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Discussione: Danni maltempo 28-30 ottobre 2018

  1. #76
    Skifosissimo Skifoso
    Attrezzatura
    Spazzauovo DH 250cm r>∞, scarponi Cement 190 very hard, il mio disastrato fisico e una scimmia prepotente

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    Bisogna partire da un ragionamento che forse per alcuni forse è troppo arzigogolato.
    Per cui provo a prendere qualche genuino interessato virtualmente "per mano" e vedere se si possono chiarire certe idee.
    Perché chi vi racconta che la legna non si può raccogliere, che i torrenti non si possono dragare, è falso perché ne attribuisce le responsabilità ai suoi spauracchi mentali, oppure ignorante perché parla senza sapere nulla di ciò di cui parla, ma solo per sentito dire, per presa di posizione.
    In ogni caso lo fa e ne ha colpa, quindi NON ASCOLTATELO.


    Partiamo da un presupposto:

    1) i disastri naturali CI SONO SEMPRE stati, con tempi di ritorno tendenzialmente simili nelle ere geologiche, nelle epoche storiche;

    MA

    2) fino anche a solo 300 anni fa, se fosse successo ciò che è successo negli ultimi 4gg in Dolomiti, avrebbe coinvolto (es.) 4.000 persone.
    Ora ne coinvolge 600.000; si può dire quindi, con un punto di vista relativo, che a 300 anni di distanza, l'evento meteo "straordinario" potrebbe avere un impatto 150 volte maggiore, nonostante l'intensità sia identica

    Dato il punto 2, dovrebbe essere nell'interesse di ogni comunità umana vivere in equilibrio con un ambiente naturale nato in un modo, trasformato dall'uomo, impattato dall'uomo, e ora fortemente antropizzato.
    Tutto ciò credo che per chiunque abbia sale in zucca, sia fondamentale per SOPRAVVIVERE.
    Se radi al suolo un bosco per non far interrompere i tralicci in caso di vento, non togli il problema delle frane; se cementifichi un pendio per impedire una frana, non elimini il problema delle alluvioni lampo... concettualmente funziona così.

    PER CUI

    3) servono continui interventi di preservazione e manutenzione di un ambiente "naturale" E "antropizzato", se si vogliono evitare disastri simili o, e già sarebbe tanta roba, diminuirne il loro impatto sulla vita umana.
    Questo perché in certe zone geografiche, ormai tantissime, non si può parlare di solo ambiente naturale; a Taibon in val San Lucano, ci sono sì montagne alte 2500m selvagge e poco battute, ma ci sono delle case intorno fino ad una certa quota! Gli interventi non li devi fare dai 2000m in su, ma fino a 300m sopra l'ultima casa sì!
    Per contro ci saranno sempre delle aree in cui sarà sempre più opportuno non fare nulla... nessuno deve bonificare 200m cubi di roccia a 3000m, o pulire un bosco in pieno parco naturale.


    Vi faccio un esempio concreto.
    Ecco un posto meraviglioso, popolato da millenni, ora fortemente antropizzato per svariate ragioni.


    Come potete notare da questa foto, ci sono numerosi "pietroni" ai suoi piedi, sganciati ormai da millenni, sicuramente secoli... quando nei paraggi se andava bene c'erano i monaci Benedettini, riparati nell'eremo sotto un enorme tetto della Pietra (visibile in foto). Al limite qualche eremita, pastore, cinghiale.

    Bene, nel 2015 c'è stato un crollo non enorme, ma sicuramente importante, di una fetta del settore appunto Eremo, che ha centrato la Panda del prete parcheggiata sotto;
    Briciole, in confronto a massi grossi come montagne disseminati ai piedi della Pietra di Bismantova



    La frana, partita esattamente dalla cima della Pietra (ahimè ha portato via uno dei più bei diedri del mondo arrampicatorio italiano - un VI del 1941, gradato poi in tempi recenti VI+), ha creato in seguito ovvie discussioni su questo sito geologico-antropico SIC (Sito di Interesse Comunitario), nonché Parco Naturale nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano.
    - Arrampicare sì, arrampicare no?
    - Interventi di manutenzione? Cosa? Sensori? Altro?


    - chiudiamo sentieri?
    - mettiamo parapetti?

    Ovviamente quello che in molti hanno sollevato è stato che siamo in ambiente montano, basso, ma comunque montano (1000m), dove le precipitazioni nevose e piovose ci saranno sempre, bisogna tenere in conto di queste cose, sempre di più.

