Pagina 21 di 22 PrimoPrimo ... 111213141516171819202122 UltimoUltimo
Mostra risultati da 301 a 315 di 330

Discussione: Chi ascolta musica classica, tra gli utenti del forum?

  1. #301
    Skifosissimo Skifoso
    Attrezzatura
    Spazzauovo DH 250cm r>∞, scarponi Cement 190 very hard, il mio disastrato fisico e una scimmia prepotente

    Predefinito

    Chicche che mi condividono

    Clicca l'immagine per ingrandirla

Nome:	D86333F5-1500-4A4D-A036-30035D995CDD.jpeg
Visite:	19
Dimensione:	73.5 KB
ID:	76329

  2. #302

  3. #1.5 ADS
    ADV SkiBot
    SkiBanner avatar promo
    Data registrazione
    Da Sempre

    Il forum degli sciatori

    Benvenuti nello Skiforum
    la community degli sciatori italiani sciatori e montagna


    Benvenuti nella community degli amanti degli sport invernali e della montagna. Nello skiforum si discute di:
     » sport invernali: tutti;
     » montagna estiva: escursionismo, alpinismo, mountain bike;
     » turismo: commenti su località e recensioni di hotel ed alloggi;
     » sociale: trova nuovi amici per le tue sciate.


    iscriviti sportivo R E G I S T R A T I allo skiforum


    Registrandoti avrai accesso a tutte le funzioni dello Skiforum e la navigazione sarà più veloce (non apparirà più questo messaggio di benvenuto). Per comunicazioni, commenti o altro: info@skiforum.it

        Buono skiforuming!


  4. #303

    Predefinito

    Pensavo a uno scherzo del 1° aprile:

    "Quel razzista di Mozart



    di Massimo Gramellini | 01 aprile 2021










    Se l’università di Oxford abolirà Mozart dal nuovo programma di educazione musicale, chiederò asilo politico al pianeta Papalla. Esisterà pure un luogo nell’universo che la «cancel culture» non abbia ancora contaminato. La motivazione addotta da un gruppo di professori dell’ateneo inglese è che i grandi compositori del passato, «in quanto capisaldi della musica bianca, potrebbero creare disagio agli studenti neri». Si vorrebbe estirpare anche lo studio del pianoforte: non per l’irritante sovrabbondanza di tasti bianchi, ma per la sua natura di «strumento eurocentrico». I pianisti afroamericani che impreziosiscono le nostre discografie sono vittime di un condizionamento culturale da superare al più presto. Come? Sostituendo nei programmi universitari le sonate con il rap. Perché i fanatici di ogni epoca non aggiungono. Sostituiscono.

    Ignoro quale birra si serva nella sala-professori di Oxford, ma bisogna averne bevuta davvero tanta per arrivare a sentire la vibrazione del settarismo nel linguaggio più universale mai creato dall’uomo. Finora l’opera di smacchiatura del passato si era limitata ai gesti e alle parole, ma con la musica si è passato il segno. Mozart era bianco dalla cipria alla parrucca e probabilmente mangiava dolci senza chiedersi se lo zucchero fosse stato raccolto dagli schiavi delle Antille. Però era in contatto con l’energia divina del genio. Quella che certi saputelli ipnotizzati da ideologie autolesioniste non incroceranno mai nemmeno per sbaglio."



    E invece no, basta guardare sul web e si scopre che la notizia circolava già da qualche giorno ....

  5. #304

    Predefinito

    Non facciamo il gioco di questi fenomeni commentando la notizia.....vogliono l'omologazione planetaria, l'umanità standard da Anchorage a Vladivostok, che vadano a quel paese.

  6. #305
    Skifosissimo Skifoso
    Attrezzatura
    Spazzauovo DH 250cm r>∞, scarponi Cement 190 very hard, il mio disastrato fisico e una scimmia prepotente

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da apo Vedi messaggio
    Interessante. Comunque Rubinstein aveva ragione .
    Da vendere.


    La notizia di Oxford non la commento.
    L'unica cosa decenete uscita da quell'università è stata AstraZeneca ed è mezza svedese.

