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Discussione: Chi ascolta musica classica, tra gli utenti del forum?

  1. #256

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    Pianista che conosco poco anch'io. Un altro suo cd che possiedo e che ho ascoltato senz'altro di più di questo sono i Pezzi lirici di Grieg. Scuola russa.
    Ultima modifica di apo; 03-03-2021 alle 04:07 PM.

  2. #257

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    ^
    A proposito di Grieg, mi sono gustato di recente l'intero Peer Gynt grazie a una radio fenomenale, Radio Coatta Classica, che ascolto spesso e volentieri.
    Il conduttore di punta della radio, DJ Spinetta è una vera e propria enciclopedia vivente: è proprio un grande.


    ---
    Nella seconda metà della "pillola radiofonica" viene evocato Skrjabin, e io sono d'accordo col radioascoltatore: è mejo de Rachmaninov.
    Eccolo il preludio e notturno op. 9 per mano sinistra

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  4. #258

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    Dopo Brahms in linea diretta c'è Skrjabin secondo me. O forse anche secondo tutti quanti, non ho studiato molto.

  5. #259

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    Secondo i musicologi Scriabin è una specie di Chopin messo nel frullatore (con un pizzico di oppio).
    Il riferimento a Chopin è sicuramente vero, ma rischia di essere riduttivo considerarlo "solo" (si fa per dire) un continuatore di Chopin.
    Gilels lo adoro quando suona Schumann..

    - - - Updated - - -

    Questo è il bis che fece al concerto del 1976 a Mosca con l'orchestra di stato dell'Unione Sovietica. Se volete sul tubo c'è anche il video intero con tutto il concerto (ovviamente si tratta del concerto di Schumann per pianoforte e orchestra).

  6. #260

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    Sì, ovviamente su Skrjabin hai ragione...ultimamente ho ascoltato le ultime composizioni per pianoforte di Brahms (op. 116 etc) che mi hanno ricordato, forse per atmosfera, qualche pezzo dell'altro...che però non ascolto da tempo e quindi magari è solo un'impressione.

  7. #261
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    Sono fissato con Mozart, come ben sapete.

    Ho letteralmente un'adorazione sfrenata verso la sua Fantasia in Do minore K475, per svariati motivi

    Questa oltre ad essere stato l'ultimo mio vero studio al pianoforte, ormai più di 10 anni fa, credo sia il punto in cui misero davanti agli occhi e alle mani di Mozart un vero fortepiano, probabilmente il più moderno e innovativo del 1785.
    E' un Mozart già "maturo" a livello compositivo, il grosso delle sue sonate lo ha già fatto, i suoi tanti concerti più belli li ha fatti, e vuole sviscerare ciò che ha sotto le mani in quel momento: palesemente uno strumento dalle capacità timbriche e sonore molto più ampie del solito.

    Tutto il primo movimento (l'Adagio), è una pura esplorazione strumentale! Tecnica dico!
    Ne gioca con fraseggi semplici, scale, arpeggi, intervalli di terza, ci mette un po' di contrappunto bachiano, esplora esplora per piccole cose, non la musica, bensì lo strumento in sé.

    E lo spartito diventa ricco di legature, le voci piene zeppe di pause, e segni dinamici: è tutto un giocare di p, di f, si vede il fp E tutto sta lì alla perfezione, tanto per cambiare di una naturalezza quasi banale.
    Clicca l'immagine per ingrandirla

Nome:	mozart-manuscript-of-fantasia-in-c-minor-k-475-dedicated-to-therese-von-trattner.jpg
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ID:	76057

    Le sue orecchie captavano novità e potenzialità pazzesche.

    Mozart ci presenta lo strumento principe della musica, ma tecnologicamente lo affronta come uno strumento del secolo successivo, 30 anni nel futuro!

    Suona ovviamente una donna, Mitsuko Uchida

    Ultima modifica di madflyhalf; 05-03-2021 alle 09:49 AM.