    Poi uno ha alzato una mano e ha fatto notare una cosa.
    Cento anni fa, in questa montagna dalla cima paradisiaca e piatta, i pastori e gli agricoltori tracciavano con un aratro una serie di canali di scolo per fare in modo che dalla sommità l'acqua defluisse verso i più morbidi pendii ovest.

    Sono 70 anni che queste cose sono man mano sparite. Però sono aumentati i crolli.
    Ma va?
    Forse perché l'acqua invece che defluire si infiltra nella terra sopra e poi nelle fessure (e sono tante) di questa fragile, stupenda e gripposa calcarenite, la gonfia e poi... succede il patatrak!

    Il problema è che è anche aumentato il n. di persone che cammina, arrampica o magna (e 'lé sàtta, as mâgna propri bån!), così hai aumentato anche l'impatto di un possibile evento naturale disastroso.



    Ora la favoletta è finita, ma i canali di scolo non sono stati fatti, eppure in 2-3 settori sono comparsi come funghi i sensori di movimento sulle grosse lame apparentemente staccate ! (la frana è venuta dalla vetta dove di lame staccate quasi non ne vedi: c'è la terra sopra!)


    Questo per dire che non serve oggettivamente "tanto" per curare un territorio già pesantemente bastonato dalla mano dell'uomo, il salvabile è ancora salvabile, basta averne la volontà e le iniziative giuste e sensate, senza prese di posizioni nette che non servono a un ciufolo, che siano in una direzione o nell'altra.


    E badate bene che gli esempi sono molteplici, si può prendere l'esempio del lupo, sterminato dalle nostre montagne, che però dopo è nato il problema degli ungulati che infestano campi e piantagioni, poi torna il lupo e il problema è di nuovo lui? Solo lui? Sul serio torniamo indietro di 300 anni a dare la caccia ad un animale che se "gestito" insieme ai risarcimenti agli allevatori, riporterebbe equilibrio faunistico?


    Con la natura l'uomo o ci si mette in equilibrio, oppure perderà.
    SEMPRE.

    Fino a che non ci sarà più uomo sulla terra.
    Ultima modifica di madflyhalf; 01-11-2018 alle 10:11 AM.

  2. Lo skifoso madflyhalf ha 6 Skife:


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  4. #77

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    Citazione Originariamente scritto da botto Vedi messaggio
    IL quadro dipinto da Mad e Sperem è vero al 100%
    Il bosco che avanza in modo non governato, mangiando pascoli e crescendo debole è un problema ben noto.
    I fiumi imbrigliati in pareti di cemento e stradine 'jeeppabili' che si trasformano in fiumi è un problema altrettanto noto.

    Ma questa volta, se vediamo le foto di interi boschi rasi al suolo da trombe d'aria o di ponti mangiati dai fiumi in piena ovunque nelle provincie di Trento e Belluno (meno BZ, ma perchè più protetta), si capisce che la forza della natura sarebbe stata superiore a qualunque cura preventiva da parte dell'uomo.

    Ed a poco vale, questa volta, il 'si sapeva da giorni' (forse noi stessi avevamo più volte manifestato forte preoccupazione per i picchi precipitativi, ma avevamo sottovalutato la forza dei venti).

    Forse va fatta una riflessione sulle fasce di rispetto di fianco agli elettrodotti (se ne era già parlato anche dopo il blackout del Natale 2013), visti i due eventi in sequenza (incendio e trombe d'aria), ma poi l'impatto visivo aumenta, lo sappiamo. Ma va fatto.

    E certo che non fa notizia. Fa più notizia il porto di Rapallo con la devastazione degli yacht, oppure, come scrivevo ieri, se il disastro avesse colpito Cortina.
    Domenica voglio salire in Val Zoldana, se possibile, voglio vedere coi miei occhi, non ci credo ancora. Non sono Veneto, non son Zoldano eppure è come se fosse successo a casa mia forse ancor di più. Mi sento impotente e vorrei far qualcosa e questo mi strugge enormemente. La storia degli elettrodotti, le fasce vanno fatte e vanno pulite lo so che saranno impattanti ma vanno fatte e poi gestite per bene. Vanno studiati tralicci che possano resistere maggiormente al vento. E vanno studiate fasce di rispetto anche per gli impianti di risalita, gestiti sempre dalle società. Sai cosa manca sempre più in quelle valli ? Il Forestale quello che conosceva vita e miracoli di una valle, quello che si accorgeva se facevi qualche cappella , quello che ti consigliava ed anche che ti cazziava e ti multava se doveva.
    Ora bisogna portare alla ribalta quanto successo, premere sulle istituzioni per avere fondi, far capire a quella gente che non sono soli e che se vogliono rialzarsi devono però cambiare gestione e mentalità. La forza e la capacità di lavoro ce l’hanno nel DNA,basta solo instradarli nel verso giusto. Ci vorrebbe un evento straordinario che calamitasse l’attenzione della nazione. Grazie, almeno tu hai capito ciò che ho voluto scrivere.