  7. #306

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Kaliningrad Vedi messaggio
    Pensavo a uno scherzo del 1° aprile:

    "Quel razzista di Mozart



    di Massimo Gramellini | 01 aprile 2021










    Se l’università di Oxford abolirà Mozart dal nuovo programma di educazione musicale, chiederò asilo politico al pianeta Papalla. Esisterà pure un luogo nell’universo che la «cancel culture» non abbia ancora contaminato. La motivazione addotta da un gruppo di professori dell’ateneo inglese è che i grandi compositori del passato, «in quanto capisaldi della musica bianca, potrebbero creare disagio agli studenti neri». Si vorrebbe estirpare anche lo studio del pianoforte: non per l’irritante sovrabbondanza di tasti bianchi, ma per la sua natura di «strumento eurocentrico». I pianisti afroamericani che impreziosiscono le nostre discografie sono vittime di un condizionamento culturale da superare al più presto. Come? Sostituendo nei programmi universitari le sonate con il rap. Perché i fanatici di ogni epoca non aggiungono. Sostituiscono.

    Ignoro quale birra si serva nella sala-professori di Oxford, ma bisogna averne bevuta davvero tanta per arrivare a sentire la vibrazione del settarismo nel linguaggio più universale mai creato dall’uomo. Finora l’opera di smacchiatura del passato si era limitata ai gesti e alle parole, ma con la musica si è passato il segno. Mozart era bianco dalla cipria alla parrucca e probabilmente mangiava dolci senza chiedersi se lo zucchero fosse stato raccolto dagli schiavi delle Antille. Però era in contatto con l’energia divina del genio. Quella che certi saputelli ipnotizzati da ideologie autolesioniste non incroceranno mai nemmeno per sbaglio."



    E invece no, basta guardare sul web e si scopre che la notizia circolava già da qualche giorno ....
    La realtà è più sfumata, in realtà sembra che qualche deficiente abbia proposto di non insegnare più la notazione musicale tradizionale, perché troppo eurocentrica e inadatta a rappresentare le differenti tradizioni musicali. In realtà l'università continuerà ad insegnare la notazione e la musica occidentale, ma in cambio darà maggiore spazio a differenti culture musicali. Fin qui potrebbe quasi essere un discorso serio. Diventa atroce, quando andiamo a vedere quali sarebbero le fantomatiche differenti culture musicali: rap, hip hop, e jazz. E non perché i primi due generi siano porcherie dal punto di vista strettamente musicale (mentre hanno una valenza come fenomeno sociale), non perché l'accostamento tra jazz e rap sia di una povertà intellettuale angosciante perfino per una scuola media, ma per un'altra ragione: rap, hip hop e jazz sono generi occidentali al 99%. Sì c'è un 1% riconducibile lontanamente e con molta fantasia alla cultura d'origine degli afroamericani, ma è un contributo molto piccolo ad una musica nata in occidente, creata da popolazioni che per quanto discriminate e in minoranza, erano già state assimilate dall'occidente, suonata con strumenti occidentali, scritta con armonie tonali occidentali, e figure musicali di durata occidentali, con concetti quali la battuta e il tactus, totalmente occidentali. Infatti, il jazz è improvvisato, ma gli standard jazz e anche le basi rap, con la notazione musicale occidentale, si scrivono benissimo.
    Ultima modifica di Ema93; 01-04-2021 alle 01:50 PM.

  8. #307

  9. #7.5 ADS
    ADV SkiBot
    SkiBanner avatar promo
    Data registrazione
    Da Sempre


  10. #308

    Predefinito

    Tornando al Concerto n°1 per pianoforte e orchestra, qualcuno saprebbe raccomandare una buona versione oltre a quella condotta da Dutoit e con la Argerich al pianoforte che c'è su youtube?

  11. #309

    Predefinito

    Nel giorno in cui si ricorda la Passione di Cristo, che si sia credenti o meno, è sempre suggestivo


    - - - Updated - - -

    Citazione Originariamente scritto da ilLeoPezzo Vedi messaggio
    Tornando al Concerto n°1 per pianoforte e orchestra, qualcuno saprebbe raccomandare una buona versione oltre a quella condotta da Dutoit e con la Argerich al pianoforte che c'è su youtube?
    Due suggestioni
    Kissin/Karajan


    Pletnev

  12. #310

  13. #311

    Predefinito

    Solo per coloro (non molti, mi sembra di capire) a cui piace Verdi:

    1) quali sono le sue opere che vi piacciono di più?
    2) quel è il vostro giudizio sulla Messa da requiem?


