ha indovinato (nel 1948):
    - che i figli sarebbero nati per fecondazione artificiale
    - la riduzione sistematica del vocabolario, l'estrema semplificazione del linguaggio, non fine a se stessa ma funzionale a uno scopo: eliminare la capacità di pensare a certe cose, per il mero fatto che non ci sarebbero stati neanche i concetti per esprimerle
    - la riduzione (fino all'azzeramento) della capacità di ricordare se una notizia o un fatto fosse realmente accaduto in passato, e anche a distanza di un giorno esultare per una notizia e per il suo esatto contrario
    - la sistematicità delle fake news per sostenere il sistema
    - l'utilizzo di una macchina per "inventare" foto false ma che sembravano vere
    - il fatto che il passato venisse sistematicamente RISCRITTO, cancellando tutti i documenti e i rifermenti che erano divenuti contrastanti con le necessità del momento del partito e sostituendoli con documenti creati ex post (conformi) ma collocati temporalmente prima, al momento giusto, per non permettere a nessuno di ricostruire una successione storica di eventi che potesse minare il dominio del Partito. Cioè ... non c'erano fatti oggettivi che nel tempo venivano interpretati diversamente, ma si eliminavano direttamente i fatti, sostituendoli con artefatti. Come se un programma elettorale scritto su un sito internet venisse modificato nella sua sostanza il giorno dopo le elezioni; meno male che a questo non ci siamo ancora arrivati... o sì?
    Se dovessi dare un voto simile a quello usato nelle categorie alberghiere darei ⭐⭐⭐⭐⭐!

    C'è anche una parte, a inizio libro, in cui al popolino viene fatto vedere al cinema una specie di film o cinegiornale in cui vene fatta saltare in aria una barca di profughi, con dovizia di particolari e nell'entusiasmo generale degli spettatori. Mi si lega la lingua solo a rileggere certi passaggi.

    Il protagonista è l'unico, per adesso, che riesce a ricordare, a provare disagio per le balle e per le condizioni di vita generali.

    Motto del partito:

    LA GUERRA È PACE
    LA LIBERTÀ È SCHIAVITÙ
    L'IGNORANZA È FORZA

    Oggi le guerre tra superpotenze sono finanziarie.
    Ciò che ci dovrebbe dare libertà (cellulari, internet) ci porta alla schiavitù.
    Sul dominio dell'ignoranza come "valore"... che ve lo dico a fare?
    Ultima modifica di pat; 28-07-2019 alle 10:26 AM.

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  3. #2

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    Bel libro anche se a mio parere perde un po’ di mordente con l’andare della storia.

    Inoltre non lo definirei tanto profetico considerando che si veniva dai regimi totalitari fascisti e comunisti e da un periodo di grandi innovazioni tecniche e scientifiche anche “grazie” ai terribili esperimenti nazisti.

    Forse con “La fattoria degli animali” risulta più incisivo e meno disperso nel fantascientifico.

  4. #3

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    Ah... si era immaginato anche che esistesse una televisione capace non solo di trasmettere (le immagini e i suoni decisi "dal partito") ma anche di guardarvi dentro casa e trasmettere i rumori di casa AL Partito.

    Ci siamo arrivati anche a questo, giusto? Webcam... assistenti vocali di Amazon o Google... ecc ecc.

  5. #4

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    Di quelle cose che tiri fuori dai cassetti della memoria, ricordandoti che più di trent'anni fa quando eri "costretto" a leggerle e studiarle a scuola pensavi ..... sì, vabbè, ma quando mai ....

  6. #5

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    Gran bel libro. Ti consiglio anche la fattoria degli animali. Più breve ma quantomai reale.