  5. Lo skifoso Sperem ha 4 Skife:


  6. #78
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    I fondi per mantenere il territorio ci sono, in qualunque regione ci sono tasche su tasche da usare per il territorio, spesso arrivano dalla UE e sono miliardi per l'Italia, basta usarli con sale in zucca e progetti meritevoli e non per pura propaganda elettorale.

    Guardare al futuro....

  7. #79

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    Ecco il volo in agordino e la situazione: https://www.rainews.it/tgr/veneto/vi...e8c46bacc.html
    Rocca Pietore è in ginocchio.


    La provincia di Belluno è zona di devastazione. Aree diventate pressochè irriconoscibili, con alberi caduti, frane e smottamenti. Centinaia di famiglie isolate e continuano i black out. Incubo per i cittadini, rimasti senz'acqua.

  8. #80

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    300 mila alberi abbattuti in Altopiano di Asiago?
    http://www.tviweb.it/asiago-il-cai-v...-esistono-piu/

    Il Cai Veneto: “I sentieri escursionistici non esistono più”



    “Non andate in montagna: i sentieri non esistono più”. 300 mila alberi abbattuti dal vento che, al Verena, è arrivato ai 166 km/h. Circa 5000 km/quadrati di bosco abbattuto tra Veneto e Trentino. Un’ecatombe vegetale di immani proporzioni. E’ di poche ore fa l’appello del CAI Veneto alle Sezioni, agli Istruttori, Accompagnatori, Operatori, semplici soci CAI del Veneto. Rispettare questo appello è anch’esso un modo per aiutare le popolazioni colpite e quanti si stanno impegnando a portare loro soccorso in questo momento difficile.

    “Col passare dei giorni si manifestano in tutta la loro portata i gravissimi danni arrecati dal maltempo alla montagna veneta e non solo. Centri abitati, viabilità principale e secondaria, mulattiere e sentieri sono interessati da crolli, frane, smottamenti e tantissimi alberi caduti. Una veloce ricognizione aerea del Soccorso Alpino effettuata oggi nel Bellunese ha evidenziato come la rete sentieristica sia gravemente compromessa, soprattutto per la caduta di numerosissimi alberi che ne impediscono la fruizione in sicurezza. Tutto il territorio bellunese è pesantemente compromesso ma anche il Trentino e l’Alto Adige. La criticità è massima nell’Agordino, nello Zoldano, nel Cadore e nel Comelico, ma anche nelle vicine valli del Primiero. La Sezione di Asiago ci ha comunicato che nell’Altopiano dei Sette Comuni tutte le strade forestali e i sentieri sono praticamente impercorribili per caduta piante.

    Si raccomanda quindi a tutte le strutture CAI e ai singoli soci, soprattutto di pianura, di non intraprendere viaggi e tantomeno escursioni in montagna.
    Lasciamo la viabilità quanto più possibile libera per i movimenti dei soccorsi, delle forze dell’ordine e di tutti coloro che sono impegnati nelle opere di contenimento dei danni e di ripristino. Tanto più, non avventuriamoci nei sentieri, mettendo a repentaglio la nostra vita e quella altrui. Vi chiediamo di diffondere quanto più possibile questo appello a soci, amici, conoscenti: è il minimo che possiamo fare in queste ore in segno di solidarietà per i nostri soci di montagna”.

    Situazione critica anche nelle Piccole Dolomiti e sul Monte Grappa: una prima stima parla di un 10-15% di alberi abbattuti sul Carega.