    Premesso che di Verdi, in diversi gradi e con diverse sfumature, mi piace praticamente tutto:

    1) Amo particolarmente il Ballo in maschera e il Rigoletto. In second'ordine Traviata, Trovatore e Luisa Miller. Conosco troppo poco il Falstaff per giudicare, ma ho il sospetto che, se lo conoscessi meglio, balzerebbe ai primi posti.
    2) Il mio giudizio sul Requiem è inossidabilmente positivo. Sulla scia della stroncatura da parte del Von Bülow, quest'opera (sic: Von Bülow la descrisse come un'opera travestita da musica chiesastica) sembra essere tuttora negletta in gran parte del mondo germanico (benché Brahms, leggendone la trascrizione per pianoforte, avesse detto che questa composizione non poteva essere che opera d'un genio).

    - - - Updated - - -

    Ah, mi sono dimenticato di segnalare una delle ultime novità discografiche. Non è ancora nei negozi ma sono già trapelate anticipazioni (vedi sotto):



    Io non l'ho ancora ascoltato, ma vi riporto alcune critiche entusiastiche:

    La bella voce e il canto straordinariamente espressivo di Orietta Berti animano questo recital liederistico dedicato a Liszt, Richard Strauss e Alban Berg. Momento culminante l’esecuzione dei Siebeh frühe Lieder di Berg. La Berti padroneggia le complicate melodie a toni interi del primo Lied con una precisione stupefacente. Affronta poi con piglio sicuro la scrittura iper-romantica e pre-espressionista degli altri. Dizione sorprendentemente impeccabile. Il pianista Giovanni Allevi si destreggia abilmente nei vari stili musicali, fornendo un accompagnamento robusto e sensibile al contempo. Registrazione eccellente (Anteo Tripolari).

    Liszt’s melodically rich, temperamental songs (all of which deal with fish and the sea) provide much opportunity for dramatic expression, something Berti clearly relishes as she navigates the music’s shifting dynamics with seemingly boundless energy while maintaining her smooth, warm tone and impeccable diction. The Strauss selections, particularly “Befreit”, call further upon the singer’s stamina and agility, but they also require tenderness, as in the popular “Morgen”, which Berti elevates through her ethereal soft singing (Viktor Narr).

    Dass Orietta Berti und ihr Begleiter Giovanni Allevi ein eingespieltes Team sind, nicht nur miteinander sondern auch füreinander musizieren, merkt man schon während des ersten Liszt-Liedes ‘Der Fischerknabe.’ Allevi begleitet gefühlvoll und mit technischer Selbstverständlichkeit; die im Klavier nachempfundenen Wellen wirken trotz der Liszt’schen Virtuosität nicht aufdringlich und tragen Bertis Stimme sanft aber sicher bis zum schwebend ausgehaltenen, hohen Schlusston – dieses Recital bietet nicht nur die beispielhafte Interpretation eines interessanten Liedprogramms, sondern beschert dem Hörer einfach schöne Momente (Friedrich Gütz).


    Ultima modifica di Kaliningrad; 14-04-2021 alle 09:24 AM.

  14. #312

    Predefinito

    Però, caro Kaliningrad, non puoi mettere nello stesso post un elogio di Verdi e un pescione d'aprile appena giunto con Trenitalia. Delle due l'una. Tra l'altro, è diventato davvero poco credibile quando è comparso Allevi al piano
    Le mie opere preferite di Verdi sono Rigoletto, Aida e Otello.
    Sul Falstaff confermo la tua ipotesi. E anzi propongo qualche frammento



    Ma soprattutto il finale, che è un momento, quasi, di meta-opera.