  7. #6

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    Me lo fece leggere per l’estate il mio professore di italiano del primo superiore. Una delle scoperte più belle, oltre alla fattoria degli animali già consigliata mi sento di farti mettere nella lista anche “Il mondo nuovo” e “Ritorno al mondo nuovo” di Huxley

  8. #7

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    Citazione Originariamente scritto da skicentral Vedi messaggio
    Me lo fece leggere per l’estate il mio professore di italiano del primo superiore. Una delle scoperte più belle, oltre alla fattoria degli animali già consigliata mi sento di farti mettere nella lista anche “Il mondo nuovo” e “Ritorno al mondo nuovo” di Huxley
    Sto leggendo "il mondo nuovo" proprio in questi giorni, è agghiacciante quanto gli aspetti fondanti della società immaginata da Huxley siano realistici e perfino reali... il condizionamento, le caste (alle quali ognuno è felice di appartenere, sdegnando le altre), il consumismo, il culto del progresso tecnico, l'ostilità verso la conoscenza generale e la riflessione filosofica, il tabù della vecchiaia, la felicità artificiale basata su condizionamento, ignoranza e droghe/psicofarmaci...

  9. #8

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    Vi si approda sempre dopo, ma a mio parere andrebbe letto per primo
    “la strada per wigan pier”
    Così da capire meglio chi fosse Orwell; altrimenti si rischia di fraintendere contesto e pensiero

  10. #9

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    Più che altro direi “omaggio alla Catalogna” dove ricostruisce la sua esperienza durante ala guerra civile spagnola su” fronte antifascista e dove le sue idee socialiste vanno a scontrarsi con la realtà dello stalinismo che e’ più impegnato a sopprimere le fronde interne anarchiche e/o trozkiste che a combattere i falangisti.
    Se uno non ha voglia di leggersi il libro hanno fatto anche un bel film ( come film più bello di 1984 che e’ troppo complesso da condensare in un film )
    Dalla realtà vissuta in questa guerra prende coscienza di cosa sia in realtà il comunismo, e prima scrive la favola “la fattoria degli animali” e poi 1984.

  11. #10

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    Citazione Originariamente scritto da Ilmrak Vedi messaggio
    Sto leggendo "il mondo nuovo" proprio in questi giorni, è agghiacciante quanto gli aspetti fondanti della società immaginata da Huxley siano realistici e perfino reali... il condizionamento, le caste (alle quali ognuno è felice di appartenere, sdegnando le altre), il consumismo, il culto del progresso tecnico, l'ostilità verso la conoscenza generale e la riflessione filosofica, il tabù della vecchiaia, la felicità artificiale basata su condizionamento, ignoranza e droghe/psicofarmaci...
    Stasera ho comprato un libro "Oscar Mondadori ediz." che li contiene entrambi.

  12. #11

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    Ok , che faccio ? inizio col classico Orwell o passo direttamente ad Huxley ?

  13. #12

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    Inizia con Orwell, così non mi anicipi i dettagli degli altri... Io sono a metà.

  14. #13

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    "...D'altra parte non nutrivano per gli eventi pubblici neanche quell'interesse minimo per capire cosa stava succedendo. L'incapacità di comprendere salvaguardava la loro integrità mentale. Ingoiavano tutto, senza batter ciglio, e ciò che ingoiavano non le (riferito a "le persone") faveva soffrire perchè non lasciava traccia alcuna..."

  15. #14

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    "Se politici ed elettori agissero sempre in vista dell'interesse proprio, o di quello, in prospettiva, del loro paese, il mondo sarebbe un paradiso terrestre. E invece essi spesso agiscono contro il proprio interesse, solo per soddisfare la più incredibile delle passioni; di conseguenza il mondo è luogo di sciagura.
    La propaganda per l'azione consona all'interesse illuminato fa appello alla ragione, servendosi di un'argomentazione logica basata sulle prove migliori possibili, esposte in piena sincerità. Invece la propaganda per l'azione dettata da impulsi inferiori all'interesse ricorre a prove false, mutile, incomplete, evita il rigore della logica, cerca di influenzare le sue vittime ripetendo frasi vuote, attaccando furiosamente un capro espiatorio, indigeno o straniero, accomunando scaltramente le peggiori passioni con gli ideali più alti, sì che la crudeltà possa commettersi nel nome di Dio, e la più cinica Realpolitik possa trattarsi come questione di principio religioso e di dovere patriottico."

    Aldous Huxley, Ritorno al mondo nuovo




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