  9. #81
    Skifosissimo Skifoso
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    Questa dovrebbe essere una foto del centro di Cencenighe presa da uno degli articoli a caso di Repubblica


  10. Skife per madflyhalf:


  11. #82

  12. #83

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    Disastri in Friuli dove manca anche l'acqua potabile in più di venti comuni,
    a causa della mancanza di energia elettrica per far girare i depuratori e per diverse rotture nelle condotte.

    Ma anche in Veneto dove la situazione inizialmente sembrava meno peggio,
    la giornata di forte scirocco ha portato danni ingenti,
    dal Cadore in su verso il Trentino interi paesi isolati senza energia elettrica e telefonia mobile.

    Speriamo che la pioggia dia una tregua prossima settimana in modo che di possa almeno ripulire parte dei detriti,
    con il freddo in arrivo i problemi si amplificano.

  13. #84

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    La foto viene dalla val di fiemme Predazzo

    " la riduzione del rischio non può prescindere da adeguate e costanti attività di prevenzione, manutenzione e controllo del territorio.

    "Il presidente della Fondazione centro studi del Consiglio nazionale dei geologi ha dichiarato, pochi giorni fa, che “per mettere in sicurezza le nostre infrastrutture basterebbe il 30% di quanto si spende per la ricostruzione”. Un dato che viene riproposto in occasione di ogni grande evento calamitoso che ha interessato il nostro Paese negli ultimi decenni, dai terremoti alle alluvioni, ma che non trova adeguata considerazione nelle strategie di pianificazione a lungo termine che lo Stato dovrebbe perseguire, buono al massimo per costruire slogan e promesse elettorali che rimarranno disattese. La decisione di cancellare, da parte dell’attuale governo, le attività del progetto “Italia Sicura” avviato dal precedente esecutivo lo dimostra ancora una volta."

    estratto da una mia lettura , spero che il progetto "italia sicura" venga sostituito da altro, più efficacie, magari visto i risultati.

  14. Lo skifoso Nuvola ha 2 Skife:


  15. #85

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    Questo comunque è un evento eccezionale. Il disastro creato dal vento non si poteva prevenire in alcun modo, a meno di non togliere gli alberi a priori...

    - - - Updated - - -

    Melette

    foto funivie.org


  16. Skife per fla5:


  17. #86

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    Non per polemica, ma è una mia domanda a cui non so forse dare risposta. Nella foto postata delle Melette perché non tutti gli alberi sono a terra? Ecco questo io faccio fatica a capirlo o meglio forse una considerazione, una idea c’è l’ho : sono forse tipi di piante differenti ?

  18. #87

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    Citazione Originariamente scritto da fla5 Vedi messaggio
    Questo comunque è un evento eccezionale. Il disastro creato dal vento non si poteva prevenire in alcun modo, a meno di non togliere gli alberi a priori...

    ]

    l'evento è stato eccezionale, forse unico nella storia, trombe d'aria erano limitate ad una valle, non a un territorio così vasto. prevenzione in questo caso serve a poco. Adesso serve per non rischiare frane e smottamenti
    Ultima modifica di Nuvola; 01-11-2018 alle 04:46 PM.

  19. #88

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    Una cosa soltanto se possibile : verificate per bene le notizie prima di postarle, manca solo di creare allarmismi o peggio sapere che ci sono persone che cancellano le prenotazioni( come sta già accadendo ) per le settimane bianche. Attualmente a Zoldo vi sono problemi con la cabinovia ma si pensa di posticipare l’apertura sino a Natale o forse dopo ma dovrebbe essere operativa per fare parte della stagione e si stanno già organizzando per bypassarla in qualche modo : accesso da Palma ( certo che se vi fosse stato ancora il vecchio ski-lift che saliva al Pian del Crep ) e poi seggiovia e ski-lift.
    Grazie

  20. #89

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    Esistono mille motivi per i quali due alberi apparentemente identici hanno reazioni completamente differenti rispetto ai carichi dinamici, ne verrebbe una trattazione sconfinata. E senza un’analisi in loco è impossibile da valutare.
    Ovviamente la variabile varietale giocherebbe un ruolo fondamentale.

  21. Lo skifoso cleon ha 2 Skife:


  22. #90

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    Ovvio che si parla di notizie da prendere con le pinze, almeno finché non ci sono foto...

    Ad esempio il Franzin di Carezza è ridotto così (da funivie.org)








    Qui si vede Alleghe (il lago è tracimato e ha lasciato fango).

    https://video.gelocal.it/corrierealp...8pSwIh3_wYZZJQ

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