  8. #262

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    Pensa che l'ascoltavo ieri sera..... (Ashkenazy).

    C'è veramente un mondo in questo pezzo.

    Non mi entusiasma l'esecuzione della tipa, di primo acchito. A casa ascolterò con calma.

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  10. #263

  11. #264
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    Citazione Originariamente scritto da Ema93 Vedi messaggio
    No vince Mitsuko per i miei gusti... conosco bene questa esecuzione ma la giappa l’ho sempre preferita.

    Gusto personale eh .. poi secondo me quello suonato dalla Pires non è un adagio... molto forzato.

    Forse l'avrebbe suonato così Mozart
    Ultima modifica di madflyhalf; 05-03-2021 alle 11:17 AM.

  12. #265

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    È complicato, come sai sembra sempre più probabile che la nostra concezione dei tempi post romantica e decadente, andrebbe interamente ritoccata al rialzo per tutta la musica fino a Chopin compreso. I metronomi di Beethoven (che lasciano presupporre per l'allegretto una velocissima pulsazione di base intorno ai 76 battiti al minuto), sono abbastanza indicativi. Gli adagi del classicismo viennese in questo senso sono tutti da concepire più scorrevoli.

    Se immagini l'Adagio della Sonata K570 di Mozart la questione diventa abbastanza evidente. I pianisti vecchia scuola iniziano il movimento in modo estremamente lento (aiutati dalla scrittura a corale del tema principale), tanto lento che Mozart probabilmente l'avrebbe definito Largo. Poi, quando arrivano i temi in do minore prima e in la bemolle maggiore poi, la struttura estremamente più scorrevole delle frasi induce tutti ad accelerare (e non poco) il tempo. Ora, siccome è evidente che non è un movimento con due tempi diversi all'interno, l'unica soluzione è fare tutto più veloce, compreso il corale iniziale, anche se la cosa può sembrare strana alle nostre orecchie (ma pianisticamente e musicalmente funziona anche a un tempo più veloce).

  13. #266
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    Ovviamente hai ragione...
    C'è anche l'aspetto tecnologico (scusa se torno li): era impossibile che con quella velocità, un suono di un fortepiano, anche se il migliore possibile, potesse rendere qualcosa di udibile ad orecchio umano, dopo un certo tempo.


    Però ammè non mi piace

    Effettivamente la Uchido esagera un po' troppo... ma la Pires va in senso troppo contrario.

    Sicuro esistono vie di mezzo, le troveremo

  14. #267

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    L'aspetto tecnologico è vero per i tempi.


    L'importante è non usarlo come scusa (come fanno alcuni) per stralciare le pedalizzazioni originali si Beethoven e Chopin con una mano di vernice bianca in nome del "tanto sui loro pianoforti si sentiva meno".
    Anche perché, avendo provato a suonare su alcuni Erard d'epoca posso dire che è vero che lo strumento ha meno suono in generale, ma l'alone c'è eccome.
    E se Beethoven nel primo movimento dell'op. 27 n. 2 mette un unico pedale dall'inizio alla fine non è perché "tanto non si sente" ma perché vuole esattamente quell'effetto, con buona pace dei reazionari ultraconservatori che ancora oggi vogliono "normalizzare" ed edulcorare la scrittura originale, un po' come i mutandoni aggiunti ai nudi di Michelangelo.

  15. #268

  16. #269
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    Si ma é meglio che dai retta più a lui che a me...

    Ema hai mai suonato un Pleyel antico??

  17. #270

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    Ho suonato un Pleyel degli anni 50 dell'800 (1858 circa), ma non avevo sotto mano nulla di Chopin, così ci suonai sopra le Variations Serieuses di Mendelssohn se ricordo bene.
    La cosa che mi infastidiva di più era la corsa del tasto troppo corta, oltre alla sensazione di scatto del tasto, quando si suonava piano. Ho bucato un sacco di note, questo è certo.

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