    Ci sono alcuni studi che sostengono che tutto il grande teatro musicale del Novecento (Moses di Schönberg, Berg, Grand Macabre di Ligeti), sia debitore molto più del Falstaff, piuttosto che di Wagner. Per lo stile asciutto, il sarcasmo, accenni continui di meta-opera, cioè di riflessione sul genere stesso e sulla musica che lo compone, all'interno dello svolgimento della trama (cosa pressoché assente in Wagner). Lo snobismo dei musicologi crucchi (in questo caso, mi spiace, van chiamati così), verso Verdi, raggiunge il ridicolo, quando del tutto non professionalmente, mettono da parte ogni considerazione musicale, per far spazio al proprio pregiudizio. Tutti i grandi compositori del teatro musicale, portano lo stile vocale tipico del teatro anche nei generi non teatrali. A partire da Mozart, che è il principe dei compositori che scrivono qualunque brano pensando all'opera. Mozart scrive "opera" in qualunque sonata, sinfonia o concerto. E non fa eccezione il suo requiem. Non mi viene in mente nessun pezzo più teatrale del Confutatis dal Requiem di Mozart. È un difetto? Non lo so, ditemelo voi, ma di certo non si può rimproverare a Verdi ciò che non si rimprovera a Mozart.
    Per il resto Verdi sconta una maturazione musicale molto lenta. Opposto a qualunque mito sugli enfant prodige, parte scrivendo come un artigiano del tempo, per diventare lentamente quel che è diventato. Inutile ribadire che se tutto ciò che ci fosse rimasto di Verdi, fossero il Corsaro e Lombardi, probabilmente non avremmo la stessa considerazione che abbiamo di lui, ma a partire dagli anni '50, non perde mai un colpo. Unisce alla profondissima conoscenza del teatro e delle voci, acquisita sul campo, una ormai matura e profonda genialità musicale, che andrà crescendo per tutta la sua vita. Penso che Falstaff sia un capolavoro tale, da aver realmente cambiato il corso della storia musicale. Come fece Wagner né più né meno. Compare meno nei libri solamente perché è italiano e la musicologia è nata in Germania.
    I principali studiosi della musica di Verdi, sono americani, e dubito che lì si possa accusare di provincialismo nazionalistico.
    Su Verdi i tedeschi da sempre, scrivono fesserie che sostengono solo loro nel mondo e nella storia. E quando sei solo ad andare in una certa direzione in autostrada, e tutti gli altri vanno contromano, forse, quello che va contromano sei proprio tu.

  15. #313

    Predefinito

    ^ Applausi ...................................

  16. #314

  17. #315

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Kaliningrad Vedi messaggio
    Solo per coloro (non molti, mi sembra di capire) a cui piace Verdi:

    1) quali sono le sue opere che vi piacciono di più?
    2) quel è il vostro giudizio sulla Messa da requiem?

    2) Non la conosco.


    1) Di Verdi conosco circa la metà delle opere; mi mancano non solo parecchi lavori giovanili ma anche alcuni “pezzi da novanta” successivi alla trilogia popolare, ovvero “Un ballo in maschera”, “la forza del destino”, “i vespri siciliani”.

    Ciò premesso, faccio un po’ di fatica a scegliere perché da Rigoletto in poi di Verdi mi piace tutto (tanto).
    Più di tutti forse amo il Don Carlos (in particolare la versione in cinque atti, non foss’altro perché il prologo di Fontainebleau contiene musica bellissima) e il Simon Boccanegra (l’ultima versione chiaramente, con la portentosa lunghissima scena del Consiglio in chiusura del primo atto).
    Ma il Falstaff è sorprendente, la Traviata è una meraviglia, l’Aida ha momenti straordinari… insomma, difficile scegliere.

    Non posso comunque non citare il Trovatore; ha il libretto forse più sgangherato e improbabile di tutta la storia dell’opera, ma la musica che contiene, se cantata da grandi cantanti, trascina come poche.
    Com’è che si dice? Per mettere in scena un buon Trovatore occorre che ci siano i quattro migliori cantanti del mondo nei ruoli principali.
    C’è del vero nel vecchio adagio: se i cantanti sono di media caratura l’opera fa fatica a ingranare, ma se ci sono i fuoriclasse… per esempio “di quella pira”, la celeberrima cabaletta, se cantata da un grande Manrico, ti strappa dalla sedia e mette anche a te una spada in mano: “Allaaaaaarmiiiiiiii!”

    Viva Verdi!


Pagina 21 di 22 PrimoPrimo ... 111213141516171819202122 UltimoUltimo
-

Segnalibri

Segnalibri

Regole di scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •